Archivio per Discorsi del duce

IL POPOLO DELLE VERITÀ

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 20 marzo 2010 by Sendivogius

La manipolazione dei fatti è una prassi piuttosto comune nelle autocrazie. La verità si nasconde, si mistifica, soprattutto si interpreta. I monarchi bizantini bruciavano i codici legislativi che a loro non piacevano più. Il primo imperatore della Cina unificata, Shi Huang-Ti, ordinò la distruzione dei vecchi libri perché la storia l’avrebbe riscritta lui, a proprio gusto e immagine.
I tempi sono cambiati, ma l’antico vizio è rimasto…

“Ricordo che Balducci non l’abbiamo nominato noi, ma il precedente governo e dato che non facciamo piazza pulita degli uomini nominati lo abbiamo lasciato al suo posto”
 Silvio Berlusconi
 (19 Marzo 2010)

Per chi non lo sapesse, Angelo Balducci, gentiluomo di Sua Santità e ladrone di Stato con una sospetta passione per maschioni neri ben dotati, è stato il commissario straordinario di governo, per la realizzazione delle opere e degli interventi funzionali allo svolgimento dei mondiali di nuoto “Roma 2009”. Attualmente si trova in carcere per una serie infinita di ruberie. (QUI)
Peccato che l’atto di nomina a commissario delegato di Balducci sia contenuto nell’
Ordinanza n.3489 del 29/12/2005, a firma del (anche allora) presidente del consiglio Silvio Berlusconi, su proposta del capo del Dipartimento della Protezione civile. Vale a dire Guido Bertolaso

Tanto per non cambiare, l’ordinanza fa riferimento al solito decreto-legge (343/01), naturalmente a firma dell’ineffabile Berlusconi.


 Che fosse uno squallido cialtrone lo sapevamo da tempo. Che fosse un bugiardo patologico pure.
Peggio di tutto, che questo incredibile buffone sia la massima espressione della politica italiana, è una vergogna nazionale ed un’onta indelebile per le generazioni future.
È pur vero che ognuno ha i governanti che si merita. Noi abbiamo un clown da esportazione:
 
In onore alle rimpiante adunate del “sabato fascista”, oggi il ducetto di Arcore è in piazza: caso unico, nell’Europa democratica, di governo che organizza manifestazioni pro-governo, contro la magistratura di ogni ordine e grado, contro le istituzioni, contro le opposizioni parlamentari, e contro la libera stampa, annunciando l’avviso di sfratto per il presidente della Repubblica.
Perché in questo Paese il problema non è la più grande recessione economica dal 1929 che sta sbranando i senza tutele dei  lavori  atipici e flessibili. È l’Informazione che ne parla, perché “genera pessimismo”. Perciò è meglio minimizzare, aspettando che passi la nottata senza nulla fare.
Il problema non è una corruzione endemica, con la sistematica reiterazione dei reati da parte dei soliti impuniti. Il problema è che se ne divulghi la notizia.
Il problema non è l’epurazione organizzata dei giornalisti non allineati. Il problema è che questi esistano.
 Il tutto avviene chiaramente nel nome dell’Amore smisurato che l’aspirante Re Silvio nutre per sé.
Lo annuncia persino in quella specie di epitaffio in vendita, con tanto di foto funebre opportunamente taroccata come d’abitudine.
Nel profondo, il personaggio è un vecchio residuato prebellico, risalente alla prima metà del XX° secolo, cresciuto tra balilla e bauscia. Un rifiuto tossico di difficile smaltimento.
Lasciamolo giocare al ‘Grande Dittatore’ in un’Italietta reazionaria, sempre più avviata verso l’uscita dal consesso dei paesi civili…

Un benevolo lettore ci segnala che il video con il discorso del duce sull’uscita dell’Italia dalla Società delle Nazioni (Roma,08/12/1937) è stato rimosso da YouTube. Vabbé, poco male! In alternativa, beccatevi questo…

Non dubitiamo che alla fine delle celebrazioni littorie del nuovo millennio, gli organizzatori annunceranno la presenza di almeno 20 milioni di partecipanti, opportunamente corretti dalla Questura che dichiarerà di averne contati come minimo 150 milioni.
Special guest della manifestazione sarà probabilmente Renata Polverini, aspirante governatore per la regione Lazio: una che non è riuscita a depositare in tempo la lista PdL, perché la Cricca del panino era troppo intenta a sbianchettare i nomi dei candidati poco graditi, tra i quali il povero Flaminio Piccolo.
È  la stessa Polverini, che organizza comizi contro l’esclusione della sua lista e poi dal palco, non avendo evidentemente nulla da dire, invita i presenti ad improvvisare un karaoke con le canzoni di Battisti e saltare, in un inedito Ballo della Pupazza tanto in voga in certe feste paesane.
È proprio la pupazza, che dalla curva dello stadio Olimpico riesce a collezionare i fischi bipartisan dalle tifoserie romaniste e laziali…
Al peggio non c’è mai fine.

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