Archivio per Ezra Pound

Casseri d’Italia

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 dicembre 2011 by Sendivogius

Ciclicamente, come una fogna intasata per eccesso di deiezioni, tornano alla ribalta gli ario-dementi di Stormfront-Italia: la psicotica comunità hitleriana, che raccoglie il peggio del razzismo endogeno raggrumato attorno a qualche centinaio di casi clinici particolarmente aggravati…
In questa succursale italiana del Ku Klux Klan si possono trovare escrementi infetti del neo-nazismo veneto, cresciuti al capezzale di Franco Freda; molti longobardi, che si definiscono “fascio-leghisti” e galleggiano alla destra della Lega: un partito che, tra quelli che contano veramente nel panorama politico italiano, è sicuramente quello che raccoglie maggiormente alcune delle nostre istanze. Ma c’è pure qualche vecchio stronzo d’esportazione che, dal Brasile, si preoccupa dell’invasione allogena che rischia di contaminare la purezza dell’italica razza; né mancano i nazi-borbonici che si credono ariani.
Tra le specialità di ‘stormfront’ ci sono le liste di proscrizione, costantemente aggiornate, che spaziano dagli “infiltrati sionisti” ai “coccolanegri”, passando in rivista i vari “traditori della razza”. Indirettamente, ne avevamo già parlato QUI.
Specialista in materia è tal COSTANTINO, un utente particolarmente affezionato al forum e piuttosto prolifico. Tra i suoi straordinari contributi alla discussione vale la pena di ricordare:
a)  L’uomo di Neandertal era ARIANO”
 b)  “Non può esserci un negro italiano”
E il curioso “Beppe Grillo. Uno di noi”, pubblicato il 09/10/2007:

Ho sempre pensato che grillo fosse un nostalgico del fascismo (quella volta che affacciatosi da un balcone disse <ITALIANI!!!!>, la camicia nera ostentata, la dichiarazione che dal 1943 questa classe politica fa disastri, ecc,ecc)
Adesso ne abbiamo la prova: vuole distruggere la democrazia
vuole distruggere i partiti
che dire? è un grande!

Suscitando peraltro più di una perplessità tra gli altri partecipanti alla discussione.
D’altra parte il sedicente ‘Costantino’, letteralmente terrorizzato da africani, zingari, e slavi, non è mica razzista: lui è preoccupato degli allogeni che portano le malattie e col meticciato suppliscono alla carenza di melatonina nell’epidermide. Naturalmente, odia i soliti giudei: vili usurai e vampiri della finanza bancaria. Per farsi meglio intendere dai diretti interessati si firma così: להשמיד את היהודים (sterminare gli ebrei). Non per niente, ‘Costantino’ lavora come promotore finanziario, addetto allo spaccio di ‘titoli tossici’ che stanno soffocando l’economia del Nord-Est da cui proviene.
L’infame lista contro i “coccolanegri” è un’invenzione sua.

Di solito sono questi elenchi della vergogna a catturare l’attenzione dei grandi ‘media’. Ed è un vero peccato che l’interesse sia così circoscritto, perché i razzisti paranoici di stormfront in realtà non conoscono riposo, dal momento che la loro produzione è assai più copiosa e clinicamente interessante, preoccupati come sono di salvare l’Europa dall’avanzata dell’orda nera…
Nei forum di stormfront-Italia si affrontano infatti le grandi (ed irrisolte) questioni identitarie, inerenti l’annoso problema dei matrimoni tra indoeuropei, ma pur sempre “misti”, come nel caso di un italiano ed una francese.
Nella sezione dedicata a “Cultura-Scienza-Identità”, non mancano quesiti fondamentali sulla misurazione e determinazione della purezza razziale in candeggina:
  Cosa dovremmo considerare maggiormente: Genotipo o Fenotipo?
  Gli aplogruppi J2 ed E3b sono da considerare bianchi?
Per i meno ferrati in biologia, si possono sempre consultare le tavole con le varie tipologie razziali e le sub-razze indoeuropee, a cura di Weisse Europe (“Europa bionda”… e un cetriolo per amico!).

Ma non mancano illuminanti disamine su Negrolandia: la terra dei morti che camminano, insieme all’immancabile (ossessiva) “questione ebraica”, declinata in ordine di priorità:
 Invasione islamica
 La minaccia cinese (pericolo giallo)
 Contaminazione africana (le scimmie negre)
 L’adesione turca alla UE (meticciato mongolo)
Quest’incredibile letamaio mediatico, circoscritto a pochi dementi con evidenti disturbi mentali, si era già distinto nelle settimane precedenti, per il profluvio di elogi e commossi necrologi alla memoria di Gianluca Casseri, il nazista pluriomicida di Firenze, assurto ad eroe della ributtante community. Ma nessuna di queste tigri di carta ha avuto il coraggio di presenziare al funerale del loro esaltato beniamino e magari acquistargli una tomba, visto che nessuno ne reclama il corpo.
Sul personaggio, apparentemente insospettabile cultore di fantasy, fumetti, H.P.Lovecraft e gli autori della mitica rivista Weird Tales (‘azzo! A parte il ‘fantasy’, abbiamo gli stessi interessi), sono stati versati fiumi d’inchiostro e molti distinguo.
Noi predilegiamo la sintesi pubblicata (il 18/12/2011) da Gad Lerner nel suo blog:

«Gianluca Casseri non era un pazzoide isolato. Frequentava CasaPound, ma soprattutto godeva della stima di autorevoli intellettuali della destra italiana. Per esempio Gianfranco De Turris, il segretario della Fondazione “Julius Evola” (filosofo fascista del razzismo antisemita), divenuto vicecaporedattore dei servizi culturali al Giornale Radio della Rai, in quota a Alleanza Nazionale e poi al Pdl. Questo De Turris ha firmato ben due prefazioni encomiastiche ai libri di Casseri. L’ultimo è uscito nel maggio scorso per l’editore Solfanelli. Si tratta di un pamphlet intitolato “I protocolli del Savio di Alessandria”, rivolto contro Umberto Eco e il suo romanzo “Il cimitero di Praga”. Nella prefazione De Turris loda Casseri sostenendo che “I protocolli dei Savi di Sion” sarà pure un falso ma descriveva in anticipo una realtà verificatasi poi. Bella gente ha piazzato in Rai, la destra. Se il killer di Firenze era un pazzo, come minimo aggiungiamo che dispone di numerosa compagnia.»

Pubblicista dalla penna feconda, Gianluca Casseri è stato fondatore ed editore della fanzine letteraria “La Soglia” (sette numeri pubblicati tra il 2001 ed il 2004), sulla quale peraltro firmava gran parte delle pubblicazioni. Insieme ad Enrico Rulli, nell’Ottobre 2010, aveva dato alle stampe La Chiave del Caos, che ci par di capire rientrasse nella categoria dei romanzi ‘esoterici’ a doppia lettura, per iniziati e profani dell’antica sapienza. Molto gettonati nei circoli del misticismo evoliano.
D’altronde, le velleità saggistiche di Casseri potevano essere apprezzate dagli estimatori un po’ ovunque sul web, prima che sul killer dei senegalesi calasse l’oblio della damnatio memoriae, con la frettolosa rimozione dei suoi articoli ed il fioccare di dissociazioni più o meno piccate da parte dei portali interessati. In particolare, gli scritti di Casseri sono stati ospitati presso il “Centro Studi La Runa”, nel cui archivio on line è presente una ricca raccolta di testi di autori riconducibili alla cultura di destra e dell’area tradizionalista. Si posso trovare giganti della sociolinguistica e storia delle religioni come Mircea Eliade insieme a Georges Dumézil, dotte disamine su Oswald Spengler ed Ernst Jünger, passando per i teorici della ‘Nuova Destra’ come Alain De Benoist, e per l’immancabile Julius Evola, fino ai socialfascisti come Pierre Drieu La Rochelle e Giano Accame, accanto ai quali non mancano i più recenti deliri su etnonazionalismo e questione allogena e altri contributi amatoriali di “studiosi” autodidatti. Tra questi ultimi era presente per l’appunto Gianluca Casseri con un paio di articoli, certo non indimenticabili, che  abbiamo riesumato per curiosità. Su internet nulla si distrugge e niente scompare. Sostanzialmente si tratta di ‘esercizi di stile’, nell’ostensione di una cultura fai-da-te della quale Casseri era evidentemente orgoglioso.
 “Dracula, il guerriero di Wotan(01/01/2000), a dispetto del titolo che ha sollevato fin troppe facili ironie, doveva essere uno dei fiori all’occhiello della produzione di Casseri, visto che l’articolo si dilunga per una trentina di pagine e allega tanto di bibliografia corredata da una sessantina di titoli. Sorvoliamo sul “Dracula” di Stoker, come rivisitazione del guerriero-belva (berserk) della tradizione germanica, nel solco dello sciamanesimo indoeuropeo e moderna trasfigurazione delle saghe norrene. L’articolo, che ha una sua coerenza logica, è sostanzialmente un collage di citazioni che privilegiano l’opera di Dumezil, di Mircea Eliade, e Carlo Ginzburg. Quello che colpisce, col senno di poi, è l’insistenza con cui Casseri fantastica sulle Männerbunde, ovvero le confraternite dei guerrieri teutonici posseduti dallo spirito del lupo, giacché si diveniva terribili guerrieri solo appropriandosi magicamente della proprietà della belva:

«Dracula prende saldamente le parti – fino a compenetrarlo non meno di quanto facessero i giovani iniziandi dei Männerbunde – dell’animale predatore che si identifica con le tenebre tanto temute dall’uomo. Quando poi nega che i “cittadini” possano comprendere i sentimenti di quello stesso “cacciatore” evidenzia l’abisso incolmabile che separa due figure: quella dell’uomo urbanizzato, civile, razionale, moderno, che fonda la sua vita su strutture giuridiche ed economiche, e quella dell’essere naturale la cui esistenza è fatta di bisogni essenziali, che vengono soddisfatti attraverso un’attività che ha come uniche non-regole quelle imposte dal confronto predatore/preda.»

Alla luce della “caccia selvaggia” che il neo-guerriero ariano è stato capace di scatenare per le vie della civilissima Firenze, le parole di Casseri brillano di un’aurea sinistra. E c’è da chiedersi quanto questa männerbunde mitizzata sia limitata all’ideale distorto del nazi-killer, o non abbia invece filiazioni fin troppo reali e radicate sul territorio…

Di più recente pubblicazione è invece Adriano Romualdi, alle radici dell’Europa, tra l’altro riproposto (08/10/2011), insieme ad Il magico Pound, sull’Ideodromo di CasaPound, che a confronto di ‘stormfront’ appare come un sito culturale di raffinata critica sociologica.
Adriano Romualdi, figlio di Pino (l’ennesimo reduce di Salò riciclato nei ranghi del MSI), è considerato il “teorico della nuova destra” (nazista?):

«La cultura e l’arte di destra non possono pretendere di essere loro stesse il tempio, ma solo il vestibolo del tempio. La verità vivente è oltre. Di qui una certa diffidenza del genuino uomo di destra nei confronti della cultura moderna, un disprezzo impersonale per il volgo dei letterati, degli esteti, dei giornalisti.
Di qui l’ostilità del Fascismo e del Nazismo al tipo dell’intellettuale deraciné. In essa non c’è solo la rozza diffidenza dello squadrista e del lanzichinecco per le raffinatezze della cultura ma anche l’aspirazione ad una spiritualità fatta di eroismo, fedeltà, disciplina, sacrificio. José Antonio raccomandava ai suoi falangisti il “sentimento ascetico e militare della vita”.
Fatta questa premessa, consideriamo più da vicino il compito di animare una cultura di destra. Il fine, lo abbiamo detto, è la costruzione di una visione del mondo che si ispiri a valori diversi da quelli oggi dominanti. Non teoria o filosofia, ma “visione del mondo”. Questo lascia un largo margine di libertà alle impostazioni particolari. Si può lavorare a creare una visione del mondo di destra sia da parte cattolica che da parte “neo-pagana”, sia proiettando il mito novalisiano dell’Europa-Cristianità che sostenendo l’identità Europa-Arianità.»

 Adriano Romualdi
 “Idee per una cultura di destra
Edizioni Settimo Sigillo; 1973.

Razzista convinto, fascista dalle inclinazioni neo-naziste, Adriano Romualdi ha, tra le varie, una vera passione per le tipologie razziali, che si sforza di individuare ovunque, perennemente alla ricerca della purezza primigenea dei primi indoeuropei, perdendosi in fluttuanti cascate di capelli biondi e languidi occhi azzurri… Nazi-gay dall’omosessualità latente, Romualdi è nella realtà un ominicchio di rara bruttezza che però discetta di perfezione delle forme (maschili), bellezza ariana e maschioni iperborei, che rivivono in una raccolta mitopoietica di deliri ariosofici.

A Casseri, il pensiero di Romualdi piace. Lo considerà attualissimo e profetico. E ravvisando in esso le vere “Radici dell’Europa”, mette insieme il solito collage di citazioni copia/incolla, facendone proprie le tesi, ma senza mai scrivere una parola originale che sia effettivamente sua. Tant’è che preferiamo citare i testi di Romualdi invece della parafrasi di Casseri.
D’altra parte, Romualdi deve piacere anche ai ragazzi di Casa Pound; altrimenti, non si capisce perché ospitare l’articolo di Gianluca Casseri, insieme agli altri contributi, che, presi isolatamente e a prescindere dall’identità dell’autore, potrebbero apparire in qualsiasi testata culturale non schierata a sinistra. Excusatio non petita…
Sarà sicuramente vero nel caso di “Benvenuti nell’ucronia”, oppure per “Tex e il fantastico”, ma i riferimenti culturali a Romualdi assumono una ben diversa caratura:

«Essere di Destra significa, in primo luogo, riconoscere il carattere sovvertitore dei movimenti scaturiti dalla rivoluzione francese, siano essi il liberalismo, o la democrazia o il socialismo.
Esser di Destra significa, in secondo luogo, vedere la natura decadente dei miti razionalistici, progressistici, materialistici che preparano l’avvento della civiltà plebea, il regno della quantità, la tirannia delle masse anonime e mostruose.
Esser di Destra significa in terzo luogo concepire lo Stato come una totalità organica dove i valori politici predominano sulle strutture economiche e dove il detto «a ciascuno il suo» non significa uguaglianza, ma equa disuguaglianza qualitativa.
Infine, esser di Destra significa accettare come propria quella spiritualità aristocratica, religiosa e guerriera che ha improntato di sé la civiltà europea, e — in nome di questa spiritualità e dei suoi valori — accettare la lotta contro la decadenza dell’Europa.
[…] Si pensi a un De Maistre, questo maestro della controrivoluzione che esaltava il boia come simbolo dell’ordine virile e positivo, al visconte De Bonald, a Chateaubriand, grande scrittore e politico reazionario»

  Adriano Romualdi
 “Idee per una cultura di destra
Edizioni Settimo Sigillo; 1973.

E d’altra parte è interessante constatare, nonostante le debite differenze, la venerazione che le fascisterie contemporanee tributano al mito di Ezra Pound, ammirato anche dai nazisti di stormfront e dal berserk pistoiese con la 357 magnum.
Non per niente, il poeta statunitense è idolatrato dai nipotini di Gabriele Adinolfi e gli altri raminghi di “Terza Posizione”: i diversamente fascisti del III° Millennio, vezzeggiati e coccolati della destra berlusconiana. A tal punto da conferire il nome alle loro ‘domus’ sparse per l’Italia, sotto il segno della testuggine.
Ezra Pound è infatti l’allucinato poeta, elevato dai nostalgici mussoliniani a moderno profeta dell’anti-capitalismo finanziario. Bisognerebbe aggiungere da buon ultimo dopo il liberale J.A.Hobson, il socialdemocratico marxista Rudolf Hilferding, e il più famoso John Maynard Keynes che nel 1923 pubblicava il fondamentale “Saggio sulla riforma monetaria”.
Tuttavia, è notevolissima la scienza di Pound ‘economista’: vero precursore di quella immane boiata di successo che è il “signoraggio bancario”; estensore dell’introduzione di una marca da bollo statale sull’emissione monetaria e uomo di rara originalità che, in totale solitudine, negli anni ’30 si scagliava contro gli “usurai della finanza ebraica”.

Ma l’Italia è ‘democratica’… sbuffa come un toro alla vista del rosso e tutto il resto ignora, fingendo di non vedere e non sentire. Fintanto che sparano ai negri e bruciano gli zingari e schiacciano la “zecca”… in fondo, me ne frego!

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