Archivio per Claudio Scajola

ATOMIC ITALY

Posted in Business is Business, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , on 17 marzo 2011 by Sendivogius

Il disastro nucleare di Fukushima dovrebbe insegnare agli irriducibili amanti dell’atomo che in caso di incidente atomico, le conseguenze sono incontrollabili e soprattutto irreversibili.
Così, mentre il resto del mondo si interroga sulle conseguenze devastanti della catastrofe nipponica, ponendo una seria ipoteca sull’opzione nucleare, da noi si continua a marce forzate verso una scelta imposta manu militari alla popolazione, come un treno piombato lanciato a tutta velocità verso l’abisso.
Del resto, il ritorno al nucleare in Italia non è una libera scelta, ma un’imposizione fortissimamente voluta da quel Claudio Scajola, il Velociraptor Atomico specializzato in grandi appalti, assolutamente impermeabile alle pressioni delle cricche affaristiche e delle lobbies industriali. Notoriamente, Scajola è uomo di specchiata onestà e attento controllore, capace di farsi regalare interi appartamenti a sua insaputa.
Si parla di Energia, ma è un eufemismo per parlare di Affari (privatissimi): il viatico apocalittico da versare alla voracità amorale di un capitalismo cannibale, in cambio di tanti nuovi “posti di lavoro”: salari da fame, precarietà, disastri ambientali, e scorie nucleari…
Eh sì! Perché gli impianti atomici producono rifiuti tossici radioattivi impossibili da smaltire. Ne sa qualcosa l’Italia ancora indecisa su dove stoccare le scorie residue [QUI] delle sue vecchie centrali nucleari mai entrate in funzione, che però di rifiuti ne hanno prodotti eccome!
Un Paese che non riesce nemmeno a smaltire i propri scarti solidi urbani (la monnezza domestica), va in crisi per l’ordinario filtraggio del percolato, pretende però di eliminare i fusti radioattivi con le scorie nucleari dei futuri impianti, guardandosi bene dallo specificare come.
Tuttavia, “le centrali di III generazione sono sicure” (non lo sono affatto!)
Ce lo dice la bionda Magdalena da Siracusa, l’evanescente ministra all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che scarmigliata e dolente piagnucola con tonalità robotica le vacue rassicurazioni governative, per una futura Italietta nuclearizzata.
Parliamo infatti di centrali nucleari talmente sicure da non essere mai state realizzate prima. Al mondo non esistono impianti già collaudati. La potenza dei futuri reattori è enormemente superiore a quelli già in funzione, ma gli effetti di un possibile incidente sono sconosciuti.
L’Italia sarà la prima a verificarne l’efficienza, e la sicurezza, finora tutta teorica.
Rassicuranti legioni di esperti a contratto si affrettano a spiegarci che le ipotesi di incidente sono rarissime. Ma quando questo avviene per motivi del tutto straordinari, però possibili, gli effetti sono evidenti sotto gli occhi di tutti… Un terreno contaminato non è qualcosa di bonificabile; non si riduce a pochi ettari circoscritti; il danno non rientra nel tempo.. non è qualcosa di sostenibile né una opzione accettabile… Una zona radioattiva si può estendere per centinaia di kmq: è una dead zone, persa per sempre.
D’altra parte, vista la caratura della nostra classe dirigente, l’acume e l’indiscussa competenza dei nostri sobri esponenti di governo, dall’alto del loro prestigio istituzionale, come dubitare sulla garanzia dei controlli e sull’efficienza delle future centrali…

Dinanzi all’irreversibilità della catastrofe epocale in atto a Fukushima, adesso che la scelta nucleare non è più un tema spendibile a livello elettorale, nell’imminenza delle elezioni amministrative in Italia, fioccano i distinguo nella sgangherata maggioranza di governo che, tra un bunga-bunga e la distruzione capillare del sistema giudiziario per l’impunità dell’Unico, aveva fatto dell’atomo un feticcio.
Persino agli sgherri prezzolati di “Libero” e “Il Giornale” (che fino a due giorni fa parlavano di sciacallaggio mediatico) si è seccata la lingua. Infatti sono tornati ad occuparsi della compravendita della casa di Montecarlo, nella presunta disponibilità del fratello della compagna di Fini: tema di scottante attualità e di fondamentale interesse pubblico.
Quella repellente diarrea verde che va sotto il nome di Lega, ci fa sapere che al nucleare è favorevolissima purché non sia nelle “sue” regioni della Padania.
Il sottosegretario alle Attività produttive, Stefano Saglia, si affretta a dire che gli impianti nucleari verranno realizzati solo nelle ‘regioni favorevoli’.
Ne sa qualcosa il governatore della Puglia, che si è visto respingere il ricorso contro la costruzione di centrali nucleari nel territorio pugliese, giacché la contrarietà delle Regioni interessate non è vincolantee la decisione finale spetta al Governo nazionale, a suo insindacabile giudizio. Alla faccia dell’autonomia decisionale regionale.
E comunque non c’è nulla di cui preoccuparsi; del resto noi siamo in Italia, mica in Giappone…

APOCALYPSE NANO
di Alessandra Daniele

Le centrali nucleari italiane saranno sicurissime.
Noi italiani siamo precisi e organizzati, non casinisti come i giapponesi. Come sempre, i nostri appalti saranno limpidi come il cristallo, i nostri cantieri totalmente in regola, le nostre assunzioni basate sul più rigido criterio meritocratico, i nostri controlli rigorosi ed imparziali. Costruiremo centrali tecnicamente all’avanguardia, nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Le scorie saranno smaltite in modo corretto e tempestivo, com’è sempre accaduto per ogni tipo di rifiuto urbano.
E poi l’Italia non è zona sismica.
Quello dell’Aquila è stato un attentato islamico. Quello di Foligno un cedimento strutturale. Quello in Irpinia non è mai esistito, fu solo un complotto dei magistrati per diffamare la classe politica locale. I morti del Friuli furono vittime della feroce repressione comunista statalista, perché chiedevano il Federalismo. Le loro case vennero distrutte per rappresaglia, e per cancellare il Sole delle Alpi dipinto su ogni facciata. Il Belice non è in Italia. E’ nel maghreb, e fu devastato dalle lotte fra le tribù locali.
Nessun reale terremoto, o frana, o inondazione, o bradisismo, sono mai stati registrati in Italia. L’eruzione del Vesuvio che si credeva avesse seppellito Pompei fu in realtà solo frutto dell’immaginazione d’uno scrittore di fantascienza dell’epoca, tale Plinio il Cazzaro, che l’attribuì a un tentativo d’invasione aliena.
A un’attenta ispezione del ministro Bondi le presunte mummie di Pompei si sono rivelate falsi made in China per abbindolare i turisti. Il governo ne ha quindi ordinato la rimozione, insieme a tutte le altre rovine locali. In quel sito sorgerà presto una nuova discarica, assolutamente sicura ed ecologica quanto una centrale nucleare.
Da decenni la propaganda comunista cerca di spaventarci, di farci credere che massicce dosi di radiazioni potrebbero danneggiare la nostra salute, mentre tutti i più recenti e imparziali studi medici dimostrano il contrario. Le radiazioni facilitano la diuresi, e aiutano la naturale regolarità, eliminando il senso di gonfiore. Rinforzano la radice del capello, e con le loro micoparticelle di uranio riparano lo smalto dando sollievo ai denti sensibili.
Purtroppo molti italiani sono ancora vittime della disinformazione comunista, e in particolare della bufala di Chernobyl, organizzata con l’aiuto del regime sovietico, che arrivò a distruggere un’intera città russa al solo scopo di falsare il risultato del referendum italiano sul nucleare, e ottenne anche di danneggiare la nostra economia, bloccando il commercio di verdure a foglia larga.
Non lasciatevi spaventare dai proclami apocalittici dei comunisti antimoderni che vorrebbero costringervi a tornare all’età della pietra, quando per accendere la Tv si dovevano sfregare a lungo due pietre di selce. Le notizie che vengono dal Giappone sono rassicuranti e credibili: inviati da Obama col teletrasporto, Jack Shephard e Desmond Hume stanno tappando le due centrali nucleari danneggiate, e tutta la zona circostante ha già smesso di viaggiare nel tempo.
L’Italia non subirà nessuna conseguenza, le ondate di profughi giapponesi verranno respinte in Libia, e viceversa.
Questa certezza ci tranquillizzi, insieme al pensiero che, nella remotissima ipotesi che un disastro naturale si verifichi nel nostro paese, potremo sempre contare sulla Protezione Civile migliore del mondo.

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Eravamo quattro amici al bar

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«Non state a leggere i titoli dei giornali, stamattina hanno parlato di P3 ma sono quattro pensionati sfigati, che si sarebbero messi insieme per cambiare l’Italia. E se non ci riesco io…»
 (S.Berlusconi – 13/07/2010)

In effetti il Caro Leader è fedele al modello originale a cui si attiene con coerenza.
Perché inventarsi una presunta “P3” dal momento che il programma della floridissima Loggia P2 è stato elevato a prassi organica di governo?
Dopo le dimissioni dell’inconsapevol
e Claudio Scajola dallo ‘Sviluppo economico’, in pochi giorni abbiamo avuto quelle del pluripregiudicato Aldo Brancher, elevato a provvisorio Ministro del Nulla, insieme al sospetto camorrista Nicola Cosentino che rinuncia alla sua carica di ‘Sottosegretario all’Economia’.
Per essere la settimana del
ghe pensi mi, come risultato non c’è male.
Questo stillicidio dimissionario in flagranza di reato è la metafora inquietante di una Cleptocrazia che, in piena crisi economica, non ha alcun piano strategico di intervento, al di fuori del ladrocinio applicato.

Tornando ai “quattro pensionati sfigati”, questi sono in realtà amici di vecchia data di Re Silvio da Arcore…
C’è l’intramontabile
Flavio Carboni, con i suoi 78 anni vissuti pericolosamente nella presunzione di impunità; l’onnipresente Marcello Dell’Utri, sedicente bibliofilo con la passione per il duce e la mafia, che frequenta disinvoltamente guappi e picciotti; il dinamico Denis Verdini, coordinatore PdL e banchiere intrallazzone, assurto agli onori delle cronache giudiziarie come la variante casereccia di Winston Wolf nella Pulp Fiction delle Libertà.
Ma tra i giocatori di questo strano ‘scopone scientifico’ ci sono anche due vecchi arnesi in disarmo della politica pentapartita
Arcangelo Martino, ex assessore socialista del Comune di Napoli, sodale craxiano che avrebbe presentato (non si sa a che titolo) il messo comunale Elio Letizia, padre della più famosa Noemi, all’onnipotente “Cesare” al governo.
Pasquale Lombardi, geometra e sedicente giudice tributarista (in virtù della sua partecipazione a varie commissioni tributarie) col pallino degli affari.
Sono gli
“Sviluppatori” del nuovo millennio: parola di fresco conio per un mestiere antico che, nell’Italia che ruba, non conosce declino. Lo sviluppatore si preoccupa di procacciarsi le concessioni, acquisire terreni, convincere le amministrazioni comunali, gestire le compravendite, meglio se con un capitale sociale minimo, attraverso una rete di società a responsabilità limitata, e poi cedere tutta la gestione alle grandi compagnia.  Un tempo si chiamavano “faccendieri”

L’OSCURO FACCENDIERE
 Flavio CARBONI (Sassari, 14/01/1932) è uno specialista unico nel suo genere. Invischiato nelle trame più torbide dei misteri italiani, è un procacciatore d’affari che si muove a suo agio nel sottobosco della politica e nelle pieghe oscure delle finanza italiana (e vaticana), frequentando disinvoltamente monsignori e massoni, imprenditori e mafiosi. Per tutti è “il Faccendiere” esperto in mediazioni.
Condensare in una sintesi di poche righe le gesta di Flavio Carboni non è un’impresa ardua, ma cosa semplicemente impossibile. Perciò proveremo a dare una semplice idea d’insieme delle molte attività poste in essere in un trentennio di attività.

Tra le sue molte intermediazioni d’affari poco ortodosse, il “faccendiere” è entrato in relazione con personaggi di primo piano della famigerata Banda della Magliana (Domenico Balducci, il cravattaro della bandaccia), con mai chiarite implicazioni nel sequestro di Emanuela Orlandi (QUI); con i servizi segreti militari (SISMI) tramite Francesco Pazienza; con Licio Gelli e la Loggia P2; con la Mafia siciliana… In particolare, è stato in contatto con Giuseppe ‘Pippo’ Calò conosciuto come il Cassiere dei Corleonesi, per conto dei quali riciclava il denaro sporco e reinvestiva i proventi criminali in ambiziose operazioni finanziarie. Viene implicato nel gigantesco crack del Banco Ambrosiano ed invischiato nell’omicidio di Roberto Calvi, il Banchiere di Dio del quale potete leggere un’agevole biografia QUI dove è riportata in breve tutta la catena.
Tutti saldamente uniti nella fratellanza massonica di osservanza piduista.

«Calvi trasferisce somme stratosferiche su conti segreti intestati a Licio Gelli, Pippo Calò, Francesco Pazienza, Flavio Carboni, Umberto Ortolani, e opera scalate azionarie fino al tentativo di acquistare il “Corriere della Sera” nel 1976. gli è vicino un piccolo imprenditore sardo, che è in grado di fungere da ponte tra Roberto Calvi ed il mondo politico italiano.
[…]
Il 19/10/89 a Roma viene arrestato Flavio Carboni con l’accusa di truffa e ricettazione della borsa che Roberto Calvi aveva con sé quando espatriò clandestinamente a Londra, dove è morto. E nell’impeachment è implicato il vescovo cecoslovacco Pavel Hnilica che avrebbe ricevuto da Carboni documenti relativi allo IOR in cambio di alcuni assegni in bianco.»

 La Santa Casta della Chiesa
Claudio Rendina
Newton Compton; 2009.

E pur tuttavia, Carboni riesce ad uscire sempre indenne dalle inchieste che lo coinvolgono, ritornando immediatamente in gioco per sempre nuovi affari.
Questo “sfigato pensionato” è altresì una vecchia conoscenza di Silvio Berlusconi col quale ha condiviso più di una operazione di speculazione immobiliare in Sardegna, nell’ambito del cosiddetto progetto
Olbia 2 – Costa Turchese.
In proposito, alcune informazioni interessanti le trovate
QUI.
  P.S. Ripensando ad Olbia 2… questa storia delle città fotocopia (new towns), numerate in progressione, devono essere una vera fissazione del Cavaliere.

Il SODALICIUM
 Il 30/06/2010 il GIP del Tribunale ordinario di Roma, Giovanni De Donato, emette una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre dei comprimari già citati in apertura. Sono per l’appunto Flavio Carboni, Pasquale Lombardi, e Arcangelo Martino.

«Perché in concorso con terze persone costituivano, organizzavano, e dirigevano un’associazione per delinquere, diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti, ivi compresi quelli di corruzione, abuso d’ufficio, diffamazione e violenza privata, caratterizzata dalla segretezza degli scopi, delle attività e della composizione del sodalizio, volta altresì a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, nonché di apparati della pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali»

(Ordinanza di Custodia Cautelare)

Secondo gli inquirenti, la triade si ripartisce le competenze in base alle proprie specialità di intervento: A.Martino e F.Carboni gestiscono i rapporti col mondo dei politici e dell’imprenditoria; P.Lombardi cura i rapporti con gli ambienti di una certa magistratura oltremodo politicizzata, che non suscita alcuno scandalo a destra e piace più che mai agli intraprendenti cortigiani dell’Imperatore.
 I rapporti con la magistratura sono fondamentali, poiché grazie all’interessamento di giudici compiacenti non solo è possibile disinnescare la minaccia di eventuali controlli, stornando l’azione giudiziaria altrove, ma anche indirizzare gli interventi verso esiti pilotati a vantaggio esclusivo di determinati personaggi e gruppi politici.
Per la bisogna, il ‘Sodalizio’ sviluppa “una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura e della politica da sfruttare per i propri i fini segreti […] coinvolgendo con funzioni diverse anche personalità estranee al sodalizio”, ma utili al perseguimento degli obiettivi in cambio di un congruo corrispettivo in termini di vantaggi, di carriera, e di redditizie consulenze private.
Fra gli strumenti utilizzati per stabilire i contatti e le cooptazioni, vi è un’associazione denominata
Centro studi giuridici per l’integrazione europea “Diritti e Libertà”. Si tratta di un’invenzione di Lombardi (segretario) e Martino (responsabile).

«Tale struttura svolge in apparenza attività culturali nel settore giuridico, tramite l’organizzazione di convegni, spesso in località di prestigio, di elevato livello per temi trattati e qualità dei relatori e dei partecipanti. Tale attività risulta però strumentale rispetto alle finalità di costruire e consolidare rapporti confidenziali con personalità politiche»

Anche perché, stando a quanto ipotizzato dagli investigatori, il centro studi sarebbe cogestito in maniera occulta dallo stesso Carboni.

«Nel corso dei mesi di settembre e ottobre 2009, CARBONI, MARTINO e LOMBARDI hanno concordato e tentato l’avvicinamento di giudici della Corte Costituzionale, allo scopo di influire sull’esito giudiziario relativo alla Legge n.124/2008 (c.d. lodo Alfano), che aveva introdotto la sospensione del processo penale per le alte cariche dello Stato. L’operazione, per quanto emerso, è stata compiuta essenzialmente da Lombardi, previo accordo e contatto costante con gli altri due, e si intreccia con il tentativo dei tre di ottenere la candidatura dell’on. Nicola COSENTINO alla carica di presidente della Regione Campania.
[…] Dopo l’adozione di un’ordinanza cautelare nei confronti di quest’ultimo, hanno cercato di favorire un rapido accogliemento del ricorso proposto contro tale misura, grazie al rapporto esistente tra Lombardi ed il presidente della Corte di Cassazione, nel tentativo di recuperare la candidatura di Cosentino. Dopo il rigetto del ricorso e dove che i vertici del partito avevano individuato come proprio candidato Stefano CALDORO, il gruppo ha iniziato una intensa attività diretta a screditare il nuovo candidato e così ad escluderlo dalla competizione elettorale, tentando di diffondere, all’interno del partito e a mezzo internet, notizie diffamatorie sul suo conto.»

La rete è così capillare che Giancarlo Capaldo, procuratore aggiunto di Roma, contesta loro il reato associativo con la costituzione di una nuova P2.
Ma andiamo per ordine…

GIOCO DI SQUADRA
 Il ‘Sodalizio dei Pensionati’ gioca principalmente su tre direttive:
1) “Attività di inferenza” nei confronti della magistratura, con lo scopo di coinvolgere componenti del TAR, della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale, fino al Consiglio Superiore della Magistratura, nelle attività del gruppo.
2) La mancata candidatura di Nicola Cosentino alla presidenza della Regione Campania e la campagna di diffamazione aggravata ai danni di Stefano Caldoro, rivale interno allo stesso PdL.
3) L’accaparramento di appalti in esclusiva, per lo sviluppo di impianti eolici in Sardegna.

In una informativa del 18/06/2010, i Carabinieri del ROS di Roma, che si occupano della conduzione pratica delle indagini, annotano:

«Il modus operandi e le attività degli indagati rivela una vera propria struttura riservata, costituita e partecipata, da Flavio Carboni, da Arcangelo Martino e da Pasquale Lombardi.
L’organizzazione svolgeva in maniera sistematica e pianificata un’intensa, riservata ed indebita attività di interferenza sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionale di amministrazioni pubbliche, allo scopo di ottenere vantaggi economici o di altro tipo. Un gruppo che si giova dell’appoggio di due referenti politici, i parlamentari Dell’Utri e Denis Verdini. Altri personaggi vicini al gruppo che prendono parte alle riunioni, nel corso delle quali vengono impostate le principali operazioni e che paiono fornire il proprio contributo alle attività d’interferenza, sono individuati nei giudici Arcibaldo Miller, Antonio Martone ed il sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo (…) per pianificare l’avvicinamento di alcuni Giudici Costituzionali»

Alcune riunioni avvengono a Palazzo Pecci Blunt, in Piazza dell’Ara Coeli, dove si trova l’appartamento romano di Denis Verdini, il coordinatore nazionale del PdL già indagato per i suoi rapporti con la cricca Anemone-Balducci e gli appalti gestiti dalla Protezione Civile di Bertolaso-Letta.
In particolare, la sera del 23 settembre 2009 in casa Verdini si incontrano, oltre alla triade Carboni-Martino-Lombardi, il senatore
Marcello Dell’Utri, il sottosegretario alla Giustizia (e magistrato) Giacomo Caliendo, i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller, per discutere l’approvazione del Lodo Alfano e cercare di pianificare una strategia di intervento per orientare, in qualche modo, i giudici costituzionali verso il nullaosta della legge ad personam.

1) Magistratura Amica
Antonio Martone, fino alle recenti dimissioni, è stato avvocato generale in Cassazione ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati.
Arcibaldo Miller è invece il capo degli ispettori ministeriali, che così tante volte hanno fatto visita alla Procura di Milano, per supervisionare gli atti riservati inerenti le inchieste su corruzione e politica (ad esempio, le carte del processo a Cesare Previti).
In particolar modo, Martone è preoccupato su cosa farà da vecchio e chiede a Carboni nuovi incarichi per il dopo-pensione.

La Corte Costituzionale
L’approvazione del Lodo Alfano, col suo giudizio di costituzionalità, sta particolarmente a cuore al sodalizio che si attiva per cercare di avvicinare i giudici, influenzarne il giudizio ed acquisire benemerenze politiche.
Il più attivo di tutti è Pasquale Lombardi che non lesina telefonate, nonostante le raccomandazioni alla prudenza dei suoi sodali:

«Digli di non telefonare ehhh… Lasciasse perdere tutto; si deve fermare, non chiamare, fermare! O sinnò gli togliamo i telefoni. Lui deve andare, non telefonare. Andare è diverso che telefonare»

 A.Martino che parla con un collaboratore, riferendosi a Lombardi.
(Intercettazione del 25/09/2009)

P.Lombardi però non desiste e contatta (26/09/09) lo stupito Renzo Lusetti, parlamentare PD, per sapere se ha “qualche amico nella Corte Costituzionale”.
Il 30 settembre è la volta dell’imbarazzatissimo Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, che non riesce a sgrullarselo di dosso.
L’insistenza di Lombardi è infatti motivata da una certezza:

«Dobbiamo essere duri, loro ci devono rispettare sotto ogni aspetto perché come ci muoviamo noi forse manco loro si possono muove dato il nostro potere… non nostro, il potere dei nostri amici che è quello che è»
 (01/10/2009)

Salvo constatare l’amara verità soltanto pochi giorni dopo, nonostante le promesse millantate agli “amici”:

«Eh che figura di merda… noi non cumandamm’ manc’ o cazz..! Non cumandamm niente cò ‘sti qua… co ‘sti quindici rincoglioniti [i giudici costituzionali n.d.r.]»
(07/10/2009)

In altri ambiti, le cose sembrano però andare meglio…

Consiglio Superiore della Magistratura
Anche in questo caso, a muoversi è soprattutto Pasquale Lombardi:

«A partire dal mese di ottobre 2009 sono state monitorate ripetute attività, poste in essere da Lombardi, dirette a pilotare, tramite pressioni esercitate su componenti del CSM, la nomina ad alcune cariche direttive di magistrati graditi al sodalizio, fra i quali Alfonso MARRA, aspirante alla carica di Presidente della Corte di Appello di Milano. Tali iniziative, delle quali Lombardi tiene informato Martino, sono dirette al fine di far acquisire all’associazione rapporti privilegiati con alcuni dirigenti di Uffici giudiziari e al tempo stesso acquisire meriti presso questi ultimi, in virtù dell’intervento operato»

 (Dall’Ordinanza di Custodia cautelare)

E sempre Lombardi dimostra una grande confidenza con certi ambienti giudiziari, prendendo contatti con Celestina Tinelli, componente del CSM, con la quale discute la nomina dei responsabili per le procure di Isernia, di Avellino, e di Nocera Inferiore, e soprattutto della Corte di Appello di Milano.
Dalle intercettazioni, Lombardi sembra essere in grande intimità col magistrato che si rivolge a lui, chiamandolo “Pasqualino” (cliccare sull’immagine per ingrandire il testo):

Per inciso, il ‘Carbone’ (cerchiato in rosso) di cui si parla è Vincenzo Carbone, primo presidente della Corte di Cassazione.
La questione del contendere è la nomina di un altro protetto del sodalizio, il campano Alfonso Marra (Fofò per gli amici), alla presidenza della Corte di Appello milanese, in contrapposizione al concorrente Renato Rodorf. Quest’ultimo è appoggiato da Giuseppe Berruti (fratello del più noto Massimo Maria) e l’avellinese Nicola Mancino, che però cambierà idea…
In questa specie di faida borbonica, consumata alla periferia del PdL, viene contattato pure l’ex magistrato Giacomo Caliendo, attuale sottosegretario alla Giustizia, “Giacomino” per il sodalizio.
Soprattutto è una squallida lotta tra le correnti interne alla magistratura, con scambio reciproco di favori e promozioni.
Naturalmente, Alfonso Marra diventa presidente della Corte di Appello a Milano.

TAR e Corte di Appello di Milano
Fresco di nomina, A.Marra si attiva subito in favore dei suoi patroni.
Il 01/03/2010 Martino e Lombardi contattano il magistrato per informarlo del rischio di esclusione della Lista Formigoni dalle prossime elezioni regionali, sollecitandone l’intervento.
Al contempo, il 05/03/2010, Arcangelo Martino contatta il magistrato
Arcibaldo Miller, capo dell’ispettorato presso il Ministero della Giustizia, con il quale concorda un incontro e…

«Chiede informazioni circa la possibilità ed il modo di provocare un’ispezione nei confronti dei magistrati componenti la Commissione elettorale»

Tuttavia, nonostante le insistenze e le pressioni, l’ispezione non verrà mai disposta.

 Ad essere sinceri, parlando da profani della materia, nel leggere le carte è difficile ravvisare fattispecie di reato, di gravità tale da reggere a tre gradi di giudizio, ad eccezione delle inevitabili dimissioni dei magistrati coinvolti. A parte le ingerenze indebite e la pressante azione lobbistica ai margini estremi della legalità, non fanno seguito azioni concrete, né è sempre evidente nelle conseguenze pratiche quel potere di condizionamento e di determinazione vincolante. D’altra parte, lo stesso Carboni è stato prosciolto da accuse ben più gravi in inchieste molto più delicate…
In poche parole, ‘sta roba probabilmente in un tribunale non regge. Questa almeno è l’impressione personale che se ne ricava e che, naturalmente, lascia il tempo che trova.
Più interessanti sono invece gli altri due filoni d’indagine…

2) La candidatura alla presidenza della Regione Campania
 Altro tema di discussione durante le riunioni romane con Denis Verdini, è la scelta del candidato governatore per la Regione Campania. La vittoria PdL è data per certa nell’ex satrapia di Antonio Bassolino (PD) dopo la sua dissennata gestione, quindi si tratta di una candidatura piuttosto ambita.
Il candidato ideale è
Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia ed alle Finanze (dimissionario), nonché coordinatore PdL in Campania.
Cosentino è fortemente indiziato (insieme a Mario Landolfi) di essere organico al clan camorristico dei Casalesi, dai quali avrebbe ricevuto voti e finanziamenti elettorali nell’ambito dello smaltimento illegale di rifiuti tossici. Tant’è che nel Novembre 2009 la Giunta per le autorizzazioni a procedere per la Camera dei deputati respinge l’ordine di arresto emesso dal Tribunale di Napoli, facendo leva sull’immunità parlamentate dell’onorevole Cosentino, che dopo molte pressioni interne al partito si vede costretto a rinunciare alla sua candidatura campana.

Al contempo, si attiva anche il “sodalizio” che si muove alle spalle del sottosegretario e pone subito le basi per un serie di iniziative, potendo contare sul sostegno di Marcello Dell’Utri e Denis Verdini.

«Con lo scopo di contrastare le scelte a loro sgradite, operate dai responsabili politici, tenterà di sostenere nuovamente la candidatura di Cosentino, auspicando interventi presso la Corte di Cassazione la rapida fissazione e l’accoglimento del ricorso contro la misura cautelare, cercando d’altro lato di screditare la figura del candidato prescelto, Stefano Caldoro, con una mirata campagna diffamatoria»

Il principale referente in Cassazione è naturalmente il presidente Vincenzo Carbone, che si prodiga in ogni modo. Al contempo, si lavora ai fianchi il rivale Caldoro, con la costruzione di dossier falsi con l’aiuto di Ernesto Sica, che travolto dall’evidenza dei fatti sarà poi costretto a dimettersi da assessore della giunta Caldoro.

MARTINO: Abbiamo messo in piedi una cosa strepitosa, mi segui?
SICA: Tu pensi che una valanga mediatica sia opportuna? Ci vorrebbe un regista bravissimo…

Ai primi di Febbraio, gli aiuto-regista addetti al confezionamento del ‘pacco’ mediatico  comunicano a Cosentino che il rapporto su Caldoro è pronto:

«Dici a Nicola che dovrebbe uscire il rapporto su Caldoro con i trans, forse del problema ha parlato anche un pentito, che fine abbiamo fatto. Siamo finiti in un mondo di froci»

Caldoro diventa ufficialmente “l’innamorato dei ricchioncelli”. Tanto per completare il cappotto, vengono messe in giro on line voci su un presunto coinvolgimento di Caldoro con la camorra, al fine di costringere il partito a ritirare la sua candidatura onde evitare il pubblico scandalo.
Naturalmente, Nicola Cosentino segue tutte le mosse e commenta soddisfatto:

«Il fatto dei frocetti rimarrà nella storia»

Ma noi siamo certi che la Storia riserverà un posto anche per l’onorevole Cosentino… forse anche due: schedario criminale o gogna degli infami?

3) Impianti eolici in Sardegna
 Sicuramente, questo costituisce l’aspetto più ghiotto e più gravido di implicazioni penali nell’intera vicenda.
Il business delle energie alternative con l’installazione di pale eoliche sembra infatti costituire l’ultima frontiera della penetrazione mafiosa nel mondo dell’economia (apparentemente) legale, col reinvestimento dei capitali illeciti. Per non concludere, possiamo dire che nell’ambito del “sodalizio” l’interesse per il settore rientra nelle competenze di Flavio Carboni, come specificato nell’ordinanza di custodia cautelare:

«A partire dal mese di luglio 2009, Carboni ha posto in essere iniziative volte a realizzare in Sardegna impianti di produzione di energia eolica. A tale scopo dapprima ha ottenuto, grazie all’interessamento di esponenti politici ed istituzionali, la nomina di persona a lui gradita (tale FABRIS Ignazio) alla carica di direttore generale dell’ARPAS (l’organismo regionale competente nel settore della tutela ambiente e territorio). In seguito ha intrattenuto rapporti con Farris e con altri rappresentati istituzionali, allo scopo di ottenere l’approvazione di un regolamento regionale favorevole ai propri progetti»

Come specificato nella mission della stessa agenzia, l’Arpas è (o dovrebbe essere):

“un’agenzia regionale che opera per la promozione dello sviluppo sostenibile e per la tutela e miglioramento della qualità degli ecosistemi naturali e antropizzati. L’Agenzia è l’organo tecnico che supporta le autorità competenti in materia di programmazione, autorizzazione e sanzioni in campo ambientale, a tutti i livelli di governo del territorio: la competenza tecnico-scientifica è la sua componente distintiva e qualificante.
L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna esercita in particolare funzioni di:
– controllo delle fonti di pressioni ambientali determinate dalle attività umane che, prelevando risorse ed interagendo con l’ambiente circostante, producono degli impatti sull’ambiente (scarichi, emissioni, rifiuti, sfruttamento del suolo, radiazioni, ecc.);
– monitoraggio dello stato dell’ambiente determinato dal livello di qualità delle diverse matrici (acqua, aria, suolo, ecc.);
– supporto tecnico alla pubblica amministrazione nel definire le risposte messe in atto per fronteggiare le pressioni e migliorare così lo stato dell’ambiente”

Immaginate cosa potrebbe accadere se le competenze di tali enti venissero stravolte e piegate agli interessi particolari di speculatori senza scrupoli; se fossero occupate e trasformate in cavalli di Troia per il profitto illimitato e per l’avidità di gruppi privati, contigui alla grande criminalità organizzata…
Ne riparleremo presto..!

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Camera con vista

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 Maggio 2010 by Sendivogius

L’ex-ministro Claudio Scajola non è uomo che possa accettare dei rifiuti.
Quello che vuole, lui ottiene. Ciò che pretende, si esegue. E senza badare a spese, specialmente quando i conti vengono addebitati ad altri…
D’altronde, lo Scajola Raptor è così impegnato a sviluppare Affari, più o meno pubblici, da non accorgersi che all’acquisto ed alla ristrutturazione del suo mega-appartamento romano (pagato un terzo del valore reale) ha generosamente partecipato la famiglia Anemone. E sia mai che Scajola possa essere minimamente sfiorato dal sospetto di abitare una casa non pagata da lui
Di certo, non si è accorto che il prezzo dell’immobile era decisamente troppo vantaggioso, anche per un volpone come lui.

Certamente, gli deve essere sembrato del tutto normale liquidare la somma con una mazzetta da 80 assegni circolari, per un totale di 900.000 euro.
Del resto, come sa chiunque abbia mai stipulato un contratto di compravendita da un notaio, Scajola i rogiti li legge e li firma in “5 minuti”. Ecco perché poi si sbaglia e si confonde sulla cifra effettivamente sborsata. La fretta è sempre una cattiva consigliera!
Lo sa bene il ministro, che non si è assolutamente accorto dei ripetuti passaggi di denaro. Che Scajola fosse in stato di trance?!?
Figuriamoci se poteva notare l’architetto di fiducia degli Anemone, l’invisibile
Angelo Zampolini, che pure portava materialmente il generoso contributo.
D’altra parte gli Anemone sono notoriamente dei filantropi ai quali piace regalare appartamenti e ristrutturare immobili. E siccome piove sempre sul bagnato, i beneficiati sono sempre ministri
(Scajola… il leghista Lunardi..) e provveditori ai Lavori Pubblici, come Angelo Balducci, e generali della Guardia di Finanza, come Francesco Pittorru. A quest’ultimo, gli Anemone hanno assunto anche la figlia, come già fatto per il pargolo di  Balducci, trovando un bell’impiego nel megacentro sportivo di famiglia… Parliamo del famoso Salaria Sport Village, frequentato anche dall’onnipotente Guido Bertolaso. Ma solo per ‘massaggi privati’.  Ancor meno problemi si pone la procura romana, che nel comportamento del ligure ministro evidentemente non trova alcunché da eccepire, giacché è normale per un pubblico funzionario effettuare compravendite immobiliari parzialmente “in nero”, evadendo le imposte, con denari di dubbia  provenienza, attraverso operazioni di sospetto reciclaggio… Preso da tanto stupore, il ministro ha dato le dimissioni. Tuttavia, siccome non c’è due senza tre, c’è da credere che il due volte dimissionario ministro rientrerà presto nel governo dalla finestra, per un terzo incarico.
Per chi volesse fare un piccolo ripasso, consigliamo di cliccare i link sulla barra laterale, alla voce: Protettorato Incivile: (1)(2)(3).   

VOLLI, SEMPRE VOLLI, FORTISSIMAMENTE VOLLI!
 Ai beylerbey del libero Sultanato di Berlusconistan piace viaggiare con gli aerei di Stato, ma il sofisticato Scajola è stato forse il primo ad istituire un volo di linea ad personam, per raggiungere Roma direttamente dal suo feudo nel Ponente ligure, imponendo (è il 17/05/2010) ad una esangue Alitalia sull’orlo del fallimento la mitica tratta Albenga – Roma-Fiumicino, per una media di 10 passeggeri a viaggio. Al pretenzioso ministro doveva risultare assai fastidioso doversi spostare dalla sua Imperia fino alla rossa Genova, per poter decollare alla volta della Capitale.
A Scajola piace il nucleare. Agli italiani molto meno. Interpellati in merito tramite referendum,  l’80,6% dei votanti stabilì:
l’abolizione dell’intervento statale nel caso in cui un Comune non avesse concesso un sito per l’apertura di una centrale nucleare nel suo territorio.
Era l’8 Novembre del 1987.
Tuttavia, nel Paese del “popolo sovrano” (e delle libertà) pochissimi decidono per tutti. E la pratica referendaria, in quanto momento partecipato di democrazia diretta, non va proprio bene. Da quando la P-2 è al governo, ai referenda è stata imposta una data di scadenza, ad insindacabile capriccio dei padroni di turno. Pertanto, Scajola ha deciso: il nucleare si fa! A discrezione governativa; senza interpellare nessuno. A chi obietta, con virile cipiglio l’(ex)ministro risponde da manuale:
ME NE FREGO!
È questa una prassi consolidata di governo, nell’arroganza tipica del potere e dei ras che bivaccano nella casa del Re, liberi di fottere nell’impunità di casta.
Qualcosa che i veri romani conoscono fin troppo bene…. Tant’è che ci sembra appropriato concludere con un famosissimo sonetto del Belli, in romanesco, così valoriziamo i dialetti e facciamo contenta pure la Lega padana (la traduzione alla fine):

  Li soprani der Monno vecchio

C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
«Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo».

Co st’ditto annò er Boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e arisposeno tutti: «È vvero, è vvero».

 Giuseppe Gioacchino Belli
 Sonetto 362;
 (21/01/1832)

*****

I Sovrani del Mondo Antico
C’era una volta un Re che dal palazzo promulgò questo editto per i popoli:
“Io sono io e voi noi siete un cazzo, signori vassalli bugiardoni, e zitti!
Io rendo diritto lo storto e storto ciò che è dritto.
posso vendervi tutti un tanto al mazzo.
Io se vi faccio impiccare non vi farei niente di male, perché la vostra vita ed i vostri averi io ve li concedo in affitto.
Chi abita in questo mondo senza il titolo di Re, o di Papa, o di Imperatore, non potrà mai avere alcuna voce in capitolo”.
Con questo editto andò il boia per corriere,
Interrogando tutti sull’argomento;
e tutti risposero: “è vero! è vero!”

*****

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(14) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 30 aprile 2010 by Sendivogius

Classifica APRILE 2010”

Per gli appassionati dello spaghetti-pulp-trash, continuano le gesta dei nostri Incredibili di governo (e non solo) prolifici più del solito, in pieno stato di grazia ed ispirati come non mai….  Su tutti, über alles, si eleva ormai nella sua statura semi-divina verso le più alte sfere celesti, il Dio-Re Silvio omaggiato da profusioni di fedeltà e atti di sottomissione al sovrano assoluto.
C’è poi lo Scajola che, come fulgido esempio di lotta anti-evasione, pare che vada acquistando appartamenti in nero per la figliola, con i soldi delle mazzette generosamente erogate dalla cricca Anemone-Balducci.
Soprattutto, in odore di santità, ritorna in tutto il suo turgido vigore l’Unto del Signore, dispensando manganellate ed olio di ricino, naturalmente con “Amore”, ai blasfemi che hanno portato l’eresia nella sua Chiesa delle Libertà littorie, osando contestare l’autocrazia del Kim-Il-Sung di Arcore.
Esperti in materia, dalle parti del PdL è scattata l’intimidazione mafiosa, con ritorsioni trasversali contro le suocere e le mogli dei pentiti del clan… Il Fini nazionale con Bocchino incluso ci hanno messo ben tre lustri per capire chi sia davvero il signor B. e comprendere quanto sia insaziabile la sua sete di potere, aggravata da una psiche distorta. Ai due erano necessari i gavettoni al piscio di un Feltri, per capire ciò che per ogni sincero democratico di buonsenso è evidente da almeno 20 anni. Ad un reazionario convinto, nazista della prima ora, come il generale Eric von Ludendorff, era bastato molto meno per capire l’intrinseca pericolosità di un Adolf Hitler e prenderne prontamente le distanze. Già nel 1933, rimbrottando il vecchio presidente della Repubblica, che aveva dato il mandato di governo all’esaltato di turno, Ludendorff profetizzava in merito: 

Avete consegnato la nostra sacra madre terra Germania ad uno dei più grandi demagoghi di tutti i tempi. Profetizzo solennemente che quest’uomo dannato scaglierà il nostro Reich negli abissi e porterà un’inconcepibile miseria nella nostra nazione. Le generazioni future vi malediranno nella tomba per la vostra azione.”

A Fini invece non sono stati sufficienti 10 anni di leggi-vergogna, abusi di potere, scandali, e porcate abbondantemente associate, tutte condivise e sottoscritte senza che mai affiorasse il minimo imbarazzo in questo povero delfino spiaggiato.

  Hit Parade del mese:

01. NON SPARATE SULLA SUOCERA

[28 Aprile] «La critica politica, anche più severa, non può trascendere in aggressioni ai familiari e su vicende che nulla hanno a che fare con la politica. Tali metodi, che assai spesso ho dovuto subire personalmente, non vorrei mai vederli applicati, specie su giornali schierati con la nostra parte politica»
 (Silvio Berlusconi, il Solidale)

 

02. IL BUON AUSPICIO

[28 Aprile] «Chiunque lo conosca anche minimamente sa perfettamente che giammai Silvio Berlusconi utilizzerebbe metodi consimili che assai spesso ha dovuto soffrire ingiustamente su se stesso e che sempre ha stigmatizzato. E’ davvero auspicabile che questa campagna mediatica condotta con accenti decisamente eccessivi da “Il Giornale” nei confronti del presidente Fini, cessi definitivamente»
  (Niccolò Ghedini, il Garante)

 

03. STESSA FACCIA, STESSA RAZZA

[22 Aprile] «Nel PdL non ci sono uomini liberi da una parte e servi dall’altra. Non esiste questa distinzione»
  (Sandro Bondi, il Maggiordomo)

 

04. REGALI IN NERO

[29 Aprile] «Non mi lascio intimidire. Nella vita possono capitare cose incomprensibili. E questa è addirittura sconvolgente. Colpisce con una violenza senza precedenti il mio privato e la mia famiglia. Registro un attacco infondato e senza spiegazione, per una vicenda nella quale non sono indagato, a danno di chi lavora tutti i giorni per difendere, nel suo ruolo, le ragioni e gli interessi del nostro Paese»
  (Claudio Scajola, Riciclatore di Governo)

 

05. LA BEATIFICAZIONE

[25 Aprile] «Non sono stato protagonista di burrasche: io non ho mai litigato, anche perchè per litigare bisogna essere in due e l’ho detto anche a chi ha cercato di farlo (…) Sono sempre stato sereno, non ho ho mai dato risposte piccate in tanti mesi e continuo ad essere sereno, convinto di quello che sto facendo. Quando vado a letto alla sera, mi guardo allo specchio e dico: se stasera l’Angelo della morte arriva mi prende con la coscienza pulita»
  (Silvio Berlusconi, l’Immacolato)

 

06. PRETI PEDOFILI (I): Sopire.. Troncare..

[2 Aprile] «Non parlo degli abusi sui bambini perché se ne parla già molto sui media»
  (Raniero Cantalamessa, il Reticente)

 

07. PRETI PEDOFILI (II): Libertà di stupro

[2 Aprile] «I fratelli ebrei sanno per esperienza cosa significa essere vittime della violenza collettiva e anche per questo sono pronti a riconoscerne i sintomi ricorrenti. Ho ricevuto in questi giorni la lettera di un amico ebreo e, con il suo permesso, ne condivido qui una parte. Dice: ‘Sto seguendo con disgusto l’attacco violento e concentrico contro la Chiesa, il Papa e tutti i fedeli da parte del mondo intero. L’uso dello stereotipo, il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell’antisemitismo. Desidero pertanto esprimere a lei personalmente, al Papa e a tutta la Chiesa la mia solidarietà di ebreo del dialogo e di tutti coloro che nel mondo ebraico (e sono molti) condividono questi sentimenti di fratellanza’»
  (Ranieri Cantalamessa, il Perseguitato)

 

08. SENZA RITEGNO

[19 Aprile] «Il nostro obiettivo è fare il processo e essere assolti, per questo avevamo offerto un calendario concordato. Il processo, comunque, non ricomincerà da capo, nulla del passato verrà perso e la prescrizione è sospesa
  (Niccolò Ghedini, lo Spudorato)

 

09. MILANO DA DIMENTICARE…
Expo 2015: finanziamenti iniziali per 4 miliardi di euro [Approvato]
Un milione di euro per 90.000 alberi [Respinto]

[21 Aprile] «Il progetto è davvero troppo oneroso, la situazione economica attuale non lo permette e non vogliamo esporci a facili critiche».
  (Letizia Moratti, Scempio urbanistico)

 

10. PESCE D’APRILE

[1 Aprile] «Alle regionali abbiamo conseguito un risultato sorprendente e molto positivo»
  (Francesco Rutelli, Il Vincitore)

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(07) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 30 settembre 2009 by Sendivogius

SETTEMBRE 2009
berlusconi-vauro Gli ‘Eroi di Montecitorio’, dopo la pausa estiva, sono ritornati in forma più smagliante che mai, ansiosi di sommergerci con un profluvio inarrestabile di minchionerie assortite, elevate all’ennesima potenza, in un devastante fuoco di fila. 
Tuttavia, vuoi per la vecchiaia che avanza, vuoi per l’astinenza coatta da figa, niente sembra eguagliare le incredibili apparizioni del Dio Vivente, il Messia di Arcore, giunto a divertire il mondo col suo Vangelo delle Ilarità.
Dalle Case Chiuse alla Casa di Cura, è la parabola discendente di Silvio il senescente.

 hit

 

 

01 - Silvio marziale

01.  SILVIO ÜBER ALLES

[10 Sett.]  «Sono il miglior Presidente del Consiglio in 150 anni di Storia»
  (S.Berlusconi, il Modesto)

 

02 - U.Bossi02.  L’ANTIMAFIA SI È FERMATA A PONTERANICA (BG)

[11 Sett.]  «L’escort di Bari? È stato messo in piedi tutto dalla mafia che controlla le prostitute. Il governo ha fatto leggi pesantissime contro le cosche e quelle adesso fanno una ritorsione contro il governo»
  (Umberto Bossi, il Rigurgito del Nord)

 

03 - G.Alemanno03.  IDENTITÀ SEPOLTE

[09 Sett.]  «Io non sono mai stato fascista. Sono stato missino»
  (Gianni Alemanno, ex missino e fascista)

 

04 - condom04.  NO CONDOM!

[15 Sett.]  «È una campagna puerile, inopportuna e fuoriluogo, che pretende di esercitare pressioni sul mondo giovanile»
  (Gianni Alemanno, il censore talebano)

 

0505.  UN PAESE LIBERO

[16 Sett.]  «È un atteggiamento delinquenziale dire che in Italia c’è un pericolo per la libertà di stampa»
(S.Berlusconi, libero dittatore della Repubblica di Bananas)

 

06 - Claudio Scajola06.  VIETATO VIETARE

[25 Sett.]  «Convocherò i vertici della Rai per verificare se trasmissioni come Annozero rispettino l’impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un’informazione completa e imparziale»
  (Claudio Scajola, Pretoriano delle Libertà)

 

0707.   L’HO PENSATO PRIMA IO!

[23 Sett.] 
«Obama ha detto ciò che avrei voluto dire io»
«Obama ha espresso sentimenti, traguardi e speranze che io condivido»
«Abbiamo continuato il lavoro sulla regolamentazione delle transazioni finanziarie ed economiche sulla quale dovrà ulteriormente impegnarsi il vertice di Pittsburgh. Abbiamo ritenuto cruciale ricondurre l’attività economica a principi di correttezza e di trasparenza»
  (S.Berlusconi, l’omino di Pittsburgh)

 

COMPLEANNO BERLUSCONI08.   REPETITA IUVANT

[26 Sett.]  «Vi porto i saluti di un signore, di un signore abbronzato. Barack Obama. Non ci crederete ma è vero! E vi posso dire che hanno preso il sole in due, perché anche la moglie è abbronzata»
  (S.Berlusconi, il Perseverante)

 

09 - R.Calderoli09.  CITTADINANZA DA 110 e lode

[09 Sett.]  «Il metodo da noi individuato è quello di richiedere, all’immigrato che intende diventare cittadino italiano, il superamento di un test che dimostri il reale livello di integrazione nella nostra società. Test che oltre a comprendere una prova di lingua italiana e locale, in base alla regione di residenza, comprende anche domande di cultura generale, storia, cultura e tradizioni, sistemi istituzionali, sia nazionali sia locali»
 (Roberto Calderoli, prof. emerito alla Somma Accademia delle stronzate padane)

 

10 - sadomaso-orsacchiotto10.  IO PESTO. TU SUBISCI ZITTO E FERMO

[29 Sett.]  «La risposata dell’ANM al ministro Brunetta mi è sembrata esageratamente forte»
  (Angelino Alfano, Ministro delle Impunità)

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