Archivio per Fascismo

(131) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 1 febbraio 2020 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2020″

Con raro acume sociologico, nelle loro analisi post-elettorali, fior di commentatori a tempo pieno hanno ‘scoperto’ che esiste una cesura socio-culturale, tra le grandi aree metropolitane (che in Italia sono limitate ad una mezza dozzina di città) ed i margini periferici di una provincia profonda, culla di un “disagio” radicato che la Sinistra non riuscirebbe più ad intercettare, né interpretare. E non ci riesce, in virtù di una sua spiccata supponenza elitaria e senso di superiorità che ne alimenterebbero atteggiamenti arroganti, rendendola inesorabilmente ‘antipatica’.
Invece, com’è noto, la Destra sprizza simpatia da tutti i pori, nella naturale modestia e delicata sensibilità sociale che da sempre ne contraddistingue ogni sua espressione, volta a sobrietà e moderazione; per non tacere della raffinata ironia, che trasuda dalle sofisticate creazioni delle sue pagine culturali, passando per i propri think-tank di riferimento… Uno a caso:
Ora, senza voler nulla togliere al genio incompreso all’analisi ‘sociologica’ di siffatti pozzi di scienza, volendo essere generosi, che borgo e contado costituiscano da sempre due entità diverse, ma unite dalla reciproca incomprensione, era risaputa fin dai tempi di Romolo e Remo (“Remolo”, per qualcuno), ma forse pure prima…
Se poi per piacere alla “gente” bisogna infilarsi una trombetta nel culo ed ingozzarsi a sbafo come un maiale all’ingrasso, sbaciucchiando rosari tra un rutto e l’altro, perché questo è il “sentimento popolare” diffuso, nonché il meglio che riesce ad esprimere… Be’ allora ci può anche stare che uno si senta orgogliosamente “superiore” per oggettiva constatazione e che no, proprio non voglia scendere al livello di una massa di analfabeti, dal quoziente intellettivo di un babbuino ubriaco, che fuori dal proprio recinto guarda con sospetto ogni “foresto” e addita con malcelato disprezzo chiunque abbia sfogliato almeno un libro (sia pure per sbaglio) negli ultimi 30 anni, in un’Italia sempre più stronza. Almeno a giudicare dai rapporti annuali di Censis ed Eurispes, nella rilevazione dello schifo che siamo diventati; ovvero, che siamo sempre stati, anche se non ce ne rendevamo conto.
Il “disagio” (mentale) lo si riconosce benissimo, ma non per questo uno ha l’obbligo di farsene carico. Non è che il sedicente “popolo” si prende tutto in blocco, a scatola chiusa, merda inclusa.
Perché la Vandea anche no, grazie!

“PARMAGEDDON”
di Alessandra Daniele
(27/01/2020)

«Matteo Salvini ha fatto di tutto per vincere le elezioni in Emilia Romagna.
S’è ingozzato per mesi di prosciutto e parmigiano, e poi ha chiesto ai suoi fans un digiuno di solidarietà.
S’è proclamato martire della giustizia sommaria, e poi è andato a fare il vigilante ai citofoni.
Ha imposto come candidata Lucia Borgonzoni e poi se l’è mangiata, trattandola da valletta di Sanremo.
Ha chiesto il voto ai cittadini di Bibbiano e dintorni dandogli del branco di pedofili.
Matteo Salvini ha fatto di tutto per vincere le elezioni in Emilia Romagna. E soprattutto per questo le ha perse.
Perché ha stufato. E schifato.
Ha rotto i coglioni.
Come Matteo Renzi, ha preteso un referendum ad personam, e come Renzi lo ha perduto.
Ha fallito nell’unica cosa che sapeva fare. È stato sconfitto, in Emilia Romagna dal PD, e in Calabria dal PD e persino da Forza Italia.
Perché come Renzi, Matteo Salvini ha rotto i coglioni.
La pacchia è finita.
È finito l’Anno del Maiale.
Se il PD è riuscito così a schivare il meteorite dell’apocalisse elettorale, il Movimento 5 Stelle invece l’ha preso in pieno.
L’anti-parlamentare M5S è ormai un partitino che esiste soltanto in parlamento.
Fondato da un comico, affondato nel ridicolo, il M5S oggi muore dov’è nato e com’è nato: con un sonoro Vaffanculo, stavolta ricevuto.
Per quanto precipitosa, la fuga pre-elettorale di Luigi Di Maio è stata pateticamente tardiva.
Nel suo discorso delle dimissioni, così renziano nel suo dare tutte le colpe ai “nemici interni” al partito senza riconoscere nessuna delle proprie, Di Maio ha inserito anche il classico “Ho visto cose che voi umani”. In realtà, la citazione di Blade Runner adatta al M5S è un’altra: “I topi abbandonano la nave che affonda. E poi la nave affonda”.
L’Anno del Topo è cominciato.»

Hit Parade del mese:

01. PETO DI FOGNA

[20 Gen.] «Vi colpirò forte politicamente. Vi farò male, molto male. Vi faremo un culo così, segnatevelo. Quando governeremo questa Regione non vi troveremo più, vi nasconderete nei vostri meandri. Per fermarci dovete solo spararci.»
(Nicola “Naomo” Lodi, vicesindaco leghista di Ferrara)

02. Potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, POTUTO.

[24 Gen.] «Noi domenica le elezioni in Emilia-Romagna non le vinciamo. le STRA-VINCIAMO!.»
(Matteo Salvini, Stra-Perdente)

03. SPEZZEREMO LE RENI ALL’EMILIA

[26 Gen.] «Vincere… e vinceremo!»
(Iva Garibaldi, la Portavoce di Salvini ‘esperta’ in comunicazione)

04. IL BRODO NERO DEI POPULISTI

[28 Gen.] «Bisognerebbe preparare un nuovo contenitore di ambientalismo radicale e populismo pragmatico, per recuperare milioni di astenuti ed ex salviniani.»
(Marco Travaglio, il Cuoco)

05. A CASA TUA PUOI FARLO, NEL SEGRETO DELLA TUA CAMERETTA

[19 Gen.] «Mi vergogno di quel cantante che paragona donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, nella tua cameretta, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana.»
(Matteo Salvini, una Vergogna twittante)

06. MAGNA PURE TRANQUILLO!

[29 Gen.] «Mi spiace, ma se uno vuole stare in prigione perchè non gradisce che chi lo sta venendo a liberare si fa i selfie con la nutella vuol dire che non ha abbastanza voglia di uscire. Aspetterà.»
(Claudio Borghi, il Liberato)

07. TECNICISMI

[18 Gen.] «Io sono un tecnico prestato alla politica.»
(Laura Castelli, talento a 5 stelle)

08. DOLCE CRIMI (I)

[22 Gen.] «Vito Crimi è una persona pacata, più che ragionevole.»
(Pierluigi Bersani, Dissociato)

09. DOLCE CRIMI (II)

[30 Gen.] «Certe cose più stanno lontano dai politici e meglio è. I dati delle persone e altre informazioni non devono essere a disposizione degli eletti.
Casaleggio non fa politica e quindi non li usa a fini politici.»
(Vito Crimi, il Reggente)

10. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[23 Gen.] «Italia Viva al 4%? Ne riparliamo dopo le elezioni. Io dico che staremo a doppia cifra.»
(Matteo Renzi, il diversamente vivo)

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AMICI SUOI

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , on 23 gennaio 2020 by Sendivogius

Luca Lucci e Matteo Salvini

L’ex ministro della polizia, Matteo Salvini, col suo patriottico amichetto di merende Luca Lucci.

Io stesso sono indagato. Sono un indagato in mezzo ad altri indagati. Io sono per il tifo corretto, colorato e colorito. Episodi di violenza non mi appartengono e non appartengono a nessuno sportivo. Questi tifosi sono persone perbene, pacifiche, tranquille. Loro portano colore con un coro, un tamburo, una bandiera. La violenza è un’altra cosa
Matteo Salvini
(16/12/2018)

Giusto en passant, perché mai uno dovrebbe farsi del male psichico e leggere “Il Giornale”?
Perché ogni tanto, nonostante il certosino controllo della Direzione, vuoi per sabotaggio interno, per ribellione da saturazione, o per scherzo, capita che dalla redazione sfuggano articoli come questo.
Subito rimossi, per carità! Ma sempre recuperabili dalle pieghe del web, che qualche volta si dimostra persino utile… Noi non vi anticipiamo nulla. Voi gustatevelo!

‘Ndrangheta, spaccio e croci nazi Le curve crocevia della criminalità
Luca Fazzo
“Il Giornale”
(28/12/2018)

«Giusto per fare un po’ di nomi e cognomi:
Gennaro De Tommaso detto “Genny a Carogna”, capo dei Mastiffs del Napoli, l’anno scorso è stato arrestato per traffico di stupefacenti.
Luca Lucci, l’ultrà del Milan divenuto famoso per i suoi selfie con il ministro Matteo Salvini, è amico di narcotrafficanti e assassini.
Il suo capo Giancarlo «Sandokan» Lombardi, che da decenni detta legge sulla Sud di San Siro, è un pregiudicato e un fascista. I fratelli Franco e Alessandro Todisco, figure fisse della Curva Nord dell’Inter, sono i fondatori di Cuore Nero, gruppo neonazista. Daniele De Santis, l’ultrà romanista che uccise il napoletano Ciro Esposito, faceva parte dei Boys, fondati da “Marione” Corsi, fascista e membro dei NAR. Il volto nuovo della curva della Juve, Rocco Dominello, è un affiliato alla ‘ndrangheta, cosca Pesce-Bellocco di Rosarno.
Occorre andare avanti? Brandelli di biografe, stralci di schede segnaletiche che raccontano un trend ormai fuori controllo: la mutazione genetica delle curve degli stadi italiani, divenute ormai un crocevia di ideologia e di affari criminali dove il calcio entra veramente poco, e dove due passioni sovrastano tutte le altre: il desiderio di fare soldi e la voglia di menare le mani. L’ideologia fascista conta più che altro come collante interno e per le alleanze nazionali e internazionali: la love story più solida nelle curve italiane, quella tra interisti e laziali, è saldata da svastiche e rune. E lo stesso vale per le alleanze continentali, come l’asse tra la curva del Verona e gli Ultras Sur del Real Madrid, che portano in dote bandiere naziste, o il patto di ferro tra la Sud del Milan e i Grobari (“Becchini”) del Partizan di Belgrado, nazionalisti e omofobi, già protagonisti dell’assalto al gay pride del 2010, e infiltrati in profondità da esponenti del narcotraffico.
La commistione tra curve e politica non è un fenomeno nuovo, nasce insieme ai primi gruppi ultrà negli anni Settanta. Nuova è la conquista delle curve dalla alleanza tra tifo, malavita e politica che poggia su due pilastri: un patto trasversale tra le tifoserie più importanti sancita a partire dal vertice del 3 settembre 2009; e la sudditanza da parte dei club. L’esempio più eclatante, perché l’immagine ha fatto il giro del mondo, è la genuflessione del capitano del Napoli Marek Hamsik davanti a “Genny a’ Carogna”, il 3 maggio 2014 prima della finale di Coppa Italia. Ma che dire dell’Inter che permette agli ultras di salire sul pullman della squadra e minacciare i giocatori? O del Milan che subisce i ricatti a raffica dei capicurva, contro i quali si batte invano (e pagandone le conseguenze) Paolo Maldini? La vergognosa trattativa tra la Juventus e il clan Dominello è solo l’ultima puntata di un serial che si trascina da tempo.
Spaccio di droga, traffico di biglietti, ricatti alla società (e i cori razzisti di mercoledì a San Siro fanno parte di quest’ultima sotto-categoria): questo è il groviglio di interessi che i clan si spartiscono in curva, in un clima di impunità dove tutto diventa possibile, compreso l’assalto ad una caserma dei carabinieri, per «vendicare» il tifoso laziale Gabriele Sandri, compiuto dai tifosi interisti l’11 novembre 2007. In testa al gruppo i fratelli Todisco, quelli di Cuore Nero.
Ma nel corteo c’è anche Franco Caravita, il capo indiscusso della curva nerazzurra: interista duro e puro ma pronto a scendere a scendere a patti con i rivali di sempre in nome degli interessi comuni. C’è anche lui, all’incontro cruciale dei capicurva del 23 settembre 2009. E del suo omologo rossonero Giancarlo Capelli è anche socio in affari

I più interessati potranno trovare una ricca collezione su Luca Lucci ed i suoi camerati.
Non risulta che abbiano mai ricevuto scherzi al citofono di notte, con codazzo di sgherri divertiti e filmino su facebook.

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Se questo è un uomo…

Posted in A volte ritornano, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , on 18 gennaio 2020 by Sendivogius

Considerate se questo è un uomo, che rimesta nel fango più nero di una nazione infetta; plasmata a sua immagine e somiglianza, nelle latrine della fogna sovrana. Ci sguazza con gusto, mentre grufola compiaciuto, spargendo in giro i suoi liquami, additando al lurido ludibrio di una plebaglia incanaglita i propri ‘nemici’ da bullizzare in pubblico.

Considerate se questo è un uomo: la tigre da tastiera, che si fa scrivere i tweet da un algoritmo chiamato “La Bestia”, e che usa al posto di manganello ed olio di ricino, mentre si fa forte della più totale impunità, spalleggiato dai suoi bravacci (meglio se attorniato da una gendarmeria ossequiente), come si conviene ad ogni vigliacco che discetta di “onore” e “madonne”, tra bacioni e citazioni mussoliniane, in un’overdose di ‘faccine’ ridenti ed emoticon da bimbominkia fuori tempo massimo.
Considerate se questo è un uomo: un becero gaglioffo in camicia nera, col faccione sformato dai bagordi, strabordante nel ventre sfatto, che si permette di dileggiare un ragazzo dislessico, denigrandone la condizione; come se LVI possedesse il ‘fisico’ per azzardare un qualsivoglia paragone, dal fondo del suo aspetto di bolso grassone perennemente sudaticcio che ne rivela l’afrore sotto la felpa, lì ad evocare un sudiciume rappreso di antico sozzume. Il dramma dei dittatorelli da repubblica bananiera è che si credono di essere belli (!), intanto che tutto declina in farsa. È questa la vera tragedia degli uomini ridicoli.
Considerate se questo è un uomo: il cyberbullo che imperversa nelle cloache a-social, come uno squaletto da basso cabotaggio; uno squallido figuro di quasi 47 anni, che circuisce bambini su TikTok con mossette improbabili. È il fenomeno digitale (a carico pubblico), senatore per caso, che si sente in dovere di dare in pasto ai propri squadristi da tastiera, per il consueto stupro virtuale, chiunque osi contestare le mefitiche sorti progressive del duce di ghisa, stimolando l’orgasmo dei suoi manipoli in deliquio.
Considerate se questo è un uomo: il gran sacerdote, ovvero il Grand Wizard, che officia sacrifici umani in effigie, per solleticare gli umori degli “amici” immaginari di Facebook, ed altri spurghi di fogna molto reali, in un frullato di rancori, odio ed infamità, montati a dismisura come una maionese impazzita, che condisce le orgiastiche abbuffate del Capitone: il piccolo caporale di Pontida, con la passione per i travestimenti e le mostrine finte a gallonare il suo feticismo per la divisa.
Considerate se questo è un uomo: uno stolido citrullo analfabeta, grasso e truce, che si bea dell’ignoranza propria ed altrui, nell’inconsistenza del suo non-essere; un barile di arroganza e cibo spazzatura, ingurgitato con voluttuosa bulimia compulsiva, tra scrosci di selfie ad immortalare il dimenticabile evento. Magno ergo sum, come brand promozionale, tanta è l’identificazione dei fan adoranti con lo sozzo gargarozzone a tempo pieno.
Considerate se questo è un uomo: un tronfio cialtrone intriso di razzismo da bar, attorniato da vecchi arnesi del nazifascismo di ritorno (il nuovo che avanza), mentre abbraccia prosciutti e se ne va a spasso con un sockpuppet per candidata nella tasca, da tirare fuori in una Emilia Romagna prescelta a diventare il suo Alabama personale…

E siccome ogni Fattoria degli Animali (fossilizzata all’anno di grazia 1984) ha il ‘maiale’ che si merita, noi abbiamo questo tracotante grassone in orbace, che tra folle di didimi si erge turgido ed unto ad alfiere della ritrovata “italianità”, ridotta ad una sagra strapeasana di abbacchi a scottadito e coratella. Evidentemente, lo pagano al chilo per mangiare ed ingozzarsi come un’oca al foie gras!
Una volta l’Emilia Romagna era considerata una delle regioni più civili e sviluppate d’Italia… ora pare un frutto troppo maturo (e marcio), pronto per essere trasformato in un luna park sovranista, a consumo dei prepuzietti bianchi dell’italico Ku Klux Klan; sconvolti come sono dall’immaginaria invasione di ferocissimi negri cannibali, per una di quelle ossessioni paranoiche che sempre ricorrono nei deliri senili del popolo che le produce.
E allora ti viene il sospetto che questo stia davvero diventando un Paese di Merda, montante ed oscena nel fetore che emana.

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La Fame Nera

Posted in Masters of Universe, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , on 10 novembre 2019 by Sendivogius

Ma come?!? C’hanno fatto due coglioni, con ‘sto disco rotto del Prima gli Italiani!, lo slogan identitario scippato ai nazifascisti di Forza Nuova e Casa Pound (i quali dovrebbero chiedere i diritti di copyright), che funziona come afrodisiaco naturale e tanto provoca le polluzioni incontrollate dell’italica fascisteria in orgasmo sovranista…
E poi si viene a ‘scoprire’ che esiste ancora una “Lega Lombarda”, in servizio di propaganda attivo per il duce di ghisa? Quella dell’indipendenza della padania… di “Roma ladrona” e “fuori i terroni!”… E che ora si occupa di reclutare la claque organizzata di figuranti, da inviare in transumanza alla conquista delle lande desolate di quell’Emilia sovietica, occupata dalle orde di negri e saraceni.
La stessa Lega Lombarda nella cui adunate si andavano benedicendo le ampolle di colifecali col piscio del dio PO, prima che il Capitone nazionale passasse a ciucciare i crocifissi, scambiando la camicia verde con quella nera (più in tinta col sentimento nazi-anale), per diventare un frequentatore seriale di sagre strapaesane ed inventarsi assaggiatore compulsivo di qualunque porcheria gli passi davanti alle fauci, con tanto di servizio fotografico incluso e selfie d’ordinanza, in campagna elettorale permanente.
L’effetto è quello di un gargarozzone senza fondo, dai tratti suini, in fase orale perenne. Ma al (suo) “popolo” piace tanto, mentre grufola nell’inzuppata colesterolica, affondando il muso tra oli e sughi di incerta provenienza.
 A questo è ridotta la “politica” che piace alla gente: uno strabordante gaglioffo che mangia di continuo (e ci tiene a farlo sapere). Evidentemente, questo fenomeno da all you can eat! ha interpretato in senso letterale il legame con la pancia profonda di quel paese, convertito in fiera gastronomica, che si riconosce in LVI e trova rassicurante il pascersi della stessa merda (non solo culinaria).

“Il sonno della regione”
di  Luca Bottura

«In previsione di un suo comizio al Paladozza di Bologna, capoluogo della Regione che intende liberare da abitudini orribili come sanità d’eccellenza, servizi di prim’ordine e tenore di vita a livello del Nord Europa, Matteo Salvini ha convocato i militanti della Lombardia per timore del flop. Al netto del trucchetto (ignobile, grottesco, patetico, l’ennesima riprova che considera i propri fan carne della propaganda più infantile) mi pregio di comunicare agli amici di Oltrepò alcune regole d’ingaggio per sembrare emiliani: evitate di chiamare emiliani i romagnoli, e viceversa. Vi fanno la faccia a piadina.
Non indulgete nell’intercalare “socmel“ nei viali della periferia, perché per l’operazione potrebbero esservi richiesti dai 50 ai 100 euro.
Quello sulle brioche è zucchero a velo: non cercate di sniffarlo.
Quella cosa bianca con dei buffi numerini che vi consegnano all’atto di pagare si chiama scontrino, non stupitevi se sopra non c’è Padre Pio.
Non cercate di mangiare bambini per sembrare del posto: ci servono per Bibbiano. Grazie e buon divertimento. Anzi: fétëv dér in dov as nésen i melòn

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(128) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , on 3 novembre 2019 by Sendivogius

Classifica OTTOBRE 2019″

 In un Mondo alla Rovescia capita che l’evasore sia un patriota, l’ignoranza esibita e sguaiata una conquista di civiltà, l’incompetenza un merito, le auto aziendali un imprescindibile bene di necessità a disposizione dei più poveri…
Soprattutto, nel Mondo alla Rovescia accade che se un’anziana signora, deportata e sopravvissuta ai lager nazisti, viene aggredita e villipesa con centinaia di insulti dai nazisti medesimi a cadenza giornaliera, il problema sia costituito proprio dalla signora in questione che degli insulti è il quotidiano bersaglio preferito. E che condannare i propagatori di odio, contrastare il dilagare indisturbato dell’antisemitismo e del razzismo, propagato a piene mani dai soliti noti, sia un intollerabile atto liberticida. Perché, va da sé, mica si può “imbavagliare il popolo”! Se poi di “popolo” si può parlare.
Che la destra italiana, in ogni sua declinazione, sia la naturale erede di quel fascismo a cui ammicca compiacente e dal quale attinge i propri consensi per legame organico, è cosa risaputa ed evidente. Che se ne faccia pubblicamente vanto, diventando portavoce delle istanze più becere del ventre nero della nazione, laddove il sonno della ragione genera mostri, è il segno di un rovesciamento etico prima ancora che antropologico. Ma se poi vengono ricambiati con la stessa moneta che disseminano senza imbarazzo alcuno (che al massimo si tratta di “provocazione goliardica”), allora si scandalizzando, si offendono, e non si capacitano proprio della reazione naturale di difesa, da parte degli anticorpi che ancora persistono. E resistono.
Nel Mondo alla Rovescia, le minacce nazifasciste e la violenza squadrista sono infatti una libera espressione del pensiero critico, da rispettare e tutelare, munite come sono di una loro dignità nel liberale sentire dei suoi patriottici protettori. Perché fa tanto ‘popolo’, contro quelle elite radical-chic, che ancora se ne scandalizzano, così refrattarie al salubre vento del cambiamento.
Benvenuti sul lato oscuro della Luna.
Italia, 2019.

Hit Parade del mese:

01. LINGUA DI VELLUTO

[20 Ott.] «Dieci anni fa un ragazzo di Rignano ci ha insegnato che c’era una generazione pronta a prendersi il futuro senza chiedere il permesso a nessuno. Ce l’ha insegnato quel ragazzo di Rignano, ce lo insegna ancora e continuerà ad insegnarcelo per molto tempo!»
(Luigi Marattin, turbo-renziano)

02. PAPPONI DI STATO

[17 Ott.] «Da giorni parliamo di merendine e di tassazione del contante. Mettiamo le mani nelle tasche delle prostitute invece! Le prostitute fanno un lavoro come un altro e quando vogliono pagare le tasse non riescono a pagarle, è una questione di libertà e di normalità. Ci sono tante donne che volontariamente decidono di prostituirsi, di fronte a questa scelta libera dobbiamo fare pippa e regolare la cosa.»
(Andrea Ruggeri, aspirante magnaccia)

03. SALAMI MUSSOLINI

[25 Ott.] «Chi espone la foto o il disegno di mio nonno a testa in giù commette un atto di violenza, che andrebbe perseguito. Propongo di inserire nel nostro ordinamento giudiziario il reato di “DUCEFOBIA”.»
(Alessandra Mussolini, la Duciofila)

04. COGLIONI DEL MONDO!

[14 Ott.] «Noi siamo quelli del record mondiale del voto on line. Noi abbiamo fatto una cosa che siamo andati a raccontare all’Onu, giustamente; una cosa che scriveranno nei libri di storia, perché il 3 settembre quando il popolo 5 Stelle si è espresso per il Sì o il No al governo con il PD, hanno votato in tutto 79mila e 634 elettori. Non era mai successo, siamo i primi e questo è solo l’inizio. C’è una frase di Gianroberto che mi ha sempre ispirato: “un giorno la casalinga di Voghera voterà dal televisore, da casa, per il prossimo presidente della Repubblica”. Ecco, quel giorno forse non è poi così lontano.»
(Emanuele Mazzilli, altro idiota digitale a 5 stelle)

05. USA e getta

[10 Ott.] «I curdi non ci hanno aiutato durante la Seconda guerra mondiale. Non ci hanno aiutato in Normandia, ad esempio. Mentre noi abbiamo speso un sacco di soldi per aiutarli.»
(Donald Trump, il Cotonato)

06. TALENTI INCOMPRESI

[11 Ott.] «Virginia Raggi non dovrebbe dimettersi da sindaco di Roma.»
(Nicola Zingaretti, il Paraculo)

07. IL MIO CULO PER UNA POLTRONA DI GOVERNO

[07 Ott.] «Conoscevo Di Maio solo per l’immagine pubblica, invece ho visto che sui dossier è uno che approfondisce, studia, e quindi di lui ho un’opinione assolutamente positiva.»
(Dario Franceschini, ruffiano)

08. PARTITA DI GIRO

[04 Ott.] «Il costo dei tassi negativi della BCE dovrebbe essere trasferito dalle banche ai singoli clienti e correntisti.»
(Jean Pierre Mustier, il banchiere coi conti degli altri)

09. ORDINARIA COSTITUZIONE

[13 Ott.] «Ricordo al pubblico da casa che non abbiamo più scelto un presidente del Consiglio da una vita. Sono anni che non eleggiamo più un presidente del Consiglio, caso unico in questo sistema.»
(Massimo Giletti, lo Smemorato)

10. SELFIE E MOSCHETTO

[24 Ott.] «Porteremo anche in Umbria il modello di BUONGOVERNO della Lega»
(Matteo Salvini, il Capitone d’Italia)

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(127) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 28 settembre 2019 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2019”

 Eccitante come un cubetto di gelatina riscaldato, il nuovo esecutivo di responsabilità per atto di generosità (a Loro piace chiamarsi così) suscita meno vibrazioni di una lastra in carbonio e grafite, tra giri di valzer e riposizionamenti delle sue componenti quanto mai instabili.
In tre settimane di rassicurante stasi criogenica a cui ci sta lentamente abituando il leccatissimo ConteBis, la sua gracile creaturina stenta a muovere i primi passi, mentre gattona in cerca di scopo. Al momento però si distingue per due formidabili risultati, più che mai evocativi delle promesse future…
Si segnala la proposta di introdurre una tassazione speciale sulle merendine e le bibite gassate, nella sacra crociata contro il proliferare dei saccarosi e dei grassi saturi. Con i nuovi introiti, si pensa di finanziare la ricerca universitaria, aumentare lo stipendio degli insegnanti, combattere il cambiamento climatico e, già che ci siamo, scongiurare pure l’aumento dell’IVA, qualora dovesse avanzare ancora qualcosa da così straordinario gettito, commisurato in miliardi di euro.
Ma soprattutto le cronache ricorderanno l’incredibile promozione di Giggino Di Maio a niente meno che Ministro degli Esteri..!
Cioè, parliamo di uno che non sa fare nulla, non mastica nemmeno per sbaglio una sola lingua straniera (e questo non sarebbe un dramma insormontabile, se sapesse almeno parlare in italiano!), ha seri problemi con la Geografia (per tacera della Storia, nonché della sua guerra personale contro congiuntivi e consecutio temporum). Trattasi del “capo politico” che voleva indire un referendum per uscire dall’euro e continua ad usare il ministero come fosse una sede di partito, per le riunioni coi suoi sottopanza…
Una roba surreale, al cospetto della quale persino uno come il mai dimenticato Al-fano pare un gigante di competenze e serietà! E comprenderete bene la tragedia dell’assurdo.
Ridete?!? Be’ fate male..!
Venuta meno ogni inibizione, dall’altra parte c’è un’orda rabbiosa di buzzurri incanagliti dalla crisi ed in pieno processo di nazificazione, pompati ad arte da Giorgina, l’aspirante ducia di Garbatella, e dall’ingordo Capitone spiaggiato e ribollito nei suoi rancori, dopo il più clamoroso suicidio politico della storia recente, per eccesso di hybris nella propria bulimia di potere dopo la sbronza da mojito.

È tra l’altro lo stesso energumeno da bettola, che adesso, mal digerita la grande abbuffata, blatera di “governo abusivo del tradimento”“orgoglio italiano”… e “onore” da tributare a questo o quell’altro figuro in uniforme, come un qualunque fascistello da stadio (ovviamente amici suoi).
Inutile ricordare all’Olindo e Rosa dell’italico sovranismo, che in una democrazia parlamentare nessun governo è “abusivo” se gode della fiducia delle Camere. E quantunque non sarebbe più abusivo di uno che si candida in un cartello elettorale, salvo perdere le elezioni, eppoi andare al governo col partito avverso; quindi presentarsi alle elezioni locali coi vecchi alleati, contro il partner di governo. Parliamo dello sformato capitano della già “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”, che ora si ammanta di tricolori e ripete ossessivamente “italiano” ogni due parole, come nelle pubblicità di una nota marca di insaccati (la variante sovranista al wurstel).
Ma questo non ditelo al bolso gargarozzone sudaticcio e senza fondo, che s’agita sui palchi del nazi-raduno di Pontida, mentre si avvinghia alla piccola figurante, chiamata ad interpretare la parte della bambina di Bibbiano, ed ingaggiata appositamente per la farsa disgustosa.
In quanto al “tradimento”…

10/01/2019: “Ho tanti difetti, ma se prendo un impegno lo porto fino in fondo, non mi interessa dei sondaggi, c’è un programma da portare fino in fondo. Non lascio niente a metà e non voglio far saltare nessun governo”.

09/02/2019: “Mi dicono: la Lega è il primo partito, tu sei il politico più importante, fai saltare tutto così puoi eleggere più deputati e più senatori. A queste persone dico: la mia parola vale più di qualsiasi sondaggio. Non faccio saltare un governo per dei sondaggi… no!”.

09/03/2019: “L’Italia ha bisogno di sviluppo, di riforme, di lavoro. Altro che crisi, regaleremo al Paese 5 anni di governo, non si gioca con il futuro degli italiani”.

23/04/2019: “La crisi di governo è solamente nelle teste di Repubblica e Corriere, noi andiamo avanti sereni”.

29/05/2019: “Dopo questo voto non cambia nulla: pensate che abbia convenienza ad andare all’incasso? Io no, non ho incassi personali, partitici o politici all’orizzonte. Il mio orizzonte dura quattro anni. Non ci sono problemi o lusinghe in vista che mi possano far cambiare idea. Questa alleanza ci permette di fare quello che sognavamo da anni.”

Poi però, proprio perché convinto dai sondaggi, ha pensato bene di far cadere il governo alla vigilia di Ferragosto, perché voleva i “pieni poteri”, pensando al contempo di continuare a rimanere ministro dell’Interno fino all’insediamento del nuovo esecutivo ed in tal ruolo gestire le elezioni dal Viminale (una roba che manco nell’Argentina di Videla!), salvo dare dei vigliacchi e traditori a chi semplicemente non gli ha permesso di diventare il caudillo d’Italia, prestandosi a far da complici nella sua personale battaglia per il potere assoluto.
Dopo i comizi volanti alla Hitler, le invettive contro i nemici del popolo, gli manca solo di denunciare il complotto dei “Criminali di Agosto” (in luogo di quelli di Novembre), recriminare di pugnalate alla schiena, e la parabola weimeriana potrebbe dirsi completa.
Tuttavia, è latente il sospetto che la ringhiante accoppiata ‘sovrana’ del nazisploitation, ultimamente non sembra passarsela troppo bene, in attesa di rinnovare anch’essi il campionario…
Alla perenne ricerca di un nemico da far manganellare agli squadristi del web, nel tentativo di diversificare dalla solita caccia al negro, col linciaggio in effigie dell’immigrato che delinque in attesa dei roghi veri, a Giorgina (l’Ilsa nana de’Noantri) ed al suo amichetto barbuto di giochi sembra non restare altro che rispolverare i soliti attacchi all’esecrata Laura Boldrini (intramontabile must di sicuro successo per i prepuzietti bianchi delle succursali italiote del KKK) ed attingere agli ossari del clericalismo più reazionario, per galvanizzare le Vandee d’Italia nel ritrovato spirito sanfedista degli atei-devoti, che si traduce in sventolamenti di rosari, acquisto all’ingrosso di stock di crocifissi made in china da distribuire nelle scuole (Ferrara), consacrazioni al “Cuore Immacolato di Maria” (Firenze), in attesa che il Capitone scopra su wikipedia qualche altro santo o madonna a cui votarsi. Poi dici che uno bestemmia.
Come recitava una vecchia canzone: La merda avanza e non conosce targhe alterne.

Hit Parade del mese:

01. DISSOCIAZIONI MENTALI

[23 Set.] «17enne fermato per aggressione ai danni di altri ragazzini. Voleva imitare i suoi idoli della serie Gomorra. Ringraziamo Saviano per aver contribuito a peggiorare la gioventù italiana in nome del dio denaro.»
(Giorgia Meloni, Panzetta Nera)

02. DALLA PROVINCIA CON TURGORE

[05 Set.] «Noi vigileremo in difesa dei confini e del chinotto!»
(Matteo Salvini, il Vigilante)

03. SCIOGLIETE I CANI!

[25 Set.] «Sto addestrando i colleghi del gruppo. È solo l’inizio. Sarà il Vietnam.»
(Roberto Calderoli, il Canaro)

04. PATRIMONIO DELL’UMANITÀ

[28 Set.] «L’Associazione Rousseau è da sempre in prima linea per difendere i diritti che possono essere esercitati attraverso Internet e per questo motivo ha sostenuto questa iniziativa presso l’Onu propedeutica alla presentazione di una risoluzione a difesa dei diritti di cittadinanza digitale.»
(Davide Casaleggio, il Grande Fratello digitale)

05. NOOTROPO

[24 Set.] «Il tabacco è una droga pesante, la cannabis è una droga leggera e va assunta pura. Se hai l’asma, te la fa passare. Non è vero che spappola il cervello. La marijuana, la valeriana, la maggiorana, sono tutte droghe leggere.»
(Lello Ciampolillo, il Lebonski a 5 stelle)

06. La fronda dei 70 senatori M5S contro il “capo politico”

[26 Set.] « Quelle 70 firme non sono contro di me.»
(Luigi Di Maio, Pugnetta apolitica)

07. CERTIFICAZIONE BULGARA

[03 Set.] «È stato un voto plebiscitario, l’80% ha votato Sì. Dobbiamo essere molto orgogliosi che tutto il mondo ha aspettato la pronuncia di questi 80 mila cittadini italiani su una piattaforma digitale che è un unicum al mondo»
(Luigi Di Maio, il dittatorello di carta)

08. LA PIRA FUNEBRE

[24 Set.] «Sono io l’erede di Silvio: riaccenderò Forza Italia!»
(Vittorio Sgarbi, la Promessa)

09. Il GRETINO E LA BAMBINA

[27 Set.] «La vocazione delle masse è da sempre quella di dare retta ai pazzi, meglio se criminali come Stalin e Hitler. Quindi non stupiamoci se oggi ha molto seguito una ragazzina goffa che ha finito a malapena la terza media»
(Vittorio Feltri, Merda fossile)

10. BUONANOTTE NONNO

[05 Set.] «Sono tornati i comunisti!»
(Silvio Berlusconi, la salma)

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Il Dittatore del Libero Stato di Papeete

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , on 9 agosto 2019 by Sendivogius

È più forte di LVI…
Venuta meno ogni finzione democratica, foss’anche residua, oramai non ci prova neanche più a dissimulare l’incontinenza delle sue pulsioni fascistoidi in piena peristalsi, calcando la parodia ducesca con la quale ci ha ormai abituato da tempo, tra pose volitive e comparsate sui balconi, convinto di essere diventato il padrone di un’Italia di merda (aveva ragione!), sempre pronta a vendersi sull’onda infallibile di qualche sondaggio.
Pensa di convocare il Parlamento a camere chiuse; decide LVI quando si vota e come. Invoca “ordine e disciplina” (evidentemente la gita alla spiaggia fascista di Chioggia ha fatto scuola, una ventina di kg in meno fa) e se ne frega bellamente delle regole costituzionali, come di tutto il resto.

Apre una crisi al buio nella vigilia di Ferragosto, mentre pretende di stabilire la data delle prossime elezioni, convinto si tratterà di un plebiscito che lo incoronerà Dittatore del Libero Stato di Papeete alla sagra del porco.
Si appella al suo popolo dei selfie e reclama per sé i “pieni poteri”.

«Chiedo agli italiani, se ne hanno la voglia, di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo, senza rallentamenti e senza palle al piede.
Poi siamo in democrazia: chi sceglie Salvini, sa cosa sceglie

Appunto!
Questo perché i “pieni poteri” implicano l’accorpamento del potere giudiziario, esecutivo, e legislativo (la cui separazione ed indipendenza è alla base di ogni democrazia liberale degna di questo nome), per lasciar spazio ad un regime dittatoriale. Ovviamente, la nostra Costituzione non lo prevede, se non in caso di guerra (Art.78), parlando però anche in questo caso di “poteri necessari” e mai pieni, ovvero totalitari Giusto a proposito di democrazia e rispetto delle regole.

«Dobbiamo fare in maniera veloce, compatta, energica, coraggiosa quel che vogliamo fare. Non è più il momento dei no, dei forse, dei dubbi. E, beninteso, non mi interessa tornare al vecchio: se devo mettermi in gioco lo faccio da solo, e a testa alta. Poi potremo scegliere dei compagni di viaggio, certo. Gli italiani hanno bisogno di un governo che faccia

Vecchia storia quella dell’attribuzione dei “pieni poteri”, coi suoi precedenti illustri…
Ci avevano già pensato a suo tempo un certo Adolf Hitler, che se li concesse per decreto (era il 23 Marzo del 1933). E ovviamente lo stesso aveva fatto ancor prima quell’altro indigesto insaccato, in arte “duce”, finito a stagionare appeso in Piazzale Loreto. E si sa: uno come Salvini della porcilaia fascista non butta via niente, perché nulla è rimesso al caso…

«Chiediamo i pieni poteri perché vogliamo assumere le piene responsabilità. Senza i pieni poteri voi sapete bene che non si farebbe una lira – dico una lira – di economia. Con ciò non intendiamo escludere la possibilità di valorose collaborazioni, partano esse da deputati, da senatori o da singoli cittadini competenti. Abbiamo ognuno di noi il senso religioso del nostro difficile compito, il Paese ci conforta e attende, e non gli daremo ulteriori parole, ma fatti

Benito Mussolini
(16/11/1922)

Ci sarebbe quasi da pensare che la democrazia italiana stia vivendo la sua ora più nera (nel senso più stretto del termine), col Capitano di un partito apertamente fascista, che non fa più niente per nascondere la sua appartenenza post-nazista, nell’ora delle decisioni fatali.
Poi però guardi l’adunata adiposa del Papeete Beach, col “Canto degli Italiani” remixato da deejay Capitone

Sguisci via dal groviglio untuoso di corpi sudati in un baccanale ‘sovranista’… tra manzi tatuati e i bikini leopardati al posto dell’orbace… insieme all’immancabile pattuglia di troioni da sbarco che agitano tette e culi; mentre il Capitone sventola rosari, si raccomanda alle madonne, e intanto si scaccola col crocifisso sbavandoci sopra…
E allora capisci che non c’è davvero niente di serio di cui preoccuparsi.

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FISCHIA IL VENTO

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , on 7 agosto 2019 by Sendivogius

 Prove di ordinario fascismo quotidiano…
Sindaci come podestà: c’è quella che istituisce un ufficio politico per la schedatura delle “terribili professoresse di sinistra che infestano le scuole”, su delazione anonima, senza che il ministro preposto abbia nulla da eccepire, dopo che lo stesso ha abolito l’insegnamento della Storia: perché se non la si può cambiare o negare, la si cancella. E c’è quell’altro che, a proposito di un convegno sulle leggi razziali del 1938, pretende la rimozione del termine “razzismo”, perché divisivo.
Una docente di diritto (!) che teorizza esecuzioni sommarie, con un colpo di pistola alla nuca e niente processo, perché così fanno in ogni altro paese: la polizia come gli squadroni della morte brasiliani.
Un ministro della Repubblica che parla di “zingaracce” da piallare con “ruspe democratiche”, mentre promette una “pulizia etnica controllata e finanziata”. E intanto usa la Polizia di Stato come fosse il suo giocattolo personale, peraltro benissimo disposta a trastullare LVI ed i suoi rampolli. È lo stesso ministro che dinanzi alla richiesta di una madre per avere maggiori tutele per sé ed il proprio figlio, ingiuriato ed umiliato perché “negro”, risponde: “la signora rispetti le richieste di sicurezza degli italiani”. Non si comprende cosa c’entri con la “sicurezza degli italiani”, ma moltissimo si capisce che per il ministro non esistono negri italiani e che i razzisti troveranno sempre in LVI una sponda amica, coperture politiche, ed un alibi pronto all’uso.
Un assessore comunale che propone di sterminare tutti i gay e le lesbiche. E la chiamano goliardia, perché alla gente piace, mentre un popolo infame ammicca, si diverte, o accondiscendente tace.

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.»

Primo Levi
“Un passato che credevamo non dovesse tornare più”
(8 Maggio 1974)

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Due Americani a Roma

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , , on 27 luglio 2019 by Sendivogius

Un carabiniere viene ammazzato in servizio, durante quella che avrebbe dovuto essere una semplice operazione di routine, e subito si scatena la canea sovranista alla quale, con ogni evidenza, della sventurata sorte del povero ragazzone campano in divisa NON frega assolutamente nulla. Se non fosse che l’occasione era davvero troppo ghiotta, per non scatenare gli umori biliari dei nazisti di casa nostra e liberarne i furenti spiriti, nel consueto esercizio di razzismo quotidiano (perché quello è), con tutto l’odio che gli rode dentro, da sversare nelle accoglienti cloache ‘social’.
Perché una vicenda vale l’altra, nell’ansia da linciaggio che fa vibrare l’amigdala degli squadristi da tastiera, purché ricorrano sempre gli stessi ingredienti fondamentali, atti a scatenarne i conati on line: africano, negro, straniero, clandestino, extracomunitario, immigrato… assurte a parole dell’odio virale, veicolato per le vie digitali. Così come nulla fregava loro della terribile fine di Pamela Mastropietro e Desirée Mariottini, che in altri tempi avrebbero subito liquidato (col migliore degli epiteti possibili) come due “tossiche” (e sui tossici di merda si può trovare un ricco campionario apologetico, al pari di quello dedicato ai negri), finché non ne hanno capito quanto fosse spendibile il potenziale evocativo nella campagna propagandistica di quel revanchismo nazistoide che si fa chiamare “sovranismo”.
Per questi, la morte (altrui) non è una tragedia, non è un lutto da rispettare (possibilmente in silenzio), ma costituisce una straordinaria opportunità da sfruttare e strumentalizzare, nell’indegna necrofilia che ne smuove gli umori più torbidi giocando sulla curiosità morbosa della “gente” (di merda); ovvero: quella plebe amorfa e dalle pulsioni ripugnanti, che scambiano per “popolo” e con cui si riempiono la bocca da mane a sera, continuando a spargere liquami e veleni.
Quindi, in concomitanza con la tragica morte di Mario Cerciello Rega, figuriamoci se poteva mancare il solito cicciare di post rabbiosi, in un’orgia forcaiola a chi la spara più grossa alla destra del Ku Klux Klan, per una sbavante colata di odio strumentale, col quale il nazista legittima se stesso, insieme all’irrinunciabile sfilata di sedicenti “patrioti” con l’immancabile bandierina tricolore accanto all’avatar, a sottolinearne l’italianità (mai Patria ne uscì più umiliata!). Tutti in-opportunamente aizzati dai soliti noti in camicia nera, che pensano di cavalcare l’ondata di merda montante, per racimolare qualche like in più sui loro squallidi profili e pompare la fogna a fini elettorali, ricorrendo al consueto campionario… 

…salvo cancellare immediatamente i loro post così grondanti di gravissimo sdegno, una volta scoperto che non di due immigrati nordafricani si trattava, bensì di arianissimi giovanotti WASP della middle-class americana, dalle spiagge della California in vacanza di lusso a Roma (dalle bestie straniere ai beach boys!) che hanno pensato bene di accoltellare a morte il carabiniere, per un pugno di euro di cui nemmeno avevano bisogno, nella loro notte brava da leoni.
Dopo tanto sbraitare a vuoto, dopo gli immancabili attacchi gratuiti ai “giornaloni” (che della vicenda hanno scritto tutto) ed alla sinistra radical-chic da salotto che difende gli immigrati (che per l’occasione non c’entrava un cazzo, ma ci sta sempre benissimo come un Catone con Cartagine), e che esiste solo nella fantasia degli analfabeti bifolchi arricchiti che altro non possono vantare se non la propria ignoranza, agli sciacalli s’è improvvisamente asciugata la bava, almeno fino al prossimo cadavere sul quale pasteggiare. Esaurita l’indignazione posticcia a comando, perché mica puoi invocare forche e torture per i simpaticissimi amici americani, adesso è tempo del pietismo piagnone da show domenicale dell’intrattenimento nazionalpopolare, cullato tra le tette della D’Urso, e delle lacrime condivise da coccodrillo. Insomma, qualcosa da alternare al pane e nutella o alla foto del menù del giorno su twitter, per il medesimo ed immutabile squallore.

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(123) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 9 giugno 2019 by Sendivogius

Classifica MAGGIO 2019”

 Forse un giorno, quando i fumi tossici della grande sbornia nostalgica saranno stati finalmente smaltiti, qualcuno dovrà spiegare agli zelanti questurini di casa nostra di non essere una milizia privata di partito, al di sopra della legge che interpreta a proprio piacimento, o a discrezione dei propri capimanipolo, immaginando se stessi come una ricostituita MVSN agli ordini esclusivi del loro ritrovato füherino.
Forse un giorno qualcuno ricorderà agli adoranti funzionarini della DIGOS di non essere i nuovi moschettieri del duce e che magari non è che siano esattamente pagati (per giunta coi pubblici denari di tutti), per correre in giro a rimuovere gli striscioni non ossequiosi al Nuovo Ordine, “fotosegnalando” e schedando preventivamente i potenziali sovversivi. È evidente la finalità intimidatoria e nemmeno troppo velata, specialmente quando di spediscono interi plotoni a fare irruzione in appartamenti privati, per rimuovere striscioni con scritte del tipo un “restiamo umani”. Oppure, e peggio ancora, si impiegano intere sezioni ‘investigative’ per stilare dossier riservati contro i magistrati sgraditi al Mussolini di ghisa travestito da bargello, salvo far finta di dissociarsi dinanzi agli “eccessi” (?) di zelo.
 O forse anche no. Non cambierà nulla. Ai nostri birri (si può dire birro, se si ha una concezione feudale dell’ordine pubblico?!?) è sempre piaciuto così e nessuno ha mai fatto notare loro il contrario, giacché nelle questure la Costituzione non è mai entrata e probabilmente mai arriverà.
In compenso, in alta sede, non perdono occasione per rilasciare tweet (oggi va di moda così) quanto meno imbarazzanti…

“Questa mattina, personale impiegato nel servizio di ordine pubblico ha esortato alcuni manifestanti, appartenenti al sindacato della UIL, a rimuovere uno striscione posto su una parete di interesse storico culturale nei pressi del Pincio. Nessuna valutazione è stata fatta circa l’aspetto contenutistico ma si è ritenuto che lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico”

Ora, lo striscione (tanto infantile quanto innocuo) è questo…
 Ai facinorosi, scortati e sorvegliati a vista dagli Operatori di PS, non è stato dato nemmeno modo di poterlo srotolare lo striscione sovversivo, onde non incorrere nel reato di lesa maestà nei confronti di un tizio che fino a tre anni fa voleva la secessione della fantomatica repubblica di padania, la separazione dai terroni di merda, mentre all’occorrenza col tricolore ci si puliva il culo. Ma adesso che il grasso suino padano è diventato “istituzione”, è tutto diverso…
Vuoi mettere?! Da quando s’è re-inventato ‘sovranista’, tutti i nazifascisti d’Italia sono confluiti nell’Adoremus del figliol prodigo in camicia nera.
In una città come Roma, che ormai galleggia sopra i suoi stessi rifiuti, si è ritenuto (a insindacabile giudizio di un funzionario di polizia) che “lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico” (!).
Questi invece possono rimanere esposti per intere giornate (e notti), alla faccia del decoro paesaggistico e ( giusto en passant) in violazione di almeno un paio di leggi sull’apologia di reato.
Ma vabbé! Cancellato di fatto il reato, resta l’apologia e basta.
Nevvero Signor Questore?

Hit Parade del mese:

01. UMILTÀ

[30 Mag.] «Sono appena stati pubblicati i risultati della votazione sulla fiducia a me come capo politico. Con 56.127 voti e l’80% di consensi, su Rousseau abbiamo segnato il RECORD ASSOLUTO di partecipazione a una votazione M5s. Ed è anche il RECORD MONDIALE per una votazione online in un singolo giorno per una forza politica. Vi ringrazio tutti e vi voglio bene! Non mi monto la testa, questo è il momento dell’umiltà»
  (Luigi Di Maio, puttana politica)

02. IL SANTO DEL GIORNO

[19 Mag.] «Ci affidiamo ai sei patroni di questa Europa, a San Benedetto da Norcia, Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. Affidiamo a loro il destino dei nostri popoli! Io affido l’Italia, la mia e la vostra vita, al cuore immacolato di Maria, che son sicuro ci porterà alla vittoria!.»
 (Matteo Salvini, il Madonnaro)

03. BUONO A SAPERSI

[09 Mag.] «Come segretario generale del SAP Lazio non potevo mancare a questo evento, oramai il connubio tra Lega e Polizia di Stato è diventato indissolubile, anche grazie al ministro Salvini.»
  (Francesco Paolo Russo, Servitore del Partito)

04. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (I)
MA NON CHIAMATELI ‘FASCISTI’

[10 Mag.] «Mussolini è stato un grande statista, l’ha detto Churchill e pure Gandhi, quindi io non faccio che inchinarmi. Poi qualche errore il Duce lo ha commesso, ma resta nel mio cuore.»
(Elena Donazzan, cuore nero)

05. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (II)
ZERO TOLERANCE

[14 Mag.] «Serve rispetto delle istituzioni: questi continui striscioni non sono più tollerabili.»
(Massimiliano Romeo, il Tollerante)

06. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (III)
Problema di democrazia o la democrazia è il problema?

[20 Mag.] «Vediamo quanto ci vuole ancora per capire che in un paese dove un PM può decidere di fare quello che vuole, anche contro il volere di un Ministro, e dove la stampa mostra lenzuola invece del più grande comizio di tutta la campagna elettorale, c’è un lieve problema di democrazia.»
(Claudio Borghi, il Democratico)

07. LOL!!!

[17 Mag.] «Stop censure, viva la libertà di espressione!»
(Matteo Salvini, il Magnanimo)

08. PERSECUZIONI

[11 Mag.] «Massimo rispetto per gli scampati ai campi di concentramento, è un capitolo della storia vergognoso e che mi addolora moltissimo. Loro hanno subito una restrizione della loro libertà, la stessa che sto subendo io»
(Chiara Giannini, l’Agiografa)

09. VUOTI A PERDERE

[17 Mag.] «Noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti, come le coppette mestruali e i pannolini lavabili.»
(Francesco D’Uva, immancabile coglione a 5 stelle)

10. LA CLASSE NON INVECCHIA

[19 Mag.] «Una volta me ne facevo sei per notte. Adesso non ci crederete, ma dopo la terza mi addormento!»
(Silvio Berlusconi, il Pugnetta)

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