Archivio per Cesare Beccaria

Il Tribunale del Popolo

Posted in A volte ritornano, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 maggio 2014 by Sendivogius

Cthulhu's constitution

Rimestare nelle parole del noto “capo politico”, alla vana ricerca di una qualche coerenza logica nei conati rabbiosi che va vomitando in giro per le piazze, equivale a filtrare i liquami di una latrina, pensando di poterne ricavare qualcosa di commestibile.
Crazies_1-sheetmech_121509.indd  Tanto che nell’impossibilità di cogliere un’idea pressoché minima nei rigurgiti acidi di tormenti gastrici, è molto più facile scorgere le analogie totalitaristeggianti, tra l’accozzaglia dei richiami più infelici, contenuti nelle inferenze cognitive del metapensiero ensifero.
28 days later Nella condensazione gassosa di reflussi intestinali, col suo universo caotico di suggestioni, deliri e provocazioni, nei quali si articola la neo-lingua e che alimenta le frustrazioni malate dei nuovi Enragés digitali, spazio e decenza si annullano in un vuoto pneumatico che non conosce Ducettofondo né limite alcuno. Ci si interroga piuttosto su quale sia il livello di intorpidimento delle coscienze, la soglia di tolleranza civile di una società imbelle ed inetta, dinanzi ad una parodia macchiettistica, oltre Hitler, che ama esibirsi in pose ducesche, con effetto farsesco da cialtrone qual’è, nell’immanenza del buffone travestito da dittatore. E ci si chiede cos’altro debba defecare ancora il vaporoso merdone dai capelli cotonati, mentre discetta tranquillamente di prigioni politiche per i nemici della setta, con tanto di modellino carcerario al seguito, Inquisitiopromettendo processi speciali e “tribunali del popolo”, stilando senza sosta liste di proscrizione, per destare un qualche minimo sussulto in una democrazia profondamente malata. E lo fa, come se fosse la cosa più normale del mondo. Per la bisogna, è pronta anche la scelta X Massull’ubicazione del nuovo campo di concentramento: la Fortezza di Lerici, antica prigione medioevale per la ricostituita inquisizione pentastellata, e già sede delle flottiglie repubblichine della Decima Mas.
rogo (1)  Generalmente, i “tribunali del popolo” stanno al Diritto come la merda sta alla cioccolata. Allo stesso modo, ogni volta che una banda di psicopatici rabbiosi si riempie le fauci di “popolo”, ne bestemmia anche il nome; finendo in genere per sputare fuori brandelli sanguinolenti di una società dilaniata, nella preservazione proprio di quello stesso “regime” che tanto si vorrebbe ‘abbattere’.
infectionIn Italia, l’ultimo politico di rilievo ad essere rinchiuso in una “prigione popolare” e venire processato da un “tribunale del popolo” è stato Aldo Moro. E non è andata proprio benissimo…

Aldo Moro  «Aldo Moro, che oggi deve rispondere davanti ad un Tribunale del Popolo, è perfettamente consapevole di essere il più alto gerarca di questo regime, di essere il responsabile al più alto livello delle politiche antiproletarie che l’egemonia imperialista ha imposto nel nostro paese, della repressione delle forze produttive, delle condizioni di sfruttamento dei lavoratori, dell’emarginazione e miseria di intere fasce di proletariato, della disoccupazione, della controrivoluzione armata scatenata dalla DC; e sa che su tutto questo il proletariato non ha dubbi, che si è chiarito le idee guardando lui e il suo partito nei trent’anni in cui è al potere, e che il tribunale del Popolo saprà tenerlo in debito conto

 Brigate Rosse
Comunicato n.3
(29/03/1978)

Tuttavia, per le tipologie di riferimento care agli ensiferi, un modello particolarmente riuscito di tribunale popolare è stato il Volksgerichtshof, le cui fortune vanno sicuramente oltre Hitler anche se l’ambito di ispirazione ideale è sempre quello.
Volksgerichtshof  (1)Con la singolare proposta declamata dall’aspirante e panzuto führer a 5 stelle, il caro vecchio Volksgerichtshof condivide la rapidità di giudizio e la discrezionalità probatoria in ambito di istruttoria; l’inappellabilità delle sentenze; la colpevolezza fino a prova contraria; collegi giudicanti tutti interni al partito/movimento.

Volksgerichtshof

Marco TravaglioMa al contrario del progetto pentastellato, seppur ridotto ad un vuoto simulacro formale, nonostante tutto, il Volkgerichtshof contemplava la parvenza di un collegio difensivo. Cosa che invece è del tutto esclusa dal diritto riformato a cogestione ensifera, secondo il nuovo corso di procedura penale a firma Grillo-Travaglio, dove la sentenza è funzionale alla condanna e mai viceversa.

“Ci saranno le liste, le prove e i testimoni di accusa come in processo. Per ogni persona ci sarà un cittadino che articolerà i capi di accusa.”

Quello che mancherà è invece il basilare diritto alla difesa. Trattasi infatti di un intollerabile residuato castale, sostituito in compenso da un’inflazione di aspiranti carnefici.

“Alla fine gli iscritti certificati al M5S potranno votare per la colpevolezza o l’innocenza”

Praticamente, abbiamo in un sol mazzo giudice, giuria, e carnefice, come nelle migliori distopie totalitarie.

“Il processo durerà il tempo necessario, almeno un anno. Le liste saranno rese pubbliche quanto prima e l’ordine in cui saranno processati gli inquilini del castello sarà deciso in Rete.”

Franz KafkaIn questo caso, più ancora che “oltre Hitler”, siamo oltre Kafka nella commistione romanzata di un’allucinazione collettiva per un delirio condiviso. Il Processo si fonde con Il Castello; seguendo i bordi della follia, il surrealismo di kafkiano si fonde con Borges nella Biblioteca di Babele, mentre nelle cupe segrete del castello risuona inquietante il brusio di innumerevoli voci infantili: il popolo certificato con utenza autorizzata, chiamato ad esercitare la ‘giustizia’ (intesa come esecuzione pubblica) in nome e per conto del barbuto vendicatore a marchio registrato.
28Nel mondo malato di Gaia, tutto si riduce al capriccio dispotico del “capo politico”, che si fa uno e 100%, e che ovviamente ha sempre ragione…

Franz Kafka by Sasan  «Uno dei principi che regolano il lavoro della amministrazione è che non si deve mai contemplare la possibilità di uno sbaglio. Questo principio è giustificato dalla perfetta organizzazione dell’insieme, ed è necessario per ottenere la massima rapidità nel disbrigo delle pratiche […] Tutto è servizio di controllo. Certo non è fatto per scoprire errori nel senso grossolano della parola perchè errori non se ne commettono, e anche se ciò per eccezione accade…. chi può dire alla fin fine che sia un errore?»

  Franz Kafka
  “Il Castello”
  Mondadori (1979)

Ovviamente, se la difesa è interdetta, i testimoni sono tutti interni al moVimento e a carico dell’accusa, nel superamento delle più elementari nozioni alla base dello Stato di diritto.
Non male come parabola discendente, per il Paese che ha dato i natali a Cesare Beccaria!

Cesare Beccaria  «Egli è un punto considerabile in ogni buona legislazione il determinare esattamente la credibilità dei testimoni e le prove del reato.
[…] La credibilità dunque deve sminuirsi a proporzione dell’odio, o dell’amicizia, o delle strette relazioni che passano tra lui e il reo. Piú d’un testimonio è necessario, perché fintanto che uno asserisce e l’altro nega niente v’è di certo e prevale il diritto che ciascuno ha d’essere creduto innocente. La credibilità di un testimonio diviene tanto sensibilmente minore quanto piú cresce l’atrocità di un delitto o l’inverisimiglianza delle circostanze; tali sono per esempio la magia e le azioni gratuitamente crudeli. Egli è piú probabile che piú uomini mentiscano nella prima accusa, perché è piú facile che si combini in piú uomini o l’illusione dell’ignoranza o l’odio persecutore di quello che un uomo eserciti una potestà che Dio o non ha dato, o ha tolto ad ogni essere creato

  Cesare Beccaria
“Dei delitti e delle pene” (1764)

rogo ereticiMa in fin dei conti, l’idea del “processo popolare”, ancorché in ‘rete’, per il ludibrio di un’orda di boia virtuali ed il profitto della premiata ditta KKKCaseleggio & Co. con migliaia di click a ritorno pubblicitario, è in fondo l’ennesima variante (in versione pulita) del linciaggio: nascosto nell’anonimato del webbé, chiunque può indossare il suo immacolato cappuccio bianco e procedere al rito di purificazione.

Lawrence Beitler Lynching (Indiana, 1930)07/08/1930. Indiana (USA). Linciaggio di Thomas Shipp e Abram Smith, nella cittadina di Marion (foto di Lawrence Beitler).

Nella migliore delle ipotesi, è gogna elevata a sublime strumento di governo, mentre si rifà il filo alle mannaie.
Inquisizione - GoyaNessuna giustizia, nessuna ansia legalitaria, ma solo il furore forcaiolo di chi ha bisogno di teste mozzate da issare su una picca e poi correre per le strade, innalzando il suo macabro trofeo in un’orgia di sangue, per l’appagamento degli istinti animali della Setta. E se proprio non si trova colpa, la si inventa.

teste tagliate

«Ogni pena che non derivi dall’assoluta necessità, dice il grande Montesquieu, è tirannica; proposizione che si può rendere piú generale cosí: ogni atto di autorità di uomo a uomo che non derivi dall’assoluta necessità è tirannico.
[…] La prima conseguenza di questi principii è che le sole leggi possono decretar le pene su i delitti, e quest’autorità non può risedere che presso il legislatore, che rappresenta tutta la società unita per un contratto sociale

 Cesare Beccaria
“Dei delitti e delle pene” (1764)
Cap.II; “Diritto di punire”

Mimì e Cocò  Da Beccaria e Pietro Verri siamo passati ad energumeno che si crede Robespierre e travestito da Mastro Titta gioca con le figurine nel suo castello degli orrori in cartapesta, insieme al suo femmineo pennivendolo di fiducia coi piedi infilati nelle scarpe di Hébert.

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