Archivio per Consumi

BLACK FRIDAY

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , on 25 novembre 2017 by Sendivogius

Non esiste puttanata, aka amerikanata, che gli italiani si facciano mancare. Sono come i polli da batteria: basta rimpinzarli di mangime all’ingrosso e loro beccheranno qualsiasi cosa, prima di essere spennati e bolliti una volta ingrassati a dovere.
Un tempo si chiamavano “saldi”; ora invece, con una di quelle operazioni di mercato che spacciano per ‘nuovo’ ciò che invece è vecchissimo, si dice black friday (!!).
Il “venerdì nero” rientra nel pastone, per ammansire masse bulimiche di consumatori compulsivi. Ovvero di crearne di nuovi, per emulazione indotta su contagio collettivo, sulla spinta del mega scontone al primo coglione che più compra nell’accumulo di roba.
Il fenomeno è ancora circoscritto e lontano dai fenomeni di isteria collettiva di altre e più desolate lande di citrulli (evidentemente disponiamo di anticorpi ancora solidi). Per questo ce lo ripropongono a tambur battente, da mane a sera, come un mantra (compra! Compra!! Compraaah!!!).
E francamente non se ne può più..!

Chissà cos’altro si inventeranno ancora… Perché la madre degli imbecilli è sempre incinta.  

Homepage

Articolo 45 MAGNUM

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , on 17 novembre 2014 by Sendivogius

Automag 44 by GypsFulvus

Spacciata in pompa magna come la prima “Legge di stabilità” che riduce le tasse, la manovra economica per l’anno 2015 è il frutto congiunto, scaturito dalla spremuta di meningi degli economisti del nuovo corso renziano: un’assortita squadretta di bocconiani e fondomonetaristi, col gravoso compito di trasmutare la fuffa leopoldiana in “articolato” finanziario, passando per l’annuncite di governo. A corto di coperture complete, tra mance elettorali, pezzi spaiati e componenti riciclati, la “legge di stabilità”, come una gioiosa macchina da guerra, rischia di incorrere in una rottamazione precoce, ancor prima della sua messa a collaudo…
Kharkov Ukraine Tank Depot OverhaulCoi suoi 18 miliardi in meno di mancate entrate fiscali, (non) compensate da provvedimenti aleatori ancor prima che incerti, Merkelsfoggia dimensioni imponenti, e che Angelona Merkel ha definito “impressionanti”; magari fatte per stupire nell’immediato, ma incapaci di reggere sul lungo periodo, nell’ansia di una prestazione assai lontana dagli standard sperati.
Enlarge your penisSostanzialmente, senza intaccare minimamente le sacche del privilegio parassitario, l’intera manovra (che poi è una operazione contabile di marketing elettorale) si regge su un assioma basilare: prendi oggi e paghi domani, con gli interessi raddoppiati. Proprio come avviene nelle offerte trappola degli acquisti a credito, che rateizzano il saldo su pagamento posticipato. Non serve essere esperti di macroeconomia monetaria per comprenderne le dinamiche; sarebbe bastato leggere il Costo della vita(1952) di Robert Sheckley!
IncendiarySe poi le cose non dovessero andare per il verso sperato, se le previsioni di crescita non venissero rispettate e la tenuta lasciasse a desiderare, è sempre pronto il Piano X per tamponare l’emergenza e rispettare i sacri “parametri”. Per questo, insieme all’immancabile aumento dell’accisa su carburanti e tabacchi e alcolici (il modo più rapido e controproducente di fare cassa), esiste l’Articolo 45 con le sue “ulteriori misure di copertura” per la legge di stabilità. Si tratta di provvedimenti aggiuntivi spalmati su base triennale e che, se davvero venissero messi in atto, sono in grado di stroncare ogni ripresa economica da qui al 2050!
Letale come una calibro 45 magnum, micidiale con un proiettile ad espansione sparato a bruciapelo contro un corpo inerte, l’Articolo 45 è la ciliegina esplosiva sopra la torta avvelenata degli 80 euro.

gangster_no1

Art. 45
(Ulteriori misure di copertura)

strangled 1. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 50, comma 6, del decreto-legge n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, relativa al Fondo destinato alla concessione di benefici economici a favore dei lavoratori dipendenti è ridotta di 1.930 milioni di euro in termini di saldo netto da finanziare e di fabbisogno e di 2.685 milioni di euro in termini di indebitamento netto per l’anno 2015, di 4.680 milioni di euro per l’anno 2016, di 4.135 milioni di euro per l’anno 2017 e di 1.990 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018.
Nooooooo2. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, relativa al Fondo per la riduzione della pressione fiscale è ridotta di 331,533 milioni di euro per l’anno 2015, 18,533 milioni di euro a decorre dall’anno 2016.
3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 18 e fatti salvi i provvedimenti normativi di cui al comma 4:
a) l’aliquota Iva del 10 per cento è incrementata di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016 e di ulteriori un punto percentuale dal 1° gennaio 2017;
b) l’aliquota Iva del 22 per cento è incrementata di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016, di un ulteriore punto percentuale dal 1° gennaio 2017 e di ulteriore 0,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2018;
c) a decorrere dal 1° gennaio 2018, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’aliquota dell’accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché l’aliquota dell’accisa sul gasolio usato come carburante, di cui all’allegato 1 del Testo Unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative approvato con il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 e successive modificazioni, sono aumentate in misura tale da determinare maggiori entrate nette non inferiori a 700 milioni di euro per l’anno 2018 e ciascuno degli anni successivi; il provvedimento è efficace dalla data di pubblicazione sul sito Internet dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
che palle4. Le misure di cui al comma 3 non sono adottate o sono adottate per importi inferiori a quelli indicati nei medesimi commi ove, siano approvati provvedimenti normativi che assicurino, in tutto o in parte, i predetti importi attraverso il conseguimento di maggiori entrate ovvero di risparmi di spesa mediante interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica.
5. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, è ridotto di 35 milioni di euro per il 2015.
6. All’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, e successive modificazioni e integrazioni le parole “383 milioni di euro a decorrere dal 2013” sono sostituite dalle seguenti: “383 milioni di euro per gli anni 2013 e 2014 e 233 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015”. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 3, lettera f), della legge 24 dicembre 2007, n. 247 è ridotto di 150 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015.
chiavi7. Con effetto dall’anno 2015 è disposto il versamento all’entrata del bilancio dello Stato, da parte dell’Inps, di 20.000.000 euro per l’anno 2015 e di 120.000.000 euro a decorrere dall’anno 2016 a valere sulle risorse derivanti dall’aumento contributivo di cui all’articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n.845, a decorrere dall’anno 2015; tali risorse gravano sulle quote destinate ai fondi interprofessionali per la formazione continua.

knockoutIn soldoni, tradotto dal burocratese in italiano, ciò vuol dire che in caso di mancate coperture per la tenuta del bilancio dello Stato la legge di stabilità prevede tutta una serie di aumenti che andranno a colpire indiscriminatamente i consumi e la capacità di spesa delle famiglie italiane, con una drastica riduzione del loro potere d’acquisto. L’arma prediletta per distruzione di massa dei redditi è l’aumento progressivo dell’IVA, a scaglioni crescenti e con tutto quello che ne consegue.
E se l’imposta sul valore aggiunto può essere aggirata dai cosidetti “soggetti passivi”, venendo scaricata sugli acquirenti finali con un ricarico sui costi dei beni e dei servizi, il consumatore è colui che ne sopporta tutto l’onere, nell’impossibilità di qualunque detrazione. Cosa che tra i vari effetti collaterali costituisce davvero un ottimo incentivo contro l’elusione fiscale.

evasione-fiscaleGli incrementi previsti riguarderanno nell’ordine:
a) L’IVA ordinaria, che passa dall’attuale 22% al 24% a partire dal 01/01/2016, per crescere ulteriormente al 25% per l’anno 2017 e quindi al 25,5% per il 2018, con tutte le inevitabili ricadute (e aumenti) sul costo della vita ed accise su carburanti ed energia.
Si consideri che fino al 2011 l’imposta sul valore aggiunto non superava il 20%.
b) L’IVA ridotta, che passa dall’attuale 10% al 12% sempre a partire dal 01/01/2016, per poi salire fino al 13% nel 2017.

Legge di Stabilità 2015 - Aumento aliquote IVAPer intendere meglio di cosa parliamo e gli effetti che tali incrementi comporteranno in concreto, onde poter garantire le fondamentali “coperture” che attualmente difettano nella manovra finanziaria blindata dal governo del Figliol prodigo, l’attuale Aliquota IVA del 10%, interessata dagli aumenti, si applica al valore della manodopera soprattutto per le prestazioni di montaggio e messa in opera di beni significativi (tipo il montaggio e manutenzione caldaie) o agli operatori della ristorazione (personale di alberghi, bar, ristoranti..). Il suo eventuale aumento comporta un ovvio ritorno, in termini occupazionali e incisione sul costo del lavoro.
Ma l’aliquota del 10% comprende anche i “prodotti fitosanitari” (anti-parassitari) usati in agricoltura e si applica a moltissimi dei principali generi di consumo, alla base di un’alimentazione che non sia a base esclusiva di pane ed acqua.
130120-lgeRiguarda tutti i tipi possibile di carne (che sia fresca, surgelata, refrigerata, congelata, surgelata, essiccata sotto sale, conservata in salamoia, affumicata, in scatolame), inclusi i prodotti ittici, salumi ed insaccati, ma anche lo strutto, le frattaglie ed il lardo, budella e vesciche;
Dolciumi comunque confezionati (prodotti della panetteria fine, della pasticceria e della biscotteria, anche addizionati di cacao in qualsiasi proporzione);
Latticini (yogurt, kephir, latte fresco, latte cagliato, siero di latte, latticello o latte battuto, e altri tipi di latte fermentati o acidificati, crema di latte fresca, conservata, concentrata o non, zuccherata o non);
Piante e verdure (bulbi, tuberi, radici tuberose, zampe e rizomi, allo stato di riposo vegetativo, in vegetazione o fioriti, altre piante e radici vive, comprese le talee e le marze, fiori e boccioli di fiori recisi, per mazzi o per ornamenti, freschi, fogliami, foglie, rami ed altre parti di piante, erbe, muschi e licheni, per mazzi o per ornamenti, freschi);
Uva da vino e frutta di qualsiasi tipo (scorze di agrumi e di meloni, fresche, escluse quelle congelate, presentate immerse nell’acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze atte ad assicurarne temporaneamente la conservazione, oppure secche);
Riso e Frumento e Cereali (orzo destinato alla semina, avena, grano saraceno, miglio, scagliola, sorgo ed altri cereali minori destinati ad usi diversi da quello zootecnico; arine di avena e altri cereali minori; semole e semolini di orzo, avena, e di altri cereali minori; cereali mondati, perlati, in fiocchi; germi di cereali anche sfarinati);
Legumi (farine di legumi da granella secchi; farine e semolini di sago e di radici e tuberi; farina, semolino e fiocchi di patate);
Malto (anche torrefatto), amidi, glutine, spezie, basilico, rosmarino, salvia, cicoria, alghe (!), barbabietole da zucchero (anche tagliate in fettucce, fresche o disseccate);
Salse e condimenti composti (per la preparazione di zuppe, minestre, brodi; zuppe, minestre, brodi, preparati; preparazioni alimentari composte omogeneizzate), ovvero le conserve per condire la pasta.
E, dulcis in fundo, forniture di energia elettrica e gas per uso domestico, ma anche le locazioni di immobili per uso abitativo (quindi aumento degli affitti); nonché manifestazioni culturali e spettacoli teatrali, qualora abbiate ancora voglia di nutrire la mente a differenza di una pancia vuota.
L’elenco completo in tutte le sue voci e dettagli lo trovate QUI.
A conti fatti, tra un decreto legge ed una delega in bianco, questo potrebbe diventare il primo governo breathariano nella storia del Renzipianeta. Al premier che aveva deciso di far “dimagrire i politici” (mentre lui ingrassa a dismisura), per il momento bisogna riconoscere che è riuscito a mettere sotto dieta quaresimale gli italiani. Cosa poi abbia così tanto da ridere, lo sa soltanto lui…

Homepage

La matematica è un’opinione

Posted in Business is Business, Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 giugno 2012 by Sendivogius

 3,5 miliardi di euro. Secondo la Ragioneria dello Stato, a tanto ammonterebbero i mancati introiti dalle entrate tributarie nei primi quattro mesi del 2012, con un differenziale del 2,9%.
Contrordine! Per il Ministero dell’Economia, nel primo quadrimestre di quest’anno il gettito fiscale è aumentato dell’1,3%.
Ovvero, le entrate sono inferiori rispetto a quanto preventivato dal DPEF (documento di programmazione economica e finanziaria), stilato a cura del Governo Monti, ma comunque superiori a quanto incassato dal Fisco nell’anno 2011 epperò minori a quanto previsto per il 2012.
In attesa che Governo e Ragioneria si mettano d’accordo per far quadrare i numeri e arrotondare la cifra da presentare a saldo finale, ci si chiede se i grandi professoroni del direttorio tecnico sappiano almeno tirar di conto..!
In ‘soldoni’ (perché proprio di questo si parla), vuol dire che il recupero dell’evasione fiscale è di gran lunga inferiore al previsto e quindi, al di là delle operazioni di facciata, non si sta davvero incidendo là dove l’evasione è più radicata e sostanziosa.
Vuol dire pure che, se il Governo ha sottostimato il mancato gettito erariale, di converso sta sopravvalutando le sue capacità di spesa, peraltro falcidiata dal patto di stabilità. E questo implica il rischio concreto di una mancata copertura fiscale per i progetti di rilancio della crescita economica e per lo sviluppo. In merito, è difficile capire dove si pensi di andare a pescare il “miliardo” per l’ennesima (e pessima) riforma dell’Istruzione… Il resuscitato Pornonano, con la lungimiranza che gli è consueta, ha proposto di stampare banconote direttamente in casa: “pazze idee” in pieno delirio senile.
Ma, se il Governo non incassa quanto stabilito, ciò vuol dire anche che verranno viste al rialzo le aliquote dell’IMU con un ulteriore aumento della tassa sulla casa, già priva di ogni requisito di progressività. A tal proposito, una suprema Corte più solerte avrebbe dovuto da tempo prendere in considerazione i possibili vizi di costituzionalità della norma che impone il tributo in questione.
E, con ogni probabilità, vuol dire altresì che sarà necessaria la famosa “manovra aggiuntiva”, così pervicacemente negata ma persistentemente evidente da mesi e nei fatti.
D’altra parte, gli innesti tecnici trapiantati al primo governo biodroide della repubblica non sono nemmeno sfiorati dall’idea che una eccessiva pressione fiscale possa comportare una pericolosa flessione del gettito fiscale ed un drammatico calo dei consumi, in conseguenza alla caduta del potere d’acquisto dei salari. A maggior ragione se una tassazione è tanto più iniqua, quanto più si fonda sulle imposte indirette, perché risparmiano le grandi rendite patrimoniali e gravano maggiormente sui lavoratori dipendenti e famiglie, erodendone capacità d’acquisto e livelli di vita.
Si tratta davvero di una cosa difficilissima da prevedere; specialmente dopo l’aumento esponenziale delle accise sui carburanti, in un paese dove le merci viaggiano prevalentemente su gomma ed ogni rincaro della benzina viene ricaricato inevitabilmente sui beni al consumo. Per questo, in una congiuntura fortemente recessiva, per calmierare l’aumento dei prezzi, in risposta alla stagnazione dei salari, al crollo dell’occupazione, ed alla contrazione dei redditi (integrati dal prosciugamento dei risparmi privati), il Governo tecnico sta pensando bene di elevare l’IVA al 23%.
La scusa ufficiale è il terremoto in Emilia. Infatti, per rilanciare l’economia delle zone colpite, il Governo si guarda bene dallo sbloccare i crediti alle aziende e cancellare i tributi agli abitanti, che però si vedranno sospendere le tasse per il momento fino a Settembre. Per consolazione, il prossimo inverno, quegli emiliani che rimarranno senza casa e senza lavoro, ma coi tributi da pagare, si scalderanno il cuore ripensando alle marcette militari del 2 Giugno.
Nella psiche contorta dei super-professori-tecnici, il nuovo aumento dell’IVA (che a sua volta incide sul prezzo della benzina) costituisce un fondamentale contributo per il rilancio dei consumi, che certo non mancherà di mostrare presto i suoi effetti tra gli italiani che stanno rinunciando a tutto, comprese le cure mediche. Coerentemente, avanzano le prime ipotesi di introdurre un’assicurazione integrativa parallelamente allo smantellamento del servizio pubblico. I grandi gruppi assicurativi, le cliniche private, e le fondazioni (esentasse) ringraziano sentitamente.
Con 28 milioni di persone a rischio povertà (parola del ministro-banchiere Corrado Passera), più difficile sarà capire dove gli italiani troveranno i soldi per potersi pagare l’assicurazione medica… 28 milioni di persone che indubbiamente hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità, come ama ripetere l’ineffabile ministra Elsa Fornero, e che per questo vanno castigati senza remore; al massimo con una lacrimuccia!
Almeno moriremo col bilancio in pareggio ed i complimenti della Merkel per il brodetto dei crucchi.
 D’altra parte la professorina indemoniata, che mai avremmo creduto potesse farci rimpiangere un Maurizio Sacconi, sta finalmente portando all’incasso la sua controriforma del lavoro, dove la questione non è come creare più occupazione e più garanzie, ma come estendere i licenziamenti a tutti e renderli più facili, in nome di una percezione opportunamente incoraggiata e molto aleatoria dei ‘mercati’, dietro la quale si nasconde una più concreta rivalsa ideologica del peggiore padronato confindustriale. Ce lo chiede l’Europa… E soprattutto Marchionne! Il grande “innovatore” del quale si attendono ancora i 20 miliardi di investimento promessi, dopo l’estorsione dei contratti capestro con lo straordinario contributo di Cisl e Uil: i sindacati responsabili, al servizio del capitale ed al soldo del padrone.
È ovvio che a preoccupare gli investitori stranieri non sono certo i tempi biblici della nostra giustizia civile coi suoi tempi di prescrizione dimezzati, la corruzione endemica, la presenza di una criminalità organizzata profondamente infiltrata nel mondo imprenditoriale, la mancanza di tutele per le imprese oneste contro i concorrenti che falsificano i bilanci e truffano sulle forniture…
Di conseguenza, grazie al formidabile contributo Monti-Fornero ed alla loro riforma del lavoro fortissimamente voluta, già si registrano file di imprenditori esteri incolonnati ai confini, che scalpitano e sgomitano tra di loro per investire per primi in Italia, tanto che quest’anno la disoccupazione giovanile è arrivata al 36% sfondando al ribasso le peggiori statistiche europee. Evidentemente, anche il decreto ‘Cresci-Italia’ sta funzionando a pieno regime..!
Tra le novità epocali della sedicente “Riforma Fornero” vale la pena di ricordare:
a) L’introduzione di misure contro la pratica illegale delle cosiddette “dimissioni in bianco”, già sanzionate dalla Legge n.188 del 2007, e opportunamente abrogata del Governo Berlusconi l’anno successivo… Ad Emma non piaceva.
b) L’estensione dell’obbligo di reintegro dei lavoratori ingiustamente licenziati anche per le piccole imprese, o la concessione di indennizzi in assenza di reintegro.
I provvedimenti introdotti dalla Fornero sono in realtà già previsti dall’Art.3 della Legge 109 del 1990 ed integrati dal Decreto legislativo n.368 (del 06/09/2001), ai quali si aggiungono le ulteriori modifiche in materia di lavoro a tempo determinato, disciplinate dalla Legge n.247 del 2007 e dal Decreto Legge n.112 del 2008 (l’omnibus tremontiano).
In dettaglio,

 Sul reintegro dei dipendenti per le aziende sotto i 15 dipendenti:

Il licenziamento determinato da ragioni discriminatorie ai sensi dell’art. 4 della Legge 15 luglio 1966, n. 604, e dell’art. 15 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall’art. 13 della Legge 9 dicembre 1977, n. 903, è nullo indipendentemente dalla motivazione addotta e comporta, quale che sia il numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro, le conseguenze previste dall’art. 18 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dalla presente legge”

  [Legge 109/90; Art.3]

 Sugli indennizzi corrisposti ai lavoratori, in assenza di reintegro:

“Con riferimento ai soli giudizi in corso alla data di entrata in vigore della presente disposizione, e fatte salve le sentenze passate in giudicato, in caso di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 4, il datore di lavoro è tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di sei mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni.”

  [D.L. 112/08; Art.4bis]

 Dopo l’imbecille analfabeta che bruciava le leggi a pacchi, o il Governo Monti produce normative senza nemmeno conoscere la giurisprudenza pregressa, oppure c’è un’enorme malafede che confida nell’ignoranza collettiva. E questo vuol dire che la Fornero, ed il resto dei ‘tecnici’ e la grande stampa liberale che fa loro da sponsor, ci prendono compostamente per il culo.
Intanto l’Italia è in recessione, che è già bella che arrivata da almeno 8 mesi! E la cosa sarà lunga… Altro che ripresa nel primo trimestre del 2013!!
Se questi sono gli risultati dei “tecnici” e del loro decreto ‘Salva-Italia’, tanto valeva tenersi i partiti coi loro esecrati “professionisti della politica”… peggio di così non potevano fare.
E, d’altro canto, per noi profani condannati a lenta agonia, morire impalati non è una valida alternativa dall’essere bolliti vivi.

Homepage