Archivio per Fabio Garagnani

(30) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , on 31 agosto 2011 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2011”

 Complice la manovra finanziaria aggiuntiva, mai estate fu più loquace e ciarliera per quella casta di politicanti, così degna del miserabile paese che li sceglie a suoi rappresentanti e che pervicacemente riconferma ad ogni mandato.
Ma sarà meglio sorvolare sui pugnetti spastici del cerebroleso cassanese, perdendoci nell’interpretazione dei suoi grugniti secessionisti…
Non ci soffermeremo sulle deiezioni “mefistofeliche” dell’Abominevole Verro della Padania, il porcino Roberto Calderoli, quanto mai convinto che una stronzata al giorno levi la crisi di torno…
Taceremo sulla ragioneria creativa del tributarista di Sondrio e sul suo pallottoliere magico…
Non parleremo dei ruttini fiscali del Ceronato di Arcore ed i miagolii della sua corte di Amerikani a Montecitorio…
E non parleremo della manovra economica del Governo d’Agosto. Innanzitutto perché non c’è. E poi perché nella sua stesura in continuo mutamento è inconsistente per misure, cifre e copertura dei saldi di bilancio, giacché cambia ogni cinque minuti. A giudicare dalla filosofia che ne ispira l’impianto tutto aleatorio, non è solo classista ma punitiva. È infatti una “manovra” che sembra studiata per colpire tutte quelle categorie e quella metà di italiani che, erroneamente, gli spin-doctor delle libertà littorie giudicano ‘colpevoli’ di non aver votato o sostenere l’imperium del Nano catramato.
Si concentra unicamente sui redditi fissi; massacra i contribuenti onesti e premia gli evasori di ogni risma e grado. Colpisce il “pubblico impiego” in senso lato, con una pervicacia punitiva che rasenta la paranoia: sospensione delle liquidazioni; decurtazione delle trediscesime; taglio degli stipendi; blocco dei contratti e introduzione della super-tassa. A queste si aggiungono poi le proposte padane di tagliare le pensioni di reversibilità per le vedove.
No al contributo di solidarietà per i professionisti privati, ma sì per quelli del pubblico. No all’imposta aggiuntiva sui capitali scudati degli evasori. No a qualsiasi misura di tassazione su beni di lusso e grandi patrimoni immobiliari. Si millanta una nuova lotta all’elusione fiscale, ma intanto si studia l’ennesimo condono tombale.
Nessuna riforma strutturale, ma la solita pletora di interventi parcellizzati per tappare le falle più evidenti nel sistema. Della grande manovra tremontiana alla fine rimangono i provvedimenti ispirati dal livore del Ministro alla Disoccupazione, Maurizio Sacconi: vendicatore craxiano e repubblichino sociale della sussidiarietà, intento a spazzare via con raro livore ogni forma di tutela sindacale e garanzia contrattuale, con la miserabile complicità dei due sindacati gialli (CISL-UIL) organici alla cricca governativo-confindustriale. Si smantellano i servizi al cittadino e lo Stato sociale, da regalare in pasto al lucro dei privati, senza nessun reale risparmio di spesa.
In compenso, gli unici punti rimasti intonsi, e a prova di revisione, sono infatti la cancellazione di tutte le feste nazionali non religiose, che agli occhi del direttorio clerico-fascio-piduista, che sta stuprando l’Italia, hanno tre gravissimi torti: essere laiche; antifasciste; e in odore ‘sinistro’…
Si festeggerà dunque la Befana, ma non la fondazione della Repubblica italiana.
Si celebrerò il Ferragosto con l’assunzione della Madonna in cielo, ma non la festa dei lavoratori (che del resto sono assai poco gettonati di questi tempi).
Si puniscono naturalmente le cooperative, per antonomasia “rosse”, ignorando che la maggior parte dei consorzi cooperativi sono in realtà legati a realtà cattoliche ed al mondo ex-democristiano; e dimenticando che oltre la metà delle coop italiane è riunita sotto la sigla di Confcooperative, che certo non spicca per i suoi orientamenti a ‘sinistra’.
Si puniscono i laureati, ai quali si cerca di inibire il riscatto degli anni universitari; misura fondamentale per castigare ex post una categoria intellettuale, dove si potrebbero annidare molti ex sessantottini.
I vizi di incostituzionalità e l’abnormità delle iniquità sperequative contenute in questa sedicente manovra economica sono più numerose delle mignotte che affollano le alcove del papi nazionale. Resta un mistero totale su come tali provvedimenti possano mai garantire un gettito annuale di 45 miliardi di euro. Si attendono gli appelli dall’austero inquilino del Quirinale, che in periodo estivo non ha trovato niente di meglio che fare atto di sottomissione agli integralisti in affari di CL, per votare con solerzia questa incredibile porcheria, tutti insieme appassionatamente.

Hit Parade del mese:


01. EQUE SODDISFAZIONI

[30 Agosto.] «Sono molto, molto soddisfatto perchè adesso la manovra correttiva è stata migliorata, senza modificarne i saldi, ed ora è più equa e sostenibile.»
(S.Berlusconi, l’Imparziale)

 


02. LAVORARE DI PIÙ. E FARLO GRATIS!

[11 Agosto] «Gli operai regalino cinque giorni lavorativi all’anno per un periodo limitato, diciamo cinque anni, all’impresa per cui lavorano»
 (Andrea Tomat, presidente di Confindustria per il Veneto)


03. DIO DI DENARI

[12 Agosto] «In una società liberale, al povero si dovrebbe chiedere: che cosa hai fatto dunque di male se Dio ti punisce con il sudiciume della povertà, anziché con l’ordinato lindore del benessere?»
(Paolo Guzzanti, un miserabile ricco)


04. POTREI MA NON VOGLIO

[14 Agosto] «Vorrei che si affrontasse questa crisi in modo saggio e coraggioso, difendendo e promuovendo i diritti di tutti […] prima di difendere i privilegi acquisiti di alcuni»
 (Dionigi Tettamanzi, l’Esentasse)


05. DATE A CESARE…

[20 Agosto] «Se ognuno facesse la propria giusta parte le cose sarebbero risolte, rinunciando a benefici eccessivi e privilegi. Bisogna fare appello alla coscienza di tutti perché questo dovere possa essere assolto da ciascuno per la propria giusta parte»
(Angelo Bagnasco, il Simplicissimus)


06. COMPLOTTO DEMO-PLUTO-MASSONICO

[14 Agosto] «La massoneria vuol mettere le mani sui soldi della nostra gente; vuole vendere le nostre banche alla Francia e alla Germania»
(Umberto Bossi, il Pugnetta)


07. SEGRETO DI STATO

[05 Agosto] «Non si può dire che sostanzialmente lo Stato è mandante o spettatore passivo di stragi.»
 (Fabio Garagnani, l’Institor)


08. OBBEDISCO

[14 Agosto] «Sono un uomo di apparato: se il partito mi ordina di lasciare una delle cariche, io obbedirò.»
 (Luigi Cesaro, il Leninista)


09. DIAFANE PRESENZE

[24 Agosto] «Senza l’apporto dell’Italia, Gheddafi non sarebbe caduto. Il nostro Paese ha svolto un ruolo fondamentale»
 (Ignazio La Russa, l’Indispensabile)


10. GRATIFICAZIONI

[24 Agosto] «Io non mortifico nessuno. Sono un professore universitario da decenni»
 (Renato Brunetta, il Gratificante)

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PARTE OFFESA

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 agosto 2011 by Sendivogius

Nella sovrabbondanza di fenomeni da studio, che affollano le generose riserve assistite della politica per professione, rischiava di passare inosservato lo straordinario talento di Fabio Garagnani da S.Giovanni in Persiceto.
In politica da una vita, comincia giovanissimo nelle file della Democrazia Cristiana, dove milita per oltre un ventennio (1972-1996) prima di confluire per osmosi naturale in “Forza Italia”.
Dalla provincia felsinea con furore, nel 2001 approda in Parlamento, dove peraltro staziona benissimo da almeno un decennio. A tempo perso sarebbe anche ‘funzionario’ della Camera di Commercio bolognese, onde assicurare un solubile legame col duro mondo del lavoro, ad integrazione dei magri emolumenti parlamentari.
Bastione dell’anticomunismo viscerale, l’on. Garagnani è un altro di quegli orfani disperati per la scomparsa del Comunismo… Siccome non trova più bolscevichi in giro, li và cercando ovunque con lo zelo fanatico dell’inquisitore che, in mancanza di eretici, se li inventa o si accanisce sulle loro misere spoglie (come ai bei tempi antichi: QUI) pur di non rinunciare ai roghi dei suoi sacri furori.
Noi, assai ingenerosamente, avevamo liquidato troppo in fretta la figura di Garagnani come un semplice “fascista” (N.29 di Cazzata o Stronzata?): l’ennesimo nella galassia nerissima e piduista dell’universo berlusconiano… Ci sbagliavamo di grosso!
 Ignoravamo infatti l’attivismo compulsivo di questo campione misconosciuto della più cupa reazione sanfedista, all’ombra del partito delle libertà littorie. Possiamo solo immaginare quali terribili traumi psicologici abbia sofferto questo povero famiglio dell’Inquisizione, nato purtroppo con svariati secoli di ritardo su frate Aldobrandino de’ Cavalcanti, pur avendo ereditato la tempra teutonica di un Corrado di Marburgo, e costretto a subire le tremende persecuzioni staliniste in un’Emilia satanica, insanabilmente corrotta dalle perfidie del “laicismo”.
Come ama presentarsi, l’onorevole Garagnani (classe 1951) è un “grande appassionato di storia con particolare riferimento ai rapporti fra Stato e Chiesa”, evidentemente declinati a esclusivo vantaggio di quest’ultima. Campione indefesso (e incompreso) della Libertà, è un crociato del sedicente “principio di sussidiarietà” (dalla Scuola alla Sanità): ovvero lo smantellamento dei servizi di cittadinanza, da affidare a società private di ispirazione rigorosamente ‘cristiana’ e soprattutto ciellina, con relativo storno di risorse pubbliche per foraggiare i profitti dei privati.
D’altra parte, già in passato Fabio Garagnani ci aveva offerto un illuminante saggio sulla sua personale concezione della “libertà della persona” e dell’accoglienza cristiana in tema di immigrazione:

«Se vengono per lavorare, bene: ma sappiano che sono ospiti di un paese che ha proprie leggi e propri valori, non possono imporre le loro opinioni. Su questo sono davvero intransigente. Gli immigrati vengono da culture molto diverse, non conoscono la mediazione, non hanno il concetto della laicità dello Stato!»
 (07/04/2000)

Coerentemente, proprio in nome della “laicità dello Stato” è assolutamente contrario alla costruzione di luoghi di culto diversi da quello cattolico (neanche li pagasse lui), arrivando a mettere in discussione il concetto stesso di “libertà religiosa”, chiaramente in nome di una libertà più grande:

«[i luoghi di culto diversi da quelli cattolici] rischiano di scardinare le certezze culturali proprie della collettività nazionale, che ha storicamente visto nella religione cristiana un fattore aggregante non solo sotto il profilo fideistico, ma anche e soprattutto sotto quello culturale e sociale.
[…] Potrebbero paradossalmente pregiudicare il rispetto dei valori e delle tradizioni da parte della maggioranza della popolazione nazionale soprattutto alla luce della impropria commistione in esse contenuta tra i valori sociali e culturali nazionali con quelli di altre fedi religiose
 (06/11/2006)

L’on. Garagnani motiva la discriminante con un formidabile assioma: “la religione di una minoranza, pregiudica significativi diritti della maggioranza dei cittadini italiani”.
Questo perché tutti i cittadini sono uguali, ma ebrei, valdesi, buddisti, induisti… e (peggio di tutti!) musulmani, sono meno uguali degli altri.
In virtù di ciò, il Garagnani delle libertà si scaglia anche contro l’Istruzione pubblica, con una serie di contorsionismi barocchi da gesuita secentesco:

«L’insegnamento scolastico impartito nel rispetto della libertà di coscienza e della pari dignità, senza distinzione di religione […] potrebbe limitare, in quanto contrastanti con i valori di altre religioni, il rispetto di tradizioni secolari proprie della cultura nazionale, che invece devono essere tutelate, come ad esempio la presenza del crocifisso all’interno delle aule degli edifici pubblici…»

..Che lungi dall’essere una “tradizione secolare”, è una disposizione introdotta ai tempi del Fascio, al principio degli anni ’30 dopo la firma dei Patti Lateranensi, su pressione vaticana per ribadire il simbolico primato della Chiesa sullo Stato, per ripicca anti-savoiarda.
Prima di allora l’esposizione di crocifissi, ed altri arredi sacri, in edifici dello Stato non era prevista e di fatto inesistente.
Ma poco importa. Questa è la democrazia secondo Garagnani: cattolica (solo nella forma), confessionale, imbavagliata; dove è chiaro come l’unica opinione lecita sia la sua. Tutto il resto è laicismo, s’intende!


Tra le coraggiose iniziative, che contraddistinguono l’attività politica dell’austero restauratore liberale, vale la pena di ricordare pure la proposta di abolizione del valore legale della laurea:

«Oggi le lauree sono sostanzialmente tutte uguali, hanno lo stesso peso per legge. Che si ottenga il titolo in economia alla Bocconi o in un ateneo telematico via Internet poco conta […] Il valore legale del titolo livella la qualità e la meritocrazia verso il basso.»
 (20/07/2010)

Evidentemente, per l’ineffabile deputato, una specializzazione in cardiochirurgia vascolare conseguita all’Università di Bologna, vale come un corso on line al CEPU. Sarebbe curioso sapere, in caso di necessità, da chi mai si farebbe operare a cuore aperto questo esteta della “sussidiarietà” universitaria…


Già capogruppo PdL in commissione parlamentare per “Cultura, Scienza ed Istruzione”, attualmente fa parte della Commissione “Giustizia”. In tale ambito, da tipico ‘garantista’ berlusconiano, l’on. Garagnani si è distinto per il suo appoggio incondizionato a tutte le leggi ad personam pro duce: dal Lodo Alfano, al “legittimo impedimento”; dal “processo breve” al “processo lungo”; fino al divieto dell’uso delle intercettazioni ambientali… che molto contribuiscono ad assicurare la certezza del diritto (e della pena).
Di converso, è un sostenitore convinto della militarizzazione delle città, dell’istituzione delle ronde e del reato di immigrazione clandestina (con 18 mesi di carcerazione preventiva, in assenza di qualsivoglia fattispecie criminale).
Sempre in tema di libertà e diritti, si è espresso contro la legge sull’omofobia e sul razzismo, e contro l’introduzione delle cosiddette “quote rosa”.
Sensibile ai costi della politica, ha votato contro la soppressione delle Province.
Liberista convinto, fautore delle privatizzazioni (dai servizi pubblici, all’acqua), ed intransigente alfiere della stabilità di bilancio, tra i vari provvedimenti, ha espresso il suo pieno favore al:
miliardario “salvataggio” dell’Alitalia, affidata alle premurose cure della CAI;
Finanziamento pubblico degli Istituti di Credito (privati);
Incentivi pubblici all’industria privata;
“scudo fiscale” per i grandi evasori;
Pagamento a carico dello Stato circa le multe per la truffa delle quote latte, a dispetto delle migliaia di allevatori onesti.


Da segnalare inoltre le personali crociate di Garagnani contro gli enti cooperativi (presumibilmente ‘rossi’); contro i “professori politicizzati”, naturalmente ‘di sinistra’ e per di più iscritti alla famigerata CGIL, con sospensione dallo stipendio e dall’insegnamento.
Tuttavia, è proprio nel corso del 2011 che l’Uomo ci regala i suoi contributi migliori, specialmente in questi ultimi mesi estivi, ispirato come non mai, nel suo iperattivismo militante contro gli ultimi alieni della rossa minaccia marxiana.
Dell’on. Fabio Garagnani ci ha impressionato l’aspetto quasi funereo delle foto ufficiali… l’espressione contrita, in perenne sofferenza… una via di mezzo tra il costipato ed il caro estinto.


In compenso sembra sfogare il disturbo in altro modo, eiettando per vie traverse il bolo che l’opprime…
Il nuovo bersaglio d’eccezione, e da bonificare, si trova direttamente all’interno della città di Bologna dove risiede una sacca di irriducibili con il vizio della memoria e non disposti a tacere. Sono i familiari delle vittime della strage del 02/08/1980, rei evidentemente di essere sopravvissuti ai propri cari, improvvidamente martoriati dall’esplosione casuale (come lo scoppio di una caldaia a ferragosto?) nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria. Soprattutto, sono colpevoli di reclamare la verità sui mandanti del massacro, a distanza di 31 anni, nel totale disinteresse del Governo Berlusconi che infatti diserta sistematicamente le commemorazioni pubbliche, come se la cosa non lo riguardasse minimamente. E certo una compagine governativa di (ex?) fascisti e piduisti, non ha il miglior pedigree né la moralità istituzionale (sì, usiamolo il termine!) per commemorare le vittime di una strage eseguita da fascisti, con coperture e depistaggi messi in atto dai principali vertici militari dei servizi di sicurezza nazionale, iscritti in massa alla Loggia eversiva P2, mentre documenti fondamentali per l’accertamento delle responsabilità sono a tutt’oggi coperti dal ‘Segreto di Stato’.
Con 85 morti ed oltre 200 feriti, Bologna è stata l’ultima tappa, la più feroce, di una lunga stagione stragista, cominciata a Milano nel lontano Dicembre del 1969: quarantadue anni di eccidi indiscriminati, depistaggi, insabbiamenti, trame eversive, coperture istituzionali, complicità insospettabili e protezioni inconfessabili… Una breve parentesi e poi una nuova stagione di bombe tra il 1992 e il 1993, con immutato copione di occultamento delle prove e collusioni mai chiarite. Uno Stato ostile e assente, che si accanisce sulle vittime invece che contro i colpevoli.
Contro questo ha pubblicamente protestato Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime:

Il 9 maggio di quest’anno, Berlusconi disse solenne: ‘Apriamo gli armadi della vergogna’. Invece niente, non un documento è stato trasmesso alla Procura di Bologna. Vuol dire che quelle parole le ha pronunciare solo per apparire sui giornali.
[…] Non c’è pulpito da cui un esponente della loggia P2 può permettersi di esprimere simili giudizi sui giudici.

Tuttavia ai cittadini di Bologna, oltre al diritto di avere giustizia, adesso viene negata anche la possibilità di contestazione, giacché all’on. Garagnini, come al piduista Berlusconi, quei fischi non piacciono proprio… Per questo proponeva di far intervenire l’esercito, contro i potenziali contestatori, durante la commemorazione del 2 Agosto, a scopo intimidatorio se non repressivo: la democrazia ai tempi del berlusconismo. Non contento dell’abnormità di una simile proposta, questo residuato sanfedista ha pensato bene di rilanciare la posta, spalleggiato da tutto il pretorio dei piduisti di governo, denunciando Mario Bolognesi per “villipendio dello Stato”
Probabilmente, Garagnani deve essere uno che non conosce i confini del demenziale, altrimenti al ridicolo non aggiungerebbe l’oscenità dell’indecenza:

«Le sue gravi affermazioni [di P.Bolognesi] non possono essere lasciate sotto silenzio, non tanto perché contenenti critiche di natura politica, quanto perché delegittimano in modo inconfutabile lo Stato e le istituzioni democratiche.
Certe affermazioni non possono essere tollerate, pena il venir meno della credibilità delle istituzioni medesime. Non è in questione il diritto di critica a qualunque livello e da chiunque espresso, che io pure ho esercitato in varie occasione e che non nego a nessuno, bensì atteggiamenti potenzialmente eversivi dell’ordine democratico che mirano a delegittimare i principi fondamentali dello Stato e della democrazia rappresentativa […] Non si può dire che sostanzialmente lo Stato è mandante o spettatore passivo di stragi.»

Confutare i deliri del Garagnani furioso è una causa persa oltre che disperata. Dinanzi al tanfo di così immani stronzate, non si può far altro che trattenere il respiro sperando invano che svanisca il lezzo. Oppure, in alternativa, accendere un fiammifero..!
Poi, in un mondo capovolto, ci si rende conto di trovarsi in piena realtà orwelliana:

Spacciare deliberate menzogne e credervi con purità di cuore, dimenticare ogni avvenimento che è divenuto sconveniente, e quindi, allorché ridiventa necessario, trarlo dall’oblio per tutto quel tempo che abbisogna, negare l’esistenza della realtà obiettiva e nello stesso tempo trar vantaggio dalla realtà che viene negata

E allora si comprende di assistere solo ad una pessima parodia, ad un modesto esercizio di piaggeria, nel vano tentativo di eguagliare gli irraggiungibili modelli originali: i due didimi brianzoli che ogni giorno onorano le Istituzioni democratiche…
Quello che predica (e pratica) la secessione; che usa la bandiera nazionale per scopi igienici assai poco istituzionali, e dai più alti scranni governativi offende chiunque risieda a sud del Po…
Quell’altra barzelletta deambulante, che ormai sembra un involtino alla plastilina immersa nel cerone, la cui massima espressione culturale è il bunga-bunga…
Le due “istituzioni” viventi nelle quali Fabio Garagnani, e tutti quelli come lui, degnamente si riconoscono!

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(29) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 31 luglio 2011 by Sendivogius

Classifica LUGLIO 2011”
Nella tempesta terribile che precede il naufragio finale, volgiamo un fugace pensiero al Papi della Nazione, così prematuramente scomparso dai palinsesti mediatici per overdose di ottimismo e viagra. Nella Real Casa già fioccano le leggende sull’unto per le signore, reincarnazione di Priapo e parodia blasfema che tromba sei giorni a settimana e la domenica riposa, come si premura di farci sapere il dott. Scapagnini.
Terrorizzato dalle vendette postume dell’ex amico Gheddafi.. sconvolto dalle sentenze che gli toccano direttamente la “roba”.. travolto dalla speculazione finanziaria e dalla recessione economica che sta spolpando i redditi degli italiani.. si direbbe che l’Unto si sia dato, rintanato chissà dove, aspettando che la buriana passi da sola, magari per intercessione divina; o piuttosto confidando stizzosamente nella provvidenziale supplenza del Presidente della Repubblica.
In compenso, in una situazione al cui confronto la crisi del 1992 e gli scandali di Tangentopoli sembrano bazzecole all’acqua di rose, abbiamo un premier che meno parla e meglio è; un Governo, di fatto commissariato, che non governa più nulla, travolto com’è dalle lotte intestine e da guerre di successione. Altresì, abbiamo un Parlamento di inquisiti (una novantina), con le relative orde di avvocati-deputati al seguito; dove al posto dei vecchi manipoli bivaccano casi clinici in camicia verde, responsabili a contratto, e vere baronie del privilegio feudale, ma tutti pronti a scattare per riflesso pavloviano in difesa della roba e degli interessi del Pornonano ormai imboscato.
È un Paese che va a puttane, sull’esempio del ‘papi nazionale’ nel solco delle 3 Effe (Feste..Figa..e Fuga)…
Disoccupazione giovanile a livelli record; salari bloccati; produzione in ristagno; consumi fermi; diminuzione delle entrate e dismissione dei servizi pubblici ai cittadini (scuola, sanità, assistenza..); aumento delle imposte per i ceti medio-bassi e forme di tassazione regressiva per i più ricchi; costo della benzina alle stelle; incremento dei prezzi dei beni al consumo e degli stessi generi di prima necessità; primi fenomeni di stagflazione e instabilità da rischio default; una corruzione endemica da quarto mondo…
Sono queste le eredità del miracolo berlusconiano. Ma le priorità restano lo spacchettamento dei ministeri, con la distribuzione di ufficetti e scrivanie sovrastate dal ritratto di Umberto Bossi, in giro per la Brianza, per ammansire i secessionisti della Lega insieme alle loro clientele. E naturalmente c’è l’ennesima legge ad personam, che di fatto abroga il processo penale in Italia con la cancellazione della certezza del diritto.
Processo lungo: nessun limite alla presentazione di testimoni da parte della difesa; potranno essere 5 o 5.000, o anche 50.000, a discrezione della fantasia degli avvocati (e delle disponibilità economiche dell’imputato). E i magistrati dovranno ascoltarli tutti, senza alcuna ‘scrematura’ preventiva, a prescindere dalla rilevanza, con allungamento a dismisura dei tempi del processo. Tanto per dire, i difensori dei manager Eternit, indagati per le morti da amianto, ne hanno presentati quasi 9.000 di testimoni.
Processo breve: tagli dei tempi di prescrizione per la celebrazione dei processi; superato il limite, tutti gli imputati vengono prosciolti a prescindere dal reato e dalle eventuali sentenze di primo e secondo grado di giudizio.
Nel mezzo, come ciliegina sulla torta, si prospetta l’irrilevanza delle sentenze in giudicato ai fini dell’acquisizione della prova. In pratica, i fatti e le circostanze, con valore di prova già confutate in altri processi, dovranno essere riacquisite e riconfutate per ogni altro provvedimento.
In compenso, i garantisti pro domo sua inaspriscono le pene per coloro che una condanna già ce l’hanno, detenuti in condizioni disumane dentro carceri fatiscenti, restringendo il ricorso ai benefici di pena, mentre fanno quadrato intorno ai grandi ladroni di Stato.

Hit Parade del mese:


01. IL PARTITO DEGLI ONESTI

[01 Lug.] «Noi dobbiamo lavorare per un partito degli onesti»
 (Angelino Alfano, Delfino del Re)

02. SONO NAZISTI QUESTI PADANI?

[26 Lug.] «Il 100% delle idee di Breivik [il massacratore di Oslo; n.d.r.] sono buone, in qualche caso ottime. Le posizioni di Breivik collimano con quelle dei movimenti che in Europa vincono ovunque le elezioni.»
 (Mario Borghezio, escremento padano)

03. CASOMAI

[20 Lug.] «Se nel 2008 avessi saputo che c’era un’indagine nei miei confronti, non mi sarei candidato al Senato.»
 (Alberto Tedesco, il Disinformato)

03.bis SUICIDIO ASSISTITO

[21 Apr.] «Non mi suicido anche se qualcuno vorrebbe. Non farò come Jan Palach; non mi brucerò nella piazza davanti il Parlamento. E comunque il suicidio sarebbe una richiesta più che comprensibile alle dimissioni»
 (Alberto Tedesco, Faccia di bonzo)

04. SANI PRINCIPI

[02 Lug.] «Ho imparato che in politica, tra persone perbene, l’unica cosa che funziona è il ricatto»
 (Roberto Calderoli, il Perbenista)

05. DISTURBI RICCHIONI

[30 Lug.] «Meno male, non è passata l’aggravante dell’omofobia. Tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti, non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po’ disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola in senso anche bonario.»
[Qui trovate l’immagine di un gay famoso, bonariamente rimbrottato da persone normali molto disturbate – n.d.r.]
 (Umberto Bossi, il Normale)

06. SUPER-NANO DA MONTA

[06 Lug.] «Berlusconi è un uomo fisicamente e intellettualmente superiore; può avere sei rapporti alla settimana senza esagerare. E il settimo giorno deve riposare»
 (Umberto Scapagnini, Archiatra reale)

07. DOPPIA FATICA

[23 Lug.] «Occhio che mi potrei incazzare! Lo sapete che sono incazzoso.»
 (Umberto Bossi, lo Spauracchio dell’ospizio)

08. COMMEMORAZIONI ARMATE

[18 Lug.] «Probabilmente i soldati che il sindaco di Milano non vuole per la sua città, sarebbero utili nella nostra, particolarmente in previsione delle celebrazioni per il 2 Agosto 1980 [Strage di Bologna; n.d.r]»
 (Fabio Garagnani, semplicemente fascista)

09. INTENZIONI CONDIVISE

[16 Lug.] «Condivido l’appello affinché il Parlamento faccia tutto quanto è in suo potere per convincere gli italiani che le Camere non sono il luogo dove una casta privilegiata si chiude a difesa dei suoi interessi. Sono certo che entrambe le Camere faranno la loro parte e, per quanto riguarda Montecitorio, insieme al Collegio dei Questori metterò a punto le proposte di riduzione dei costi e di trasparenza, che entro luglio saranno discusse dall’Ufficio di Presidenza e votate in Aula prima della pausa estiva»
 (Gianfranco Fini, il diversamente potente)

10. PAROLA D’ONORE

[29 Lug.] «Non ho fregato i soldi agli italiani»
 (Giulio Tremonti, il Creativo)

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