Archivio per Carta d’intenti

Bagno di Sangue

Posted in A volte ritornano, Kulturkampf, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 febbraio 2013 by Sendivogius

CARRIE - Lo sguardo di Satana

In uno dei suoi film più significativi, Nanni Moretti, esasperato dalla terrificante sequenza di idiomatismi della sua intervistatrice, la congeda a schiaffoni (“ma come parla?!?”). Perché le parole sono importanti.

“Chi parla male, pensa male e vive male.
Bisogna trovare le parole giuste:
le parole sono importanti!”

Palombella rossa (1989)

Oggi, dinanzi alla crisi neo-weimariana di partiti con scarso o nessun appeal, ci ritroviamo nuovamente a discettare sulla discesa in campo dell’ennesimo miliardario, che arringa le folle con invettive da bar sport e metafore bellicose dalle gocciolature grandguignolesche.
Il Giullare - di William Merritt ChasePer gli strani ricorsi della storia, inconsapevoli se ci tocchi di vivere in sorte la farsa o la tragedia, a segnare lo zeitgeist di un tempo imperfetto è la staffetta tra il monarca che si fece buffone ed il giullare che volle farsi re, a ruoli interscambiabili, nell’imprescindibilità del cialtrone come figura immanente della politica italiana e per il sollazzo della plebe plaudente.
Dopo lunghi anni trascorsi a bandire ed esorcizzare ogni forma di dissenso organizzato, dopo la remissione sociale di una generazione dimenticata prima ancora che “perduta” (difficile smarrire qualcosa che non si è mai cercato), di rancore da parte di chi ansioso più che altro di omologarsi al “sistema” se ne è sentito respinto, di rabbia sopita e sempre inespressa, gli italiani hanno finalmente riscoperto il gusto per la “protesta”, che nella Penisola ha sempre assunto di preferenza le forme delle recriminazione, erroneamente scambiata per ‘rivoluzione’…
In un’altra crisi altrettanto devastante (quella del 1929), Camillo Berneri, che evidentemente conosceva bene la malapianta del populismo, ebbe a dire con la lucidità che ne contraddistingueva le analisi:

La rivolta non sarà morale. Sarà lo scoppio di un generale malcontento egoistico, di una esasperazione di ventri vuoti.

Attualmente, in Italia il meglio che la protesta ha saputo produrre è Beppe Grillo e la sua alba dorata a cinque stelle: specchio di una nazione, in grado di dirla lunga sul livello di maturità democratica e coscienza civile di un popolo che, con ogni evidenza, non riesce proprio ad affrancarsi dal mito del demiurgo risolutore e dalle pagliacciate ad effetto nella fiera dell’arcitaliano. Attilio RegoloE per fortuna che al fianco del profeta ha preso posizione anche Adriano Celentano! Adesso sì che siamo davvero in una botte di ferro (proprio come quella di Attilio Regolo).
Capita così che un’ordinaria campagna elettorale (la più scialba e vuota che si sia mai vista!) diventi un “bagno di sangue”, ignorando evidentemente il significato del termine, con parlamenti da bombardare e rastrellamenti da fare, per galvanizzare le scalcinate sturmtruppen alla “terza guerra mondiale”.
Mai come oggi è stato facile inveire contro i partiti. Oggettivamente sono indifendibili. Di questi si può ormai dire di tutto e di peggio. Ma una protesta è destinata ad essere senza futuro, se è priva di idee concrete. E non è che il Paese si può fermare, fintanto che gli ensiferi se ne facciano venire qualcuna su suggerimento del misterioso “Staff” ed elaborazione della Casaleggio Associati.
Se è semplicissimo criticare e denigrare i programmi dei partiti in lizza, si dimentica però che ciò è possibile per il semplice motivo che le proposte e l’offerta elettorale è arcinota e dunque confutabile.
Per questo possiamo rigettare le ricette monetariste di un Monti, arenato nell’indecenza della sua arroganza accademica.
Rifiutare l’inconsistenza dell’elusivo partitone bersaniano che nella sua “Carta di intenti” riesce a non pronunciare quasi mai la parola ‘sinistra’, ma ha la disarmante onestà intellettuale di vendere anima e culo “per un accordo di legislatura con le forze del centro moderato” (pag.8), con esplicita ammissione, a prescindere da qualunque sia il risultato elettorale:

«I democratici e i progressisti s’impegnano altresì a promuovere un “patto di legislatura” con forze liberali, moderate e di Centro, d’ispirazione costituzionale ed europeista, sulla base di una responsabilità comune di fronte al passaggio storico, unico ed eccezionale, che l’Italia e l’Europa dovranno affrontare nei prossimi anni.»
 (pag.14)

Del M5S invece si ignora tutto, dal programma reale agli obiettivi, dai Whocandidati alle proposte. Non male per chi a parole predica la massima trasparenza. Ammantato dall’alone catartico del Nuovo (la formula di successo che in Italia ci ha regalato prima il fascismo, poi il leghismo ed il berlusconismo) è un pacchetto a scatola chiusa, che si accetta per mistero L'Urlo del Merdonedella fede, impermeabile com’è ad ogni verifica sul concreto. A meno che non si intendano davvero come proposte alternative e anti-sistema i frizzi, i lazzi, e le scemenze di un saltimbanco che strepita e gigioneggia, sproloquiando su di un palco.
Del fenomeno Grillo non ci dilungheremo oltre, avendone già parlato in abbondanza (per esempio QUI, ma anche QUI e QUI).
Si possono (e si devono) disprezzare le televendite elettorali del Pornonano, finte come i suoi capelli; schifarne le promesse, false come il fondotinta che ne colora il volto cadaverico.
Ma la strombazzata restituzione dell’IMU, con tanto di lettera patacca, in perfetto stile Cetto La Qualunque, non è molto diversa da quella del Grullo a cinque stelle, che fanfaroneggia di “sussidio di cittadinanza” promettendo a tutti gli italiani 1.000 euro al mese. A occhio, è una cifra ricompresa tra i 35 ed i 40 miliardi di euro all’anno. Al confronto, pare un’inezia quanto incassato in un anno di IMU, peraltro da cancellare senza spiegare come compensare. E sempre ammesso che i beneficiari del sussidio siano ‘solo’ tre milioni di persone. E di fanfaluca in fanfaluca assicura che reperirà un simile importo dai rimborsi elettorali.
Certo. E Cicciolina è vergine!
DON'T SAY BULLSHITS! - Ergo Proxy Render by Margoth64In fondo, l’obiettivo del guru ligure e dei suoi adepti in estasi è semplice: prendere il controllo della nave e buttare a mare tutti coloro che attualmente ed in passato sono stati sulla plancia di comando. Senza distinzioni. Non importa l’ordine e grado, le responsabilità e le mansioni. Canada mutiny on Hudson's ship - antique-print-c1880Dal comandante all’ultimo degli ufficiali, dal cartografo al radiotelefonista, vanno tutti scagliati fuoribordo, per il semplice fatto di essere stati lì nella sala di regia. Per Grillo e la sua folla osannante sono tutti Schettino, nessuno escluso. E poco importa se i mozzi ora al comando nulla sanno di navigazione e strumentazione di bordo, mentre il vascello se ne va allegramente alla deriva, senza che alcuno si preoccupi di stabilire una rotta né scegliere una destinazione, perché prima o poi da qualche parte arriverà.
La nave dei folliGrillo riempie la piazza e tanto basta. Fa tendenza. E la “protesta” è liquida nella finzione scenica di chi scambia la coreografia per mobilitazione, nella rassicurante anomia collettiva. Due battute, applausi, e tutti a casa, contenti di cotanto impegno per il “cambiamento”.
Se le piazze fossero l’esclusivo metro di misura della democrazia, e fosse sufficiente riempirle per amministrare al meglio un Paese, allora tanto valeva tenerci gli inventori delle “adunate oceaniche”
La folla saluta il duce a Piazza VeneziaSe i sondaggi fossero una scienza esatta (e non lo sono), sarebbe facile tracciare una mappa dei flussi di consenso al bacino potenzialmente eterogeneo dei “cinque stelle”, mentre tutti piazzano la propria bandierina nella grande enclave degli ‘indecisi’… Nonostante tutto, il PD non flette, mentre il SEL di Vendola perde consensi a favore della lista di Ingroia. Quindi, se la matematica non è (ancora) un’opinione, il sedicente M5S attinge il grosso dei suoi consensi tra l’ex elettorato dipietrista. E soprattutto da quello leghista e burlusconiano (già democristiano e fascista), oggi certamente molto indignato contro quel ‘sistema’ e quella ‘politica’ che, causa crisi economica, ha smesso di elargire prebende dispensando assunzioni e favori. Nella flagranza dei loro piccoli egoismi provinciali, rivogliono indietro i “soldi”, che non sono sottratti in senso lato alla comunità tutta ma a se stessi. Per questo amano tanto fare i conti in tasca alla “casta”, che ebbra di ricchezze sembra essersi dimenticata di loro.
A buon ragione, si obietterà su come il M5S prenda voti anche a sinistra… Ovviamente. Ogni parrocchia ha i suoi preti spretati.
Sembra che al dotto Gianroberto Casaleggio piacciano i francesismi dei monarchi inglesi, in omaggio alla tradizione degli ordini cavallereschi (honni soit qui mal y pense). Ebbene, gliene regaliamo uno…
Edoardo I In merito a certe perdite, nel 1296, un vecchio re, Edoardo I Plantageneto, informato della defezione degli scozzesi che giammai avrebbero voluto sottostare ai voleri della Corona inglese, preferendo la frusta dei rozzi lords di puro sangue highlander, senza preoccuparsene troppo chiosò sprezzante: Bon bisoigne fait que de merde se delivre.”
È superfluo ricordare come William Wallace che aveva guidato la defezione, di lì a pochi anni finirà squartato vivo sul patibolo a Londra, tra gli sghignazzi divertiti della più infima plebaglia.
Né destra né sinistra, il Grillismo è una religione e come tale richiede verità di fede. Il bisogno di un “nemico”, la denuncia di complotti inesistenti, il vittimismo da finte persecuzioni… tutto fa brodo nella costruzione mitopoietica di una proiezione tutta personale. La “casta”, i “partiti”, le “larve della politica”, il “parlamento”, sono un obiettivo perfetto da dare in pasto alle masse che chiedono idee semplici e bersagli facili. Pronte a bersi ogni panzana, anche la più assurda purché ben confezionata e, soprattutto, urlata.
L'amante pelosoPeccato che nel momento in cui si varca la fatidica soglia di Montecitorio, le distinzioni si elidano fino a scomparire ed il predatore si trasformi in preda per gli appetiti convulsi della folla aizzata a comando, ai cui occhi sono “tutti uguali” a prescindere. Ma, almeno per ora, il nemico è chiaro…

Parlamento «Si pensi di quali pietosi elementi siano composti, in generale, i cosiddetti “programmi di partito”, e come di tempo in tempo vengano spolverati e rimessi alla moda! E’ necessario porre sotto la lente d’ingrandimento i motivi essenziali delle “commissioni per il programma” dei partiti, per bene intendere il valore di questi aborti programmatici. Una sola preoccupazione spinge a costruire programmi nuovi o a modificare quelli che già esistono: la preoccupazione dell’esito delle prossime elezioni. Non appena nella testa di questi giullari del parlamentarismo balena il sospetto che l’amato popolo voglia ribellarsi e sgusciare dalle stanghe del vecchio carro del partito, essi danno una mano di vernice al timone. Allora vengono gli astronomi e gli astrologhi del partito, i cosiddetti “esperti” e “competenti”, per lo più vecchi parlamentari che, ricchi di esperienze politiche, rammentano casi analoghi in cui la massa finì col perdere la pazienza, e che sentono avvicinarsi di nuovo una minaccia dello stesso genere. E costoro ricorrono alle vecchie ricette, formano una “commissione”, spiegano gli umori del buon popolo, scrutano gli articoli dei giornali e fiutano gli umori delle masse per conoscere che cosa queste vogliano e sperino, e di che cosa abbiano orrore. Ogni gruppo professionale, e perfino ogni ceto d’impiegati viene esattamente studiato, e ne sono indagati i più segreti desideri. Di regola, in questi casi diventano maturi per l’indagine anche “i soliti paroloni” della pericolosa opposizione e non di rado, con grande meraviglia di coloro che per primi li inventarono e li diffusero, quei paroloni entrano a far parte del tesoro scientifico dei vecchi partiti, come se ciò fosse la cosa più naturale del mondo.
Scatola di tonno(…) Ogni mattina, il signor rappresentante del popolo si reca alla sede del Parlamento; se non vi entra, almeno si porta fino all’anticamera dove è esposto l’elenco dei presenti. Ivi, pieno di zelo per il servizio della nazione, iscrive il suo nome e, per questi continui debilitanti sforzi, riceve in compenso un ben guadagnato indennizzo. Dopo quattro anni, o nelle settimane critiche in cui si fa sempre più vicino lo scioglimento della Camera, una spinta irresistibile invade questi signori. Come la larva non può far altro che trasformarsi in maggiolino, così questi bruchi parlamentari lasciano la grande serra comune ed, alati, svolazzano fuori, verso il caro popolo. Di nuovo parlano agli elettori, raccontano dell’enorme lavoro compiuto e della perfida ostinazione del altri; ma la massa ignorante, talvolta invece di applaudire li copre di parole grossolane, getta loro in faccia grida di odio. Se l’ingratitudine del popolo raggiunge un certo grado, c’è un solo rimedio: bisogna rimettere a nuovo lo splendore del partito, migliorare il programma; la commissione, rinnovata, ritorna in vita e l’imbroglio ricomincia.
(…) Quindi, se oggi al nostro movimento viene fatto, da parte soprattutto dei cosiddetti ministri nazionali borghesi, ed anche del centro cattolico lo spiritoso rimprovero di tendere ad una “rivoluzione”, a questo politicantismo da burla si può dare una sola risposta: “Si, noi cerchiamo di ricuperare ciò che voi, nella vostra criminale stoltezza, avete perduto”.»

Non è Beppe Grillo che sbraita in uno dei suoi comizi, ma Adolf Hitler nel primo capitolo del Mein Kampf.
Adunata nazista allo stadio di NorimbergaE del resto, nei modi e nei toni, con l’isterico caporale di Braunau l’arruffapopolo ligure sembra condividere parecchio…

Se le parole sono importanti, non meno lo è la gestualità e l’uso del linguaggio.

Homepage