Archivio per Cialtroni

(107) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 3 febbraio 2018 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2018″

Appassionante come la carcassa putrefatta di un cane morto, continua la farsa delle candidature elettorali, nel grande shithole della politica italiana: il pozzo nero con la fuffa intorno, dove ogni minimo di decenza o parvenza di dignità sembra ormai sprofondata in un gorgo indistinto di stronzate surreali, che mai si ricordino a memoria di televendita, tanto che Wanna Marchi al confronto sembra una sobria statista di altri tempi e Cetto La Qualunque un raffinato teorico del realismo politico.
Nell’Era dei Cazzari, il mondo appartiene ai cialtroni: contaballe professionisti e spacciatori industriali di fuffa all’ingrosso, con la loro corte dei miracoli, e soprattutto di miracolati da certa ‘politica’ che fa del cialtronismo una professione; la claque sempre al seguito e pronto impiego, per le esibizioni coreografiche degli abborracciati capetti in grisaglia, alla ricerca di una rendita sicura in parlamento. Tra di loro condividono l’ignoranza abissale e l’incontenibile faccia come il culo. E fin tanto che non otterranno la loro elezione per meglio fottere ancora, ci toccherà subire questa giostrina demente di macchiette caricaturali, che si agitano su cavallucci a dondolo, roteando sciabolette di latta spuntate. Sono i nuovi mostri della politica italiana. E per rintracciare una simile galleria di facce da culo, bisognerebbe ritornare alla commedia grottesca degli Anni ’60, se non fosse che questi sono infinitamente peggio.
In un crescendo mirabolante di promesse impossibili (stronzate per l’appunto!) ed iperboliche elargizioni di massa, di chi ritiene che gli elettori prima ancora che convinti vadano soprattutto comprati, e con le quali i cazzari si inseguono tra loro nella corsa a chi la spara più grossa, il premio alla miglior faccia da culo di sempre spetta indubbiamente a Lui, l’intramontabile Pornonano, campione indiscusso della categoria. E sarebbe destinato e rimanervi ancora a lungo, se solo una faccia ce l’avesse ancora, nascosta com’è da un multistrato di fard e cerone che conferiscono il tipico colorito argilloso al mascherone funebre che ne ricopre il volto, con la tripla passata di vernice per mogano in cima al prepuzietto, per simulare la ricrescita della peluria. Insomma, un barcollante zombie della politica in circolazione da 25 anni (ma che ha in schifo i “professionisti” della suddetta), che caracolla incerto sui tacchi da 12 come un E.T. sodomizzato di fresco, e ciancica mentine cercando di non perdersi per strada la mandibola, mentre parla di detassazione del cibo per animali, tonsura canina, e le immancabili dentiere. Insomma, una roba grottesca!
Alla sua (estrema) destra si agita il porcinesco uomo con la felpa, davvero convinto di fare il premier, ed al cui confronto il canaro di Arcore ci fa un figurone..! Il programma di Salvini è semplice: zero tasse, armi per tutti, giustizia sommaria, “radici cristiane” e zero diritti civili, i dazi (in un paese che vive prevalentemente di esportazioni), niente vaccini, caccia grossa ai negher che minacciano la “razza bianca”, ed i suoi bifolchi della provincia profonda. Insomma, l’Alabama del 1930.
A chi parla di “deriva neo-fascista” della Lega salvinizzata, bisognerebbe far notare che la Lega è sempre stata compiutamente fascista, fin dai tempi della fantomatica “Padania” disegnata sui confini della Repubblica di Salò e ad essa perfettamente sovrapponibile. Con Salvini ha fatto un passo in più: è la formazione politica di un qualche rilievo, che più di ogni altra è prossima al nazismo. Nell’attesa che la mutazione sia completa, non c’è merda fascista o razzista da KKK che Salvini non vada ad omaggiare o legittimare, sciacallando nel frattempo su ogni tragedia che possa lucrargli qualche voto. É la punta ‘moderata’ della coalizione di “centrodestra”.
 Epigono più riuscito della cucciolata pur copiosa del berlusconismo di ritorno, è invece l’aitante Adone di Rignano sull’Arno, quello che se perdeva il referendum costituzionale lasciava la politica e faceva il conferenziere per le università private, convinto che per sentire le sue stronzate lo pagavamo pure!
E’ il trombato di lusso, che da quando è segretario del partito bestemmia è riuscito a perdere ogni elezione possibile, e provocato una scissione, mentre corre baldanzoso incontro ad una debacle epocale che forse ce lo leverà dai coglioni una volta per tutte, nonostante abbia riplasmato il partito a proprio immagine e somiglianza con un’insufflata di “fedelissimi” (che lo tradiranno non appena avranno di meglio a cui raccomandarsi). E che ora pensa di risalire la china con una specie di Lista Beautiful di volti noti mediaticamente spendibili e nulla più. È la variante gggiovane della “rottamazione”, mentre ripropone l’eterna Emma Bonino, ricicla un Pier Ferdinando Casini in un collegio sicuro (o così gli ha fatto credere) a Bologna, forse per l’ottimo lavoro fatto nella commissione per Banca Etruria, e piazza i suoi balilla in listini protetti come i panda per salvarli dalla prossima estinzione.
Come un disco rotto, che si inceppa sempre sulla stessa nota, va ripetendo fino allo sfinimento il mantra degli ottanta euro (che tanta fortuna gli anno portato alle elezioni europee, le uniche vinte) e ancora non ha capito che il prodotto non vende più da tempo. Ora che invece è evidente il bluff dei posti finti e dei diritti azzerati di chi lavora, il Job Act lo sventola assai meno, se non come provocazione per appagare i padroni (ops! Benefattori datori di lavoro!!).
Sulle cazzate di questo coso buffo non vale neanche più la pena di perderci tempo. Ancora un paio di mesi e sarà storia passata e sepolta.
Un occhio di riguardo invece alla fu Setta del Grullo, scippata al sommo W@te® dalla Casaleggio Associati per usucapione, con la proiezione olografica di un Luigi Di Maio, forte del suo formidabile curriculum professionale, a fare da “capo politico” (o prestanome?): l’app aziendale che va in crash ogni volta che si imbatte in un congiuntivo, e che dovrebbe vigilare sulle liste di candidati pescati a strascico sul webbé, insieme a qualche esperto in fuffologia applicata per rassicurare i ‘mercati’. Perché uno vale l’altro, quando il “capo” decide per tutti e le decisioni che contano sono rimesse all’insindacabile giudizio di un fantomatico “Staff”, con un livello occulto che tutto controlla dietro la farsa delle cliccarie.
Che vinca il peggiore!

Hit Parade del mese:

01. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[23 Gen.] «Sono davvero straconvinto che siamo l’unico argine al razzismo. Oramai agli italiani è evidente»
 (Matteo Salvini, l’Anti-razzista)

02. PARLA COME MAGNI!

[20 Gen.] «L’atomistica liberale mira a dissolvere la famiglia nella pluralità nomade e diasporica degli io irrelati o, in modo convergente, a ridefinirla come mero assemblaggio effimero e a tempo determinato, rispondente in via esclusiva al libero e illimitato desiderio.»
(Diego Fusaro, il Sofista)

03. SEMPRE VOLLI

[03 Gen.] «Il Movimento ha sempre detto che noi VOLESSIMO fare un referendum sull’euro »
(Luigi Di Maio, il Coniugatore)

04. RESTAURI

[18 Gen.] «E’ vero che questo non è il tempo della rottamazione, come dice Calenda è bella l’immagine della costruzione. Ma sappiamo che se non ci fosse stata la fase della rottamazione oggi il ceto politico sarebbe quello del passato. Non dobbiamo tornare a schemi del passato. Se c’è un disegno politico non originale e non inedito è restaurazione di quelli che c’erano prima e non la permetteremo»
(Matteo Renzi, il Vecchio che resta)

05. IL PARTITO DEI MODERATI

[26 Gen.] «Vorrei i miei vigili armati di kalashnikov»
(Nicola Fragomeni, il Mitraglietta)

06. MESSAGGIO CULTURALE

[07 Gen.] «Come Presidente del Maggio Musicale sostengo la decisione di cambiare il finale di Carmen, che non muore. Messaggio culturale, sociale ed etico che denuncia la violenza sulle donne, in aumento in Italia.»
(Dario Nardella, Pupazzo fiorentino)

07. SPIRITO DI SACRIFICIO (I)

[26 Gen.] «In tutti i prospetti che girano sulle candidature c’è una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti.
[…] Bene: sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta. Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. […] E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio.»
(Roberto Giachetti, il Sacrificato)

08. SPIRITO DI SACRIFICIO (II)

[27 Gen.] «Ieri ho scritto chiaramente che rinunciavo alla candidatura sicura nel plurinominale per combattere esclusivamente nel collegio uninominale di Roma 10 dove vivo da sempre. Un collegio difficile, ma che avrei fatto di tutto per portare a casa, con lo stesso spirito con il quale ho lottato per conquistarmi un posto alle parlamentarie del 2013 quando nessuno puntava una lira sul fatto che potessi farcela, con lo stesso spirito con il quale mi sono candidato a Roma, dopo aver vinto le primarie, sapendo perfettamente che era una battaglia persa.
Ho appreso solo nella tarda mattinata di ieri che quel collegio, che nei giorni scorsi sulla stampa era indicato come il collegio destinato a me, era stato inserito nell’accordo con i radicali.
In ragione di questo, per tutto il giorno, insistentemente, mi è stato chiesto di rivedere la mia scelta di rinunciare al paracadute plurinominale.
[…] In nottata mi è stato comunicato che, presumo anche in ragione delle mie responsabilità nazionali, sarei stato candidato in un collegio della Toscana dove peraltro sono stato spessissimo in questi anni a fare iniziative. Certo, so bene che quel collegio è più sicuro di quello dove volevo candidarmi.»
(Roberto Giachetti, il Paracadutato)

09. TI ASPETTIAMO CON ANSIA…

[22 Dic.] «Sono pronto per la campagna elettorale: il mio collegio sarà Firenze. Passo dall’auto blu alla vespa blu: andrò casa per casa.»
(Matteo Renzi, il Maleandante)

10. UN FIORINO!

[28 Gen.] «Se sarò premier metterò i dazi come Trump.»
  (Matteo Salvini, il Trumpista)

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(105) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 3 dicembre 2017 by Sendivogius

Classifica NOVEMBRE 2017”

In un paese popolato da una predominante maggioranza di semianalfabeti di ritorno, dove nessuno legge ma tutti scrivono, non si capisce bene perché ogni citrullo matricolato aspiri fortissimamente alle pubblicazione dei propri pensierini elementari, raccolti in forma di libri che nessuno acquisterà mai e che al massimo susciteranno il ludibrio di quei pochissimi che avranno lo stomaco ed il tempo da perdere, per sghignazzare dinanzi allo sfoglio della copiosa spremuta di reni, che tante fatiche ed orgoglio pessimamente riposto devono suscitare nell’improvvisato autore da toilette. Francamente non si capisce la grafomania di questi narcisi dall’ego sopravvalutato, i quali non sanno resistere alla tentazione di rendersi ridicoli al resto del mondo che li ignora bellamente. Tanta è l’ansia di lasciare una traccia dimenticabilissima del loro effimero passaggio nell’assenza di ogni senso del ridicolo, come se servissero altri indizi per riconoscere un ineffabile minchione nella prevalenza del cretino, davvero convinto che uno sia disposto a pagare per leggere le sue incredibili puttanate.
Il vero mistero risiede semmai nel fatto che questi fenomeni matricolati prima o poi un editore disposto a pubblicare le loro corbellerie su carta lo trovano sempre. E questo la dice lunga sulla crisi dell’editoria italiana ed il sempre troppo sottovalutato problema della deforestazione.
L’editoria è un po’ come il mondo dello spettacolo: una comparsata vale più di un ingaggio e poco importa la qualità della prestazione, che tra idioti ci si annusa subito e ci si comprende al volo.
Insomma, noi eravamo ormai assuefatti alle opere letterarie di un Matteo Renzi, che imperterrito si ostina a pubblicare libri invendibili. E credevamo che non potesse esserci niente di più imbarazzante. Almeno finché non abbiamo scoperto le ultime fatiche letterarie di un Alessandro Di Battista, perdigiorno professionista e già autore di altri capolavori perdibili…

Il Dibba è uno che evidentemente è convinto di essere il primo uomo sulla terra ad essere diventato padre. E per questo sente l’impellente desiderio di farlo sapere all’universo intero, come se potesse fregare qualcosa a qualcuno. Quindi, ci regala perle di saggezza difficilmente eguagliabili, confezionate in formato Ikea e componibili a piacere (uno che “una mensola in più ti può cambiare la vita”!), con una lettera al figlio che per sua fortuna non ha ancora l’intelletto per intendere la minchioneria siderale del ciarliero genitore, consegnata in perpetuo ricordo ai posteri…

«Ultimamente mi addormento guardando su YouTube qualche video di chef che propongono ricette. Ho preso subito sonno. Ero davvero stanco. Verso le 6,00 Sahra mi ha svegliato chiedendomi di cambiare Andrea. Il sonno era invincibile ma mi sono fatto forza

Qui si nota subito come il Dibba non abbia mai fatto un cazzo nella vita, altrimenti saprebbe che la stragrande maggioranza delle persone alle 6,00 del mattino è già sveglia da un pezzo, per andarsi a guadagnare la pagnotta.

«Prima di portare Andrea in bagno e lavargli il culetto nel lavandino ho provato cinque o sei volte la presa che avrei dovuto fare, come fanno i tennisti a gioco fermo tra un punto e l’altro.
[…] L’ho pulito con cura; i suoi angelici escrementi erano piuttosto appiccicosi. Ma era roba di mio figlio, sangue del mio sangue e non provavo alcun disgusto….. Gli ho spalmato la pomata sul sedere e sul pisellino poi gli ho rimesso il body con gesti rapidi e risoluti. Il problema è che, complice il sonno e l’eccesso di sicurezza, mi sono dimenticato il pannolino

Il Dibba è uno che la sa lunga, non per niente è tra quelli che cambieranno il mondo…

«Ho sbrinato il freezer. Nel farlo ho pensato che Andrea si meritasse una casa con il congelatore sbrinato»

Ora, nelle intenzioni del narratore, presupponiamo questi siano passaggi comici che dovrebbero far ridere lo sventurato lettore che dovesse imbattersi in simili orrori. Quando Andrea sarà abbastanza grande da comprenderne l’entità, probabilmente sentirà anche lui l’impellenza di scrivere la sua personale lettera al padre, senza fare il verso a Kafka. Immaginiamo quale sarà il titolo di grido: “Mio padre è un coglione”. Lo sapevamo già, grazie!
Tuttavia, se si parla di cazzate, allora è meglio lasciare la parola ad un esperto già dotato al naturale di suo…

«Oggi, purtroppo, se vuoi lavorare nel mondo dello spettacolo a qualcuno la devi dare, prima, dopo o durante. Tutti ci provano. A un regista tante la sbattono in faccia. Mi ha appena chiamato una mia amica pugliese che ha scritto un libro. Mi ha detto: per fare questo libro ho fatto un pompino all’editore, è uno importante, ne avevo bisogno.»

Rocco Siffredi
(14/11/17)

Non sappiamo se anche il Dibba sia dovuto ricorrere ad una fellatio o altro, per farsi pubblicare a spese dell’editore una simile roba improponibile. Né ci è dato sapere cosa ci sia di interessante nell’immaginare il Dibba che, “con gesti rapidi e risoluti”, maneggia sederi e piselli riempendosi di fiero orgoglio paterno, al compiaciuto contatto con angelici escrementi appiccicosi (“sangue del mio sangue”). Ma che simile merda sia stata considerata degna di pubblicazione, costituisce sputtanamento perenne di qualsiasi editore, fosse pure il più svaccato.

Hit Parade del mese:

01. IL RITORNO DELLA MUMMIA

[02 Nov.] «Ho fatto molte cose buone al governo, lo dicono le più importanti università. Abbiamo fatto l’alta velocità, tolto l’imposta di successione, dimezzato gli incidenti stradali ed i cancri ai polmoni, ed è stata proprio la mia opera a far finire la Guerra Fredda.»
(Silvio Berlusconi, la Salma)

02. PUPAZZI ANIMATI

[13 Nov.] «Io quando incontro le ambasciate degli altri paesi, come incontro i miei alter ego di altri paesi.»
(Luigi Di Maio, Alter Ego)

03. LENTAMENTE MUORE

[08 Nov.] «Io dopo la sconfitta del referendum volevo veramente andarmene del tutto, ma 26 mila mi hanno detto di cambiare idea.»
(Matteo Renzi, il Restante)

04. ORRORI FUTURI E VENTURI

[20 Nov.] «Cari amici, cari coetanei… Ho promosso alcuni studi dell’Università e dell’ospedale San Raffaele: l’obiettivo a portata di mano è quello di accrescere nel prossimo futuro la prospettiva di vita fino a 125 anni»
(Silvio Berlusconi, l’Eterno)

05. LA 13^ PIAGA

[29 Nov.] «Berlusconi è un regalo che il Signore ci ha fatto all’Italia. Non dico un Dio, ma quasi.»
(Antonio Razzi, il Profeta)

06. DIAMO I NUMERI

[07 Nov.] «Finora gli italiani mi hanno dato oltre 200 milioni di voti»
(Silvio Berlusconi, il Pallottoliere)

07. GOVERNO DI CAMBIO

[05 Nov.] «Io spero che da domani si può davvero fare il cambio.»
(Ignazio Corrao, Europarlamentare a 5 stelle)

08. PETIZIONI

[25 Nov.] «Chiediamo all’Osce di monitorare non solo le operazioni elettorali, ma anche la libertà di stampa e le modalità di informazione»
(Luigi Di Maio, il Petulante)

09. ALFANO, CASINI, VERDINI, FORMIGONI, LUPI, BIANCONI…

[21 Nov.] «Il nuovo centrosinistra avrà un sacco di bella gente sulla scheda»
(Matteo Renzi, il nuovo in sopravanzo)

10. SCELTE DI VITA

[21 Nov.] «In maniera molto leale e sincera, sono qui per darvi una notizia: ho preso una decisione, una mia scelta umana, ed è quella di non ricandidarmi alle prossime elezioni. Una scelta mia, umana, di cuore. Dall’estate prossima voglio partire, andare in alcuni luoghi del mondo a raccogliere idee, e riportarle qui. La politica per me è l’attività più bella che esiste, e la voglio portare avanti al di fuori del palazzo delle istituzioni. Non vi nego che la nascita di mio figlio è come se avesse dato ancora più benzina a questa scelta che era già presa. Tra i miei sogni c’è la scrittura, e a proposito, tra qualche giorno uscirà il mio nuovo libro.»
(Alessandro Di Battista, il Marchettaro)

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(103) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 1 ottobre 2017 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2017”

Ascoltare un Luigi Di Maio, il pupazzo animato della Casaleggio Associati, che dal fondo della sua inconsistenza discetta di lavoro, è come seguire le elucubrazioni di un Renzi che si sforza di parlare in inglese di “meritocrazia” e “competenza”; oppure (peggio ancora!) una Virginia Raggi che ciarla di efficienza e buona amministrazione, o un Carlo Sibilia che si occupa di “Cultura”, contro ogni sprezzo del ridicolo nella tragedia che sovrasta la farsa.
Prototipo realizzato del fancazzista professionista, inopportunamente miracolato proprio da quella ‘politica’ per professione tanto disprezzata a parole, Giggino ‘O Sarracino incarna fin troppo bene il modello prevalente dell’idiota in politica, che nei casi più riusciti può evolvere nel cretino di successo, quale ennesima variante di una imbecillitas ricorrente. Incoronato “capo politico” per successione dinastica, cliccato con un’elezione farsa tra comparse sconosciute a fare da contorno, nell’ambito delle buffonarie a cinque stelle, questo prodotto da laboratorio, ripulito e rivestito a festa con l’abitino della cresima, nelle infinite varianti del fascismo e dei suoi derivati, esprime fin troppo bene il pensiero della Setta del Grullo e soprattutto quello dei suoi programmatori. Ma non lasciatevi ingannare… sostanzialmente si tratta di una applicazione per smartphone. Di originale non c’è nulla, esattamente come dentro il vestito di sartoria, cucito addosso per il casting di gruppo. Sostanzialmente è un megafono, che ripete a caso le frasi registrate del Casaleggio Gianroberto pensiero, incistato sulla sub-cultura (parola grossa!) del grillismo militante: versione zeta del fascismo digitalizzato 2.0, futurismo e retorica giovanilista da corporativismo sansepolcrista, con una spruzzata di culto maoista della personalità e centralismo sovietico di stampo stalinista, che viene scambiato per “democrazia diretta”. Succede, quando non si ha la più pallida idea di cosa sia esattamente il significato della parola ‘democratico’ e si ignora totalmente la suddivisione dei poteri, insieme al valore fondamentale dei corpi sociali intermedi, in una visione sostanzialmente totalitaria. Il contorno di banalità compulsive, in una patchwork di idiozie assemblate a casaccio, completano il profilo di un personaggetto da youtube. Tra i vaghi cenni sull’universo ai quali Di Maio ci ha ormai abituato, spiccano nell’insieme sublimi stronzate come la “Smart Nation”, accompagnate da numeri e statistiche sparate alla cazzo (tanto poi chi va a verificare?!)…

«Internet è la più grande fabbrica di posti di lavoro. Se avessimo aumentato del 35% gli investimenti su Internet avremmo il 5% di disoccupazione giovanile in meno. Se avessimo la diffusione Internet dell’Olanda ora avremmo 270mila nuovi posti di lavoro

Vai così, Giggino! Sei troppo forte!! Una connessione ci salverà!
Perché la vera forza delle minchiate, che l’inesauribile pupazzo a gettoni produce a ripetizione, risiede innanzitutto nell’imperturbabile faccia di tolla frollata, con la quale queste vengono proferite.

«Abbiamo bisogno di una manovra shock, dobbiamo dare possibilità alle imprese e studi professionali di assumere per far riprendere l’economia e ridare gettito allo stato: così si può pagare il debito e si possono fare ulteriori investimenti sull’abbassamento del costo di lavoro.
Investiamo nell’abbassamento del costo del lavoro, investiamo nei settori ad alto moltiplicatore è così rimetteremo in moto l’economia

Innanzitutto smantellando i sindacati ed i diritti dei lavoratori, vero problema del rilancio produttivo del Paese, insieme ai salari troppo alti. E del resto di questo è sempre stato convinto anche l’avatar di Rignano, col quale Giggino si contende il podio del miglior cialtrone imboccato a comando da Confindustria.
Poi certo Di Maio preso dalla foga ci mette un tocco in più di suo:

«È in arrivo la Smart Nation, un nuovo modello di Paese in cui i lavori si trasformano e in cui non dobbiamo aver più paura di perdere il posto

Giggino di queste preoccupazioni sicuramente non ne ha. Innanzitutto perché non ha mai dovuto preoccuparsi di trovarselo un lavoro vero. Eppoi perché per comprenderne il significato, bisognerebbe innanzitutto cominciare a “lavorare”. Qualcosa di completamente sconosciuto all’aspirante premier, e non solo a lui, oramai cliccato politico a tempo pieno. Per tutti gli altri c’è sempre il fantomatico “reddito di cittadinanza”, che tanto una stronzata tira l’altra.

Hit Parade del mese:

01. FASCISTI ALLA RISCOSSA

[16 Sett.] «Io sarò il prossimo Presidente del Consiglio, e quando andremo al Governo daremo mano libera alle forze dell’ordine!»
(Matteo Salvini, l’aspirante duce)

02. LIBERA STAMPA

[24 Sett.] «Adesso scrivete quello che dico io: il Movimento 5 Stelle è il più grande movimento d’Europa. Scrivete così!»
(Beppe Grillo, il duce pentastellato)

03. CLICCARIE A 5 STELLE (I)
CITRULLI & AFFINI

[21 Sett.] «Nell’anguria c’è la citrullina, fa bene al cuore ed è un ottimo viagra naturale. Ho scoperto che le mie buone performance erotiche derivavano da questo: il cocomero fa bene al pisello.»
(Giammarco Novi, il Citrullone)

04. CLICCARIE A 5 STELLE (II)
LOTTA ALL’ULTIMO VOTO

[20 Sett.] «Spero di avere due voti, così non dite che mi sono votato da solo. Mia moglie? No, lei me ne ha dette tante.»
(Vincenzo Cecchetti, l’Avversario X)

05. CLICCARIE A 5 STELLE (III)
L’IMPORTANTE È PARTECIPARE

[20 Sett.] «Non mi interessa vincere, preferisco Luigi, è bravo e sa stare in tv.»
(Andrea Fralliciardi, l’Avversario Y)

06. CLICCARIE A 5 STELLE (IV)
DILEMMI

[20 Sett.] «Che farò da capo politico? Ci penserò da settimana prossima.»
(Marco Zordan, l’Avversario Z)

07. CLICCARIE A 5 STELLE (V)
FACCIAMO CONTORNO

[25 Sett.] «L’ultimo posto mi fa sorridere. Gli estremi della classifica si guardano sempre: di sicuro, non sono passato inosservato. Temevo peggio. La mia candidatura è servita a dimostrare che nel Movimento non c’è solo Di Maio. Se mia moglie ha votato per me? Me l’ha garantito. Io stesso mi sono votato perché non volevo fare la brutta figura di quello che non prendeva nemmeno un voto.»
(Domenico Ispirato, l’Avversario K)

08. RITORNO AL MEDIOEVO

[12 Sett.] «Mi piace pensare che sia una donna a guidare l’Agricoltura perché la terra dà i frutti, la donna fa i figli. Mi sembrava un segnale importante.»
(Gianluca Cancellieri, l’Innovatore)

09. CIONDOLI

[16 Sett.] «Questo è il ciondolo del Signore degli Anelli: da quando sto a Roma lo porto sempre con me, mi ricorda che il potere corrompe e non bisogna farsi corrompere dal potere. È la teoria del M5S. È il mio segreto.»
(Gianni Lemmetti, il Bilancista)

10. MONDO CANE

[17 Sett.] «Io sono stata la prima a portare un cane in Parlamento, ma la vera rivoluzione sarebbe candidare un animale nella nostra lista»
(Michela Vittoria Brambilla, la Canara)

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(99) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 2 giugno 2017 by Sendivogius

Classifica MAGGIO 2017”

 Eccolo lì, il Bullo di Rignano che si crede Napoleone e si balocca sul suo cavallino a dondolo, agitando la sciaboletta di latta e fantasticando di improbabili rivincite. Finita la quarantena, dopo la batosta referendaria del 4 dicembre (giorno magico in cui il 70% degli italiani ha inviato su scheda un sonoro vaffanculo collettivo all’aspirante Re Bomba ed ai suoi sodali), rieccolo di nuovo alla carica: gonfio e tronfio con l’immancabile camicia bianca d’ordinanza da piazzista di successo e le maniche arrotolate da fankazzista professionista, a rivendicare successi straordinari (ed immaginari) in un’Italia al collasso sociale. Ma il piccolo Napoleone è troppo concentrato a rimirarsi l’ombelico, disperso tra i rotoli di un’adipe incontrollabile, mentre avanza baldanzoso verso la sua prossima Waterloo personale, accompagnato dal suo sempre più squallido codazzo di cortigiani adoranti e propagandisti a mezzo stampa. Il fatto è che il Bomba, tra un selfie e l’altro, ed i siparietti coi suoi degni ruffiani di corte, esaurite le cazzate, e considerato ormai più mefitico di un Berlusconi a livello internazionale, è rimasto disoccupato. Tiene famiglia. Non ha la minima intenzione di cominciare a lavorare (a 40 anni poi il trauma sarebbe troppo grande), e c’è sempre l’inchiesta Consip che incombe… Quindi bisogna fare presto. E il Bullo ha fretta di ricollocarsi, a stipendio garantito, e soprattutto con immunità assicurata. Il fatto che né lui, né i suoi (finti) avversari, abbiano uno straccio di programma, è un elemento del tutto secondario e irrilevante ai fini personali. È solo una questione di sopravvivenza, per gentucola senz’arte né parte che con la ‘politica’ ha scoperto Lamerica. E dunque una legge elettorale vale l’altra: Consultellum, Rosatellum, Provincellum, Toninellum, Mattarellum, Legalicum, Italicum… dove l’uso distorto del Latinorum è l’impronta più evidente del degrado culturale ancor più che politico, nell’evidente cialtroneria di questi parassiti della democrazia, alla distribuzione delle poltrone.

Hit Parade del mese:


01. SEMPLIFICAZIONE

[03 Mag.] «Lavoro, casa, mamme»
(Matteo Renzi, il Comunicatore)

02. W IL DUCE CHE CI DA LA LUCE

[04 Mag.] «Siamo nel corso di una catastrofe del riformismo storico, solo due luci possono invertire la tendenza: Macron e Renzi»
(Gennaro Migliore, Leccaculo senza confini)

03. TALENTI

[25 Mag.] «Niente tagli al mio compenso, sono un artista, non un giornalista»
(Bruno Vespa, il Fenomeno)

04. COMPLOTTO CAPITALE

[11 Mag.] «Nelle notti di venerdì e sabato è partito l’ordine di sporcare Roma in certi punti dove c’è molta visibilità, perché stanno già reclutando persone per andare a pulire dove loro sanno che troveranno molto sporco, vigilate attivisti di Roma e soprattutto amici condividete il più possibile questa notizia»
(Massimo Baroni, Coglione a 5 stelle)

05. LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

[27 Mag.] « I vaccini non sono sicuri. Questi bastardi stanno ammazzando i bambini (…) Che cazzo di paese di merda è questo che obbliga i bambini a vaccinarsi?»
(Bartolomeo Pepe, altro coglione non più a 5 stelle)

06. LA SCUOLA PD

[20 Mag.] «Finestra è intendere la parola ‘potere’ come verbo, non come sostantivo. La sfida non è fare meglio di loro ma dare il meglio di noi stessi. Lasciamogli lo specchio, teniamoci la finestra. Specchio richiama la parola virale. Finestra richiama la parola vero. Una parola non diventa vera se la dico 10 volte. (…) Specchio è potere, finestra è potere. Potere può essere sostantivo e verbo. Se non pensi di potere, come fai politica?»
(Matteo Renzi, Contorzionista del linguaggio)

07. NON È L’ULTIMA PAROLA

[31 Mag.] «Noi faremo una campagna elettorale mettendo al centro il lavoro, la crescita economica e il bene del Paese. Certamente non faremo una campagna partendo dal presupposto che ci saranno le larghe intese.»
(Matteo Richetti, lo Scendiletto)

08. DIVERSAMENTE VOUCHER

[27 Mag.] «I voucher sono stati cancellati con un decreto-legge di questo Governo e non torneranno. Chi sostiene il contrario, non dice la verità. Con la conseguenza aggravante a suo carico di voler lasciare nell’illegalità quelle tante piccole prestazioni di lavoro occasionale di modesta entità economica, che oggi non trovano alcuna tutela nel nostro ordinamento. Governo e PD vogliono regolare i lavori occasionali tutelando i soggetti coinvolti»
(Anna Finocchiaro, la Garante)

09. PAPA-RAP

[27 Mag.] «Quando io vado a missionare, non è soltanto la decisione mia, quella che mi fa andare: c’è un altro che mi missiona, che mi invia a missionare. E non si può missionare senza essere missionato da Gesù. È Gesù che ti missiona»
(Papa Bergoglio, il Cazzaro Bianco)

10. SENZA PAROLE!

(29 Maggio – Matteo Renzi, l’Imbucato)

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(95) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 4 febbraio 2017 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2017”

grillini_mani_alzatePulite le ditina, alzate in alto le zampette e battete le manine. Sta finendo la ricreazione nell’Asilo Cretinetti del Cottolengo a 5 stelle. C’è chi si vendeva per 30 denari, e chi invece si sputtana per 30 mila euro di polizze vita intestate a sua insaputa, come nella miglior tradizione, dai tempi felici quando ignari ministri si ritrovano all’improvviso proprietari di superattici con vista sul Colosseo e chiavi in mano pronta consegna, senza che nessuno li avesse informati di nulla. Nella Suburra Capitale, dalle parti del moVimento, è tutto un cicciare di prestiti a fondo perduto, acquisti di case pagate da altri, polizze assicurative, stipendi che triplicano dalla sera alla mattina, funzionari comunali che si autopromuovono dirigenti. Ovviamente non manca mai il nutrito pattuglione di amici, amanti, parenti (e corna) al seguito, in un florilegio di dossier e guerra per bande tra le cosche che compongono il M5S romano. Ahh quando la diversità si fa potere..! O-ne-stà! O-ne-stà! Dove sta?!?
Per carità, non chiamatelo illecito perché non c’è alcuna corruzione. Beppe non l’ha certificata ed il tribunale del popolo della Casaleggio Reati ha già derubricato il fatto ad “inesperienza”. Perciò non sturbate la sindaca Raggi e lasciatela lavorare. E magari cominciasse a farlo davvero, dopo una vacanza di 8 mesi! È il mondo sotterraneo (o, se preferite, il “mondo di mezzo”) della proiezione virtuale a 5 patacche convertita in realtà, quando i southpark-fat-gamer-guy-fawkes-maskfollowers della setta digitale non sono troppo impegnati a inseguire scie chimiche o giocare alla riVoluzione, con un mascherone idiota calcato sulla faccia (da culo!).

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. LA MINACCIA FANTASMA

[25 Gen.] «Il futuro prima o poi torna»
(Matteo Renzi, il Ritornante)

Chiusura della campagna elettorale del M5S per le elezioni amministrative 201302. OH CHE PAURA!

[09 Gen.] «L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima»
(Beppe Grillo, lo Stratega)

domenico-de-masi03. COMINCIA TU!

[21 Gen.] «Se su 3 milioni di disoccupati 1 milione lavorasse gratuitamente, si spaccherebbe il mercato, costringendo chi lavora di più a lavorare di meno. Se iniziassero tutti a lavorare gratuitamente, nel giro di poco tempo troverebbero un lavoro pagato. Lo spiego nel mio prossimo libro ‘Lavorare gratis, lavorare tutti’.»
(Domenico De Masi, una volta sociologo)

renzi-occhialoni04. IL GIOIELLINO

[22 Gen.] «Banca Monte dei Paschi è risanata, è l’ora di investire… è un bell’affare, un bel brand su cui puntare.»
(Matteo Renzi, l’Investitore)

Beppe Grillo05. TRIBUNALE POLITICO DEL POPOLO SUPINO

[03 Gen.] «Propongo una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali»
(Beppe Grillo, Aspirante duce)

Salvini06. È ARRIVATO ‘PENSACE’

[30 Gen.] «Datemi sei mesi da ministro dell’Interno e vedete se non riporto un po’ di ordine in Italia »
(Matteo Salvini, il Risolutore)

Angelino Alfano07. FINIS MUNDI

[15 Gen.] «E certo che all’Onu ho parlato inglese!, io lo so parlare, e mi è servito in decine di occasioni. Se a volte parlo in italiano è perché mi piego al provincialismo italiano, non son un rivoluzionario, mi adeguo. Io sono un italiano fiero, io sono del paese di Dante, di Petrarca, di Pirandello. Anche perché gli spagnoli parlano in spagnolo, i francesi in francese, i tedeschi in tedesco… e in Italia c’è questa polemica qua? Mi sembra un po’ provinciale, da sfigati.»
(Angelino Alfano, il Poliglotta)

adinolfi08. L’INVASIONE DEGLI ULTRA-GAY

[16 Gen.] «Sanremo è un momento di propaganda gay, ormai pagare la tassa alla nuova ‘Gaystapo’ è obbligatorio…. Perché Sanremo deve diventare una bandiera dell’ideologia gender? C’è una operazione di regime e di violenza verso chi la pensa diversamente»
(Mario Adinolfi, il Catto-Talebano)

Matteo Orfini (3)09. STRUMENTI INUTILI

[29 Gen.] «Funzione del Pd: uno strumento attraverso chi sta in difficoltà trasforma la sua voglia non in rabbia ma in partecipazione»
(Matteo Orfini, Disfunzionale)

Donald Trump10. CAZZARI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI

[11 Gen.] «Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra»
(Donald Trump, la donnola morta)

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(93) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 2 dicembre 2016 by Sendivogius

Classifica NOVEMBRE 2016″

piddini-di-merda Ah no, scusate! Abbiamo sbagliato la locandina. Si trattava dell’altro referendum: quando la nostra Costituzione era ancora la più bella del mondo, la Carta incarnava i valori della Resistenza, e bisognava difendere il Paese dalla deriva autoritaria. Soprattutto, all’epoca il PD era all’opposizione, secondo i pronostici elettorali ci sarebbe rimasto ancora parecchio, e dunque la governabilità era l’ultimo dei suoi problemi. Ma adesso che il ‘Partito’ è saldamente inchiodato al governo, a seguito di una specie di golpe bianco, la vecchia riforma berlusconiana di ispirazione piduista che avrebbe stravolto l’assetto delle istituzioni democratiche va benissimo. Torna utile, così come gli idioti che non mancano mai. La parabola è compiuta. E così si attribuiscono poteri semi-dittatoriali ad un premier mai eletto, perché si teme che in caso contrario gli elettori possano eleggere un “Trump italiano”, che in caso di vittoria del Sì al plebiscito di domenica si ritroverebbe per l’appunto a disporre proprio di quei poteri dittatoriali, che l’attuale Costituzione per ora gli nega. Bella coerenza! Una logica ineccepibile, che poi è il mantra dominante tra gli intellettuali organici, che votano sì ma con riserva, insieme a tutto il cucuzzaro trasversale dei pennivendoli a libro paga. Gli stessi che gridavano alla “emergenza democratica”, per ogni gemito o colpetto di tosse del Papi, ma che ora trovano irrinunciabile buttare nel cesso quella stessa Costituzione, a difesa della quale tanto starnazzavano. Ovviamente a targhe alterne. Perché ce lo chiede il mercato. E sia mai che si dica NO! a quegli stessi (ex) “speculatori senza volto” che siedono all’ombra dei pupazzi abusivi messi al governo, per meglio tutelare i propri privilegi, affidando la propaganda ad un piazzista consumato:

matteo-carrelloVolete voi un aumento di 85 euro, da cumulare alla precedente mancia di 80 euro, a prescindere dal reddito?!?
#basta-un-sì
Volete voi un aumento del PIL del 380 per cento?!?
#basta-un-sì
Volete voi un miliardo di nuovi posti di lavoro?!?
#basta-un-sì
Volete voi l’abolizione delle tasse?!?
#basta-un-sì
Volete un appuntamento con Scarlett Johansson (e peccato se poi vi tocca un Roberto Benigni)?!?
#basta-un-sì
Volete la ricrescita dei capelli?!?
#basta-un-sì
Volete la seconda, la terza e pure la quarta casa?!?
#basta-un-sì
Volete un marito perfetto?!?
#basta-un-sì
Volete una pornostar come moglie?!?
#basta-un-sì
Volete mandare affanculo una volta per tutte il ducetto di Rignano e la sua banda di spurghi democristiani, salvando la Democrazia così come l’avete conosciuta e la Costituzione?!?
#basta-un-NO

Hit parade del mese:

01 - Coglione del mese01. MAGNA PURE TRANQUILLO!

[14 Nov.] «Se votate No state difendendo la Casta: contenti voi contenti tutti. Non venite a cercarmi poi eh?!?»
(Matteo Renzi, l’Indispensabile)

Silvio Berlusconi visita il comitato elettorale di Guido Bertolaso02. PRODOTTO SCADUTO

[13 Nov.] «Toccherà a noi proporre al Paese un’offerta politica di qualità, un progetto di governo serio, credibile e responsabile. Solo noi possiamo proporre un’alternativa seria ai fallimenti del centrosinistra»
(Silvio Berlusconi, l’Alternativo)

grillo03. INTERPRETAZIONI

[11 Nov.] «La firma falsa non è una firma falsa: è una firma copiata»
(Beppe Grillo, il Prestigiatore)

SELFIE-MAN04. L’IMBECILLITÀ AL POTERE

[14 Nov.] «Facciamoci un selfie: chiediamoci, cos’è l’Italia oggi? Dove eravamo e dove siamo?»
(Matteo Renzi, Selfieman)

boschi-scarpe05. MOLESTIE ELETTORALI

[22 Nov.] «Oramai mancano pochi giorni e ci sono ancora tante persone indecise: dobbiamo provare a convincerle, anche quelle che non conosciamo. Io dico sempre: dobbiamo essere educatamente molesti»
(Maria Elena Boschi, Lady Etruria)

astorre06. TRUMP FOR PRESIDENT!

[08 Nov.] «Gli Stati Uniti hanno scelto di cambiare. #bastaunSì per cambiare l’Italia. In meglio»
(Bruno Astorre, un altro coglione)

bersani07. METAFORE

[09 Nov.] «Il voto americano parla anche di noi. La mucca nel corridoio sta bussando alla porta»
(Pierluigi Bersani, l’Ermetico)

de-luca08. VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO!

[18 Nov.] «Il 4 dicembre ci giochiamo l’Italia, se le cose vanno male l’esito sarà imprevedibile. A me interessa che manteniamo la Campania unita sugli interessi fondamentali. In questo momento abbiamo un’interlocuzione privilegiata con il governo. Poi vi piace Renzi e non vi piace Renzi a me non me ne fotte un cazzo. Abbiamo fatto una chiacchierata con Renzi. Gli abbiamo chiesto 270 milioni di euro per Bagnoli e ce li ha dati. Altri 50 e ce li ha dati. Mezzo miliardo per la Terra dei fuochi e ha detto sì. Abbiamo promesse di finanziamenti per Caserta, Pompei, Ercolano, Paestum. Sono arrivati fiumi di soldi….. Che dobbiamo chiedere di più? Dobbiamo mobilitarci, andare tutti porta a porta, per venti giorni non dovete pensare ad altro e contrastare tutti gli argomenti del No, queste puttanate che dicono sul Senato. Prendiamo Franco Alfieri, notoriamente clientelare. Come sa fare lui la clientela lo sappiamo. Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda. Ecco, l’impegno di Alfieri sarà di portare a votare la metà dei suoi concittadini, 4mila persone su 8mila. Li voglio vedere in blocco, armati, con le bandiere andare alle urne a votare il Sì. Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso.»
(Vincenzo De Luca, il Boss)

Gabriele Albertini sindaco09. DEMENZE

[03 Nov.] «Ho studiato da grafologo dilettante quale sono la scrittura di Matteo Renzi: nella sua, leggo segni dell’intelligenza superiore»
(Gabriele Albertini, il Grafologo)

boldrini10. HAI ROTTO ER CAZZO PURE TE!

[11 Nov.] «Molte #donne inviate da tv italiane a elezioni #Usa. Ma perché nei sottopancia abbiamo letto ‘dal nostro corrispondente’, ‘dal nostro inviato’?»
(Laura Boldrini, Transgender)

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La faccia idiota del potere

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , on 4 aprile 2016 by Sendivogius

Matteo-RenziAscoltare questa bombarda caricata ad arroganza e propaganda, che parla come un Bettino Craxi qualunque e invita gli elettori ad andare al mare per boicottare un referendum che non gli piace, che si imbuca non invitato alle trasmissioni televisive e con grondante piacere conciona di cacciare via i deputati da un parlamento in cui non è mai stato eletto, mentre proprio non gli riesce di capire che in una civiltà democratica appalti e sviluppo economico non sono imperativi disgiunti dal rispetto delle leggi, rende tutta la drammatica misura della cialtronesca fanfaronaggine che contraddistingue l’idiota al potere, tra i continui contorcimenti spastici di un faccione sformato in una perenne espressione da ebete con le labbra pendule.

Renzi CerbiattoMatteo Cerbiatto
il pirla sfatto

Si dice che la personalità di una statista emerga nei momenti di maggior pressione. Coerentemente, a volerlo cercare (invano), Un deficiente di nome Matteodello ‘statista’ non si trova traccia alcuna. A meno che non si voglia davvero scambiare per tale, un bolso citrullo di provincia che imperversa nelle piazzette mediatiche, atteggiandosi a bullo di paese con l’inseparabile comitiva degli intriganti amichetti della parrocchietta, tanto gli riesce impossibile contenere l’insolente strafottenza che straborda insieme all’adipe strizzata in pantaloni troppo attillati, e nell’assenza di qualcuno che lo mandi degnamente affanculo indicandogli la strada più veloce per raggiungere la destinazione.

In pieno delirio bonapartista, l’aspirante reuccio è lungi dall’addivenire al suo “18 Brumaio”, ricordando più che altro la Libro Renzicaricatura delle circostanze. E se i libri li leggesse anche, invece di ostinarsi ad imbrattare carte nell’inutile testimonianza di una minchioneria siderale che non necessita certo di ulteriori dimostrazioni tanto è nota la sua evidenza, forse potrebbe cogliere tutta l’ironia della storia…

Karl Marx«Sembra veramente che il vecchio Hegel conduca dalla sua tomba la Storia, come spirito del mondo, e con grande coscienziosità faccia che tutto si presenti due volte, una volta come tragedia, la seconda volta come farsa pidocchiosa: Caussidière per Danton, Louis Blanc per Robespierre, Barthélemy per Saint-Just, Flocon per Carnot e il vitello della luna, con la prima mezza dozzina che gli capiti di sottotenenti carichi di debiti, per il piccolo caporale e la sua tavolata di marescialli. Così saremmo già arrivati al 18 Brumaio

Karl Marx
(03/12/1851)

Il solito deficienteE se è vero che gli uomini non tracciano mai il proprio destino in modo arbitrario, secondo modalità scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che essi trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalla tradizione, allora certi modelli di ispirazione restano immarcescibili tanto sono radicati nello spirito del cialtrone, prima ancora della ‘nazione’, ritornando sempre a galla come coproliti, seguendo il principio dei corpi galleggianti…

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 16-12-2015 Roma Politica Politica Senato - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi riferisce sul prossimo Consiglio Europeo Nella foto Matteo Renzi Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 16-12-2015 Rome (Italy) Politic Senate - Statements of the Prime Minister Matteo Renzi on the next European Council In the pic Matteo Renzi

«Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C’era veramente un accesso di necrofilia! Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva. E io sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima vergogna. E intanto c’è un risultato di questa campagna!
Matteo Renzi - smorfie[…] Finalmente viene dinanzi a noi una questione che ci appassionava: la domanda di autorizzazione a procedere con le conseguenti dimissioni dell’onorevole Giunta. La Camera scatta; io comprendo il senso di questa rivolta; pure, dopo quarantott’ore, io piego ancora una volta, giovandomi del mio prestigio, del mio ascendente, piego questa Assemblea riottosa e riluttante e dico: siano accettate le dimissioni. Si accettano. Non basta ancora; compio un ultimo gesto normalizzatore: il progetto della riforma elettorale. A tutto questo, come si risponde? Si. risponde con una accentuazione della campagna. Si dice: il fascismo è un’orda di barbari accampati nella nazione; è un movimento di banditi e di predoni! Si inscena la questione morale, e noi conosciamo la triste storia delle questioni morali in Italia. Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi. In questi ultimi giorni non solo i fascisti, ma molti cittadini si domandavano: c’è un Governo? Ci sono degli uomini o ci sono dei fantocci? Questi uomini hanno una dignità come uomini? E ne hanno una anche come Governo?
Io ho voluto deliberatamente che le cose giungessero a quel determinato punto estremo, e, ricco della mia esperienza di vita, in questi sei mesi ho saggiato il Partito; e, come per sentire la tempra di certi metalli bisogna battere con un martelletto, così ho sentito la tempra di certi uomini, ho visto che cosa valgono e per quali motivi a un certo momento, quando il vento è infido, scantonano per la tangente. Ho saggiato me stesso, e guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della nazione. Ma un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere! Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella dignità del Governo, e il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha detto: Basta! La misura è colma!
Matteo Renzi a Bruxelles per il Consiglio Europeo[…] Ora io oso dire che il problema sarà risolto. Il fascismo, Governo e Partito, sono in piena efficienza. Signori! Vi siete fatte delle illusioni! Voi avete creduto che il fascismo fosse finito perché io lo comprimevo, che fosse morto perché io lo castigavo e poi avevo anche la crudeltà di dirlo. Ma se io mettessi la centesima parte dell’energia che ho messo a comprimerlo, a scatenarlo, voi vedreste allora. Non ci sarà bisogno di questo, perché il Governo è abbastanza forte per stroncare in pieno definitivamente la sedizione dell’Aventino. L’Italia, o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa. Noi, questa tranquillità, questa calma laboriosa gliela daremo con l’amore, se è possibile, e con la forza, se sarà necessario. Voi state certi che nelle quarantott’ore successive a questo mio discorso, la situazione sarà chiarita su tutta l’area. Tutti sappiamo che ciò che ho in animo non è capriccio di persona, non è libidine di Governo, non è passione ignobile, ma è soltanto amore sconfinato e possente per la patria

Benito Mussolini
(03/01/1925)

MussoliniLa differenza tra il duce di Predappio e l’indisponente ducetto di Rignano resta abissale. Se il primo parlava al Parlamento, nonostante considerasse l’assemblea parlamentare “un’aula sorda e buia” da chiudere quanto prima, il secondo si comporta di fatto come se le Camere già non esistessero più. In compenso, entrambi sembrano accomunati dal reciproco disprezzo per ogni opposizione e l’insofferenza verso le regole costituzionali (che infatti vanno cambiate). D’altronde, non è per ossequiare le prassi istituzionali che il Bambino Matteo è stato intronizzato abusivamente al governo, mentre fa appello ai reali “azionisti” (mai termine fu più appropriato!) della sua maggioranza…

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La regola del silenzio

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , on 16 agosto 2015 by Sendivogius

Dead-SilenceA quanto pare, nemmeno la straordinaria canicola estiva è riuscita a prosciugare la favella dei panciuti gigioni in sovrappeso che si passano la staffetta, nell’ansia di condividere col resto di Borgo Citrullo la propria eccedenza di effluvi intestinali su concentrazione gassosa, pur di continuare a calcare ad oltranza le scene dei teatrini della politica peggiore. Si inseguono, si stuzzicano e si provocano a vicenda, senza soluzione di continuità, con un crescendo cacofonico di idiozie centrifugate al massimo ribasso, nella litigiosa alternanza dei caratteristi che si contendono il palcoscenico.
Matteo il Cinghiale Si passa così dal Falstaff di Pontassieve, al Teddy Ruxpin della Val Brembana; entrambi tallonati a Matteo Salvinistretto giro di post dalla chioma cespugliosa del canuto Besugo di Bibbona (sia mai che resti addietro!). E tutti convenuti a raccattare qualche voto in più, su quella questione immigratoria al peggio della sua non-gestione.

il cespuglio

Dead Silence Il papi oramai è fuori gioco per raggiunti limiti di età e in assenza di pezzi di ricambio non passa la revisione.
Nella singolar tenzone, tra i troppi specialisti del cialtronismo istituzionalizzato in circolazione, ci mancava solo l’entrata ad effetto di qualche vescovo-conte della carità prezzolata in subappalto, da contabilizzare su rimborso quote, alla fiera ipocrita dei buoni sentimenti d’asporto con saldo corrente in conto capitale. O gli ancor meno desiderabili consiglieri Čičikov per la raccolta del testatico sulle anime morte che alimentano l’industria della “accoglienza” la quale, stando agli ‘esperti’ del settore, sembrerebbe rendere assai meglio del traffico di stupefacenti.
A-tipico esempio dell’Italia che (non) lavora, sono gli instancabili freaks farlocchi di un luna park mediatico che non chiude mai ed è aperto anche a ferragosto per il pubblico più affezionato.
Salvini contro l'arancia clandestinaNella loro squallida desolazione, ricordano i personaggi grotteschi e osceni di ben altre narrazioni…

Pasto nudo «Ti ho mai raccontato dell’uomo che aveva insegnato a parlare al suo buco del culo? L’addome gli si muoveva su e giù e lui scoreggiava parole, capisci? Mai sentito niente del genere.
Tutto ‘sto parlare col culo aveva una specie di frequenza intestinale. Ti colpiva laggiù come se dovessi farla. Hai presente quando il buon vecchio colon ti dà di gomito, e senti quella specie di freddo dentro, e sai che tutto quello che puoi fare è correre a liberarti? Be’ questa voce ti beccava proprio laggiù, un rumore come di bollicine, denso e stagnante, un rumore del quale sentivi “l’odore”.
Quell’uomo lavorava in un luna park, capisci, e a prima vista sembrava il nuovo numero di un ventriloquo. Divertentissimo, tra l’altro, all’inizio. Il suo numero si chiamava “Il buco migliore”, roba da urlo, giuro.
[…] Dopo un po’ il culo s’è messo a parlare da solo. Lui cominciava senza essersi preparato niente e il suo culo improvvisava e ogni volta gli rilancia le battute. Poi gli sono spuntati dei gancini curvi che raspavano come denti e ha cominciato a mangiare. Lui all’inizio pensava che fosse una figata e ci ha costruito intorno il suo numero, ma il buco del culo si è mangiato i calzoni e ha cominciato a parlare per la strada, gridava che voleva la parità dei diritti. Si sbronzava pure e si prendeva certe sbornie tristi della madonna, frignando che nessuno gli voleva bene e poi voleva essere baciato come qualsiasi altra bocca. Alla fine parlava sempre, giorno e notte, lo si sentiva a isolati di distanza, lui gli gridava di chiudere il becco, lo prendeva a pugni, ci ficcava dentro le candele, ma non serviva a un tubo e il buco del culo gli diceva: “Alla fine sarai tu a chiudere il becco, non io. Perché non c’è più bisogno di te. Adesso posso parlare, mangiare e cagare.”»

William S. Burroughs
Pasto nudo
Adelphi, 2001

Naked lunchOra, immaginare un deretano mutante che si eleva a vita propria è francamente eccessivo, ma la loquacità logorroica di certi orifizi assurti a protagonisti primari rischia di rasentare la stessa natura.

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CIALTRONITE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , on 19 luglio 2015 by Sendivogius

cialtrone

Consumata in fretta la mancetta degli 80 euri, ci si chiedeva da tempo cosa mai avrebbe tirato fuori dal cilindro sfondato questo televenditore di fuffa a domicilio, per risalire nei sondaggi che lo danno in caduta libera di consensi con l’indice sempre variabile del gradimento degli italiani.
renzi Strabordante nel suo enorme faccione da girello bollito (per non dire da culo), col solito sorriso ebete incorporato a marchio dop, eccolo gattonare il vitello tonnato che si crede d’oro con addosso il doppiopetto riciclato del Pompetta pazza, mentre ne rilancia e raddoppia le balle potenziate. Come un piazzista di pentole usate, ri-annuncia il taglio dell’IMU (già ICI) dai baracconi deserti dell’Expo milanese, trasformata in location del partito bestemmia per la propaganda di governo, con la claque precettata a pagamento per il contorno coreografico attorno alla pappa riscaldata.

aboliremo IMUPer noi la prima casa è sacra come è sacra la famiglia. Per questo aboliremo l’Ici. Avete capito bene: aboliremo l’Ici su tutte le prime case, e quindi anche sulla vostra. Avevamo detto: ‘la forza di un sogno, cambiare l’Italia’. E lo stiamo facendo.”

Silvio Berlusconi
(03/04/2006)

pentole-08Non si tratta di plagio, bensì di un tributo in omaggio al Papi putativo, da cui discende come il figlio e lo spirito santo. All’epoca si parlò di “esperimento di demagogia”, “boutade elettorale”, “populismo mediatico”… Oggi invece si chiama “rivoluzione copernicana”; ovvero: prendete una menata conclamata, fissatela al centro di un vuoto cosmico, e vedrete che ogni cialtrone comincerà a girarci attorno in moto perpetuo, passando sempre per il punto di partenza senza arrivare da nessuna parte.
Missione compiutaEvidentemente, il Bomba deve aver pensato che nell’imminenza delle prossime elezioni, il modo migliore per conquistare gli elettori consiste nel comprarseli. E cosa c’è di meglio che rimettere mano alla tassa sulla casa, promettendo di eliminarla del tutto, senza distinzioni, senza coperture, senza tenere in alcun conto gli scaglioni di reddito, per un ennesimo regalo ai ricchi ed ai grandi proprietari immobiliari (il Gruppo Caltagirone ringrazia).
Renzi il CazzaroOrmai il passaggio di testimone tra Papi e Figlio può dirsi completato, tanto sono complementari ad eccezione del codazzo di bagasce a carico, che rende inconfondibile quell’altro fior di ‘statista’ da Arcore. D’altronde, ogni Wanna Marchi ha il suo Mago do Nascimento, nell’impossibilità di distinguere oramai l’uno dall’altra, tanto le reciproche smarronate sono sovrapponibili tra loro in assenza di discontinuità. Tra cazzari, l’intesa è totale per affinità elettiva. Nella guerra dei peti, vince chi la spara più grossa, tanto una stronzata tira l’altra. 

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EL DESCAMISADO

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 ottobre 2014 by Sendivogius

Juan Domingo PeronJuan Domingo Perón
Il presidente descamisado dell’Argentina

La prolifica tradizione dell’italico cialtronismo ci ha ormai abituato all’esposizione di una lunga galleria degli orrori, in cui continuano ad accumularsi i ritratti della nazione: dalle nature morte del vecchio partitume grigio-seppia, alle tinte vivaci dell’intramontabile demagogia qualunquista in sempre nuovi spruzzi di colore, dove gli imbrattatele sovrastano gli artisti.
Merda d'artistaConcentrata l’offerta in prodotti sostanzialmente uguali per confezione e per sostanza, venendo incontro alla domanda di consumatori più che omologati, la scelta elettorale si riduce nelle sue massime espressioni a prodotti equipollenti, nella prevalenza del partito liquido, ‘aperto’, e soprattutto informe (come una scarica di diarrea!), che si vorrebbe all’amerikana, con ben poche varianti a seconda delle esigenze di marketing.
Come risultato, la ruota degli esposti tra gli orfanelli prepotenti del post-ideologico è circoscritta alla girandola istrionica di gemelli diversi, ma tutti frutto dello stesso parto.
Tre galletti nel pollaioSono il padre, il figlio, e il santone senza spirito dell’anti-politica in polvere: tre partiti populisti per tre bolsi gaglioffi, attorniati dalle loro groupies in fregola per una poltrona in platea.
Come il gioco delle tre carte, si perde sempre.
three-cardsIn apparenza, compatte come può esserlo uno yogurt allungato, sono formazioni a scadenza ravvicinata e bassa digeribilità, con programma minimo e propaganda massima. La loro funzione è raccattare voti, drenando ogni palude disponibile, senza preoccuparsi troppo del filtraggio delle acque; in quanto comitati elettorali esistono e si sciolgono in funzione del capo politico. Vivono e scompaiono con lui. E pertanto risultano intercambiabili, a seconda delle necessità e della campagna acquisti.
In quanto contenitori vuoti di idee, sono come i bidoni indifferenziati della spazzatura: raccolgono tutto ciò che può tornare utile in termini di consensi; totalmente indifferenti alla puzza, smaltiscono qualsiasi rifiuto. E scambiano la compattazione scarti per formattazione selettiva.
pallonataChe si chiamino “partiti”, oppure “movimenti” come scelta semantica di ripiego e più appetibile sul mercato elettorale, la loro natura è quella propria del Fan-Club: fanno coreografia per le esibizioni del leader, gestiscono la prevendita dei biglietti per lo show, e in cambio acquisiscono parte dei diritti di copyright sullo smercio del merchandising promozionale (o un seggio in parlamento).
Se il maestro indiscusso del genere è stato il Pornonano, coi suoi club ForzaSilvio! ed i manipoli di papiminkia in adorazione dell’Unto, il modello ha toccato punte di successo estatico con le fangirls isteriche del Grullo sbavante. Tuttavia, il vero apice sembra essere stato raggiunto dalle inaspettate cheerleaders del signor lor, Renzi il mefitico, e delle algide madonnine che fluttuano tra una poltrona e l’altra, contro ogni “meritocrazia”, nel disciolto partito bestemmia ad uso del Capo.
Santa Maria ElenaIn questo, le divisioni in corso d’opera nel vecchio “partitone” costituiscono poco più che una lite condominiale, sull’uso degli spazi comuni e la scelta della tinteggiatura, per la salvaguardia della “Ditta” in liquidazione, ridotta a spaccio da caserma, con delega in bianco, per la vendita di prodotti avariati all’incanto.
Make your choiceSi tratta solo di una squallida pantomima ad uso interno: poliziotto buono e poliziotto cattivo, che si danno il cambio nella recita delle parti, alternando il bastone e la carota (con o senza vasellina). In realtà, a fattori inversi, la somma non cambia. Ed è altamente sotto la sufficienza.
Matteo Renzi All’atto pratico, superata la prova nel nove, non vi è nulla di davvero originale nel Renzismo di fuffa e di governo: decisionismo fanfarone di derivazione neo-cesarista e post-berlusconismo d’accatto, un po’ di blairismo fuori tempo massimo, obamite di facciata a plagio persistente dell’originale, larghe pennellate di vernissage di genere che poi è la faccia nascosta del sessismo…
Per il premier fast & furious, solo parti riciclate!
E lo fa accompagnandosi ai peggiori figuri, che più hanno funestato l’Italia negli ultimi trent’anni, senza provare alcuna ombra di imbarazzo o un minimo di disgusto. In questo e altro, le Laide Intese ed i “Patti del Nazareno” funzionano benissimo, per una esperienza di governo a prova di elezione. E di Costituzione, che infatti si cambia a colpi di fiducia, meglio se con potere di delega (e deroga).
Il suo non è nemmeno autoritarismo, ma bullismo istituzionale.
machomanSi aggiunga l’onnipresenzialismo con sovraesposizione mediatica: una mattina di queste solleverete la tavoletta del cesso e vi vedrete spuntare lo scoppiettante Telemaco, che cinguetta ottanta euro e quarantuno-per-cento! in training autogeno.
Leonardo SciasciaE si sorvoli sulle maniche di camicia perennemente arrotolate, e tanto cretinismo digitale che fa molto modernismo provinciale, con ampie spruzzate di luogocomunismo trasversale che piace tanto alla “gente”…
Di pochissime letture (meglio se confuse) e nessuno studio, la principale fonte d’ispirazione è la serie televisiva “House of Cards”, ovvero: la storia di un perfetto stronzo in politica, che vive il potere per il gusto del potere, nell’esercizio esclusivo del medesimo.

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