Archivio per Decadenza

Letture del tempo presente (VIII)

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 ottobre 2020 by Sendivogius

“SE L’EUROPA NON SA DIFENDERSI, PERDE SE STESSA”

«L’incolmabile e spaventosa differenza fra la strage islamista nella cattedrale di Nizza e le precedenti, in Francia e non solo, è che quelle derivavano da minuziose strategie di terroristi asserragliati nelle grotte afghane o nel sedicente Stato del Profeta, questa deriva dall’incontinenza e dalla sconsideratezza verbale del presidente di una nazione, la Turchia, che solo pochi anni fa ambiva all’ingresso nell’Ue, che tuttora partecipa a organismi europei (compreso quello di tutela dei diritti umani) e che occupa un ruolo rilevante nella Nato, la più grande organizzazione di difesa internazionale.
La precipitosa e schietta condanna dell’attentato diffusa ieri dal governo di Ankara non potrà scolorire le parole spese dal presidente Recep Tayyip Erdoğan dopo la decapitazione del professore Samuel Paty, colpevole d’aver esibito a scuola le vignette blasfeme di Charlie Hebdo, e dopo la vigorosa rivendicazione di Emmanuel Macron della libertà d’espressione come caposaldo delle democrazie liberali. Erdoğan ha dato a Macron del malato di mente, del nuovo crociato, ha paragonato le condizioni di vita dei musulmani in Europa a quelle degli ebrei della Shoah, ha invitato i paesi islamici a boicottare i prodotti francesi, e alcune piazze islamiche hanno risposto dando fuoco alla bandiera della République. Eppure nel gennaio del 2015, e lo ha ricordato qui Cesare Martinetti, Erdoğan inviò il suo primo ministro a Parigi per sfilare a fianco del presidente François Hollande, in segno di fratellanza ideale dopo la carneficina di Charlie Hebdo. A distanza di pochissimi anni c’è un’altra Turchia, che ambisce a essere il nuovo baricentro del mondo islamico, compreso quello estremista, che tiene l’Europa per il collo minacciando di spianare le strade ai profughi siriani, che allegra e indisturbata se ne va per i mari di Cipro e Grecia a cercare gas naturali, e che in casa chiude gli oppositori in galera. E gli europei, zitti.
Le pigre solidarietà offerte ieri alla Francia – prefabbricate e desolanti quelle di Roma – viaggiano parallele ai nervosismi per la disinvoltura di Charlie Hebdo, imperterrita per la sua strada, compresa l’ultima tremenda copertina su Erdoğan che solleva la gonna a una ragazza e il panorama gli ricorda Maometto. Poi un giorno parleremo di quanta responsabilità presupponga la libertà, ma è come se oggi avessimo lasciato a dei vignettisti bricconi la gestione della terapia intensiva dei nostri valori cruciali, e mentre noi seguiamo annoiati il bollettino clinico del tracollo, ci scandalizziamo dei loro modi brutali (buoni tutti a difendere il diritto di opinione quando le opinioni sono accettabili). Oggi, a quasi sei anni dal massacro, Charlie Hebdo è ospitata in un bunker dove esercita il suo diritto di stampa, di critica, di satira e di blasfemia. Ma è il bunker in cui viviamo tutti noi a essere più asfissiante, ci infiliamo da soli ogni volta che ci chiediamo – anche noi giornalisti – se usare certi termini e ripubblicare certe vignette finirà con l’offendere la suscettibilità di qualcuno. Se, in definitiva, metteremo a repentaglio la nostra sicurezza. Ma una società che tiene più alla sicurezza che alla libertà su cui si è fondata è già una società morente.
In uno straordinario libro steso durante l’occupazione nazista di Parigi, il filosofo Emil Cioran descrisse la Francia come un paese attaccato alla propria pelle piuttosto che alle proprie idee, e dunque un paese perduto. Ormai tutta Europa è così. E’ incapace di difendere sé, le ragioni della sua esistenza, l’inviolabile unicità dell’essere umano, la sua facoltà di muoversi, di pensare, di parlare, di associarsi, di professare la religione che ritiene. Si affrontano i nemici esterni e interni con la forza del balbettio. Si rimane spiazzati, dentro un razionalismo liso, un pallido riflesso dei Lumi, al cospetto delle inquietudini oscure e abissali dell’anima che spingono i fanatici a impugnare i coltelli e i kalashnikov. E’ una dimensione che non riconosciamo più. La pace conquistata settantacinque anni fa, soprattutto grazie agli americani e a Winston Churchill (oggi trattato come un razzistello fra tanti) ci sembra un dono divino, un dato di fatto non scalfibile, e invece la pace e la democrazia si conservano soltanto se si è disposti a pagarne le conseguenze, come successe settantacinque anni fa. Non si tratta di invocare la guerra. Si tratta, più banalmente, di rinunciare a qualcosa. La sudditanza verso la Cina e verso la Turchia parlano di un’Europa terrorizzata all’idea di perdere un contratto, un mercato, una percentuale del suo già sfibrato Pil, di doverlo spartire con altri migranti. Ma come sapremo mai restare in piedi se siamo disposti a trattare sul prezzo dei presupposti sacri della nostra identità? Da più di un secolo grandi pensatori, trattati come uccellacci del malaugurio o come eccentrici e simpatici parrucconi, o più spesso ignorati, da Oswald Spengler a Elias Canetti, da José Ortega y Gasset a Johan Huizinga, analizzano e predicono il tramonto dell’Occidente. Non vorrei che, piagnucolanti e tremebondi davanti al Covid e alla Jihad, stessimo finendo col dargli ragione

Mattia Feltri
(29/10/2020)

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Fumus Buffonis

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , on 27 novembre 2013 by Sendivogius

MarylinNei drammatici frangenti di così grave momento dall’incontenibile tormento, le dita tremano incerte sulla tastiera tanto grande è la commozione, per questo “colpo di stato” e “lutto della democrazia” vissuto con grande costernazione nei bordelli dell’Italia più serva, mentre si consuma l’omicidio politico di quell’Utilizzatore Finale della peripatetica fruizione.
Come non essere pervasi da un fremito di sdegno furente, dinanzi alla rimozione coatta del Papi della Patria abusivamente parcheggiato su seggiolone senatorio?!?
Peccato infatti che con la deposizione del caligola catramato, rimangano le mandrie di somari nominate senatori. È la marcia funebre dei papiminkia alla Guerra di Silvio, tra groupies inconsolabili e badanti vestite a lutto, riuniti al capezzale di questo Pierrot nero col suo terreo faccione solcato dalle crepe nel cerone e una crosta di fard gocciolante al posto della lacrimuccia.
Come un nero cimicione, non ce ne libereremo tanto in fretta: schiacciato il parassita, rimane la puzza nell’esalazione di miasmi tossici dalla lunga fermentazione.
Certi prodotti di scarto tornano sempre indietro, nel rifluire di una continua corrente di risacca, costantemente alimentata dalla riproposizione dei medesimi rifiuti in perenne riciclaggio…

Il saluto del Duce

«La tentazione sarà grande, dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi al Senato, di chiudere il ventennio mettendolo tra parentesi. È una tentazione che conosciamo bene: immaginando d’aver cancellato l’anomalia, si torna alla normalità come se mai l’anomalia – non fu che momentanea digressione – ci avesse abitati.
Nel 1944, non fu un italiano ma un giornalista americano, Herbert Matthews, a dire sulla rivista Mercurio di Alba de Céspedes: “Non l’avete ucciso!” Tutt’altro che morto, il fascismo avrebbe continuato a vivere dentro gli italiani. Non certo nelle forme di ieri ma in tanti modi di pensare, di agire.
L’infezione, “nostro mal du siècle”, sarebbe durata a lungo: a ciascuno toccava “combatterlo per tutta la vita”, dentro di sé. Lo stesso vale per la cosiddetta caduta di Berlusconi. È un sollievo sapere che non sarà più decisivo, in Parlamento e nel governo, ma il berlusconismo è sempre lì, e non sarà semplice disabituarsi a una droga che ha cattivato non solo politici e partiti, ma la società. Sylos Labini lo aveva detto, nell’ottobre 2004: “Non c’è un potere politico corrotto e una società civile sana”. Fosse stata sana, la società avrebbe resistito subito all’ascesa del capopopolo, che fu invece irresistibile…. Tutte le nostre transizioni sono fangose doppiezze

 Barbara Spinelli
“Quel che resta del Ventennio”
(27/11/13)

È il fascismo eterno degli italiani, che ne pervade gli animi e ne corrode la pancia, destinato a ritornare costantemente alla ribalta sotto mentite spoglie, in forme sempre nuove per identica sostanza.

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(12) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , on 27 febbraio 2010 by Sendivogius

Classifica FEBBRAIO 2010”

 Un tempo considerata il giardino d’Europa, l’Italia ne è diventata l’impresentabile pustola infetta: la fucina inesauribile di scandali e di titaniche ruberie, che rischia di essere risucchiata nel buco nero della sua endemica corruzione. Questa escrescenza cancerosa posta alle estreme propaggini meridionali del continente, che eietta escrementi e truffe colossali a ciclo continuo, senza alcuna vergogna, nell’indifferenza di un popolo che si crogiola nel proprio squallore, si compiace delle sue meschinerie e per questo si reputa incredibilmente furbo. Un paese di ladri e di accattoni, che vive di favori, di prebende, di raccomandazioni. Felice nel suo stato servile. Borioso nella sua viscerale mediocrità. Chiuso nel suo primordiale egoismo familista. Feroce nei confronti dei deboli, ma untuosamente ossequioso verso i potenti. È questo il paese che ha fatto del ladrocinio, dello sperpero clientelare, dell’autodistruzione (dall’abusivismo cronico agli scempi edilizi, fino allo scientifico inquinamento del Po per fini speculativi) la sua vera identità nazionale. Un’Italietta infima ed infame, (sub)amministrata da puttanieri moralisti ed atei devoti, da criminali impuniti e tossici irredenti. Degnamente rappresentata da quei sovrani che il popolo suddito sceglie, di delega in delega: gentucola che nell’infezione sistemica che corrode l’Italia ed il suo tessuto sociale ingrassa e prospera. È naturale che, per il Capo dei Capi e la sua cosca di governo, il problema non risieda nel male, ma nella cura… Infatti, il problema non sono le bande di ladri e i predoni di Stato, che scorrazzano in lungo e largo per la penisola saccheggiandola impunemente.
No, il vero problema sono quei pochi magistrati che osano indagare sulle loro razzie, nonostante le appartenenze di casta…
Per questo, si bloccano i processi con (il)legittimi impedimenti. E poi si stroncano, tagliando i tempi di prescrizione. Si proibiscono le intercettazioni telefoniche, affinché ai ladroni (oltre all’impunità) venga garantita anche la tutela della privacy.
Agli italiani piace ‘fottere’: rubano con facilità, si fanno inculare con piacere… E lo scambiano per savoir vivre!  
 
  Hit Parade del mese:

01.  IL CIECO DEL COMPARE

[11 Feb.]  «Abbiamo tutti provato un brivido di orrore sentendo che alcune persone ridevano pensando di poter lucrare sulle disgrazie degli aquilani. Nessuna di quelle brutte persone, nessuna di quelle imprese ha mai messo piede a L’Aquila. Nessuno di loro ha avuto un euro nella prima fase della ricostruzione e nessuna lo avrà neanche nella seconda fase. E questo è per merito di Guido Bertolaso, e della sua gestione oculata»
  (Gianni Letta, il Gran Ciambellano)

 

02.  Nuova Tangentopoli (I): IL MARIUOLO

[18 Feb.]  «Non c’è nessun ritorno di Tangentopoli (…) Oggi ci sono uno, due o cinque persone che possono essere dei birbantelli o dei birbanti e che approfittano della loro posizione per interesse personale»
  (S.Berlusconi, il Capobanda)

 

03.  Nuova Tangentopoli (II): TANA LIBERA TUTTI! 

[26 Feb.]  «Lunedì 1 marzo in Consiglio dei ministri approveremo il disegno di legge anti-corruzione»
  (S.Berlusconi, l’Incorruttibile)

 

04.  OLOCAUSTO POLITICO

[18 Feb.]  «Chi commette reati non può restare in alcun movimento politico»
  (S.Berlusconi, l’Agnus Dei)

 

05.  OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO

[21 Feb.]  «Non ci sarà nelle nostre liste nessun personaggio compromesso in modo certo»
  (S.Berlusconi, Il Garantista)

 

06.  EVIDENZE

[03 Feb.]  «Per noi è prioritaria l’antimafia dei fatti e delle leggi. Carcere duro più severo, più confische di beni, più arresti: questa la nostra politica. Nessuno può negare l’evidenza dei fatti»
  (M.Gasparri, L’Inflessibile)

 

07.   SONO UN AUTARCHICO

[05 Feb.]  «Da quando alla Fiat ci siamo io e Marchionne, non ho mai ricevuto un euro dallo Stato»
  (Luca Cordero di Montezemolo, the self-save-man)

 

08.  LE IDEE CHIARE

[04 Feb.]  «Per me Marchionne resta un socialdemocratico»
 (Piero Fassino, Il Resuscitato)

 

09.  OVER THE TOP

[04 Ott.]  «L’Italia sta uscendo dalla crisi meglio degli altri Paesi, non dico Spagna, Grecia e Irlanda, ma anche Francia e Germania»
  (S.Berlusconi, Il Visionario)

 

10.  SE DUE ANNI VI SEMBRAN TROPPI…

[26 Feb.]  «Ho avvertito fortemente l’esigenza che il Senato desse al Paese una risposta immediata ai forti dubbi che sono emersi dalle indagini sulla elezione e sulla eleggibilità del senatore. Il Parlamento deve essere reattivo, non può essere fermo davanti a eventi come questo»
   (R.Schifani, Il Tempestivo)

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