Archivio per Cazzaro

Uomini o caporali?

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 giugno 2015 by Sendivogius

Fat Cute Soldiers

“La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza.
Uomini o Caporali Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama.
I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l’autorità, l’abilità o l’intelligenza, ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque. Dunque, fattydottore, ha capito? Caporali si nasce, non si diventa: a qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso: hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi, pensano tutti alla stessa maniera.”

La_Russa_in_mimetica Era dai tempi di Benito La Russa ministro, che non si vedeva uno di quegli inquietanti figuri in conto politico vestire una divisa militare; non sapendo che un’uniforme, in primo luogo, bisogna saperla portare, se non si vuole sembrare incredibilmente ridicoli…
E la cosa sembrava circoscritta lì, fintanto che Angelino Alfano non ha voluto rinverdire la discutibile pratica, in una fugace ma non meno imbarazzante esibizione. Anche lui a ciondolare dalle parti delle cucine da campo, intabarrato nella cerata policroma presa in prestito da qualche fondo di magazzino ad Herat, tra attempati attendenti delle CCS riunite in rivista. In entrambe i casi, non era certo un bello spettacolo a vedersi…
Alfano ad HeratCosa spinga poi questi costosi idioti a pubblico mantenimento, a travestirsi da guerrieri della domenica, infagottati in giubbe mimetiche palesemente troppo piccole che ne esaltano il fisico sformato, l’assoluta assenza di massa muscolare, ed il ventre prominente vergognosamente rilassato in un ingombrante cascame di ciccia superflua, resta una di quelle questioni irrisolte che rendono bene il livello di imbecillità a cui è scaduta la politica twittata con raffiche incontrollate di selfie.
lucarelli-renziGiacché è la pioggia di merda, come la figura, ad imprimersi nell’immaginario collettivo ogniqualvolta ci si imbatte in una tale desolazione dello spirito e dell’indecenza.
alfano-heratSiamo così passati dal ghignante La Russa beotamente gaudente nel suo colorato costumino di carnevale, all’intirizzito Alfano con tanto di cappellino per la gita marziale, fino all’immancabile performance del “Bomba” che certo non poteva sottrarsi alla gara dei travestiti, mentre sghignazza come suo solito, tutto eccitato dall’esordio in caserma, con le finte stellette appuntate sul petto da tisico riformato…
scherzi da casermaQuali siano state le impressioni della truppa riunita per assistere alla passerella esotica di questo ingibbonito bidone da parata, con tanto di gobbetta incipiente e pappagorgia al vento non è dato sapere. È certo che simili spettacoli, circoscritti a comparsate lampo, rendono assai più piacevole la lontananza dall’Italia, lasciando a noi l’intera prosecuzione della farsa.

Il Gobbo di Herat

RENZIMANDIAS
di Alessandra Daniele
(01/06/2015)

Tywin Lannister“Any man who must say “I am the king” is no true king at all”

«Renzi è un cazzaro.
Il suo petulante ottimismo è solo una sceneggiata per i media di corte.
Il suo presunto carisma è un prodotto sintetico di quegli stessi media.
Il suo pseudo consenso maggioritario in un anno s’è già praticamente dimezzato.
E come queste regionali hanno dimostrato, il suo personale potere effettivo non gli basta nemmeno a controllare il suo stesso partito. Un PD più dilaniato che mai dalla guerra fra bande, con arroganti capibastone che spadroneggiano alla faccia dell’immagine che Renzi vorrebbe spacciare, e cadaveri eccellenti pronti a cogliere l’occasione giusta per vendicarsi dell’usurpatore fiorentino.
Grazie a Cofferati, ne ha trovato il modo persino lo sparuto ex sodale Pippo Civati: dopo un anno di travagliati monologhi con in mano il teschio di Letta, il Principe Triste s’è deciso a lasciare il partito e riciclarsi come Principe del Popolo, sostenendo un candidato ligure inventato apposta per fottere – meritatamente – il PD. Un fuoco amico che Renzi non ha saputo fronteggiare, se non con inutili appelli al voto utile anti-berlusconiano, che da parte sua suonano particolarmente grotteschi, visto che Berlusconi è stato un suo grande elettore almeno quanto Marchionne.
E i califfati di Puglia e Campania, con Emiliano e soprattutto De Luca, minacciano d’essere per Renzi una zeppa nel culo persino peggiore della bruciante sconfitta ligure.
Anche a prescindere dall’assegnazione delle singole poltrone, queste regionali sanciscono comunque il tramonto di quell’apparente consenso plebiscitario manifestatosi alle elezioni europee, che non potrà più essere sbandierato dal premier come simulacro di legittimazione popolare per ogni sua porcata.
Come un reggente fantoccio insediato da un esercito occupante, Renzi non ha il controllo del territorio. Tutto il potere che ostenta deriva dalle lobby che lo sostengono al governo nazionale, e che alle amministrazioni locali sono in definitiva meno interessate.
Quello che a loro importa è controllare la politica economica nazionale, in modo che l’Italia continui a togliere ai lavoratori per dare agli speculatori, e che ogni ostacolo residuo sul percorso di questo denarodotto venga spazzato via.
Infatti l’attuale bersaglio privilegiato del premier, dopo l’istruzione pubblica, sono il diritto di sciopero e i sindacati, soprattutto quelli di base, che progetta di abolire.
Con tutta la sua vanagloria Renzi non è affatto un sovrano.
Per citare Apocalypse Now, è soltanto un garzone mandato dal droghiere a incassare i sospesi.
Politicamente parlando, Renzi è un killer.
E il suo obiettivo siamo noi.
La sua caduta però è già cominciata

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L’Anno del Cazzaro

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , on 25 febbraio 2015 by Sendivogius

Bullshit-O-MeterQual’è il colmo per una vecchia cariatide imbolsita, che se ne sta incollata ai seggioloni del ‘potere’ per fusione osmotica, così come un lichene è appiccicato alla pietra?
Cicciobello Il colmo consiste nell’essere rottamato da un grasso quarantenne dall’aspetto sudaticcio, nato diversamente vecchio ma convinto di essere “giovane”, che caracolla strizzato in giacche che gli vanno troppo strette sui kg di troppo. Ovvero, uno strafottente bellimbusto, cresciuto nei vivai democristiani, riciclando idee altrui che conservano la freschezza di un prodotto scaduto da più di trent’anni, ma vengono declamate con la cialtroneria di un venditore di preservativi usati.
Ah Cazzaro!Altro non ci viene in mente, nel descrivere un anno di Matteo Renzi: questa personificazione ambulante di un disturbo narcisistico della personalità, abusivamente paracadutato a Palazzo Chigi trasformato in kindergarten per le esibizioni Matteo Renziscenogafiche del Bambino di Rignano, sempre pronto a gigioneggiare con l’espressione beotamente porcina che lo contraddistingue tra gli altri insaccati di governo.
Bisognava attendere il PD renziano, per veder realizzare tutto quello che non era riuscito di fare alla peggiore destra berlusconiana, in un ventennio di abusi istituzionalizzati.
ArroganceNon resta altro che lo sconcerto, nel seguire i cinguettii ed i decretali di questa sottospecie di copia antipatica di mio cugino Vincenzo, lo stupor munditiae attorniato da una comitiva parrocchiale di chierichetti non meno arroganti di lui, a cui vanno aggiunti i professorini del renzismo militante: dagli stati di allucinazione estatica di un Pietro Ichino in orgasmo multiplo da Jobs Act, agli sbrodolamenti accademici di un Filippo Taddei Filippo Taddeiperennemente febbricitante col suo sguardo spiritato, perso nella vuota contemplazione di sé. Tutti molto intransigenti, quando si tratta di decidere le vite degli altri. Il vero dramma di questo Paese non è la fuga dei cervelli all’estero, è che prima o poi alcuni ritornano. E si danno alla “politica”. Non per questo vogliamo misconoscere le Crescita - by Liberthaliaperformance ministeriali di un Padoan, che snocciola cifre gonfiate al rialzo di una ri-presa (per il culo), nell’ansia di prestazione per una crescita pompata a botte di cialis contabile.
Al confronto, l’appagato papi della patria sembra addirittura un raffinato statista dall’elegante sobrietà; Padron Grullo un greppemaestro di cerimonie (così come la merda profuma) e gli ensiferi della setta a cinque stelle un baluardo di democrazia! In quanto alla Presidenza della Repubblica, il cambiamento è quasi impercettibile: dall’Uomo del Colle, che parlava troppo; all’Uomo del Tram, che invece non parla mai. Se l’uno ‘monitava’, l’altro tace. Per entrambi non va disturbato il Timoniere.

Il Mattarello by Edoardo Baraldi

“Il paradosso dei gemelli”
di Alessandra Daniele
(12/02/2015)

Renzi il Cazzaro«Matteo è un cazzaro.
Fa promesse che non potrà mai mantenere, solo per rastrellare più voti che può dove può.
Niente di quello che promette è realizzabile, a parte una riduzione dei diritti, un regresso al secolo passato.
Matteo è un reazionario che si finge un rinnovatore, un pollo d’allevamento che si spaccia per un outsider.
Matteo è telegenico.
Non perché sia bello, è un bamboccio grasso e sudaticcio, ma ha l’aria familiare, sembra un cugino.
La sua prima apparizione televisiva risale a un quiz Mediaset degli anni 80.
Oggi occupa tutti gli spazi televisivi che può per pompare la sua immagine, perché in fondo solo d’immagine consiste.
Matteo è un bulletto.
Gli piace fare la voce grossa e darsi arie da leader, ma di fronte a chi è davvero potente non è capace di fare nulla.
Pareva entusiasta della guerra di Libia più d’un futurista vintage. Poi ha piantato una frenata, come per un contrordine improvviso.
Benché ostenti decisionismo, ben poche delle decisioni che annuncia sono davvero sue.
Matteo sembra giovane.
In realtà è un quarantenne politico di professione, che ha passato tutta la carriera dalla parte dei vincitori, a livello nazionale o regionale-amministrativo.
I suoi peggiori nemici sono tutti i suoi colleghi di partito ai quali ha fatto le scarpe.
Aspettano l’occasione propizia per restituirgli il favore, ma resteranno fra le teste di cartapesta del suo carro allegorico finché sarà quello del vincitore.
Matteo piace agli italiani.
Molti di loro lo considerano l’ultima speranza di evitare l’alternativa, che ritengono una terribile minaccia.
Il paradosso però è che la loro alternativa a Matteo è Matteo.
Renzi. Salvini.»

I due Matteo

Inarrestabile, inarrivabile, inesauribile, come la propaganda che ne alimenta la fuffa di governo, la millanteria trionfalistica di questo viziato bamboccio di provincia cresce proporzionalmente alle bubbole che va cacciando fuori, in un crescendo compulsivo di tweet: il modo migliore per digitare minchiate, spararle sempre più grosse, e farlo in fretta con un minimo dispendio di parole, senza preoccuparsi della confezione.

M.RENZI

I bulli sono fatti così. Sono arroganti; cominciano con le battutine provocatorie, i messaggini molesti e sempre più meschini. Attuano forme più o meno dirette di discriminazione, che aumenta con il crescendo delle prevaricazioni, e continuano imperterriti nel tempo, finché non trovano qualcuno peggiore o più determinato di loro. Allora prima si piegano e poi si spezzano.

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Re di Fuffa

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 settembre 2014 by Sendivogius

poker cards

«Con Propaganda si intende l’intera gamma di attività il cui contenuto è l’informazione o il divertimento e il cui scopo è in questo caso:
a) distrarre l’attenzione dai sacrifici attuali.
b) giustificarli in termini di garantita felicità futura.
Ciò può implicare o no la presentazione del mondo esterno come un mondo la cui situazione è ancora peggiore, ma presenterà senz’altro come di gran lunga inferiore il livello di vita passato.
Uno scopo altrettanto importante della propaganda sarà quello di convincere le masse che l’attuale leadership è il più efficiente veicolo di modernizzazione; ciò può essere ottenuto in termini razionali avvalendosi di immagini statistiche, o in termini irrazionali che presentano la leadership come superumana.
Con Repressione si intende l’intera gamma delle attività politiche della polizia miranti a:
a) Sopprimere l’attività politica individuale, mediante la sorveglianza e l’imprigionamento.
b) Intimidire le masse con l’esibizione della forza.
c) Impedire la circolazione di informazioni rivali, controllando i mezzi di comunicazione di massa e inibendo la discussione pubblica.»

   Edward N. Luttwak
   “Tecnica del Colpo di Stato”
   Longanesi, 1969.

Bandiera di Hong KongPraticamente, è la differenza fondamentale che intercorre tra l’Italia ed il governatorato cinese di Hong Kong, La diversità consiste nel fatto che, mentre la prima ha fatto dell’uso della “propaganda” una felice applicazione di governo, la Cina deve ricorrere alla “repressione” perché, nonostante tutto, una coscienza democratica esiste ancora, laggiù ad Hong Kong, dove in sostanza si protesta per potersi scegliere i propri rappresentanti in libere elezioni, mentre da noi si festeggia la cancellazione del Senato elettivo e dei consigli provinciali (e non delle Province) con l’insediamento di ‘candidati’ nominati dal nuovo partito unico. Strano si voti ancora per il Parlamento.
DC FOREVERIn un mondo impazzito che funziona alla rovescia, l’ironia della storia a volte sa essere beffarda… Capita così che uno degli ex portaborse di Francesco Rutelli, un bolso democristiano col puzzo di sagrestia ancora addosso, nemmeno quarantenne e che da oltre 20 anni campa quasi esclusivamente di “politica” (quella peggiore, consumata negli apparati di partito), venga a spiegare cosa sia di ‘sinistra’ e cosa invece no.
Peccato che dalla guerra alla magistratura, allo scontro senza quartiere contro i sindacati, o meglio contro la CGIL (additata a causa primaria di ogni male e tra poco anche della crisi economica); dall’astio per i “professoroni” all’insofferenza per le regole; dall’abolizione dell’Articolo 18 alla cancellazione dello Statuto del Lavoratori; dalle privatizzazioni selvagge alla depenalizzazione dei reati fiscali… tale idea della ‘sinistra’ sembri una copia carbone della peggiore destra post-berlusconiana, con la quale peraltro governa felicemente e condivide tutto, tanto è ad essa complementare.
Patetica è invece la cosiddetta “Minoranza PD”, vomitevole nella sua ignavia parolaia fatta di ‘tesi’ e mai di ‘antitesi’, alla disperata ricerca di una sintesi impossibile, che dopo essersi allevata in casa un aspirante dittatorello da 80 euro con la sua banda di chierichetti assatanati, adesso si fa meraviglia per essere diventata una costola del berlusconismo di ritorno. Per giunta, dopo la svendita, è pure a rischio sfratto.
Matteo RenziE si capisce perché quel comitato elettorale permanente a servizio esclusivo del Capo, e che si fa chiamare con l’acronimo di una bestemmia, abbia chiuso i suoi giornali d’area, ancor più inutili quando si può contare sulla solida sponda di quotidiani d’eccezione, fedelmente schierati e a costo zero. Parliamo di formidabili baluardi come Il FoglioLiberoIl Giornale (servo di due padroni)… che alternano il consueto fascismo islamofobo, il maccartismo anti-tasse, e le dispense a puntate sulla vita illustrata del duce, con editoriali apologetici sul miglior leader che la destra italiana abbia mai avuto: Matteo Renzi, per l’entusiasmo incontenibile di una Alessandro Sallusti in amore, o di un estasiato Giuliano Ferrara che forse ha ritrovato il simulacro del suo nuovo Craxi.
Le grandi iniziative editoriali di 'Libero'Il dramma vero comincia quando il Mister 41% a colpi di 80 euro, come i peggiori ras democristiani del voto di scambio, dall’alto di un provincialismo desolante ed un’ignoranza devastante (proporzionale solo alla presunzione del personaggio), si cimenta in questioni che non conosce minimamente, se non per sentito dire, discettando di “lavoro” e “occupazione”. Parole quanto Adessomai vuote, se messe in bocca ad uno che non ha mai lavorato un solo giorno in vita sua, a meno che non si voglia davvero prendere sul serio l’assunzione farlocca come “dirigente”, nell’aziendina in fallimento del papà bancarottiere, specializzata nella distribuzione de “La Nazione” e “Il Giornale” per la provincia fiorentina.
Dopo la “Riforma Fornero”, che di fatto ha abolito l’Articolo 18, senza che la “minoranza piddì”, allora maggioranza, avesse nulla da ridire, il reintegro del lavoratore ingiustamente licenziato è previsto solo in caso di conclamata discriminazione.
Discriminazione che potrà essere esercitata senza più alcuna preoccupazione di natura legale, per motivi politici, razziali, religiosi, sindacali, antipatia personale, o mero clientelismo familista
Renzi AdessoMa per lo strafottente Signor Cretinetti transumato da Palazzo Pitti a Palazzo Chigi, gli “imprenditori”, che sarebbe più consono chiamare PADRONI,devono poter licenziareperchéterrorizzatidalla semplice idea di dover riassumere qualcuno cacciato via, senza giusta causa, perché poco gradito alla direzione, per motivi che nulla c’entrano con la “produttività”.
Robot6Sfugge pertanto la correlazione esistente tra la totale libertà (!?) di licenziamento e la stabilizzazione dei lavoratori “precari” che, in quanto licenziabili in qualunque momento e per qualsiasi (non) ragione, continueranno a restare tali ad vitam.
Licenziato Eutelia Non si comprende la relazione tra l’estendere la tutela della maternità, con l’estensione delle prestazioni sociali a tutte le lavoratrici madri, e la cancellazione dell’Art.18 che le salvaguarda del licenziamento discriminatorio.
Né si capisce come dalla cancellazione di un diritto possano scaturire più diritti e garanzie maggiori, per tutti coloro che oggi ne sono sprovvisti.
OmniaÈ l’Articolo 18 che impedisce la stabilizzazione dei precari e l’estensione delle tutele? O la riduzione dei contratti atipici? O l’introduzione di un sussidio universale e maggiori tutele salariali? O una nuova politica della formazione professionale e rientro lavorativo?
TeleperformanceNell’immediato si istituisce il licenziamento per tutti, libero, assoluto, indiscriminato… Gli effetti sul ritorno occupazionale sono tutti da dimostrare. E da spiegare.
Autogrill Per quanto riguarda la riforma degli “ammortizzatori sociali” e le “integrazioni al reddito”, che certo non crescerà se ad ogni scatto di carriera o aumento salariale posso cacciare via, senza troppe spiegazioni, il lavoratore diventato troppo costoso e troppo ‘vecchio’, si possono aspettare tempi migliori. Al momento si ignora tutto, dall’entità, alle modalità di erogazione, al reperimento delle coperture. Ma per queste ultime è facile indovinare… Ci pensa il prof. Yoram Gutgeld, l’inventore della trovata degli 80 euro e primo consigliere economico nel consiglio di guerra di Telemaco. Brutalmente, la linea del professore israeliano può essere condensata così: privatizzare tutto, vendere tutto il vendibile nell’ambito del patrimonio pubblico, tagliare le tasse (ma anche taglio delle detrazioni). Assomiglia a Reagan, ma si legge Renzi.
Festa RenzianaCome tutti i fanfaroni dotati di un ego sconfinato, confonde la pratica con la propaganda in un’overdose mediatica da sovraesposizione auto-esaltatoria su ogni mezzo di comunicazione esistente, per un orgia declamatoria che non conosce confini, né riposo, né imbarazzo.
Ma diventa impudente quando parla di congiura dei “poteri forti” mentre si accompagna a impotenti deboli come Sergio Marchionne, coi vari banchieri, squaletti della speculazione finanziaria, e padroni delle ferriere, confluiti nello stagno del renzismo.
Marchionne e RenziTra l’altro, da profondo conoscitore del mondo del lavoro quale è, non perde occasione per blaterare qualcosa a proposito di milioni di Co.Co.Co. che per inciso sono gli unici contratti atipici a non esistere più nelle imprese private, essendo stati aboliti dalla cosiddetta “Legge Biagi”, ma mantenuti unicamente nella Pubblica Amministrazione. Non si capisce cosa impedisca al premier decisionista di eliminarli una volta per tutte e sostituirli magari con contratti a tempo determinato, insieme a tutte le garanzie del caso.
EatonMeraviglioso è poi quando parla del sindacato, unica impresa che sta sopra i 15 dipendenti e non lo applica. I sindacati, esattamente come i partiti politici, sono “enti di fatto”; Si può discutere a lungo su questa anomalia DOAgiuridica. Ma diventa inutile quando hai a che fare con un piazzista da televendita, intento a rifilare i suoi bidoni ad una platea di cheerleaders in orgasmo. E certo non si può pretendere da un azzerbinato Fabio Fazio, ridotto a scendiletto del premier, quello scatto di reni che manca ad un intero paese che, se proprio deve, intervista i ‘potenti’ in ginocchio ed evita sempre di porre le domande giuste.
fazio-e-renzi-defaultNella prevalenza degli annunci sui fatti, tramite la distorsione permanente della realtà ridisegnata per le esigenze di marketing, la correlazione logica tra premessa e valutazione è del tutto ininfluente. L’arte della propaganda si basa sulle suggestioni ed ha bisogno di immagini ad effetto, per imprimersi nella mente ed innestarsi come cortocircuiti logici sul percorso del pensiero analitico.
Come ben sa il Lettore che abbia avuto la pazienza di seguirci finora, il problema è che il pensiero si nutre di complessità; la propaganda vive di semplificazioni.
Manipolazione e ripetizione, nella reiterazione di paralogismi ad alto contenuto mediatico, sono alla base del suo successo, attraverso un condizionamento studiato dell’immaginario collettivo su archetipi condivisi.
Sostanzialmente, per riuscire al meglio, la propaganda richiede due requisiti fondamentali: una predisposizione naturale alla menzogna e una gran faccia da culo.
Per sua fortuna, proprio come il mentore di Arcore, il Telemaco in camicia bianca dispone in abbondanza di entrambe.

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Il Mattatore

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 19 aprile 2011 by Sendivogius

BASTA!! Questa è una dichiarazione di resa… Non c’è competizione!
Hai voglia a prendere per il culo questa parodia nana di Toro scatenato o Cavallo Pazzo, in versione miniaturizzata!
Ne hai di lupanari e suburre da frequentare, per stare al passo con le flatulenze verbali della barzelletta vivente, affetta da meteorismo cronico!
Per quanto ci si possa dilettare nella creazione di nuove pantomime su questa sottospecie di Trickster brianzolo, seppellito sotto strati di cerone, nulla può eguagliare i livelli metafisici raggiunti dal Pornonano nel suo crepuscolo postribolare. Non basterebbero i sonetti lussuriosi di un Pietro l’Aretino o gli epigrammi di Marziale, per rendere appieno la coprogenesi politica di questo fenomeno cosmico!
Variante porno degli Umpa Lumpa in frenesia da copula, è il grande mattatore della stronzata universale, il Willie Wonka nella fabbrica delle menate, ormai perso nei deliri senili della sua irrefrenabile coprolalia.
Come in un racconto dell’orrore di Stephen King, il papi ricorda uno di quei vecchi arnesi fuori dal tempo, avviati alla rottamazione dopo una carriera inquietante, che improvvisamente si animano di vita propria, posseduti da una entità demoniaca. Per l’appunto, Silvione lo Sporcaccione sembra un jukebox sgangherato, scaricato via da qualche bordello di Saigon alla fine della guerra del Vietnam: sempre lì, con un repertorio fermo agli anni ’50, a scandire le sue ossessioni di porcellone da provincia maccartista, a strimpellare fino allo sfinimento le solite giaculatorie contro i magistrati comunisti.. i giornali comunisti.. gli insegnanti  comunisti.. le trasmissioni comuniste…  patologicamente fermo ad un altra era geologica. Il dramma è che funziona senza gettone e non conosce requiem!
Infatti, da quando non tromba più, privato delle sue rilassanti serate, il Pornocrate s’è invecchiato, è diventato ombroso, è in preda ai suoi rancori, come un Nerone qualunque. Vede complotti ovunque come ogni despota in declino che si rispetti. Organizza epurazioni e confeziona dossier contro i nemici, veri o immaginari, come si conviene ad un bravo piduista cresciuto nelle logge eversive insieme a compare Cicchitto.
Nella sua solitudine senile, è sempre più simile ad un caudillo sudamericano, con le claque a comando, i servi a contratto, le manifestazioni organizzate con i partecipanti pagati a presenza, i finti parlamenti infarciti di pretoriani ubbidienti, le leggi violate e riconfezionate su misura, le costituzioni stravolte e dismesse così come si cambia un paio di mutande usate, le figuranti in TV ad incensare i meriti del regime a beneficio degli ospizi. In prospettiva, ricorda i gangster mafiosi nella Cuba di Batista: esteti della crapula e dell’arbitrio, nella difesa ad oltranza della roba e dell’impunità.
E però bisogna capirlo il Vecchione senza più Susanne a disposizione: aveva allestito un giro di mignotte da far invidia a Sardanapalo, e ora non può più nemmeno andare a trovare l’amico Putin che pure gli aveva regalato il lettone per le ammucchiate. Da quando non organizza più cene galanti con puttanume da asporto, il povero Silvione non fa che invitare tutti al bunga-bunga, ovunque si trovi. Speriamo non gli venga in mente di visitare un convento di suore per la Pasqua!
Per consolarsi, ha cominciato una nuova tournee: da due mesi a questa parte non fa che raccontare barzellette zozze a ciclo continuo e spesso non si capisce bene dove finisca la finzione: discetta sul gusto genitale delle mele; insegna l’uso delle lingue straniere ai laureati; promette campi da golf e un casino a Lampedusa; compra depilatori giganti alla nipotina di Mubarak, affinché non si prostituisca… E, tra un cachinno e l’altro, si fa scrivere e votare dai suoi avvocati in Parlamento una mezza dozzina di leggi demenziali.
Quando la realtà supera di gran lunga ogni più perversa fantasia!

P.S. Qualcuno dovrebbe spiegare al Pornocrate, che Cetto La Qualunque è un personaggio di fantasia, politicamente repellente, e non un modello da imitare.

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