Archivio per Flavio Briatore

(138) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 agosto 2020 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2020″

«Ora sono io l’anormale. La Normalità è un concetto di maggioranza, la norma di molti, e non la norma di uno solo.»

Richard B. Matheson,
“Io sono leggenda”
Fanucci, 2003

Ordunque, di cosa spettegoliamo stavolta per concludere l’estate in bellezza, ai tempi belli del Corona-Party in mondo diffusione?!?
Di Giggino O’Sarracino ripassato alla griglia, che fa il coglione come suo solito, stavolta in versione corsaro moresco?!?
Impresa nella quale peraltro riesce benissimo, per un eccezionale talento del tutto naturale!
Parliamo di Giulio Gallera, assessore lombardo al disastro sanitario, travestito da puffo dopo le improbabili performance tennistiche?
O di Capitan Sugna che grufola bulimico tra i formaggi in caseificio, infilandoseli nel naso? L’assaggiatore seriale in tenuta balneare che invita i suoi devoti al digiuno solidale, mentre LVI si ingozza a gettone, sfoggiando un physique da rutto, tra i cascami lipidici e lo sfranto flaccidume di giovane vecchio in vacanza perenne: l’oscuro oggetto del desiderio nel fascino perverso dell’orrido.
Forse potremmo parlare della scrupolosa applicazione delle procedure di distanziamento fisico…
E magari del corretto utilizzo della mascherina ‘protettiva’, da portare rigorosamente calata sotto il mento, a mo’ di cinturino anti-russamento, fino al suo naturale sbriciolamento, dopo settimane di uso ininterrotto dello stesso sottogola strizzato ad oltranza…
Mascherina ancora più efficace, se infilata come para-gomito; meglio se ripassata lungo tutto l’avambraccio, per essere sicuri di insozzarla ben bene. Perché c’è chi piscia dal ginocchio e chi respira coi gomiti.
Parliamo della serrata ad oltranza di scuole, teatri, università… perché discutere in cinque persone una tesi di laurea, dentro ad una stanza di 50 mq non è abbastanza sicuro… e dell’inderogabile necessità di riaprire invece locali notturni e discoteche (per non tacere delle fondamentali sale da gioco d’azzardo)?!?
Poiché nel paese sempre in festa dei balocchi si può chiudere tutto, ma non l’industria dell’effimero coi suoi divertimentifici per l’eterno carnevale. Altrimenti poi ci tocca un Flavio Briatore a guidare le rimostranze dei gestori per tutelare il fondamentale diritto di fare un po’ quel che cazzo pare loro, salvo (per legge del contrappasso) ritrovarsi infettati essi stessi, insieme ai 2/3 della clientela cresciuta a sballo, tra torme di ragazzini invasati e stagionati vitelloni in crisi di mezza età.
Sono i forzati nelle fosse del divertimento coatto. Generazione piagnona di fancazzisti cronici per vocazione, sono i rampolli rampanti della gente che non ce l’ha fa più ed è ridotta alla fame, ma che i soldi per le irrinunciabili vacanze, trascorse a sbevazzare in giro per locali, li trovano eccome.
E che dire del cocco di mamma che dopo aver trascorso l’ultimo mese in giro per le discoteche di mezza Europa, ora si lamenta che non sia subito pronto un test sierologico per lui, con equipe medica ad immediata disposizione per il ritorno a casa del figliol prodigo?
Con così stringenti precauzioni, proprio non ci si capacita della recrudescenza dei contagi da Covid-19!
Sarà mica colpa dei troppi negri in circolazione, che sputacchiano in giro diffondendo il contagio?
Ordunque, parliamo di “Pizzo di Farro” alla siciliana: il fascistissimo governatore siculo, che si crede vicerè e che per creare un’emergenza che (ancora) non c’è, onde poterci lucrare in campagna elettorale, ordina di svuotare i centri di accoglienza e sparpagliare per tutta la Penisola i migranti, meglio se a bighellonare come zombies senza meta, per poter poi gridare all’invasione, dare all’untore, e sciacallarci sopra con la ducia nana e il mussolini di ghisa ai quali tira la sponda, facendo finta di non sapere che la stragrande maggioranza dei barchini non arrivano nei porti?!?
E certo che se non ci fossero i negri bisognerebbe importarli, o comunque inventarseli! Altrimenti chissà cosa farebbero gli imprenditori della paura di una destra sfacciatamente fascista, per drenare consensi a strascico tra le vasche di liquami nei borghi putridi del disagio psichico, sempre indecisi tra Vandea e Mississipi anni’20, ravanando negli anonimi buchi di culo di quella provincia profonda come il sonno della ragione, passati direttamente dal medioevo al nazismo, col loro razzismo da taverna che si scatena quando viene toccato il sacro corpo del Capitone.

A riprova che la critica (fin troppo generosa) era assolutamente fondata. Per inciso, la “mezza scimmia schifosa” (che per cognome fa ‘Di Patrizi’ ed è italianissima), da cacciare in Africa, è questa splendida ragazza qui…

Esplorare le cloache del leghismo militante significa toccare lo schifo di un’umanità avariata e ripugnante, dalla sessualità malata e perversa, involuta allo stato animale e che fa dello stupro la dimensione privilegiata del proprio squallore, nella becera regressione tribale sotto l’ombra protettiva della Bestia salviniana: il deus ex machina che muove il branco e lo aizza a cadenza ciclica contro bersagli prefissati; molto meglio se donne, che più di ogni altro eccitano le perversioni psicotiche e le più ributtanti fantasie erotiche di un’orda dalla miseria dis-umana degradata a livelli belluini. Sono i prodotti malati di una fabbrica dell’odio al servizio attivo e permanente dello Sciacallo: il mandante amorale del linciaggio in effigie e del ricorso allo stupro punitivo come arma di intimidazione digitale, mentre chiama a raccolta gli schiumanti manipoli, dando libero sfogo alle sue squadracce per la consueta colata di bava e liquami.

«“Insulti sessisti”, ci si va indignando, ma credo sia riduttivo. Il sessismo, persino lui, comporta una qualche forma di pensiero, ancorché molto debole, degradato, degradante. In questo caso – come in tutti i casi analoghi ahimè non infrequenti- ci troviamo invece davanti ad attività non solo prive di pensiero, ma al pensiero del tutto contrapposte, come si contrappone all’uomo l’animale.
Si tratta di creature violente, barbariche e imbecilli, si dirà, di stupratori virtuali, di scarti della società civile, di feccia da smaltire nell’indifferenziata per totale assenza di un’identità persino in qualità di rifiuti. E tuttavia sono tanti. E tuttavia tra loro, inspiegabilmente, ci sono alcune donne. E tuttavia si riconoscono nel partito più grande del Paese. E tuttavia sono dotate di una storia, di un’origine sociale e politica che suscita molto allarme per ciò che è e per ciò che potrebbe diventare.
Se invece di acquattarsi negli anfratti del web ci mettessero la faccia -ammesso che ne abbiano una-, sarebbe interessante osservarla, poterla sottoporre a un competente studio antropologico. Sarebbe importante capire se hanno una doppia personalità o sono proprio come ciò che scrivono; che sguardo hanno -ammesso che ne abbiano uno-; che vita fanno; qual è la loro collocazione generazionale, sociale e geografica; se lavorano e sono dotati di famiglia, magari anche di figli, che in automatico diventerebbero creature a rischio, esposte a una lezione di odio, di violenza e di ignoranza che potrebbe riprodursi nel corredo genetico, così da farci sperare che invece non ne abbianoMa lo studio più interessante sarebbe quello che porta alle origini di questi fenomeni, ovvero all’incastro tra quel Bronx virtuale in cui l’odio, attraverso le sue forme più bieche, amplifica a dismisura la libertà di esistere di tante esistenze senza senso, e una antica ma più che mai attuale cultura politica celodurista che con la Politica – anche qui questione di minuscole e maiuscole- ha ben poco a che vedere. Le prime da colpire, al centro di quell’incastro, sono le donne, soprattutto se giovani, soprattutto se piacenti. Le prime da cercare di ferire con esercizi di violenza e di volgarità; le prime da tentare di svilire e umiliare, se ricoprono responsabilità politiche. Con l’assenza di pensiero delle bestie. E con l’incoraggiamento, più o meno subliminale, di mandanti politici. Che osservano, tacendo. Che approvano, soppesando. Perché le correnti di pensiero, se assecondate, possono trasformarsi in consenso. Quelle di non-pensiero anche di più

Marida Lombardo Pijola
(26/08/2020)

Il Capitano da il LA (salvo defilarsi un istante dopo, come tutti i vigliacchi) ed il coro si associa in uno scroscio di vomito e merda.
In ciò consiste la decantata carica innovativa della truce macchina da guerra sovranista: analfabetismo funzionale; sessismo estremo dalle fragili ostensioni fallocratiche, ridotte a misoginia patologica; tribalismo etnico e revanchismo identitario, percolato in razzismo esplicito; sciovinismo d’accatto fuori tempo massimo, con uno schizzo di autarchia; pose ducesche e ammiccamenti mussoliniani, per una sempre più sfrontata apologia di reato coi suoi ostentati richiami nazifascisti. Più che folklore, è un marchio di fabbrica. Il tutto ribollito in un condensato di frustrazioni croniche ed umori fetidi, da spalmare via Facebook in una gara di rutti, facendo leva su paure ancestrali, nell’inconsistenza della proposta per vacuità delle soluzioni, con un ciccione travestito da sbirro che mangia senza trovare fondo e si fa i selfie, mentre ingurgita cibo a comando, nella rappresentazione teatrale di Sé. D’altronde, l’Italia ha sempre avuto “grandi attori” (o grandi imbecilli), nella prevalenza dell’istrione ancor più che del cretino, non meno pernicioso, che lo vota ad ogni tornata.
E questa sarebbe la straordinaria modernità comunicativa del salvinismo 2.0, tanto lodata dagli esperti della materia, perché parla alla pancia di un paese in piena costipazione!?
Se il grosso di un Paese si riconosce e si identifica con ‘sta roba, dopo la breve e non meno grave infatuazione per una setta di dissociati mentali, dispersi nella dimensione parallela di Gaia, tra microchip sottocutanei e scie chimiche, allora quella nazione è messa davvero male.

Hit Parade del mese:

01. MOTO PERPETUO

[23 Agosto] «L’Europa potrebbe emettere titoli di debito perpetui, emessi senza scadenza e a tasso zero»
(Laura Castelli, sottosegretaria al sottosviluppo economico)

02. COME CAVOLI A MERENDA

[03 Agosto] «Con la giornata nazionale contro l’omofobia, noi pensiamo che si tratti un po’ di un tentativo di colonizzazione culturale delle scuole di ogni ordine e grado con il pretesto di contrastare la discriminazione. Dietro c’è una chiara ideologia: quella che vuole cancellare il Natale, che impedisce canti e presepi nelle scuole.»
(Annagrazia Calabria, papi-girl)

03. GEOGRAFIA A 5 STELLE

[04 Agosto] «Le immagini dell’esplosione avvenuta a Beirut sono sconvolgenti. Esprimo la mia vicinanza al popolo libico.»
(Elisa Pirro, la Solidale)

04. DIPLOIDI

[06 Agosto] «Ho parlato con molti biologi, c’è un incremento esponenziale dell’omosessualità a partire anche da persone molto giovani, quasi da bambini, da adolescenti, e questo diciamo, è stato spiegato da questi biologici, che potrebbe essere legato alla vaccinazione. Nei vaccini infatti ci sono le cellule di feti abortiti diploidi femminili che modificano le informazioni, entrano poi nel corpo di questi bambini che così si trasformano.»
(Massimiliano Quaresima, altro psicolabile a 5 stelle)

05. LE SCUOLE LAGER

[25 Agosto] «Questi tarati vogliono trasformare le scuole in lager»
(Matteo Salvini, lo Sciacallo)

06. SADOPEDOFILIA LUCIFERIANA

[20 Agosto] «Le accuse a Bannon fanno parte del fuoco di sbarramento Dem Deep State sadopedofilo contro Trump e i popoli sovrani! Ne prepareranno altre da veri luciferiani quali sono!»
(Alessandro Meluzzi, il Posseduto)

07. PROSTATITE AI POLMONI

[25 Agosto] « Flavio [Briatore] sta bene, il suo problema è la prostata.»
(Daniela Santanchè, il nazidemocratico)

08. QUOTA 400

[05 Agosto] «Il taglio dei parlamentari comporterebbe un risparmio a legislatura di oltre 400 milioni di euro.»
(Luigi Di Maio, il Contabile)

09. ANZI NO, 500!

[23 Agosto] «Oggi chi dice no al taglio dei parlamentari, dice no a un risparmio di quasi mezzo miliardo di euro a legislatura e a un sistema più efficiente.»
(Luigi Di Maio, il Contaballe)

10. CONGIUNZIONI ASTRALI

[26 Agosto] «Compagni di classe e colleghi di lavoro potrebbero essere considerati come congiunti.»
(Paola De Miceli, disastro ai Trasporti)

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HARD BOILER

Posted in Kulturkampf, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , on 13 dicembre 2012 by Sendivogius

Boiler_PG20L’Italia è ormai da tempo un laboratorio per esperimenti pulp
La letteratura anglosassone e cinema d’azione hanno impresso nell’immaginario collettivo la figura dell’hard-boiled: il duro tutto d’un pezzo, dalle pessime abitudini e dai seri problemi relazionali.
È un tipo di personaggio di successo, ma poco avvezzo alle nostre latitudini. Il Belpaese è infatti terra di melodramma e sceneggiate; ha inventato i teatrini dell’avanspettacolo, innalzandoli a gloria nazionale. Non per niente, gli italiani adorano il pianto facile, la risata sguaiata, le smargiassate… a tal punto da ricercare la loro rappresentazione ovunque, premiando quei modelli politici che più gli rassomigliano. Probabilmente, li trovano rassicuranti e soprattutto familiari.
Di conseguenza, in assenza di hard-boiled, ad abbondare sono piuttosto gli Hard-Boiler: l’inquietante genia di scaldabagni mobili; bizzosi cialtroni in andropausa, meglio se miliardari con villone a Malindi, imbolsiti dagli anni e logorati dalle proprie ambizioni quasi sempre incontenibili.
E parlano, parlano in una logorrea incontenibile infilando interminabili teoremi di boiate con smentita incorporata, in una cacofonia di suoni e deliri senili. Confondendo gli orifizi, assomigliano a quegli svergognati scorreggioni, con problemi di peristalsi, che non riescono a controllare le loro flatulenze rilasciate a ruota libera. E in un paese per vecchi, con ‘giovani’ precocemente rincoglioniti, la materia prima di tal fatta non manca mai…
The Naked King (The Times)Prematuramente seppellito, fresco come un preservativo usato, ritorna il vecchio Pornonano da monta con un corredo funebre d’eccezione: l’aitante Flavio Briatore, affascinante come un Sallusti-Nosferatucontainer di patate marce; Alessandro Sallusti, frutto insano di un rapporto proibito tra Nosferatu e Zio Tibbia, che essuda la simpatia di un obitorio; il mummifico Ennio Doris, che con la salma vivente di Arcore condivide le taniche di cerone ed il medesimo parrucchiere, per risultati devastanti…
Tuttavia, tra gli avanzi del “Nuovo” costipato nella sua eterna riproposizione, si distingue indubbiamente il giovane virgulto 65enne, che ha scoperto il computer soltanto con la terza età, dopo aver provato per anni a cuocere le uova coi cellulari, fare il bucato con le palline da ping pong, e rifornire di olio di colza il SUV spaziale al posto della benzina.
Ovviamente parliamo dell’Uomo con l’elmetto, convinto di essere in guerra, accerchiato com’è dalle sue ossessioni di paranoico invasato.
Nazi-PaperinoIl Capo (duce) politico del MoVimento, fondatore e gran sacerdote del Culto del Grillo, ci regala un’eccezionale dimostrazione pratica su cosa intenda per “partecipazione diretta” e sulla democrazia in senso lato, in attesa di stilare una versione aggiornata del Mein Kampf (la mia battaglia).
Grillo nudo L’uomo a cui piacerebbe mettere sulla “graticola” giornalisti e candidati, con una serie di contro-interviste e di domande a raffica, che vorrebbe riprendere e mettere in onda qualsivoglia assemblea consiliare (degli “altri”), che pretende di discutere pubblicamente la stesura delle leggi direttamente sul suo blog, incalzato lui stesso dai non iniziati della setta dei 5 stelle, ha una specie di crollo nervoso con crisi isterica inclusa.
Il risultato è una parodia comica del tribuno, come nemmeno un Maurizio Crozza all’apice dell’ispirazione sarebbe mai riuscito a fare…

«Abbiamo una battaglia, abbiamo una guerra da qui alle elezioni […] Se c’è qualcuno che reputa che io non sia democratico, che Casaleggio si tenga i soldi, che io sia disonesto, allora prende e va fuori dalle palle. Se ne va. Se ne va dal MoVimento. E se ne andrà dal MoVimento […] Chi è dentro il MoVimento e non condivide questi significati e fa domande su domande e si pone problemi della democrazia del MoVimento va fuori!»

Il surreale proclama in versione integrale lo trovate QUI.
In pratica, all’interno della setta (perché di questo si tratta), un piccolo gruppo di miscredenti ha osato domandare al Profeta della rivoluzione, quanti diamine siano stati i votanti effettivi alle sedicenti “parlamentarie”, chiedendo maggior trasparenza sulle dinamiche democratiche interne all’organizzazione del M5S, nella sua formazione di vertice. La reazione del “capo politico” è quella di cui sopra. Per la serie: ‘il Movimento è mio e me lo gestisco io’.
Una cosa meravigliosa! In bilico tra Fini che litiga con Berlusconi (che fai mi cacci?!?) e le selezioni di Flavio Briatore (sei fuori dal gruppo!).
Grillo compenetra e supera tutti i modelli precedenti. Come ama ripetere, il MoVimento è oltre… anche oltre la democrazia, che nella personale interpretazione del guru ligure consiste nel sottrarsi costantemente ad ogni confronto, comunicare unicamente per proclami tramite monologo, imbavagliare i principali esponenti del M5S, espellere gli eventuali dissidenti tramite raccomandata e senza sprecarsi in troppe spiegazione, intimidire gli scettici con diffide legali e querele, insultare e fare insultare dagli adepti di stretta osservanza tutti gli altri.
Ci troviamo dinanzi ad una comunità endogamica di natura settaria: si votano tra di loro; si frequentano esclusivamente tra di loro, nelle forme prescritte dal guru; si accoppiano tra di loro.
Tutto avviene all’ombra e sotto il controllo del sito vendite del Profeta: un incrocio tra scientology ed un megastore on line, dove pubblicizzare e piazzare i prodotti del guru. Qualunque altro luogo e modo di incontro non è consentito, pena la scomunica.
Cappellaio MattoOgni Wanna Marchi ha il suo mago Do Nascimiento… E il Cavalier Vendetta a 5 stelloni sembra aver trovato la sua degna spalla comica in una specie di Frate Indovino, dalla strana somiglianza col Cappellaio Matto, fissato con la fine del mondo… È l’involuzione della specie politica, dai bordelli del papi ai manicomi per complottisti. Di questo passo, uno Scilipoti finirà col sembrare un gigante!

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