Archivio per Elezioni 2013

(48) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , on 26 febbraio 2013 by Sendivogius

FEBBRAIO 2013

Massimo Calearo capolista PD in Veneto

BLOWJOB.2Il nostro riepilogo mensile delle miserie notevoli, con la partecipazione straordinaria degli “onorevoli” di Casa Montecitorio, è giunto al quarto anno di ‘gloriosa’ attività, omaggiata da un inaspettato successo e gradimento di pubblico.
Tuttavia, in concomitanza con gli esiti delle elezioni politiche, questa rubrica non ha senso. Non ce ne vogliano i lettori più affezionati, ma dinanzi all’insostenibile overdose di menate sparse a piene mani (e con campioni di eccezione!) per tutto il mese di Febbraio, in occasione della campagna elettorale, la stesura di una degna classifica è quasi impossibile… Non per mancanza di citazioni, ma per eccesso di offerta.
Ovviamente, la palma d’oro alla carriera va al resuscitato Pornonano: “Ero un centroavanti alto 1,71. Una statura ragguardevole!”
Ma è soltanto una delle infinite minchiate, che evidentemente tanto piacciono ad un popolo non meno cialtrone del suo papi in calore.
Per paradosso, a termini ribaltati, bisognerebbe dedicare la classifica di Febbraio alle frasi serie ed alle proposte sensate, pronunciate dai principali protagonisti politici nell’arco dell’ultimo mese. Delle vere perle per rarità!
Nei prossimi giorni abbonderanno le analisi del voto e ogni nostro contributo, oltre che non richiesto, è assolutamente superfluo.
Permetteteci però di spendere due parole sulle eccezionali performance del Partito Democratico (un nome una garanzia!): vincitore platonico e in realtà vero sconfitto di queste elezioni.
Al partito bestemmia, per il quale certo non ci stracceremo le vesti, avevamo già dedicato un piccolo omaggio, giusto un mese fa in occasione delle precedente rubrica:

«..il nulla che avanza, e pretende di vincere facile con il ritiro dei concorrenti minori, in nome della farsa reiterata del “voto utile” ad una formazione che così eccelse prestazioni ci ha regalato nella precedente legislatura… Altri 30 giorni di non-campagna elettorale, accompagnate da non-proposte, e il PD potrebbe persino riuscire nell’obiettivo difficile, ma non impossibile, di perdere le elezioni. Mai uno scatto d’orgoglio, di dignità, di decenza..! Sta lì che discetta di alleanze. E invece di ricacciare l’Agenda Monti in culo al mittente, continua ad inseguire il professorino bocconiano con le braghe calate, sempre pronti alla resa incondizionata. Per “senso di responsabilità”, s’intende! Incapaci come sono di governare, quanto di fare opposizione. Perché un’alleanza con il “centro moderato” è un imperativo categorico, a prescindere dal risultato elettorale.»

Se c’è un messaggio che da queste elezioni e chiaro è che dei vecchi rottami democristiani, dei cocci centristi, gli italiani non ne possono più! Tanto che se ne può benissimo fare a meno. Solo il PD, con la lungimiranza politica dei suoi strateghi non l’ha capito. E ora ne paga lo scotto. Giustamente! In quanto all’esito elettorale, l’obiettivo era ambizioso eppure, contro tutti i pronostici favorevoli, il PD è quasi riuscito nella difficilissima impresa, raggiungendo il peggior risultato di tutta la sua storia.
È il minimo che poteva accadere ad una formazione che per l’intera campagna elettorale ha giocato di rimessa, immobile, incrociando le dite e facendo il conto alla rovescia in attesa delle votazioni, confidando nel mantenimento delle previsioni dei sondaggi. Al di là delle ovvietà, non una parola concreta sulla “questione generazionale”, non una vera visione alternativa nell’ambito delle politiche economiche (continuare la linea del rigore montiano con qualche correzione per indorare la pillola), nessuna idea su come uscire dalla recessione e meno che mai su come rilanciare l’occupazione giovanile (per il momento ci teniamo la riforma Fornero e poi ci si penserà).
E dopo aver sostenuto incondizionatamente, senza se e senza ma, per un anno il Governo Monti (forse l’esecutivo più inviso di tutta la storia unitaria), la geniale dirigenza piddì per tutta la campagna elettorale ha lasciato intendere che subito dopo il voto avrebbe costituito un governo di coalizione, col tecnocrate riciclato in posizioni di comando. Ce n’era abbastanza per disamorare anche i più irriducibili sostenitori del logoro partitone di Bersani: forse l’unico leader ad essere ricordato unicamente per le imitazioni di Maurizio Crozza e certamente migliori dell’originale.
Cosa dovrà fare il PD per scomparire definitivamente dallo scenario politico e regalare al M5S il 40% dei suffragi?!? Un governo di “unità nazionale” con un Berlusconi redivivo, ripescando l’agenda Monti alla voce “rigore”.
Conoscendo l’irrefrenabile istinto suicida del partito serio e responsabile, se non sarà esattamente ciò che farà, difficile dire se saprà resistere alla tentazione…

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Bagno di Sangue

Posted in A volte ritornano, Kulturkampf, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 febbraio 2013 by Sendivogius

CARRIE - Lo sguardo di Satana

In uno dei suoi film più significativi, Nanni Moretti, esasperato dalla terrificante sequenza di idiomatismi della sua intervistatrice, la congeda a schiaffoni (“ma come parla?!?”). Perché le parole sono importanti.

“Chi parla male, pensa male e vive male.
Bisogna trovare le parole giuste:
le parole sono importanti!”

Palombella rossa (1989)

Oggi, dinanzi alla crisi neo-weimariana di partiti con scarso o nessun appeal, ci ritroviamo nuovamente a discettare sulla discesa in campo dell’ennesimo miliardario, che arringa le folle con invettive da bar sport e metafore bellicose dalle gocciolature grandguignolesche.
Il Giullare - di William Merritt ChasePer gli strani ricorsi della storia, inconsapevoli se ci tocchi di vivere in sorte la farsa o la tragedia, a segnare lo zeitgeist di un tempo imperfetto è la staffetta tra il monarca che si fece buffone ed il giullare che volle farsi re, a ruoli interscambiabili, nell’imprescindibilità del cialtrone come figura immanente della politica italiana e per il sollazzo della plebe plaudente.
Dopo lunghi anni trascorsi a bandire ed esorcizzare ogni forma di dissenso organizzato, dopo la remissione sociale di una generazione dimenticata prima ancora che “perduta” (difficile smarrire qualcosa che non si è mai cercato), di rancore da parte di chi ansioso più che altro di omologarsi al “sistema” se ne è sentito respinto, di rabbia sopita e sempre inespressa, gli italiani hanno finalmente riscoperto il gusto per la “protesta”, che nella Penisola ha sempre assunto di preferenza le forme delle recriminazione, erroneamente scambiata per ‘rivoluzione’…
In un’altra crisi altrettanto devastante (quella del 1929), Camillo Berneri, che evidentemente conosceva bene la malapianta del populismo, ebbe a dire con la lucidità che ne contraddistingueva le analisi:

La rivolta non sarà morale. Sarà lo scoppio di un generale malcontento egoistico, di una esasperazione di ventri vuoti.

Attualmente, in Italia il meglio che la protesta ha saputo produrre è Beppe Grillo e la sua alba dorata a cinque stelle: specchio di una nazione, in grado di dirla lunga sul livello di maturità democratica e coscienza civile di un popolo che, con ogni evidenza, non riesce proprio ad affrancarsi dal mito del demiurgo risolutore e dalle pagliacciate ad effetto nella fiera dell’arcitaliano. Attilio RegoloE per fortuna che al fianco del profeta ha preso posizione anche Adriano Celentano! Adesso sì che siamo davvero in una botte di ferro (proprio come quella di Attilio Regolo).
Capita così che un’ordinaria campagna elettorale (la più scialba e vuota che si sia mai vista!) diventi un “bagno di sangue”, ignorando evidentemente il significato del termine, con parlamenti da bombardare e rastrellamenti da fare, per galvanizzare le scalcinate sturmtruppen alla “terza guerra mondiale”.
Mai come oggi è stato facile inveire contro i partiti. Oggettivamente sono indifendibili. Di questi si può ormai dire di tutto e di peggio. Ma una protesta è destinata ad essere senza futuro, se è priva di idee concrete. E non è che il Paese si può fermare, fintanto che gli ensiferi se ne facciano venire qualcuna su suggerimento del misterioso “Staff” ed elaborazione della Casaleggio Associati.
Se è semplicissimo criticare e denigrare i programmi dei partiti in lizza, si dimentica però che ciò è possibile per il semplice motivo che le proposte e l’offerta elettorale è arcinota e dunque confutabile.
Per questo possiamo rigettare le ricette monetariste di un Monti, arenato nell’indecenza della sua arroganza accademica.
Rifiutare l’inconsistenza dell’elusivo partitone bersaniano che nella sua “Carta di intenti” riesce a non pronunciare quasi mai la parola ‘sinistra’, ma ha la disarmante onestà intellettuale di vendere anima e culo “per un accordo di legislatura con le forze del centro moderato” (pag.8), con esplicita ammissione, a prescindere da qualunque sia il risultato elettorale:

«I democratici e i progressisti s’impegnano altresì a promuovere un “patto di legislatura” con forze liberali, moderate e di Centro, d’ispirazione costituzionale ed europeista, sulla base di una responsabilità comune di fronte al passaggio storico, unico ed eccezionale, che l’Italia e l’Europa dovranno affrontare nei prossimi anni.»
 (pag.14)

Del M5S invece si ignora tutto, dal programma reale agli obiettivi, dai Whocandidati alle proposte. Non male per chi a parole predica la massima trasparenza. Ammantato dall’alone catartico del Nuovo (la formula di successo che in Italia ci ha regalato prima il fascismo, poi il leghismo ed il berlusconismo) è un pacchetto a scatola chiusa, che si accetta per mistero L'Urlo del Merdonedella fede, impermeabile com’è ad ogni verifica sul concreto. A meno che non si intendano davvero come proposte alternative e anti-sistema i frizzi, i lazzi, e le scemenze di un saltimbanco che strepita e gigioneggia, sproloquiando su di un palco.
Del fenomeno Grillo non ci dilungheremo oltre, avendone già parlato in abbondanza (per esempio QUI, ma anche QUI e QUI).
Si possono (e si devono) disprezzare le televendite elettorali del Pornonano, finte come i suoi capelli; schifarne le promesse, false come il fondotinta che ne colora il volto cadaverico.
Ma la strombazzata restituzione dell’IMU, con tanto di lettera patacca, in perfetto stile Cetto La Qualunque, non è molto diversa da quella del Grullo a cinque stelle, che fanfaroneggia di “sussidio di cittadinanza” promettendo a tutti gli italiani 1.000 euro al mese. A occhio, è una cifra ricompresa tra i 35 ed i 40 miliardi di euro all’anno. Al confronto, pare un’inezia quanto incassato in un anno di IMU, peraltro da cancellare senza spiegare come compensare. E sempre ammesso che i beneficiari del sussidio siano ‘solo’ tre milioni di persone. E di fanfaluca in fanfaluca assicura che reperirà un simile importo dai rimborsi elettorali.
Certo. E Cicciolina è vergine!
DON'T SAY BULLSHITS! - Ergo Proxy Render by Margoth64In fondo, l’obiettivo del guru ligure e dei suoi adepti in estasi è semplice: prendere il controllo della nave e buttare a mare tutti coloro che attualmente ed in passato sono stati sulla plancia di comando. Senza distinzioni. Non importa l’ordine e grado, le responsabilità e le mansioni. Canada mutiny on Hudson's ship - antique-print-c1880Dal comandante all’ultimo degli ufficiali, dal cartografo al radiotelefonista, vanno tutti scagliati fuoribordo, per il semplice fatto di essere stati lì nella sala di regia. Per Grillo e la sua folla osannante sono tutti Schettino, nessuno escluso. E poco importa se i mozzi ora al comando nulla sanno di navigazione e strumentazione di bordo, mentre il vascello se ne va allegramente alla deriva, senza che alcuno si preoccupi di stabilire una rotta né scegliere una destinazione, perché prima o poi da qualche parte arriverà.
La nave dei folliGrillo riempie la piazza e tanto basta. Fa tendenza. E la “protesta” è liquida nella finzione scenica di chi scambia la coreografia per mobilitazione, nella rassicurante anomia collettiva. Due battute, applausi, e tutti a casa, contenti di cotanto impegno per il “cambiamento”.
Se le piazze fossero l’esclusivo metro di misura della democrazia, e fosse sufficiente riempirle per amministrare al meglio un Paese, allora tanto valeva tenerci gli inventori delle “adunate oceaniche”
La folla saluta il duce a Piazza VeneziaSe i sondaggi fossero una scienza esatta (e non lo sono), sarebbe facile tracciare una mappa dei flussi di consenso al bacino potenzialmente eterogeneo dei “cinque stelle”, mentre tutti piazzano la propria bandierina nella grande enclave degli ‘indecisi’… Nonostante tutto, il PD non flette, mentre il SEL di Vendola perde consensi a favore della lista di Ingroia. Quindi, se la matematica non è (ancora) un’opinione, il sedicente M5S attinge il grosso dei suoi consensi tra l’ex elettorato dipietrista. E soprattutto da quello leghista e burlusconiano (già democristiano e fascista), oggi certamente molto indignato contro quel ‘sistema’ e quella ‘politica’ che, causa crisi economica, ha smesso di elargire prebende dispensando assunzioni e favori. Nella flagranza dei loro piccoli egoismi provinciali, rivogliono indietro i “soldi”, che non sono sottratti in senso lato alla comunità tutta ma a se stessi. Per questo amano tanto fare i conti in tasca alla “casta”, che ebbra di ricchezze sembra essersi dimenticata di loro.
A buon ragione, si obietterà su come il M5S prenda voti anche a sinistra… Ovviamente. Ogni parrocchia ha i suoi preti spretati.
Sembra che al dotto Gianroberto Casaleggio piacciano i francesismi dei monarchi inglesi, in omaggio alla tradizione degli ordini cavallereschi (honni soit qui mal y pense). Ebbene, gliene regaliamo uno…
Edoardo I In merito a certe perdite, nel 1296, un vecchio re, Edoardo I Plantageneto, informato della defezione degli scozzesi che giammai avrebbero voluto sottostare ai voleri della Corona inglese, preferendo la frusta dei rozzi lords di puro sangue highlander, senza preoccuparsene troppo chiosò sprezzante: Bon bisoigne fait que de merde se delivre.”
È superfluo ricordare come William Wallace che aveva guidato la defezione, di lì a pochi anni finirà squartato vivo sul patibolo a Londra, tra gli sghignazzi divertiti della più infima plebaglia.
Né destra né sinistra, il Grillismo è una religione e come tale richiede verità di fede. Il bisogno di un “nemico”, la denuncia di complotti inesistenti, il vittimismo da finte persecuzioni… tutto fa brodo nella costruzione mitopoietica di una proiezione tutta personale. La “casta”, i “partiti”, le “larve della politica”, il “parlamento”, sono un obiettivo perfetto da dare in pasto alle masse che chiedono idee semplici e bersagli facili. Pronte a bersi ogni panzana, anche la più assurda purché ben confezionata e, soprattutto, urlata.
L'amante pelosoPeccato che nel momento in cui si varca la fatidica soglia di Montecitorio, le distinzioni si elidano fino a scomparire ed il predatore si trasformi in preda per gli appetiti convulsi della folla aizzata a comando, ai cui occhi sono “tutti uguali” a prescindere. Ma, almeno per ora, il nemico è chiaro…

Parlamento «Si pensi di quali pietosi elementi siano composti, in generale, i cosiddetti “programmi di partito”, e come di tempo in tempo vengano spolverati e rimessi alla moda! E’ necessario porre sotto la lente d’ingrandimento i motivi essenziali delle “commissioni per il programma” dei partiti, per bene intendere il valore di questi aborti programmatici. Una sola preoccupazione spinge a costruire programmi nuovi o a modificare quelli che già esistono: la preoccupazione dell’esito delle prossime elezioni. Non appena nella testa di questi giullari del parlamentarismo balena il sospetto che l’amato popolo voglia ribellarsi e sgusciare dalle stanghe del vecchio carro del partito, essi danno una mano di vernice al timone. Allora vengono gli astronomi e gli astrologhi del partito, i cosiddetti “esperti” e “competenti”, per lo più vecchi parlamentari che, ricchi di esperienze politiche, rammentano casi analoghi in cui la massa finì col perdere la pazienza, e che sentono avvicinarsi di nuovo una minaccia dello stesso genere. E costoro ricorrono alle vecchie ricette, formano una “commissione”, spiegano gli umori del buon popolo, scrutano gli articoli dei giornali e fiutano gli umori delle masse per conoscere che cosa queste vogliano e sperino, e di che cosa abbiano orrore. Ogni gruppo professionale, e perfino ogni ceto d’impiegati viene esattamente studiato, e ne sono indagati i più segreti desideri. Di regola, in questi casi diventano maturi per l’indagine anche “i soliti paroloni” della pericolosa opposizione e non di rado, con grande meraviglia di coloro che per primi li inventarono e li diffusero, quei paroloni entrano a far parte del tesoro scientifico dei vecchi partiti, come se ciò fosse la cosa più naturale del mondo.
Scatola di tonno(…) Ogni mattina, il signor rappresentante del popolo si reca alla sede del Parlamento; se non vi entra, almeno si porta fino all’anticamera dove è esposto l’elenco dei presenti. Ivi, pieno di zelo per il servizio della nazione, iscrive il suo nome e, per questi continui debilitanti sforzi, riceve in compenso un ben guadagnato indennizzo. Dopo quattro anni, o nelle settimane critiche in cui si fa sempre più vicino lo scioglimento della Camera, una spinta irresistibile invade questi signori. Come la larva non può far altro che trasformarsi in maggiolino, così questi bruchi parlamentari lasciano la grande serra comune ed, alati, svolazzano fuori, verso il caro popolo. Di nuovo parlano agli elettori, raccontano dell’enorme lavoro compiuto e della perfida ostinazione del altri; ma la massa ignorante, talvolta invece di applaudire li copre di parole grossolane, getta loro in faccia grida di odio. Se l’ingratitudine del popolo raggiunge un certo grado, c’è un solo rimedio: bisogna rimettere a nuovo lo splendore del partito, migliorare il programma; la commissione, rinnovata, ritorna in vita e l’imbroglio ricomincia.
(…) Quindi, se oggi al nostro movimento viene fatto, da parte soprattutto dei cosiddetti ministri nazionali borghesi, ed anche del centro cattolico lo spiritoso rimprovero di tendere ad una “rivoluzione”, a questo politicantismo da burla si può dare una sola risposta: “Si, noi cerchiamo di ricuperare ciò che voi, nella vostra criminale stoltezza, avete perduto”.»

Non è Beppe Grillo che sbraita in uno dei suoi comizi, ma Adolf Hitler nel primo capitolo del Mein Kampf.
Adunata nazista allo stadio di NorimbergaE del resto, nei modi e nei toni, con l’isterico caporale di Braunau l’arruffapopolo ligure sembra condividere parecchio…

Se le parole sono importanti, non meno lo è la gestualità e l’uso del linguaggio.

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Il complotto germanico

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , on 11 febbraio 2013 by Sendivogius

sex-doll

Maledetti tedeschi! Con tempismo tutto teutonico, i perfidi crucchi della Merkel hanno tirato fuori le armi segrete, per bloccare la marcia trionfale di Bagonghi alla televendita elettorale.
A sorpresa, Papa Ratzinger si è dimesso!
L'Uomo che rideL’improvviso ritiro del pontefice tedesco è stato sicuramente ispirato dalla volpina cancelliera di Berlino, in accordo con le forze dell’internazionale bolscevica, per distogliere l’attenzione dal Pornonano in overdose televisiva.
Il bidone ceronato, che già doveva affrontare la terribile minaccia comunista del Festival di Sanremo, in concorrenza canterina con le sue barzellette, rischia ora di ritrovarsi relegato ai titoli di coda nei palinsesti televisivi, riconquistati alle vicende vaticane e finalmente costretti ad occuparsi di qualcosa di più serio del cazzaro spennellato.
Si spera solo che adesso non pretenda di partecipare al conclave come aspirante papa, a titolo di compensazione..!

Opera di Edoardo Baraldi

Infatti, questa necrotica parodia di Cetto La Qualunque è davvero convinto The Walking Deadche milioni di italiani non abbiano niente di meglio da fare, che ascoltare le flatulenze gassose della salma parlante. Impegnato in un estenuante lascia o raddoppia elettorale, altre due settimane, e prometterà di regalare villa e macchinone, con troione incluso, a chi lo vota! Questo almeno prima che arrivassero le pontificie dimissioni a scombussolare i palinsesti…
Ach! Questi tedeschi!

paparazzi

Da miscredenti, concedeteci invece qualche parola sul “gran rifiuto” di papa Benedetto XVI
Se si escludono un paio di anti-papi, era dai tempi di Celestino V (1294) che un pontefice non rassegnava le dimissioni!
Babbo Natale Al contrario di una vulgata diffusa, a noi papa Ratzinger è sempre stato umanamente simpatico. E, pur non condividendolo, ne abbiamo sempre apprezzato il rigore teologico, riconoscendo nel pontefice un indubbio spessore culturale. Di papa Benedetto XVI ci piaceva soprattutto il suo distacco dalle beghe mondane e l’ostilità con la quale ha sempre cercato (invano) di non lasciarsi coinvolgere dalle miserie di una Chiesa più interessata ai denari di Cesare che alla salvezza della sua anima, cercando (senza successo) di porre un freno alle ingerenze ed agli intrallazzi dei suoi porporati invischiati più che mai nelle vicende temporali della ‘politica’ italiana. Schiacciato com’era, tra l’intrigante intraprendenza di Bertone e Bagnasco.
PalpatineSicuramente, di papa Ratzinger… Papa-Razzi… Mazingher… ci mancheranno gli straordinari cappellini e la sua meravigliosa somiglianza con l’imperatore Palpatine (il cattivone di Star Wars).
  Indubbiamente, ne ammiriamo il coraggio e rendiamo merito alla dignità di chi, profondamente disgustato dagli intrighi della Curia, è riuscito a mettere a nudo la propria indignazione, col suo sdegnoso silenzio, attraverso il Cani e Porciritiro improvviso. E nel farlo sceglie proprio la campagna elettorale, che vede così inopinatamente impegnati troppi cardinali e troppi prelati. Ne rimbrotta le tifoserie. Li coglie di sorpresa. Altresì, ne scompagina alleanze e progetti. Ne sconvolge i giochi politici, in virtù della proclamazione di un conclave che non sarà né facile né sereno.
E lascia un esempio che non è da sottovalutare.

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Silvio La Qualunque

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 4 febbraio 2013 by Sendivogius

PROPOSTA CHOCK:
 Delibereremo la restituzione dell’IMU. Le famiglie saranno rimborsate in contanti e per la prima volta sorrideranno, ricevendo una lettera dal fisco. I rimborsi potranno essere su C/C o cash.
Taglieremo i costi della politica, dimezzeremo il numero dei parlamentari, aboliremo del tutto il finanziamento pubblico per i partiti. In cinque anni possiamo ridurre le spese dello Stato di 80 miliardi.
Meno tasse su imprese, famiglie e lavoro…

…E ovviamente il “condono tombale”, che si aggiunge al milione e mezzo di posti di lavoro, la sconfitta del cancro, il ponte sullo Stretto e altre boiate assortite, che spara così come gli vengono nella testa… per la gioia dei papiminkia nel Paese dei coprofagi, mai paghi di tante stronzate…

È insuperabile!!! Il gangster che prevale sul cialtrone! Solo il Pornonano poteva promettere soldi “cash”, in contanti, ossessionato com’è dai controlli anti-riciclaggio, tanto è abituato a trafficare in mazzette e compravendita di voti…

 

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MENÙ FISSO

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , on 3 febbraio 2013 by Sendivogius

L'uomo del MacDonald's - Opera di Gianfranco Abela

Ad una buona parte dell’universo mediatico, ogni volta che si parla di campagna elettorale, piace approcciarsi all’argomento in termini di ‘anomalia’ e di ‘eccezione’ tutta italiana, come se da noi chissà quali dirompenti costruzioni alchemiche o coalizioni di governo potranno mai uscire dal segreto dell’urna a chiusura dei seggi… E nel farlo si discetta su tutto, tranne che sui contenuti, per una delle più miserrime e vacue tornate elettorali della storia repubblicana, da archiviare in fretta e dimenticare ancor prima.
Se un’anomalia in queste elezioni ci sarà, è la presenza di una formazione padronale, gestita al suo interno come una setta personale, intruppata al seguito di un “capo” assoluto, rabbiosamente anti-parlamentare, auto-referenziale e protestataria, forcaiola e nazional-popolare, ammiccantemente eversiva, con una prevalenza di piccolo-borghesi frustrati, storditi dalla crisi, attanagliati dall’angoscia del declassamento, e per questo ribollenti di paure e sordidi rancori.
A livello politico si era già visto qualcosa del genere alle elezioni del 1923… È la versione italiota di “Alba Dorata”; si chiamano “5 stelle” e ovviamente sono un ‘movimento’ come tutte le formazioni protofasciste, eiettate dai ventri gonfi del populismo reazionario…
Sfrutta i media tradizionali con le più classiche delle forme di propaganda, ma blatera qualcosa su quella mediocre invenzione giornalistica, chiamata pomposamente popolo del web
In proposito, potete leggere una confutazione magistrale [QUI] sulla natura e sulla supposta esistenza di tale popolazione virtuale:

«…una massa di persone nate nel pieno berlusconismo e approdate sullo schermo di un PC nel periodo delle chatline, del porno mainstream, delle community-vetrina. Oggi il merito di Grillo è quello di aver saputo veicolare una quota rilevante di queste braccia rubate alla masturbazione verso una nuova politica creata ad hoc per loro. Urla, schiamazzi, insulti contro l’immaginario nemico comune del “siamo tutti uguali” hanno allietato l’utenza (ed elettorato) del MoVimento, appassionata in ordine sparso di giustizia sommaria verso i politici, ambientalismo radicale e irrazionale e liberismo mascherato da meritocrazia.»

Finito lo spettacolo, i buffoni tornano in camerino, col pubblico pagante e soddisfatto che può continuare a starnazzare nei bar. Ma il palcoscenico teatrale resta sempre lo stesso, con le sue maschere eterne e rassicuranti…

“Il Paese si lagna ma detesta cambiare. E i politici lo sanno”

ALTAN «Ammiro molto la capacità drammaturgica dei colleghi stranieri nel rendere il voto italiano ogni volta incerto, imprevedibile, bizzarro. In realtà non esiste un Paese politicamente tanto stabile quanto l’Italia, di sicuro in Europa, forse nel mondo. Gli italiani, che abbiano vent’anni o novanta, votano sempre allo stesso modo, dal dopoguerra ad oggi. Esiste un’ampia e inossidabile maggioranza conservatrice con qualche tendenza decisamente reazionaria in campo sociale, che raccoglie oltre il 50% dei voti.
In contrapposizione, esiste una larga minoranza, circa il quaranta per cento degli elettori, che vota progressista. I conservatori votano a destra comunque si chiami o si manifesti la politica di destra, DC o Berlusconi. I progressisti votano a sinistra comunque si presenti la sinistra, sotto le bandiere del comunismo o della socialdemocrazia europea o del laburismo d’ispirazione britannica o del Partito democratico all’americana. Il resto, tutto il resto, lo fanno gli spostamenti interni del ceto politico, le leggi elettorali e singole iniziative di partiti outsider; come fu all’epoca la stagione referendaria dei radicali.
Se lo schieramento conservatore si divide, la sinistra può vincere, sia pure con fatica e senza mai raggiungere un’egemonia che le permetta poi davvero di governare. Altrimenti vince sempre la destra. Non può essere un leader a cambiare le cose. Crederò ad un cambiamento delle tendenze di fondo il giorno in cui il Vaticano non sarà costretto a intervenire nella politica italiana, oppure il giorno in cui le donne avranno nel mondo del lavoro lo stesso peso che hanno in Francia, Germania, Inghilterra o Stati Uniti.
Nella totale prevedibilità della politica italiana, qualcuno s’inventa novità e miracoli. Un piccolo esempio. Si parla del fenomeno Ingroia, appena nato e già sopra il 5% dei sondaggi. In verità se si sommano i due partitini comunisti, Di Pietro e i Verdi, insomma le liste che sostengono l’ex magistrato, il 5% è il minimo sindacale.
Ammettiamolo, in Italia le riforme non si fanno non perché i politici sono cattivi o non vogliono, ma perché la maggioranza degli italiani detesta il cambiamento reale, almeno quanto adora la lagna. L’unica grande stagione di riforme dal dopoguerra, quella degli anni Sessanta, legata all’ingresso dei socialisti nella maggioranza, si concluse con tensioni incredibili, sull’orlo della guerra civile. Il modo migliore per restare al potere è non fare niente. Berlusconi docet e prima ancora Andreotti. Stavolta vincerò la sinistra solo perché la destra ha varato una legge controproducente. Poi dovrà governare, tanti auguri.»

  Curzio Maltese
  (25/01/2013)

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(47) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 gennaio 2013 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2013

PIU' PILU PER TUTTIAncora 25 giorni alle elezioni e potremo finalmente tornare a parlare di cose serie, forse, con la chiusura di questo indegno siparietto elettorale che si trascina ormai da qualche mese, sempre più stancamente, in un desolante vuoto programmatico e umano.
E del resto sull’argomento, data l’offerta, non è che ci sia poi molto da discutere…
Abbiamo Mario Monti: l’Uomo d’Oro di Berlino in missione a Roma, col suo codazzo di baroni, marchesi e contesse Serbelloni-Mazzanti… gente che confonde la perdita di potere d’acquisto con l’impossibilità di farsi cambiare una banconota da 500 euro dal lattaio.
Ormai sempre più simile al “tappo” di cui aspira a prendere il posto, scimmiottandone i modi e le televendite, è il colonnello Kurtz in pieno delirio di onnipotenza, smarrito negli orrori delle giungle finanziarie dal cuore di tenebra delle certezze accademiche. Non ci sarebbe da meravigliarsi se fra qualche giorno lo vedremo campeggiare col suo faccione incartapecorito, a promettere due milioni di posti di lavoro su manifesti da 4 metri per 6.
Calvin CandieTra sindacati gialli, arnesi ecclesiastici, e nuovi Calvin Candie confindustriali, vale ancora una volta la pena di ricordare il formidabile apporto rinnovatore di Pier Ferdinando Casini e della sua famiglia allargata…  L’apporto vetero-democristiano funziona un po’ come il virus dell’epatite: si trasmette tramite rapporti non protetti, con un portatore (in)sano. La  forma prediletta di contagio è il meretricio politico. L’infetto non si accorge dei danni dell’infezione, se non quando è troppo tardi, mentre il portatore sano continua a spargere il morbo. 
Il Sorcio col cappello C’è il Pornonano imbalsamato con le sue nere milizie di irriducibili papiminkia, asserragliati nella Salò di Berluscolandia, col supporto degli ascari verdecamiciati e contorno di maroni assortiti.
Ringhiante e flatulenta, abbiamo la Setta degli ensiferi coi suoi zombies digitali, che ciondolano in adorazione attorno allo sbraitante “capo politico”, specializzato in vittimismo ad uso politico, bollito in brodo complottista. Perché, vedrete, qualunque sarà il responso delle urne, il giorno dopo le elezioni griderà ai brogli come un Berlusconi nei suoi tempi migliori.
Soprattutto, c’è l’imbarazzante partito bestemmia: il nulla che avanza, e pretende di vincere facile con il ritiro dei concorrenti minori, in nome della farsa reiterata del “voto utile” ad una formazione che così eccelse prestazioni ci ha regalato nella precedente legislatura… Altri 30 giorni di non-campagna elettorale, accompagnate da non-proposte, e il PD potrebbe persino riuscire nell’obiettivo difficile, ma non impossibile, di perdere le elezioni. Mai uno scatto d’orgoglio, di dignità, di decenza..! Sta lì che discetta di alleanze. E invece di ricacciare l’Agenda Monti in culo al mittente, continua ad inseguire il professorino bocconiano con le braghe calate, sempre pronti alla resa incondizionata. Per “senso di responsabilità”, s’intende! Incapaci come sono di governare, quanto di fare opposizione. Perché un’alleanza con il “centro moderato” è un imperativo categorico, a prescindere dal risultato elettorale.
Stretto tra l’incudine ed il martello, c’è il SEL vendoliano: il più eclatante caso di suicidio assistito per autocombustione post-elettorale dell’ultimo residuo di “sinistra” decente in Italia.
Fortuna che c’è la “Rivoluzione Civile” di Ingroia: un taxi per una corsa di gruppo in parlamento. La convivenza tra vecchi fascisti come Luigi Li Gotti e gli ultimi marxisti-leninisti di Rifogna è il vero miracolo di una formazione, destinata a polverizzarsi una volta varcata la soglia di Montecitorio.
Comunque vada, sarà un decesso…

“L’uomo dai voti tutti uguali”
di Alessandra Daniele

Mari e MontiQuest’anno decidere come votare sarà particolarmente facile.
Infatti, per chiunque voteremo, comunque voteremo per Monti.
Votare PD è votare Monti.
L’intenzione di Bersani di allearsi con il cosiddetto centro moderato era già stata dichiarata, e ufficialmente ratificata nero su bianco fin dalle primarie, insieme all’impegno a restare sulla rotta segnata dall’Agenda Monti. Anche se otterrà la maggioranza al Senato (il che è difficile) il PD si accorderà comunque col centro, in un governo che vedrà il successore di Berlinguer, il delfino di Almirante, e quello di Forlani prendere tutti insieme ordini da Monti.
Votare SEL è votare Monti.
Vendola è un’appendice del PD. Gli servirà a raccattare qualche voto in più a sinistra, per raggiungere la percentuale necessaria ad allearsi con Monti. Poi sarà espulso.
Votare PDL e i suoi spin-off (Fratelli D’Italia, La Destra) è votare Monti.
Berlusconi è come sempre a caccia di voti fascisti. Se riuscirà nella sua improbabile rimonta, sarà lui ad aver bisogno di Monti per andare al governo. Entrambi sapranno mettere da parte le incompatibilità, perlopiù inventate dalla loro propaganda, per concentrarsi sugli interessi della comune classe socio-economica di riferimento, come hanno fatto per un anno. Berlusconi dichiarerà ”Monti è una sanguisuga, una grande risorsa per il paese, l’ha portato alla rovina, solo lui può salvarlo. Monti è un comunista, il garante delle riforme liberali, l’abbiamo combattuto con tutti i mezzi, è il nostro alleato naturale”. Nessun berlusconiano obietterà.
In caso di sostanziale pareggio PD – PDL, Monti potrà scegliere il miglior offerente.
Votare Lega è votare Monti.
La Lega è più che mai un’appendice di Berlusconi, ed è come sempre disposta a tutto pur di stare al governo, anche allearsi con chi ha insultato fino a un’ora prima. Con Berlusconi lo fa da decenni.
Votare M5S è votare Monti.
Grillo rifiuta programmaticamente ogni alleanza. Quanto più sarà ingombrante e rumorosa la sua pattuglia di Sturmtruppen in Parlamento, tanto più Monti potrà chiedere e ottenere un governo d’unità nazionale contro la minaccia dell’ingovernabilità, dell’antipolitica e della deriva populista.
Votare Rivoluzione Civile è votare Monti.
Il Senato è irraggiungibile per l’eterogenea lista-scialuppa di Ingroia. Se otterrà il quorum almeno alla Camera, ci manderà al massimo Ingroia, Di Pietro, e un paio di profughi rifondaroli tristemente mescolati a celerini, scilipoidi dipietristi, e avanzi grillieschi, che discorderanno su tutto, non conteranno niente, e serviranno solo al PD per proclamare ”l’inaffidabilità della sinistra” e l’ineludibile necessità dell’alleanza esclusiva con Monti.
Votare una qualsiasi delle liste minori è votare Monti.
Non raggiungeranno il quorum per entrare in Parlamento. Riusciranno solo a sottrarre qualche manciata di voti ai partiti maggiori, che saranno un po’ più deboli nelle loro trattative con Monti.
Astenersi è votare Monti.
Le elezioni saranno valide comunque. E se il tasso di astensionismo e schede bianche/nulle sarà particolarmente alto, Monti potrà chiedere e ottenere un altro governo tecnico per il dimostrato fallimento della politica.

Il sobrio professore, il tecnico disinteressato, il servitore dello Stato.
C’era da aspettarselo.

P.S. Due paroline sulla vicenda ancora tutta da scrivere del MPS e sulla quale troppi parlano a vanvera, non sapendo cosa dire ma guardandosi bene dal tacere e men che mai studiare: grande meraviglia per la sottoscrizione truffaldina di prodotti derivati nella Tortuga della finanza strutturata. Fino ad una settimana fa, nessuno pare si fosse accorto di nulla…
In Italia, si trattava di notizie talmente riservate da essere di impossibile reperimento. In realtà, pochi sanno che l’origine dell’attuale baillamme mediatico è stato originato da un unico articolo. Infatti, bastava leggere QUI! Chissà perché per sapere le faccende di casa nostra bisogna seguire le rassegne estere…

  Hit Parade del mese:


01. THE BELIEVERS

[04 Gen.] «Prima del blog vivevamo in Matrix: ora il messaggio di Beppe Grillo è contagioso come quello di Gesù Cristo È come Gesù e gli apostoli. E anche il suo messaggio diventerà virale.»
 (GianRoberto Casaleggio, l’Illuminato)

That's Folks! Bertone e Ratzinger02. PECCATI CAPITALI

[23 Gen.] «Evadere le tasse è un peccato; la Chiesa le ha sempre pagate.»
  (Angelo Bagnasco, L’Elemosiniere)

 

Niente sacciu03. SVISTA TECNICA

[22 Gen.] «La Chiesa non pagherà l’IMU per un nostro errore tecnico? Guardi, non ne so nulla, da quando non sono più ministro dell’Economia ho smesso di occuparmene »
  (Mario Monti, il Penitenziere)

Mistress & slave04. L’ASSE ROMA-BERLINO

[22 Gen.] «Sono un alleato scomodo della Merkel, perché non mi faccio piegare»
  (Mario Monti, il Flessibile)

 

Austerity Queen - by Lameduck05. PATTO DI BILANCIO… PATTO DI STABILITÀ… FISCAL COMPACT…FESF…MES…

[10 Gen.] «Esiste un mito per cui la UE impone politiche difficili: non è la verità e non è giusto perché non è la Ue che ha creato i problemi.»
  (José Barroso, Dinosauro eurocratico)

 

06. JAWOHL MEIN FÜHRER!

[19 Gen.] «Voglio uno Stato con le palle. Eliminiamo i sindacati!»
  (Beppe Grillo, Delirante Merdone)

 

Santanché07. TROVA LA VACCA

[11 Gen.] «Se avessi qui in studio una vacca, le dimostrerei tranquillamente che la so mungere»
  (Daniela Santanché, la bella Contadinella)

 

P.F. Casini08. AVANZI DI NUOVO

[13 Gen.] «Ho candidato mia cognata perché è la più votata in Emilia Romagna, non penso possa pagare la parentela all’inverso. Anzollini invece, ex fidanzato di mia figlia, è un ragazzo molto intelligente e aspirava ad avere un posto, ma in lista l’ho messo secondo, e probabilmente non verrà eletto»
  (P.F.Casini, Mr Novità)

 

Corna09. DIMMI CON CHI VAI…

[14 Gen.] «Io sono un cattolico praticante, anzi, un super-cattolico: ho tre sacerdoti in famiglia e sette zie suore, da giovane suonavo l’organo, ho servito messa per un sacco di tempo ed in casa ho pure una cappella privata»
  (S.Berlusconi, puttaniere devoto)

 

Federica Seganti10. SENZA PAROLE

[16 Gen.] « Ma voi sapete quanto prendo in busta paga? Solo 5.000 euro! Senza tredicesima e senza preavviso di licenziamento… non so se mi spiego.»
  (Federica Seganti, assessore leghista in Friuli)

 

Pietro Longo10.bis SOTTOPAGATI

[23 Gen.] «No, il lavoro del parlamentare non è affatto ben pagato, assolutamente no. Se viene fatto con serietà è un lavoro duro. Io ci ho perso molto, non c’è dubbio »
  (Pietro Longo, avvocato-deputato)

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Il Genio nel pallone

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 22 gennaio 2013 by Sendivogius

BERSERK-BEJELIT - Sabbath's introduction by Kanthesis

Grande clamore ha suscitato la demolizione dell’androide Monti e del suo parco rottami confindustriali da parte delFinancial Times, l’ovviamente autorevolissimo giornalino della City londinese, che con ampio ritardo ha finalmente scoperto le similitudini storiche tra l’HAL9000 di matrice bocconiana ed il cancelliere Brüning nella Germania di Weimar, accomunati dalla testarda perseveranza nell’imporre un rigorismo economico dagli esiti disastrosi.
Più modestamente, l’analogia a noi era chiarissima da tempo, tanto che ne avevamo parlato in dettaglio QUI.
Chissà come abbiamo potuto vivere per decenni senza i folgoranti editoriali del FT!?
E d’altronde le critiche della finanza globalizzata sono le uniche in grado di procurare un fremito metallico tra i gelidi ingranaggi del Professore, in attesa di sfoderare le armi segrete…
Armi segrete di HitlerPerso nell’iperuranio delle idee assolute, Mario Monti continua a stilare pagelline, dispensare bacchettate, e prescrivere compitini.. agli altri che Lui è perfetto! Nella sua presunzione di infallibilità, confonde relazioni e generi. Come gli dei delle antiche mitologie, ha completamente smarrito ogni rapporto con la realtà terrena e, costretto a scendere nel mondo dei comuni mortali, incapace com’è di capire le più elementari forme di interazione, finisce quasi sempre col manifestarsi in forma di bue o caprone per copule insane.
2 Euro - Rapimento di EuropaIl dramma è che è convinto di essere assolutamente indispensabile, giunto per grazia divina (e vaticana) a salvare l’Italia dagli incapaci
Ora, sui poteri taumaturgici del tecnocrate miracoloso ci siamo soffermati più volte, prediligendo i fatti alle parole [QUI] dal momento che proprio ci è difficile scorgere la luce in fondo al tunnel, a meno che non si intenda con questa la dipartita definitiva del moribondo (la paziente Italia).
Ad ogni modo, in dimostrazione delle insostituibili capacità del professore, alleghiamo in sintesi un ennesimo bollettino di guerra, a riprova di quanto stia funzionando la cura tecnica:

«A novembre 2012, il fatturato dell’industria italiana ha perso lo 0,2% rispetto a ottobre, e il 5,4% su base annua (dato corretto per effetti di calendario), con un calo dell’8,7% sul mercato interno e un aumento dell’1,5% su quello estero. Si tratta dell’undicesimo calo tendenziale consecutivo.»

  Sole 24 Ore
  (18/01/2013)

Ancor più premiante è lo studio reso pubblico da “Rete Imprese Italia” (altra nota congrega leninista), che certifica un crollo dei redditi ai livelli del 1986, ai tempi della lira, dell’inflazione ben al di sopra al 12% e col muro di Berlino ancora in piedi.
Tra le altre primizie vale la pena di ricordare un pressione fiscale salita al 56% ed i consumi delle famiglie diminuiti del 7,7%.

Mario Monti

Dopo aver condotto scientificamente il Paese alla peggiore recessione della sua storia, con la fine dell’orrido 2012, il Professore sembrava in procinto di levare finalmente il disturbo, pronto com’era a rientrare dalla finestra:

«Allora, pensavo che, dopo aver contribuito a salvare il Paese, restando al di sopra delle parti avrei svolto tranquillamente le mie funzioni di senatore a vita, in attesa che qualcuno, forse, mi chiamasse…»
 (20/01/2013)

Poi, siccome non se lo cagava nessuno, consapevoli troppo tardi della catastrofe innestata, HAL9000 si è riproposto da solo, auto-rigenerandosi come un virus informatico mai debellato, deciso come non mai a completare il lavoro sporco: la distruzione di ciò che ancora resta del Sistema Sanitario nazionale.
Fresco come un tumore inestirpabile, il Tassator cortese si ripresenta con lo stile che gli è inconfondibile: conciliaboli segreti in giro per conventi e associazioni finanziarie, come si conviene ad un fossile democristiano prestato alla massoneria, per proporre la sua “Agenda 2013”: il gadget bancario da regalare ai clienti più affezionati, salvo ricacciarla nel cassetto per poterla riscrivere la notte.

«Oggi gli italiani hanno di fronte una straordinaria opportunità, con una proposta politica seria e del tutto nuova»

Ovvero, un decrepito burocrate monetarista, cresciuto all’ombra delle banche d’affari e sotto la protezione dei “vecchi partiti”, che ora schifa pubblicamente e con somma ipocrisia, al colmo dell’ingratitudine. Peccato che siano gli stessi che per 20 anni gli hanno garantito un seggiolone sicuro, sugli scranni delle maggiori istituzioni europee e nazionali.
Space VampiresE per sembrar più “nuovo” si traveste da ragazzina in età puberale: posta faccine su facebook… cinguetta su twitter… invia messaggini sul blog del fanclub
Tronfio di modestia, si reputa un riformista radicale, il traghettatore dei tempi moderni venuto ad annunciare al mondo la cultura del cambiamento e non della conservazione, delle riforme e non delle clientele.
Per questo, nel suo viaggio si accompagna con dirompenti novità politiche come Gianfranco Fini, candidando risorse dalla limpida freschezza di un Pierferdinando Casini… e la cognata di Casini… e il genero di Casini… a fulgido esempio di ritrovata “meritocrazia”.
Altresì, il Professore fa notare che:

«è la prima volta che viene proposta agli elettori, su base nazionale, una formazione che non include alcun ex parlamentare, ma solo esponenti di valore del volontariato, del mondo dei lavoratori dipendenti, delle professioni, dell’associazionismo, dell’imprenditoria, della scienza, gente capace, persone che hanno scelto di rischiare, con coraggio e avendo fatto rinunce significative.»

Nel mazzo di questi generosi martiri votati al sacrificio, tra i più intraprendenti, vale la pena di ricordare monsignor Angelo Bagnasco, insieme all’agguerrito gruppo dei nuovi padroni delle ferriere, tra i quali si distinguono per moderazione e sensibilità democratica vecchi squali come Gabriele Albertini sindacoAlberto Bombassei e verginelle resuscitate dai sepolcri imbiancati come l’imbarazzante Gabriele Albertini. Quest’ultimo è un folgorato che a 60 anni belli e compiuti se ne va ancora in giro col basco dell’esercito, fregato il giorno del congedo, e parla per allusioni, minacciando il vecchio sodale ciellino, Roberto Formigoni, con un linguaggio paramafioso. Soprattutto è uno convinto che i “diritti dei lavoratori” (e relativo Statuto) siano roba da terroristi, perché la stesura legislativa Gabriele Albertinirisalirebbe ai cosiddetti anni di piombo… Tesi interessante poiché, in virtù di siffatte argomentazioni, insieme al divorzio, dall’abolizione del delitto d’onore alla chiusura dei manicomi, bisognerebbe mettere al bando tutta la legislazione sociale (inclusa la tutela dei diritti civili) promulgata tra il 1974 ed il 1981.
Non è mai stato un mistero che per i Padroni vecchi e nuovi il modello ideale di riferimento resti l’Inghilterra della rivoluzione industriale, ai bei tempi di Jack lo Squartatore, se proprio non è possibile reintrodurre la schiavitù e la servitù della gleba.
whitechapel+londonIl Prof. Mario Monti è poi fermamente intenzionato a combattere ogni conflitto di interessi…
Per questo tra i suoi principali sostenitori (e finanziatori) c’è quel Luca Cordero, conte di Montezzemolo, che tra le infinite cariche è:
vicepresidente di UNICREDIT;
già presidente di Confindustria (2004-2008);
presidente del Gruppo FIAT (2004-2010);
già presidente e amministratore di Ferrari SpA e Maserati (1997-2005);
nonché ex presidente della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali);
consigliere nel CdA del quotidiano “La Stampa”;
ex presidente dell’Università Luiss (dal 2003 al 2010) e di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori).
Ma l’elenco è potenzialmente illimitato.

Don Zauker Del resto, la coerenza è un requisito tecnico che sembra contraddistinguere come non mai il ritorno dei Meganoidi col ritrovato Don Zaucker
È lo stesso che prima impone la famigerata IMU (blindandola per decreto) e poi la rinnega.
È quello che promulga la “storica” riforma del lavoro, chiudendola ad ogni modifica con l’ennesimo decreto:

Abbiamo adottato misure mai prese dai precedenti governi e che ci stanno aiutando a trascinare l’Italia fuori dalla zona a rischio. […] Quanto alla riforma del mercato del lavoro è bilanciata e capace di rendere il mercato italiano più flessibile ed equo.”
 (09/05/2012)

Soprattutto, è una riforma che aiuta la crescita. Ovviamente è nell’interesse dei “giovani”. E parlando alla categoria si rivolge più che altro ad una platea di fighetti e figli di papà che, con ogni evidenza, del lavoro e delle sue dinamiche reali non sa nulla, o non si entusiasmerebbe a simili boiate:

«La riforma del mercato del lavoro favorisce una distribuzione più equa delle risorse, estendendo le garanzie a tutti e vi renderà liberi di scegliere il lavoro che volete.»
 (25/05/2012)

Il Lavoro rende Liberi

…Salvo rinnegarla quando in concreto, a sei mesi dall’applicazione della riforma Monti-Fornero, si scopre che i disoccupati sono aumentati di 600.000 unità, in massima parte stroncati dal mancato rinnovo dei contratti atipici, per indennità di disoccupazione ridicole e con una disoccupazione giovanile schizzata oltre il 35%.
Adesso il Professore blatera qualcosa sul “reddito minimo di cittadinanza”, defecando nuove “dirompenti” stronzate su flexsecurity e affini… Diffidate sempre di chi usa l’inglese per spiegare concetti che possono benissimo essere resi in lingua italiana… Il sacerdote del rigore, il custode dei conti in ordine, si guarda bene dallo spiegare ogni forma di copertura di bilancio e sostenibilità finanziaria a parità di entrate.
Proprio come un cialtrone qualunque! O un vecchio doroteo di ritorno…

Nelle mani di Monti Come farebbe l’Italia senza la tutela diretta di persone così, coagulate attorno all’austerità in formaldeide?!? Mica si può dissipare un’esperienza del genere!
Per questo e altri straordinari motivi, non possiamo mica rimettere l’Italia nelle mani degli incapaci.. E tanto meno tra le grinfie della peggior oligarchia padronale che si sia mai vista dai tempi della rivolta di Spartacus!

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Partito dei carini

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , on 11 gennaio 2013 by Sendivogius

Le Sorelle Clark (1850)

Probabilmente, le elezioni del 2013 verranno ricordate per l’inquietante invasione delle Giulie Sofie di tutta Italia clonate in serie, nella più grande riedizione della Palude girondina dai tempi della “Convenzione nazionale”, passando direttamente per la restaurazione termidoriana.
Del resto, questo è un paese che ha istituito la Controriforma prima ancora che la Riforma luterana facesse sentire i suoi effetti. È il luogo dove le elite organizzavano la contro-rivoluzione, senza che prima vi fosse mai stata alcuna “rivoluzione”, sputtanata com’è dai nuovi Exagérés e dagli Enragés della setta digitale degli ensiferi… Questo perché a noi i ricorsi della Storia, opportunamente depurati dalla tragedia, tocca a viverli costantemente declinati in farsa.
Beppe GrilloUna campagna elettorale non è mai una cosa seria, costituendo più che altro una grande rappresentazione corale tra le finzioni condivise di una recita collettiva. Sostanzialmente, costituisce uno degli atti fondamentali della democrazia, ma non per questo presuppone uno dei suoi momenti migliori.
Gli Spettri di Montecitorio Raramente un’immagine è riuscita ad esprimere con poco le fumosità alchemiche di una sotto-classe che si crede ‘dirigente’, mentre evapora nella vacuità indefinita della propria inconsistenza. Le figure dai contorni soffusi ed eterei ricordano la fotografia spiritica di fine ‘800, con le apparizioni artefatte e impresse nel dagherrotipo di un’evocazione ectoplasmatica. In ogni caso, l’impressione prevalente è quella di aver a che fare con delle pretenziose patacche.
Più che protagonisti della “politica”, sembrano gli ospiti dell’Overlook Hotel, ormai trapassati ed inconsapevoli prigionieri tenuti in ostaggio dallo spettrale cameriere demoniaco, che ne sovrasta i profili dietro le loro spalle e ne controlla i destini, condizionandone l’agire con apparente compiacenza, come il demoniaco Lloyd… il barman fantasma già visto in Shining.
Shining - Mr LloydCi scuserete dunque se proprio non riusciamo ad entusiasmarci all’incanto politico della fiera elettorale, mentre si disputano il voto delle anime morte.
E noi che non siamo né seri, né responsabili, e men che mai ci sentiamo moderati, decliniamo volentieri l’offerta dedicandoci ad altro…

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