Archivio per Editoria

Le XII Tavole della Legge

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 maggio 2013 by Sendivogius

12-tavole

Nuntio vobis gaudium magnum. Habemus leges!
Finalmente il M5S ha presentato i suoi primi disegnini di legge…
Dodici è infatti il numero totale delle proposte depositate in Senato ed in Parlamento dal MoVimento uno e trino, convinto di essere unico: “Noi” siamo le Parti Sociali, l’Opposizione, il Popolo, nell’esclusività totalizzante (e totalitaria) di chi, in quanto diverso dagli “altri”, si crogiola tra i fumi di un microcosmo perfetto riservato agli eletti della setta dei puri e del loro profeta.
Questa è Gente che lavora: con i suoi 12 disegni di legge il sedicente Primo Partito d’Italia è ultimo in assoluto per attività legislativa, superato persino dal “gruppo misto” (43 ddl) e dal Südtiroler Volkspartei con le sue 52 proposte di legge. Non male per un partito (ops! MoVimento!) che vuole il 100% ed ha una produttività legislativa prossima allo 0%, ma pretendeva di rimettere tutti i poteri all’attività parlamentare e quindi governare in assenza di un esecutivo.
Totale dei DDL presentati alle Camere in data 12-04-2013 (fonte 'Giornalettismo')La discrepanza è talmente evidente, che iniziano ad accorgersene persino [QUI] dalla parti del Père Duchesne di Marco Travaglio: il nuovo Hébert del grillismo militante, a metà del guado tra gli Exagérés del populismo forcaiolo e gli Enragés pentastellati, nel chiassoso teatrino della rivoluzione a 5 stelle.
A dire il vero, ci eravamo ripromessi di non indugiare oltre sul Vate stellato ed i suoi replicanti digitali, ma una simile spremuta di meningi in così istituzionale sede, merita un minimo di attenzione affinché tanto ardore rivoluzionario non vada disperso invano…
DDL presentati al SenatoE dunque vediamoli un po’ più da vicino questi fantastici 12 in gestazione al Senato e di certo destinati a diventare famosi come le XII Tavole dell’antico diritto romano:

S. 8
Sen. Casson Felice, Sen. Filippi Marco
Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente dall’amianto, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto
15 marzo 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 269
Sen. Tomaselli Salvatore, Sen. Latorre Nicola
Abrogazione dell’articolo 35 del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi
22 marzo 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 270
Sen. Tomaselli Salvatore ed altri.
Disposizioni per la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità del Mare Adriatico
22 marzo 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 391
Sen. Montevecchi Michela ed altri.
Nuove disposizioni per il contrasto dell’omofobia e della transfobia
5 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 392
Sen. Airola Alberto ed altri.
Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso
5 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 393
Sen. Orellana Luis Alberto ed altri.
Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso
5 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 431
Sen. Morra Nicola
Modifiche all’articolo 416-ter del codice penale in materia di scambio elettorale politico-mafioso
10 aprile 2013: Presentato al Senato
15 aprile 2013: Ritirato

S. 451
Sen. Blundo Rosetta Enza ed altri.
Modifica all’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi
10 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 452
Sen. Crimi Vito Claudio ed altri.
Riforma della disciplina per le elezioni della Camera e del Senato, concernente i criteri di candidabilità ed i casi di revoca e decadenza del mandato nonché l’espressione del voto di preferenza da parte degli elettori
10 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 453
Sen. Crimi Vito Claudio ed altri.
Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria
10 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 454
Sen. Crimi Vito Claudio ed altri.
Abrogazione della legge 3 febbraio 1963, n.69, e successive modificazioni, sull’ordinamento della professione di giornalista
10 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 455
Sen. Molinari Francesco, Sen. Morra Nicola
Disposizioni concernenti il divieto di propaganda elettorale per le persone appartenenti ad associazioni mafiose e sottoposte alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza
10 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

Lex In attesa di avere il 100%, qualcuno deve aver spiegato agli onorevoli “cittadini” che nel frattempo qualche leggina devono pur presentarla in parlamento. Peccato che il risultato non sia dei migliori…
Come degli scolaretti svogliati ma furbissimi, sembra infatti che gli ensiferi si siano limitati a scopiazzare i compiti altrui, secondo la specialità che più gli riesce meglio: spacciare per proprio ciò che viene fatto da altri.
Ad essere indulgenti, si potrebbe dire che i “cittadini” abbiano peccato di ingenuità e approssimazione… Nella peggiore delle ipotesi, si può parlare apertamente di plagio. La quasi totalità delle leggi presentate al Senato sono infatti dei doppioni già in discussione alle Camere, su proposta del centrosinistra, e soprattutto dell’Italia dei Valori, nel corso della precedente legislatura.
La riproposizione è talmente sfacciata che i “5 Stelle” non si sono nemmeno preoccupati di cambiare i titoli dei ddl, con l’eccezionale risultato di intasare i lavori parlamentari creando un ingorgo legislativo con leggi doppione, perfettamente sovrapponibili tra loro, con l’unico risultato di dilatare i tempi di approvazione di provvedimenti già in esame presso le commissioni.
Se la maggioranza parlamentare è quello che è (un’immonda latrina di governo), lo stato della principale forza di opposizione è tragico nel suo livello di minchioneria difficilmente raggiungibile da altri cialtroni di più lungo corso!
Diamo uno sguardo in dettaglio:

1Atto Senato n.8
Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente dall’amianto, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto

Presentato al Senato in data 15/03/13, il disegno di legge porta la firma congiunta dei senatori Casson e Marco Filippi.
Peccato però che il primo firmatario, l’ex magistrato Felice Casson, sia un senatore del PD, così come l’atto scaturisce da un’esplicita iniziativa del Partito Democratico, come è facilmente desumibile dall’appartenenza parlamentare dei senatori che hanno controfirmato la relazione del testo [QUI], ad eccezione per l’appunto di Marco Filippi (M5S) che sembra più che altro un “imbucato” per un testo certamente non suo e abusivamente attribuito ai pentastellati.
Tuttavia, vale la pena rilevare come il ddl Casson-Filippi sia in realtà la riproposizione aggiornata (e migliorata) di una precedente proposta di legge, presentata il 23/02/2011 dalla sen. Patrizia Bugnano (IdV) su iniziativa del gruppo IdV al Senato e attualmente in esame di commissione.
Nella fattispecie, si tratta dell’Atto n.2573: Disposizioni a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti all’amianto e dei loro familiari”. Il testo integrale lo trovate QUI e, se siete pignoli come noi, noterete come molti articoli siano equipollenti.

2Atto Senato n.391
Nuove disposizioni per il contrasto dell’omofobia e della transfobia

Presentato al Senato in data 05/04/13, il disegno di legge a firma della senatrice Michela Montevecchi è in realtà la riproposta del DDL C.2802 del 14/10/09 (Norme per la tutela delle vittime di reati per motivi di omofobia e transfobia), su proposta di Antonello Soro (PD) e respinto nel 2011 per presunti vizi di incostituzionalità.
Ma, come si può vedere QUI, gli interessamenti in materia sono tutt’altro che rari e meno che mai una prerogativa ad esclusiva 5 stelle.

3Atto Senato n.392
Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso

Problema di scottante attualità, largamente sentito dagli italiani, su presentazione del sen. Alberto Airola (05/04/13), costituisce una novità assoluta per il nostro ordinamento legislativo, che invero non se n’era mai occupato prima [QUI], finché il lungimirante cittadino Airola non ha scoperto il problema.

4Atto Senato n.393
Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso

Su proposta del sen. Orellana, è un altro plagio conclamato ai danni della IdV.
Nella fattispecie, si tratta del ddl C.5338, presentato da Antonio Di Pietro in data 03/07/12 e assegnato alla Commissione Giustizia in data 19/09/2012. Il titolo del ddl?
Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso
Peraltro, SEL ha presentato una proposta identica alla Camera dei deputati.

5Atto Senato n.431
Modifiche all’articolo 416-ter del codice penale in materia di scambio elettorale politico-mafioso

Presentato dal senatore-cittadino Nicola Morra il 10 Aprile è stato immediatamente ritirato neanche una settimana (15/04/13) dopo la sua presentazione. E non perché le intenzioni fossero sbagliate… A pensar male, il tapino deve essersi accorto che in Senato era già in esame il medesimo provvedimento da almeno due anni:

Modifiche agli articoli 416-bis e 416-ter del codice penale in materia di associazioni di tipo mafioso e di scambio elettorale politico-mafioso

Si tratta dell’Atto S.2199 del 20/05/10, a firma del senatore Luigi Li Gotti (IdV).
A scanso di equivoci, e con largo anticipo sui pentastellati, anche SEL aveva già presentato alla Camere una proposta di legge anticorruzione con la modifica art.416-ter del Codice Penale.

6Atto Senato n.269
Abrogazione dell’articolo 35 del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi

Presentato in data 22/03/2013 dal sen. Tomaselli (PD), congiuntamente al controverso senatore Nicola Latorre (PD) al quale il Vate furioso non ha mancato di lanciare i suoi strali.
Provvedimento pentastellato, ma presentato da due senatori del PD… Errore di attribuzione?
Ad ogni modo, trattasi di altra legge fotocopia, risalente all’Agosto dello scorso anno (il ddl S.3437). Questo è il titolo:

“Abrogazione dell’articolo 35 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi”

7Atto Senato n.451
Modifica all’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi

Su presentazione della senatrice Enza R. Blundo (10/04/13), è uno dei nostri provvedimenti preferiti…
Come si può leggere chiaramente sul sito del Ministero dello Sviluppo economico [QUI], l’articolo in questione della legge in riferimento NON esiste più. Infatti, il comma 17 dell’Art.6 è stato sostituito interamente dall’articolo 35, comma 1 del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134.
E infatti gli ensiferi, non pienamente consapevoli della contraddizione, si sono dovuti far prestare gli esperti giuridici del PD al Senato per riformulare un nuovo ddl con la giusta richiesta di abrogazione. Per inciso, si tratta dell’atto Atto S.269 (di cui sopra).

8Atto Senato n.452
Riforma della disciplina per le elezioni della Camera e del Senato, concernente i criteri di candidabilità ed i casi di revoca e decadenza del mandato nonché l’espressione del voto di preferenza da parte degli elettori
  (10/04/13)

Qui entriamo nel magico mondo fatato dell’incantevole Crimi che, insieme al resto degli ensiferi al gran completo, si balocca coi cavalli di battaglia del movimento…
Si tratta della revisione aggiornata della famosa “legge di iniziativa popolare”, presentata a suo tempo da Beppe Grillo nel dicembre del 2007 e, a dispetto delle fanfaronate del tribuno, trasposta in ddl (S.1936), quindi presa in esame dalla commissione delegata [QUI].
Sorvoliamo invece sul fatto che l’attuale proposta del M5S contenga profili un tantino incostituzionali (a partire dal limite dei due mandati parlamentari), che il prof. Rodotà potrebbe spiegare loro molto bene…

9Atto Senato n.453
Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria
(10/04/13)

A Ciccio Crimi, probabilmente sfugge come i contributi diretti all’editoria su finanziamento pubblico siano stati, di fatto, già aboliti. A percepire i finanziamenti pubblici, sono le testate di partito, le pubblicazioni delle minoranze linguistiche, e (ovviamente!) i giornali ecclesiastici che succhiano la quasi totalità dei 90 milioni di euro (tale è la cifra complessiva) a disposizione.
Nella fattispecie, si tratta del decreto-legge n.201 del 06/12/11 (il cosiddetto “Salva Italia”), convertito nella Legge n.214 del 22/12/11. Il provvedimento, stringato ma eloquente, è contenuto nel comma 3 dell’art.29 (“Acquisizione di beni e servizi attraverso il ricorso alla centrale di committenza nazionale e interventi per l’editoria”):

Allo scopo di contribuire all’obiettivo del pareggio di bilancio entro la fine dell’anno 2013, il sistema di contribuzione diretta di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, cessa alla data del 31 dicembre 2014, con riferimento alla gestione 2013.

Per tutti gli altri quotidiani (come “Il Fatto”) restano invece una serie di agevolazioni fiscali (su IVA e carta) che sono praticamente in vigore ovunque esista la libertà di stampa, universalmente riconosciute in tutte le democrazia occidentali. Concetto molto difficile da capire per chi non riconosce altro organo di informazione oltre al blog del Profeta; parla di chiudere le reti RAI; aborre il confronto ed i media… Oppure, come candidamente confessa lo stesso Crimi (che del ddl è firmatario), “i giornalisti mi stanno sul cazzo”, a parte quelli graditi a Casaleggio e Grillo. S’intende! Messora docet.

10Atto Senato n.454
Abrogazione della legge 3 febbraio 1963, n.69, e successive modificazioni, sull’ordinamento della professione di giornalista
(10/04/13)

Chissà come abbiamo fatto finora, prima che Ciccio-Crimi ed il resto dell’allegra brigata si ponessero il problema?!?
Sono vent’anni ed oltre che si prova ad abolire il famigerato (ed inutile!) Ordine dei Giornalisti, almeno a partire dal dimenticato referendum promosso dal Partito Radicale nel 1997 (che non raggiunse il quorum). Né sono mancate le iniziative legislative negli ultimi anni [QUI].
Ma certo ora che sono arrivati The Others cambia tutto!
Perciò auguri e buona fortuna.

11Atto Senato n.455
Disposizioni concernenti il divieto di propaganda elettorale per le persone appartenenti ad associazioni mafiose e sottoposte alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza

Disegno di legge presentato dai cittadini-senatori Molinari e Morra.
Peccato che in assenza di riferimenti specifici (magari di articoli da modificare), la normativa esista già: Legge n.175 del 13/10/2010 in merito alle “Disposizioni concernenti il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione”.

«La legge 175/2010 ha introdotto fattispecie di ineleggibilità connesse alla violazione del divieto di svolgimento di attività di propaganda elettorale previste dalla legge 4 aprile 1956, n. 212 (affissione di stampati, giornali murali o manifesti di propaganda, propaganda elettorale luminosa o figurativa, lancio di volantini) per le persone sottoposte a misure di prevenzione: in caso di violazione di tale divieto da parte del sottoposto alla misura o da parte del candidato – che, conoscendo la condizione di sottoposto in via definitiva alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, richiede al medesimo di svolgere attività di propaganda elettorale e se ne avvale concretamente – la condanna che ne consegue comporta l’interdizione dai pubblici uffici alla quale consegue l’ineleggibilità del condannato per la stessa durata della pena detentiva. La sospensione condizionale della pena non ha effetto ai fini dell’interdizione dai pubblici uffici (La misura di prevenzione della sorveglianza speciale già prevista dalla L. 575/1965 è ora disciplinata dal D.Lgs. 159/2011.)»

Nel dubbio, i senatori pentastellati possono scaricare gratuitamente il manuale elettorale per le elezioni politiche, con la disciplina in materia [QUI] e decidere cosa vogliono esattamente cambiare.
Ad ipotesi, si presuppone siano gli stessi punti contemplati nel ddl S.452 (e dunque un’altra legge clone).

12Ci sarebbe anche il ddl n 270, inerente Disposizioni per la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità del mare Adriatico. Ma il disegno di legge è stato presentato dal senatore Salvatore Tomaselli (PD) e non si capisce dunque perché l’atto venga ascritto al gruppo del M5S.

XII Tavole

Stesso discorso vale per gli altri provvedimenti apocrifi in materia sanitaria, attribuiti ai pentastellati, ma tutti firmati su presentazione del sen. Ignazio Marino (PD). Un discorso completamente a parte vale invece per il disegno di legge n.578 sull’annoso problema dellasensibilità chimica multipla” (MCS), presentato e poi ritirato e ora (pare) nuovamente ripresentato dal senatore cinque stelle Bartolomeo Pepe. In pratica, si tratta di un copia-incolla assolutamente identico all’originale proposta presentata nel 2010 da Elio Lannutti (IdV), contemplante “disposizioni” su una malattia che NON esiste. E d’altra parte la “sensibilità chimica multipla” è una vecchia fissazione trasversale che viene sistematicamente ripresentata a scadenze regolari, a dimostrazione (se ce n’era bisogno) dell’incredibile massa di citrulli che alberga in entrambe le Camere [QUI].

Il Giorno della Fuffa E questo sarebbe il meglio che la sedicente “opposizione” doc è riuscita a proporre fino ad ora… FUFFA!
D’altronde, i “cittadini” della confraternita ensifera sono in ben altre faccende affaccendati. Infatti, sembrano essere molto più interessati all’occupazione militare delle poltrone nelle commissioni di garanzia e litigarsi le diarie parlamentari col loro capo politico: il predicatore miliardario delle decrescita felice, che vorrebbe gli indennizzi dei pentastellati da gestire tutti per sé in un suo fondo fiduciario, con la disinteressata supervisione di Gianroberto Casaleggio. E’ la variante 2.0 del vecchio esproprio proletario: date a Grillo ciò che è di Cesare.

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Editoria solidale

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 28 marzo 2012 by Sendivogius

È desolante sfogliare le pagine di quell’inutile spreco di cellulosa chiamata ‘libera editoria’, a paga privata e finanziamento pubblico, allineate nel loro conformismo salottiero mentre esercitano l’arte in cui più sono versati: la Laudatio Principis, nell’ansia perenne di chi non può vivere senza un padrone da servire (a tempo) e presentar la penna al posto del moschetto.
Sono gli alfieri sontuosi di un giornalismo prezzolato; le sentinelle degli establishment oligarchici trasversali nella difesa unitaria del proprio capitale, ripartito per potentati economici ed industriali ma scambiato per “ricchezza comune”.
Come nuovi Pangloss, sono convinti di vivere nel migliore dei mondi possibili, traendo il meglio dalle miserie altrui, rigorosamente al sicuro nel proprio giardino protetto, mentre giocano alla platonica Repubblica dei Filosofi, nel loro candore liberale scambiato per immutabile legge di natura…

«Landini appartiene alla schiera di coloro che non accettano il mondo come è, ma vogliono cambiarlo: i rivoluzionari, insomma. Al centro del suo universo, quello in cui crede, campeggia il lavoratore, col pieno diritto, sacro e inviolabile, a un posto equamente retribuito, a una paga che gli consenta di mantenere se stesso e la sua famiglia, a una pensione quando non dovrà più lavorare. Questi sono i dati di partenza, i dati imprescindibili. La conseguenza è chiara (anche se un Landini non sente alcun bisogno di enunciarla in tutte lettere). Se il mondo in cui viviamo consente l’adempimento dei diritti di chi lavora, bene. Se non lo consente, dobbiamo cambiare il mondo in cui viviamo. Sempre vi sono stati nella storia uomini di varia specie, alcuni avventurieri, altri nobili d’animo, tutti ugualmente insoddisfatti del mondo in cui viviamo,e risoluti a cambiarlo: gli idealisti, i rivoluzionari

Il raffinato editoriale, che nella sua integrale inutilità siderale potete leggere QUI, è a firma di Piero Ottone, già storico direttore del Corriere della Sera passato a La Repubblica in un collaudato gioco delle parti, descrive bene l’estraniato appagamento di “classe” (se si può osare tanto) di certa borghesia illuminata, convinta che i diritti dei lavoratori siano privilegi ed i propri privilegi di censo invece diritti acquisiti per merito. “Borghesia” universalmente confluita con tutte le sue componenti nell’adorazione di Mario Monti, per ritrovata redenzione dopo il tramonto dell’Unto e bisunto, in un paese piccolo piccolo che non può vivere senza icone da santificare per la remissione del debito (pubblico). E non è un caso che il serissimo, contrito, professore bocconiano non perda occasione per ringraziare pubblicamente chi quella voragine contabile l’ha creata, alimentata, esasperata, tra orge e voraci cricche assortite, senza che dall’alto del Colle (oggi loquace più che mai) si levasse il benché minimo sospiro.

Certo il cambiamento di stile è evidente, siamo passati da un imbonitore da fiera ad un piazzista che va liquidando all’asta il patrimonio di famiglia nel gabbione delle serafiche tigri asiatiche. Rispetto al Pornonano, sobrietà ed educazione fanno però la differenza; fondamentale in una conferenza internazionale, mentre parla il presidente USA, rispondere al telefono per conversare con… Maurizio Cicchitto (!!) il craxiano piduista che mica può attendere.

È questa l’essenza del nuovo Salvatore, in nome dell’ortodossia dei mercati e nel solco della continuità: inflessibile legge del taglione per i piccoli peccatori, indulgenza plenaria per tutti gli altri senza pagare pegno. Punire (“rieducare”, come non manca di ricordare con razzistica supponenza la stampa anglosassone) i più per salvarne pochissimi; togliere ai poveri senza nulla levare ai ricchi.
Pertanto, nell’ineluttabile proletarizzazione dei ceti inferiori (ce lo chiedono i mercati), ogni eccezione si configura come un atto “rivoluzionario”. Va da sé che, nell’accezione chiaramente negativa che i nostri ‘liberali’ attribuiscono al termine, rivoluzionario è sinonimo di sovversivo.. bolscevico.. e (tanto per stare al passo coi tempi) terrorista. Per quanto, con il passaggio ad una destra ottocentesca, anche gli anarchici sono tornati molto di moda.
L’unica eccezione ammessa è la “rivoluzione liberale”, che sancisce il primato delle elite tecnocratiche (rigorosamente eterodirette da vari consigliori) sugli organismi di rappresentanza democratica e sulla declinazione delle prerogative parlamentari a vantaggio del governo ‘tecnico’, nel congelamento della ‘politica’, come non si stanca di esemplificare mirabilmente il sempiterno Paolo Mieli. Naturalmente, qualunque forma di democrazia diretta o movimentismo di base è stigmatizzato con orrore assoluto, quindi opportunamente biasimato sui giornali e manganellato nelle piazze, in quanto fastidioso elemento di disturbo nel ritrovato ordine naturale dei mercati egemoni. Su questo, il nuovo ministro di polizia, Anna Maria Cancellieri, è chiarissimo. Tuttavia, anche la lacrimosa Elsa Fornero (variante sabauda del chiagni e fotti), dinanzi al dissenso creatosi dinanzi alla sue ineludibili riforme, sembra auspicare una restrizione del diritto di sciopero, in un crescendo di eccezioni ‘tecniche’ all’ordinamento costituzionale che infatti si vuole rottamare.
Di fatto, si tratta di una sospensione sostanziale delle funzioni democratiche, tramite una loro rappresentazione cerimoniale, che ne preserva in apparenza la forma svuotata di senso, conforme alla volontà dei “mercati” e senza gli eccessi dei baccanali berlusconiani, all’insegna di una ipocrita concordia ordinum su intercessione presidenziale.
In tale prospettiva, com’era prevedibile, il governo Monti ha riacceso gli entusiasmi troppo a lungo sopiti dei rispettabili vegliardi istituzionalizzati di un liberalismo manieristico, cosmopolita, magari dalle venature progressiste, ma più spesso con barra rigorosamente al centro e inclinazione a destra, posti da sempre alla direzione girevole dei principali quotidiani nazionali.
Tuttavia, la ‘nobiltà’ per rifulgere ha bisogno della ‘miseria’… Anche i palazzi più sontuosi, tra stucchi dorati e corridoi marmorei, nascondono inevitabilmente le latrine per la servitù di infimo livello….
Pertanto, nel generale peana verso le magnifiche sorti progressive dei professori al governo, non potevano mancare per meri calcoli di bottega ideologica, senza alcuna idealità, le storiche baldracche della prostituzione a mezzo stampa che esaltano la funzione salvifica del “mercato”, travestite da vestali liberiste convertite al credo dell’efficienza tecnocratica.
È quasi curioso osservare i vari Ferrara, i Belpietro ed i Sallusti, che dal fondo dei loro osceni giornalini assistiti concionano di libero mercatomeritocraziacompetenzaprevalenza del Privato
Parliamo di gente che se davvero si ponesse in libera competizione sul mercato privato, in base ai risultati effettivi ed al ritorno economico della loro attività, avrebbe chiuso bottega da un pezzo!
 Il più imbarazzante è il sempreverde Giuliano Ferrara, liberista intransigente, ostensore del mercato libero e selvaggio…
Uno assunto in RAI, per sfacciata raccomandazione, con una trasmissione misconosciuta, che persiste nella messa in onda (catastrofica per i bilanci aziendali) unicamente per referenze politiche.
Uno che non perde occasione di dare lezioni di ultra-liberismo, invocando meritocrazia e concorrenza, ma che evidentemente reputa assai coerente incassare 3 milioni e mezzo di euro (per l’esattezza: € 3.441.668,78), grazie ai contributi pubblici per l’editoria, per la messa in stampa de Il Foglio. A proposito di taglio dei privilegi, L’Avanti! del latitante Lavitola nel 2010 ha incassato 2.530.640,81 di euro.
Un altro manipolo, assai convinto quando si parla di licenziamenti altrui e cacciata dei lavoratori in nome del risparmio e dell’efficienza produttiva, è la tripletta Belpietro-Feltri-Sallusti, che solitamente si passano il testimone nelle due imbarazzanti pubblicazioni fasciste, conosciute come Libero e Il Giornale. Scampoli di Ventennio. In particolare, quell’ossimoro giornalistico chiamato provocatoriamente “Libero”, tra il 2003 ed il 2009 ha beneficiato di finanziamenti pubblici per 40 milioni di euro, percepiti illegalmente, tramite la costituzione fittizia in cooperativa editoriale. È evidente che le esecrate cooperative, quando fanno comodo, piacciono assai ai sedicenti liberisti in rigorosa camicia nera d’ordinanza.
Questi sono solo i casi più lampanti, ma l’elenco è lungo. Naturalmente, questi non sono sprechi, non costituiscono privilegi e posizioni di rendita, ma solidi baluardi di libertà da mantenere ad oltranza e assolutamente da non tagliare. Meglio chiudere scuole ed ospedali per fare cassa. Meglio ribassare i salari per incentivare la concorrenza. Meglio tagliare i sussidi per i licenziamenti, che si vogliono facili e senza limiti.
Ad essere sinceri, il direttorio tecnico ha previsto una poderosa sforbiciata alla pubblica sovvenzione di questi parassiti di carta. A partire dal 2014. Il presidente Napolitano, solitamente così solerte ad offrire la sponda ad ogni diktat del Governo Monti, ha già espresso la propria netta contrarietà.
Non è dato da sapere la richiesta dei mercati in proposito; né risultano impellenze dall’Europa, che nel merito sembra aver esaurito le buste da lettera.

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Orgoglio nano

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , on 8 giugno 2011 by Sendivogius

Gli antichi imperatori romani, in qualità di capo supremo dell’esercito, solevano inviare alle truppe una propria immagine in effige (imago), per ribadire la propria presenza ideale e ricordare ai vari ufficiali delegati chi era a comandare davvero.
 Di norma, il ritratto dell’imperatore veniva affidato a veterani scelti. Questa particolare categoria di partainsegne, dalla comprovata fedeltà, costituiva una elite di beneficiati (con varie esenzioni e privilegi) conosciuti come imaginifer.
L’immagine del sovrano era poi oggetto di particolare devozione ed era funzionale agli offici religiosi, inerenti il culto del principe divinizzato, con libagioni e offerte in onore del dominus assurto agli onori celesti in virtù del suo potere assoluto.
Certe usanze, specialmente tra i nostalgici della tradizione, devono avere un particolare fascino…
Capita così che le coorti pretoriane di un nuovo imperatore celebrino i fasti dell’imagocrazia berlusconiana, accompagnandosi (in assenza dell’originale) alla sagoma di cartone del Pornocrate ridente, da incensare ed abbracciare come nelle processioni pagane del santo patrono.
Accade a Roma, alla convention organizzata da Giuliano Ferrara, l’imaginifer delegato al Cul(t)o dell’Unto, presso il cinema Capranica in occasione dell’adunata dei cortigiani riuniti nella giornata dell’orgoglio servile.
Oltre ai soliti Cicchitto, Santanché, Brunetta e craxiani vari, da segnalare tra i presenti anche il prof. Vincenzo Pepe, invasato fondatore della sedicente FareAmbiente, movimento ecologista liberale (nato nel 2007) che si distingue per il fanatico appoggio alle centrali nucleari; per il sostegno all’attività venatoria in ogni sua forma, compresa la caccia alle specie protette; per la revisione dei vincoli ambientali che bloccherebbero lo sviluppo del Cilento, “creando vitalità tra forze economiche-politiche”; per i finanziamenti all’industria automobilistica… Il tutto in nome di un approccio più serio e maturo sulle problematiche ambientali. Tra i principali collaboratori del prof. Pepe andrebbe sicuramente segnalato l’on. Sergio Berlato, perito tecnico, eurodeputato, ex AN, che si è distinto presso la commissione europea per il rilancio della “cultura rurale” e soprattutto per una piccata interrogazione contro il ‘divieto di trasporto di munizioni nel bagaglio da stiva degli aeromobili’ (sic!). Entrambi sono tra i principali promotori del NO, per il boicotaggio del referendum del 12 e 13 giugno. Ottimo motivo per andare a votare.
Tuttavia, tra i “liberi servi del Cavaliere”, come amano definirsi, oltre all’intraprendente direttore de Il Foglio, si distingue la presenza di Maurizio Belpietro, (Libero), Vittorio Feltri (tornato là dove lo porta il portafoglio) e Alessandro Sallusti (Il Giornale), Mario Sechi (Il Tempo)… tipici esponenti di quella editoria libera, di certo non servile, che prospera all’ombra del Biscione, ma che ingrassa con i contratti in RAI, per trasmissioni senza spettatori, e intasca i contributi pubblici per una stampa assistita senza lettori. Sono i giornalisti organici, più aderenti di un perizoma tra le chiappe a coprire le vergogne del potere, ma sempre pronti a fare le pulci ai “colleghi”, discettando di epurazioni e rimozioni, di promozioni ed emolumenti, ai danni della concorrenza direttamente nella stanza del padrone. Né hanno pudore alcuno nel decidere i palinsesti televisivi dal basso delle loro posizioni di rendita parassitaria, ma a carico pubblico, su collocamento politico fintanto che dura la cuccagna (ancora per poco).
 Triste spettacolo sono quei topi che sanno di non poter abbandonare la nave che affonda in alto mare, certi di non poter confidare su altri ripari…
Esiste un limite anche per i riciclaggi. Superato un certo livello, alla fine del ciclo c’è solo la discarica.

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MISERERE

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , on 9 dicembre 2010 by Sendivogius


Nell’Italia felix, dove la crisi è solo una “percezione psicologica” alimentata dai soliti kommunisti, secondo un’indagine della Confesercenti l’84% degli italiani ha grosse difficoltà a corrispondere le rate del mutuo o ad onorare il pagamento dell’affitto a fine mese. Sulla questione, gli studi della Banca d’Italia certificano l’insolvenza del 5% delle famiglie italiane.
La notizia, riportata dai maggiori quotidiani, è ripresa in uno stringato ed eloquente articolo pubblicato su un noto giornale bolscevico [QUI].
Le conseguenze pratiche consistono in un record delle iscrizioni ipotecarie e del pignoramento di immobili [QUI], che sembrano colpire soprattutto l’Italia settentrionale ed il florido Nord-Est [QUI]. Tuttavia, il dramma di non potersi più permettere un alloggio, o di vedersi venduta all’asta la propria abitazione, è altresì oggetto di raffinate considerazioni da parte di pensatori compassionevoli:

«Se uno a 37 anni non è in grado di pagarsi un mutuo o un affitto è un fallito!»

 Lo afferma Alessandro Sallusti con la boriosa sicumera che lo contraddistingue, dall’alto della sua poltroncina blindata di giornalista organico da regime, durante la trasmissione EXIT del 01/12/10 in onda su La7.  Al personaggio avevamo già dedicato un piccolo ‘cammeo’ [QUI] nell’ambito di un discorso più esteso.
Nipote di uno dei tanti fucilatori di Salò (ricambiato con la legge del contrappasso), il vincente Sallusti è il tipico esponente di certo cattolicesimo integralista che si batte per il conferimento dello status giuridico ad un grumo di cellule chiamato “embrione” e considera un’esaltante esperienza di vita lo stato vegetativo di coloro che versano in coma irreversibile, negando ogni ipotesi di “testamento biologico”. Però non perde occasione per esibire tutto il proprio disprezzo per coloro che, vegeti e senzienti, hanno la gravissima colpa di essere poveri, o stranieri, ovvero “noti omosessuali attenzionati”, contro i quali ci si compiace di essere cattivi.
Cresciuto all’ombra degli amichetti della parrocchietta, per il bravo Sallusti c’è sempre un posto pronto nei giornalini editi dalla Curia ma rigorosamente pagati dallo Stato.
In alternativa, bazzica le testate ultra-reazionarie del gruppo Monti-Riffeser, collegate alla famiglia dell’ex “petroliere nero” Attilio Monti.
A livello professionale, si fa le ossa come giornalista di cronaca al Messaggero, quindi al Corriere della Sera (dove diventa caporedattore), e soprattutto bruca al pascolo di Indro Montanelli: alfiere del conservatorismo di matrice liberale e vacca sacra del giornalismo italiano.
Montanelli resta un caso interessante di mitismo e mitomania, che sembra aver fatto proseliti soprattutto a sinistra… Variante meneghina del “Cieco di Sorrento”, il sulfureo Cilindro dalla redazione de ‘Il Giornale’ finge di non vedere cosa sia la destra italiana e chi sia il suo editore, “turandosi il naso” oltre che coprendosi gli occhi, prima del brusco risveglio.
Infatti, dopo la militarizzazione berlusconiana, il quotidiano si trasforma nel giornaletto padronale dello squadrismo a mezzo stampa, divenendo la roccaforte della Vandea editoriale che raggruppa il gotha contemporaneo della ‘Reazione’ clerico-fascista. In questo allettante contesto professionale, l’indipendente Sallusti, insieme agli  onnipresenti  Feltri e Belpietro, appartiene alla Sacra Trimurti a libro paga, che si alterna alla direzione dei principali quotidiani conservatori, trasformati in uffici di difesa ad oltranza degli interessi del Capo. Nell’ingaggio  militante,  si  distingue come specialista nei ‘lavori sporchi’ di penna e manganello. Più che un giornalista sembra un ausiliare del collegio difensivo, pronto ad immolarsi ovunque ci siano da perorare le cause personalissime del suo editore e padrone.
Ed al meritocratico Sallusti non sono certo estranei i vantaggi legati alle posizioni di rendita dell’editoria assistita… Certo non è un problema far quadrare i bilanci e rimpinguarsi lo stipendio, quando si è direttori di giornalini dalla tiratura irrisoria come Libero, beneficiato però da circa 40 milioni di euro di finanziamenti pubblici in soli 7 anni.
Facile pagarsi il mutuo a queste condizioni, comodo il lavoro con simili coperture in così altolocata sede, se non fosse per quell’inestinguibile alitosi di certi funerei maior domus che impegnano la propria favella in mansioni non proprio ortodosse…

«Con la caduta del berlusconismo, si spera, sarà interessante verificare se per caso finisce anche questa terrificante riunione di condominio che dura da anni nei salotti Rai e ha ormai sfondato il livello del grottesco. Queste venti o trenta personcine di folgorante mediocrità che fingono ogni sera di litigare, non importa quale sia il programma, e poi vanno tutti insieme a far casino in trattoria coi soldi del canone.
Sarebbe tutto soltanto ridicolo, se questa pagliacciata non fosse diventata l’unica rappresentazione del dibattito pubblico per milioni di cittadini e un’intera generazione di giovani. Agli ultimi, in particolare, va detto che nel mondo civile la tv pubblica non funziona in questo modo.
Nei dibattiti televisivi sulle reti pubbliche in Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, tanto per cominciare gli ospiti non sono così maleducati. I conduttori, gente seria, li correggono quando citano un dato o un fatto sbagliati. Pazzesco, vero? I giornalisti si dividono anche là fra quelli di destra e quelli di sinistra, ma di fondo fanno i giornalisti. Quelli di destra per esempio non sono stipendiati dal presidente del Consiglio e non passano la vita a esaltare l’editore, perché nel resto del mondo i giornalisti si vergognano di fare i servi.
Gli esperti di economia sono veri esperti di economia, chiamati perché magari insegnano in grandi università o hanno vinto un Nobel e non perché portano una barba da carnevale, la giacca fucsia e il farfallino arancione, come quel tale Oscar Giannino. Un profeta del neoliberismo che invoca tagli e massacri sociali dall’alto di una carriera trascorsa a scrivere su giornalini mantenuti coi soldi pubblici, al solito buttati nel cesso, nel caso specifico La Voce Repubblicana, il Foglio, Libero e Il Riformista.
Nelle televisioni civili naturalmente è impensabile organizzare sessanta o settanta puntate di talk show, con compagnia fissa e plastico del luogo del delitto, per fare audience sull’assassino di un bambino o una bambina. In compenso se il premier viene beccato a frequentare giri di minorenni, usa la decenza di presentarsi alla tv pubblica e rispondere a tutte le domande dei giornalisti, invece di fare lo spiritoso e mandare il personale in giro per studi con il mandato di difenderlo, in genere insultando gli interlocutori.
Ora, non si pretende che i televisionari italioti e i loro degno dirigenti, affaccendati come sono a leccare gli stivali dei padroni, si comportino come i loro colleghi liberi. Ma almeno una riverniciata la parco ospiti, un pò di rispetto per l’intelligenza del pubblico a casa, sarebbe già un enorme passo avanti o come va di moda dire adesso per ogni minima fesseria: una grande riforma.»

 di Curzio Maltese 
 (26 Novembre 2010)

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