Archivio per Bunga-Bunga

Porci senza le ali

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 febbraio 2011 by Sendivogius

Per la fortunata serie “Wild Parties”, prosegue la telenovela sulle calde notti del Sultano di Arcore, mentre dal cilindro impazzito del satiriaco Bagatto, al posto delle conigliette, continuano a spuntare legioni di costose papi-girls a libro paga.
Per un breve riepilogo delle puntate precedenti vi suggeriamo di cliccare QUI  e anche  QUI.
Ora, a leggere atti e circostanze, è chiaro che si tratta di un odioso complotto ordito ai danni del nostro sobrio Presidente del Consiglio il quale, com’è noto, ama organizzare innocenti cene casalinghe con ospiti selezionate, per scambiare opinioni sui temi della politica nazionale, come variante nostrana alle famose chiacchierate al caminettodi Roosevelt.
E nel nostro caso, come tutti sanno, a 74 anni suonati, chiunque tornando a casa la sera non desidera altro che parlare di lavoro con le amichette della propria nipotina. Quando si dice passione
È naturale che tra le partecipanti, rigorosamente femminili, alle rilassanti serate con discorso dello statista, ci siano anche frizzanti peripatetiche carioca ed altre giovanissime signorine di non definita professione, reclutate per l’allestimento coreografico.

Quando io vado a queste cene… c’è solo lui come uomo. E’ unico e solo protagonista esclusivo! Non c’è un altro maschio al di fuori di Lui.
(Immacolata De Vivo)

È cosa assolutamente normale che a tutte le ospiti venga versato una sorta di gettone presenza, con il pagamento di ulteriori provvigioni in denaro per coloro volessero meglio approfondire la conoscenza del generoso presidente durante il dopocena…
Soltanto per un malizioso equivoco si potrebbe pensare al coinvolgimento del premier italiano in un sordido giro di prostituzione minorile, con l’allestimento di festini hard a domicilio.
Solo per interessata malevolenza si poteva ipotizzare l’organizzazione di un servizio di approvvigionamento carni fresche, appaltato ai duumviri Mora-Fede, e prima ancora all’intraprendente Giampaolo Tarantini, con la costituzione di un apposito ufficio di collocamento e pagamenti (gestito da Giuseppe Spinelli) per la sistemazione delle favorite pronto uso, a loro volta affidate alle cure di Nicole Minetti nel ruolo di amministratrice delle ingorde cocottes milanesi. Perché ogni residenza (Villa Certosa in Sardegna; Palazzo Grazioli a Roma..) avrebbe il suo harem annesso alle dotazioni della casa e ognuna con la propria maitresse di competenza.

Galeotta fu la notte del 28/05/2010, animata dalle concitate manovre diplomatiche per il rilascio delle nipote minorenne di Mubarak, improvvidamente arrestata per furto a Milano, scoperchiando il tetto sul Gran Serraglio del rais italico.
A ristabilimento della giusta verità, la Camera dei deputati, con votazione a maggioranza (03/02/2011), ha giustamente negato l’autorizzazione ad acquisire documenti nello studio privato del ragionier Spinelli, provvidenzialmente commutato in ‘segreteria politica’.

Nel contattare la Questura di Milano il Presidente del Consiglio ha voluto tutelare il prestigio internazionale dell’Italia, giacché presso la medesima Questura era detenuta, a quanto poteva legittimamente risultargli, la nipote di un Capo di Stato estero. È quindi del tutto evidente che il Presidente del Consiglio si è preoccupato di tutelare le relazioni internazionali del nostro Paese.

È del tutto evidente che le legittime rimostranze sullo stato di detenzione della nipote di Mubarak siano state comunicate al Presidente del Consiglio da una prostituta brasiliana che, sicuramente per motivi di prestigio, intratteneva solide relazioni con l’entourage del Capo del Governo italiano e che, per la bisogna, sembra fosse in possesso dell’utenza diretta (compreso il fisso della residenza romana) del premier Berlusconi, archiviato in rubrica come “Papi Silvio Berluscone” e notoriamente nelle disponibilità di chiunque voglia telefonargli (anche durante un vertice a Parigi!).
 È altresì prassi comune che, proprio per evitare un incidente diplomatico, non venga contattato il consolato egiziano né informato l’ambasciatore in Italia. La nipote di un “Capo di Stato estero” viene invece affidata all’amorevole tutela di un consigliere regionale che, tempo 5 minuti, la scarica sul marciapiede appioppandola alla signorina Conceicao dos Santos (una parente del presidente Lula?).
L’anomalo rilascio della nipote di Mubarak suscita presto l’interesse della magistratura, non foss’altro perché in Questura la nipotina minorenne ci ritorna prima del previsto, dopo una furiosa lite con la Conceicao che la ospita in casa. A questo punto, tutte le magagne sul mancato ottemperamento dell’affidamento legale, sulla violazione delle disposizioni del tribunale dei minori, sulla reale identità di Karima Keyek El Marough e sulle relazioni pericolose della ragazzina, saltano fuori in tutta la loro evidenza in quanto oggetto di rilevanza penale.
Senza che si conosca l’effettivo rilascio del  consenso da parte dello zio Mubarak, la giovane Karima in arte Ruby Rubacuori è un’assidua frequentatrice delle raffinate serate in casa del premier Berlusconi, che tanto si è prodigato per la buona riuscita delle relazioni italo-egiziane.
Ora, sulla natura delle “visitatrici” ingaggiate dal Pantaleón di Arcore e dai suoi fornitori ufficiali molto si è detto e non è il caso di infierire oltre… o forse sì!

 Progressivo nr 3060 del 25.08.2010 ore 12,00
(Lele Mora – Emilio Fede)

Fede: “ma meno male che le ho viste prima… mamma mia!”
Mora: “ma non ha portato le due delle Miss, ha portato le russe…”
Fede: “Madonna di Dio…”
Mora: “due valchirie… due valchirie…”
Fede: “quando le ho viste qua… come?”
Mora: “due valchirie dico io”
Fede: “no, ma queste due eran transessuali., per carità di Dio, ma non si può portare in giro due persone così…”
Mora: “No!”

Sulla qualità dell’intrattenimento, le fantasie erotiche non vanno oltre i classici stereotipi dell’immaginario di provincia con una riproposizione dei temi cari alla commedia sexy all’italiana dei prolifici anni ’80… E tuttavia molto ci rivelano su come avvengano certe selezioni e improvvisi balzi di carriera…

 Progressivo nr 1824 del 13.08.2010 ore 15,28
 (Lele Mora e Roberta Bonasia)

Mora: “visto che sarai la… l’infermiera ufficiale..”
Bonasia: “si (ride) anche Lui mi ha detto così…”
Mora: “devi fargli uno scherzo… devi prenderti su… quello che si misura la pressione finto e poi prendi su… un camicione quello che si usa…”
Bonasia: “quello, quello da dottoressa… con sotto niente ovviamente…”
Mora: “ce l’hai? ce l’hai quello?…”
Bonasia:(ride) “eh, no, no…”
Mora: “Lo devi andar a comprare oggi…”
Bonasia: “eh, vado a comprarlo .. si perché non ce l’ho… (ride) viene carino però, si.. sì!”
Mora: “ti metti lo stetoscopio…”
Bonasia: “è vero?…”
Mora: “su… la… camicinia da infermiera…”
Bonasia: “e già” (ride)
Mora: “e sotto le autoreggenti bianche…”
Bonasia: “guarda Lele lo faccio, ti giuro che lo faccio… non mi manca il coraggio,
credimi”
Mora: “sorpresa, però devi fare… sono l’infermiera”
Bonasia (ride): “sorpresa… perché poi mi ha detto..”
Mora: “la devo visitare gli dici…”
Bonasia: “una visita… privata… per accertarmi il suo stato di salute..”
Mora: “esatto…”
Bonasia: “che deve essere assolutamente… di alto livello, di buon livello…”
Mora: “esatto… sai quanto si diverte lui per una cosa del genere… da ridere da morire”
Bonasia: “infatti, infatti… per quel poco che l’ho conosciuto ti assicuro che è… sta allo scherzo, infatti eh…”
Mora: “si, si, fa il finto malato, fa il finto malato..”
Bonasia: “si, lo ha già fatto… quindi… proprio ieri sera”
Mora:si prevede un grande futuro per te, amore “

 Esiste un’ampia letteratura sul sesso degli anziani… e notevoli pregiudizi sulla libidine dei “vecchi” (bavosi per antonomasia)… Tuttavia, a casa propria, ognuno invita chi vuole e fa ciò che più gli piace. Purtroppo, le dimore di proprietà del premier sono state convertite per decreto in “residenze istituzionali”, e dunque sono luoghi di rilevanza pubblica, con tutto quel che ne consegue; quindi trasformate in postriboli a luci rosse per gli amori ancillari dell’Imperatore, nell’espletamento delle sue funzioni inguinali.
Naturalmente, simili considerazioni sono solo il frutto di una insanabile invidia nei confronti dell’utilizzatore finale e della sua ineguagliabile carica seduttiva, più bello di un Adone, alla quale nessuna femmina può resistere…

 Progressivo nr 602 del 25.09.2010 ore 17.38
(Imma ed Eleonora De Vivo)

Imma: “l’ho visto un pò ingrassato, capito? Imbruttito, capito?”
Eleonora: “fino all’anno scorso stava più informa adesso sta proprio più di là che di qua…”
Imma: “negli ultimi tempi…”
Eleonora: “eh lo so, ma appunto per questo, è diventato pure brutto deve solo sganciare…”
Imma: “deve solo sganciare, brava!”

 Iris Berardi, baby prostituta dai natali italo-brasiliani e habitue delle feste del presidente, è sicuramente tra le  ammiratrici più incondizionate e affezionate  del “papi Berluscone”, con libero accesso nella novella dimora istituzionale:

“Speriamo che per il compleanno sia generoso, io non gli regalo un cazzo!
…Lo sapeva bene che non mi volevo fermar li per lui per la gloria; cioè…mi fermavo li nella speranza che mi dia qualcosìna…”

È noto infatti che, in caso di bisogno, il generosissimo Silvio non lesina certo il suo aiuto, “senza alcuna correlazione tra denaro e prestazioni sessuali”.
Circostanza confermata dallo stesso Emilio Fede alla Minetti (26/09/2010):

Emilio Fede: “Comunque, comunque guarda è gente sfrontata, lui però.. Roberta gli piace da morire, e va bene! La la slava gli piace da morire e va bene!”
Nicole Minetti: “Chi è la slava? La romena là, l’Anna!”
Emilio Fede: “Si quella bionda lì, quella orrenda lì..”
Nicole Minetti: “Ah la Marianna, ho capito si, si ho capito”
Emilio Fede: “va bé, va bene… poi e., le due gemelline e., però […] io sono venuto, uscito due tre volte con quella ragazza brasiliana lì…. Poi siccome ho saputo che lei aveva detto qualcosa, ieri sera immediatamente l’ho scaricata!
..Capito? Si, no… saputo nel senso che… mi ha detto ah sai mi farebbe piacere la prossima volta, perché sai c’ho dei problemi, magari lui mi può dare una mano. Appena Lui ha sentito problemi e dare una mano… fuori dai coglioni!

Ciò che si chiede in cambio per tanta dedizione è soltanto la dimostrazione di un po’ di gratitudine e di affetto, nel nome sincero dell’amicizia. Sentimenti prevalenti nelle amabili frequentazioni del bunga-bunga…

 Progressivo nr 4441 del 04.09.2010 ore 18,25
(Lele Mora – Emilio Fede)

Emilio Fede: Ma cazzo queste non telefonano, non ti salutano, non ti ringraziano, ho dovuto chiamarla io dico: “Allora come va?”, “Bene, bene”, “Ah” dico “Va bé, allora, così spero che tua sia contenta ” “Si, si”, allora ho chiamato Daniele, ho detto: “Allora lo sai che ti dico, ma di che vada a fanculo!”
E no, ma scusa ma è evidente, no? Ma che so sceme?
Lele Mora: So sceme, so sceme!
[…]
Emilio Fede: …ma sapete dire grazie?!?
Lele Mora: Quando pigliano le minchie e., se ne accorgono della timidezza o no?
Emilio Fede: Eh, eh… appunto!
Lele Mora: Ah ah!
Emilio Fede: Quando pigliano le minchie e poi in cambio i soldi… va bene?? E cazzo!

Infatti, LUI non è certo il tipo che paga le donne per fare sesso… una cosa semplicemente inconcepibile per il suo fascino da consumato latin lover da bordello, esperto in figure di merda da primato mondiale!

 Progressivo nr 210 del 20.09.2010 ore 13,49
(Francesca Cipriani e Barbara Faggioli)

Faggioli: “Ha preso anche per te che ieri sei andata?”
Cipriani: si… va beh … aveva anche delle buste da cinque e da di più eh…allora io sono contenta … praticamente mi ha dato uguale alle altre a Ludovica, ad Elena… pensavo che magari mi distinguesse un attimo dalle altre infatti Ale e Ludovica sono entrate insieme in stanza io sono entrata dopo..da sola., perchè pensavo che lui… si va beh mi ha dato il braccialetto d’oro ..pero’., con il diamante…
…Preferivo i soldi, ma va bene anche quello.”
Faggioli: “questi sono l’inizio, dai.”
Cipriani: “lei è rimasta a dormire è..”
Faggioli: “chi?”
Cipriani: “La FICO”

Del resto, parliamo di intrattenimenti innocenti sui quali non c’è assolutamente nulla da nascondere. Infatti, le simpatiche festicciole istituzionali sono continuate anche dopo l’ufficializzazione delle indagini, come racconta una giovanissima N.T. (21 anni) introdotta nel circolo esclusivo da Arisleida Espinosa, in merito alla serata del 06/01/2011:

«Dopo cena siamo scesi in un’altra sala tipo discoteca, con le luci, il dj, il palo per la lapdance, abbiamo ballato; alcune delle ragazze con vestitini scollati. Quella sera tutte abbiamo ricevuto in dono una borsa di Carpisa e dei gioielli.
[…] Mentre noi ballavamo, il Presidente e Emilio Fede erano seduti e guardavano. Alcune delle ragazze che ballavano si avvicinavano al Presidente, che le toccava e loro toccavano lui; stessa cosa con Emilio Fede. Le ragazze baciavano il presidente, lo accarezzavano; alcune delle ragazze hanno fatto anche degli spogliarelli.
[…] La maggior parte delle ragazze era straniera. Alcune delle ragazze che facevano lo spogliarello e che erano poi nude si avvicinavano al Presidente, che gli toccava il seno o le parti intime o il sedere. Insomma l’atmosfera era quella di un night club, con ragazze che si spogliavano, che mostravano le loro parti intime e che si avvicinavano al Presidente o ad Emilio Fede, lo toccavano nelle parti intime o si facevano toccare. Io non ho avuto il coraggio di fare una cosa del genere perché sono timida e quindi non mi sono spogliata, né mi sono fatta toccare dal Presidente o da Emilio Fede.
[…] Io ritengo che tutti i presenti si siano accorti della mia timidezza, Aris era una di quelle che ballava; io ho trascorso il tempo più seduta che a ballare.
[…] Io con i miei occhi quella sera non ho visto nulla del genere, però avevo saputo da Aris che alle ragazze venivano date delle buste contenenti denaro. Aris mi ha confidato di avere ricevuto molte volte delle buste contenenti denaro dal Presidente, perché Aris mi aveva detto di essere andata a letto col Presidente in più occasioni. Anzi, Aris mi disse che se fossi andata a letto col Presidente avrei ricevuto anch’io denaro.»

 La visione di questo pagliaccio pitturato, in versione nature, deve avere effetti devastanti sulle giovani fanciulle compiacenti che affollano l’alcova di Stato:

«(Ariselida) non mi ha raccontato nel dettaglio che tipo di rapporto sessuale, mi diceva però che andare a letto col Presidente era stressante.
[…] Mi diceva che durava un bel po’ perché il Presidente aveva rapporti sessuali non solo con Aris, ma contestualmente anche con altre donne. Quindi mi si chiede se nel momento in cui ho accettato di andare ad Arcore io sapevo che cosa mi sarebbe potuto capitare, cioé di fare sesso col Cavaliere anche in presenza di altre donne. Rispondo: Sì, lo sapevo, ero preparata psicologicamente, ma quando sono arrivata lì è prevalsa, come dico, la mia timidezza. E poi, vedendolo di persona sinceramente, nonostante il denaro che avrei potuto ricevere dal Presidente, io sinceramente non me la sono sentita.»

 (N.T. – 15/01/2011)

Un’altra notte con Silvio? No, io no, non ce la faccio… Proprio non c’ho voglia. Mi viene il vomito solo a pensarci oggi. Giuro!”

 Barbara Faggioli
(23/10/2011)

Con coerenza, sullo scabroso tema è intervenuto anche il diretto interessato nonché protagonista indiscusso della vicenda: il Papi della Nazione, l’homo novus della Provvidenza vaticana, il feticcio a beneficio confindustriale…

“..A me spiace che queste cose abbiano offeso la dignità del Paese e hanno portato fango all’Italia…. Mi domando chi pagherà per questo schifo e questa vergogna!”

Naturalmente, il Pornocrate si riferisce alla libera stampa che osa informare ciò che ancora resta della pubblica opinione sugli scandali del Re Nudo. Allude ai cittadini puliti che hanno ancora la forza civile di indignarsi. Più di ogni altra cosa, pensa alla magistratura inquirente che, in virtù dell’obbligatorietà dell’azione penale, osa indagare sulle fattispecie di reato:

– Abuso di potere
– Concussione
– Corruzione di minore
– Induzione e favoreggiamento della prostituzione

Per questo, con l’ausilio dei suoi avvocati-deputati ha messo subito in cantiere una serie di aberrazioni legislative, fondamentali per il Paese, che di fatto cancellano la certezza del dirittoin Italia nel nome dell’impunità dell’Unico. Ci riferiamo all’immunità totale; all’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale; alla  responsabilità civile dei magistrati; al divieto delle intercettazioni ambientali; all’azzeramento dei tempi di prescrizione con l’introduzione del cosiddetto “processo breve”, che in realtà ammazza il processo attraverso la sua non celebrazione.
E nella sicumera che lo contraddistingue, ignora di essere la sola e vera “vergogna nazionale”. LUI è marcio in ogni sua singola cellula, ma chi ancora lo sostiene e ne asseconda le pulsioni distruttive non è migliore. È complice e più gravemente colpevole perché si presuppone non affetto dal germe della follia, che ogni giorno devasta sempre più la psiche malata dell’ululante Imperatore impazzito.

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LA TANA DEL PORCO

Posted in Muro del Pianto, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 18 gennaio 2011 by Sendivogius


Forse ci vorrebbe lo stilo pettegolo di uno Svetonio moderno, per immortalare la Vita privata del Cesare brianzolo e descrivere con efficacia lo squallore dei tempi moderni nella Pornocrazia berlusconiana…
Noi si ha ancora qualche residuo pudore, un impercettibile imbarazzo, di sicuro non al passo con la modernità degradante di quest’Italietta alla puttanesca, ma dalle rigorose “radici cristiane”, contornata da Family Day, Papi & mignotte.
Una domanda sorge spontanea… Ma quante sono?!?
Ci vorrebbe lo schedario di un Giacomo Casanova, uso a catalogare le sue amanti, per tenere aggiornato il registro presenze delle giovani mammifere, in continua transumanza nella reggia di Arcore per le notti brave dell’Imperatore. Di certo, servirebbe lo stile del famoso avventuriero veneziano, per offrire almeno una sponda di decenza alle squallide orgette di questo insaziabile erotomane di provincia, costantemente ingrifato.

Convinto che basti una telefonata per risolvere i problemi, in attesa di estendere il ‘segreto di Stato’ alle perversioni sessuali del Re, questo esteta dell’ammucchiata selveggia era davvero persuaso che “l’affaire Ruby” [QUI] si fosse esaurito con la farsa inscenata nella compiacente Questura milanese.
Soltanto un demente poteva credere che un sospetto caso di favoreggiamento della prostituzione minorile potesse non dare adito ad un’inchiesta penale. E infatti tanta è stata la meraviglia del vecchio pervertito (i cui disturbi mentali sono sempre più evidenti), a tal punto da produrre l’ennesimo filmino auto-assolutorio [QUI] a consumo dei fans.
Neanche i Monty Python avrebbero potuto realizzare qualcosa di meglio (o di peggio). Al centro della scena, col solito fondale plastificato, c’è Lui.. l’Unto! Inceronato e seppellito sotto un trucco pesante come una vecchia baldracca da saloon di quart’ordine, più finto dei mascheroni di Megaloman, l’Eletto parla al popolo supino per spiegare la sua verità… le solite minchiate di sempre con le quali ci ammorba da quasi 20 anni: persecuzione giudiziaria… giustizia ad orologeria… magistratura politicizzata… con giurin giurello finale (stavolta però ha risparmiato la testa di figli e nipoti).
Leggiamone qualche estratto:

E’ gravissimo che abbiano tentato di accedere ai locali della mia segreteria politica, per ricercare poi chissà cosa, visto che sostengono di avere prove così evidenti da poter richiedere addirittura il giudizio immediato. In realtà, le accuse che hanno formulato nei miei confronti sono totalmente infondate e addirittura risibili.

I locali ai quali si fa riferimento sono l’ufficio di Giuseppe Spinelli, sito in Segrate residenza Parco n.802, dove (in base alla richiesta di autorizzazione a procedere):

«..si ha motivo di ritenere possano trovarsi documenti pertinenti le abitazioni date in comodato ad alcune prostitute, nonché attinenti ai rapporti economici con queste ultime intrattenuti da Spinelli o da suoi collaboratori.»

Ovvero si tratta di un ufficio privato opportunamente trasformato in segreteria politica del presidente del consiglio, per sottrarlo agli accertamenti contabili ed i riscontri documentali sulle “attività di induzione e favoreggiamento della prostituzione di soggetti maggiorenni e della minore El Marough Karima”. Provvidamente elevato a meretricio di Stato, si pensa di estinguere il reato per sopravvenuto ‘condono’.
Nella fattispecie, Giuseppe Spinelli sarebbe l’ufficiale pagatore e, nel concistorio imperiale di Arcore, è il comes sacrarum largitionum, mentre Nicole Minetti svolge le funzioni di praepositus sacri cubicoli:

«Sul punto rilevano ampi riscontri investigativi (…) che mettono in rilievo il ruolo svolto da Spinelli, quale fiduciario di Silvio Berlusconi, in costante contatto con Minetti Nicole.
Spinelli Giuseppe risulta ricoprire vari ruoli in diverse società della holding riconducibile a Silvio Berlusconi.
(…) Sono state individuate le persone che dispongono degli appartamenti in Milano Due e che risultano essere beneficiarie di ulteriori erogazioni in denaro, intermediate dalla Minetti e disposte da Silvio Berlusconi per il tramite di Spinelli Giuseppe e che comunque hanno partecipato ai sopra descritti “eventi”, svolgendovi attività di prostituzione.»

Le serate speciali, dedicate alle pratiche del bunga-bunga, sono “eventi” (come in discoteca), in formazioni variabili dalle 10 alle 30 ragazze. E, come spiega la Minetti, “ci sono varie tipologie di persone: c’è la zoccola, c’è la sudamericana che non parla l’italiano e viene dalle favelas, c’è quella un po’ più seria, c’è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli, e poi ci sono io che faccio quel che faccio… Per l’amor del cielo, ne vedi di ogni, cioè nel senso la disperazione più totale, cioè capirai c’è gente per cui è l’occasione della vita, quindi ne vedi di ogni, fidati di me, punta sul francese che lui sbrocca”.
Bello! Pare che agli ‘eventi’ abbia partecipato pure la fidanzatina del Trota…

Per il rifornimento costante dell’harem del sultano si costituisce un apposito serraglio delle concubine, dove alloggiare le favorite in pianta stabile. Pare si tratti del Residence Olgettina:

«Si ha pertanto motivo di ritenere che per le ragioni esposte, presso gli uffici dove lavora Giuseppe Spinelli, possano rinvenirsi dovumenti, anche riversati su supporto informatico pertinenti le abitazioni ubicate in Via Olgettina n.65 che risultano essere concesse in comodato d’uso a Toti Eisa, Berardi Iris, Garcia Polanco Maria Ester intesa “Marystelle”, Espinoza Arisleida intesa Aris, Guerra Barbara, Visan Ioana intesa Annina, De Vivo Concetta intesa Imma, De Vivo Eleonora, atti e documenti relativi alla titolarità delle predette abitazioni, ai soggetti che ne sostengono i costi, ivi compreso il pagamento delle utenze, ai soggetti che ne hanno l’effettiva disponibilità, al ruolo di intermediazione svolto da Nicole Minetti o a terzi nella gestione dei rapporti concernenti le suddette abitazioni, nonché documentazione pertinente rapporti economici intercorrenti con Berardi Iris, De Vivo Concetta, Espinoza Arisleida, Faggioli Barbara, Loddo Miriam, Sorcinelli Alessandra, Skorkìna Raissa, Barizonte Lisney intesa Lisa, riguardanti erogazioni di denaro effettuate dal predetto Spinelli in favore delle suddette persone, nonché documentazione pertinente rapporti economico-finanziari (…) con Dario Mora inteso “Lele”.» 

                    

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Caraibiche, Latine, Russe, Romene, Bionde, Mediterranee, e chi più ne ha ne metta… sembra di assistere al famoso spot della ‘patatina’ con Rocco Siffredi, ipocritamente censurato:

 

La mia vita di imprenditore mi ha insegnato quanto sia difficile affermarsi per una persona giovane, soprattutto agli inizi, perciò, quando posso cerco di aiutare chi ha bisogno.
(…) Nel corso della mia vita ho dato lavoro a decine di migliaia di persone e ne ho aiutate a centinaia. ‘Mai’ in cambio di qualcosa se non della gratitudine, dell’amicizia e dell’affetto. E continuerò a farlo. E’ assurdo soltanto pensare che io abbia pagato per avere rapporti con una donna. E’ una cosa che non mi è mai successa neanche una sola volta nella vita. E’ una cosa che considererei degradante per la mia dignità.
(…) Ho dato spesso incarico ai miei collaboratori di aiutarle per la loro casa, per le cure mediche, per l’educazione dei loro figli. Non c’è mai stata, lo ripeto, “mai” alcuna correlazione fra denaro e prestazioni sessuali.

In pratica, è un benefattore, o meglio è “Gesù”… l’uomo dei miracoli che tutto concede e nulla chiede in cambio. Hai problemi col lavoro, il mutuo, la polizia? Chiama papi Silvio che tutto s’aggiusta! E i porci hanno le ali…
Secondo le indagini della Sezione Centrale Anticrimine risulterebbe invece che:

«Nicole Minetti, in concorso con Emilio Fede e Lele Mora, nonché in concorso con ulteriori soggetti, abbia continuativamente svolto un’attività di induzione e favoreggiamento della prostituzione di soggetti maggiorenni e della minore El Mahroug Karima, individuando, selezionando, accompagnando un rilevante numero di giovani donne, che si sono prostituite con Silvio Berlusconi [evidentemente a sua insaputa n.d.r.], presso le sue residenze dietro pagamento di corrispettivo in denaro da parte di quest’ultimo, nonché gestendo ed intermediando il sistema di retribuzione delle suddette ragazze a fronte dell’attività di prostituzione svolta.»

Karima Keyek (El Mahroug è un toponimico e nei nomi arabi indica la regione di provenienza) è la grande protagonista e pietra originaria dello scandalo attuale, che il papi frequenta dall’età di 16 anni. Almeno stando alle conversazioni intercettate della ragazzina al telefono:

X: “…a lui come lo chiami? Lo zio, il nonno? Come lo chiami?
Ruby: E no, papi“.
X:“…E siamo messi bene, Madonna mia! fai come la napoletana, il papi lo chiamava
Ruby:No, no, la napoletana è un’altra cosa… quella è la pupilla, io sono il culo

Alludendo così alla grande passione del Re, il viatico più richiesto alle ospiti durante le pazze notti in villa.

In quanto alla “gratitudine” delle prescelte beneficiate, non mancano le osservazioni che molto dicono sull’affetto e sulla riconoscenza delle raffinate ospiti di gala:

“Papi… è la nostra fonte di lucro!”

“Dai, mi rimangono solo mille euro devo fare cassa per forza anche se la vedo buia in questo weekend”

“Iris ipotizza che lui voglia anche ridurre le cene e propone di rubare qualcosa in casa”

“Che palle ‘sto vecchio! Fra un po’ ci manda affanculo tutte quante. È la volta buona che lo uccido, vado io a tirargli la statua in faccia, ci vuole mandare affanculo senza un cazzo?”

Ancora: sono destituite di ogni fondamento le accuse a Emilio Fede, a Lele Mora, e a Nicole Minetti.
Emilio Fede è un amico carissimo da sempre. Lele Mora lo conosco da molti anni per il suo eccellente lavoro a Mediaset. L’ho aiutato in un momento di grande difficoltà economica e di salute e sono orgoglioso di averlo fatto. So che, quando potrà, mi restituirà quanto gli ho prestato.
Nicole Minetti è una giovane donna brava e preparata che sta pagando ingiustamente il suo volersi impegnare in politica.”

Lele Mora è lo scopritore di talenti, specializzato nella fornitura di giovani giovenche per le scuderie reali. In seri guai dopo il tracollo della sua LM Managements, Mora è un altro dei grandi perseguitati dalla magistratura italiana per una lunga serie di reati tributari, dall’evasione fiscale alle falsificazioni contabili fino alla bancarotta.

Tra l’altro accade spesso, come è noto a tutti, che quando si parla al telefono si usino toni e modi diversi rispetto al dialogo diretto tra persone.
Certe frasi, pronunciate in tono magari scherzoso, sono completamente diverse quando vengono lette sulla stampa nelle trascrizioni. E poi molto spesso nelle conversazioni private, tra amici, ci si vanta magari per gioco di cose mai accadute o si danno giudizi superficiali per amore della battuta.”

E infatti l’ascolto (indiscreto) delle telefonate è interessantissimo per capire la natura delle innocenti festicciole nelle dimore del premier, che certo non ha nulla da nascondere nello spirito disinteressato delle invitate… La solita Ruby ne parla al telefono senza reticenze:

“Il mio caso è quello che spaventa più di tutti., e sta superando il caso di (Noemi) Letizia, di (Patrizia) D’Addario, di tutte… il mio avvocato se ne è appena andato, ero con lui… con Lele… loro mi stanno comunque vicini, in effetti… sempre tornando al discorso di prima… gli ho detto… Lele, io ho parlato con Silvio, gli ho detto che ne voglio uscire di almeno con qualcosa… cioè mi dai… 5 milioni… però… 5 milioni a confronto del macchiamento del mio nome (…) Non siamo preoccupati per niente, perché… Silvio mi chiama di continuo, mi ha detto: cerca di passare per pazza… racconta cazzate… io ti sarò sempre vicino, mi fa, e avrai da me qualsiasi cosa tu vuoi… con il mio avvocato gli abbiamo chiesto 5 milioni di euro … in cambio del fatto che io passo per pazza, che ho raccontato solo cazzate… e lui ha accettato… in effetti seguiremo questa strada…”

Delle “serate rilassanti” in casa Berlusconi parla anche l’ex prefetto di Napoli (2000-2003), Carlo Ferrigno, suo malgrado ospite delle serate a tema (Ottobre 2010) insieme a Maria Makdoum, danzatrice del ventre:

«L’avevo fatta andare lì da Lele Mora… Pensavo fosse una cena pulita, no invece, quella mi chiamava, pur essendo lei una puttanella è rimasta esterrefatta quando stavano tutte discinte con le mutande, mezze ubriache, in braccio a Berlusconi e se le baciava tutte, queste venti, tra cui la Minetti…
Che uomo di merda, quello lì! Ti racconto solo questa, che una sera, c’era Lele Mora, mezzo uomo, e poi c’era, come si chiama, Emilio Fede… tre uomini e 28 donne più o meno, tra cui Maria, che le hanno fatto fare la danza del ventre, perché è mezza araba e lo sa fare, e sono rimasti a guardarla, poi alle due di notte, due e mezza di notte, praticamente questo sai che faceva? Facevano le orge lì dentro, non con droga, non mi risulta, capito? E facevano quel lavoro lì. Tutte ragazze che poi alla fine erano senza reggipetto, solo le mutandine quelle strette… Capito? Bella roba, tutta la sera! Ma che schifo quell’uomo.»

Del resto nessuno può essere rimasto turbato da quelle serate perché tutto si è sempre svolto all’insegna della più assoluta eleganza, del più assoluto decoro e tranquillità e senza nessuna, nessuna implicazione sessuale.

Melania Tumini è una brillante studentessa di Rimini, che con Nicole Minetti condivide una lunga amicizia maturata sui banchi di scuola durante il liceo. La Minetti la invita in una di queste cene a casa Berlusconi. Impressionata dal decoro tranquillo di tanta eleganza, la Tumini confessa ad una amica (V.B.):

«Siamo entrate senza alcun tipo di controllo. È molto semplice. Dai il tuo nome al citofono ed entri.
È allucinante. Non sai. Lo chiamano tutte ‘amore’, ‘tesorino’. Non puoi nemmeno immaginare quello che avviene lì… Nei giornali dicono molto meno della verità anche quando lo massacrano.
Sembra di stare al Bagaglino, ma è peggio. Un puttanaio! Con Berlusconi che toccava i culi alle ragazze. Ora se quelle cose le fai in camera da letto, sono affari tuoi, ma così, davanti a tutti! Mi chiedo, il giorno dopo, come faccia a lavorare (…) Sembrava un… guarda, ti dico, mi viene bene la figura del “bagaglino” … una caricatura. Una caricatura di se stesso. Guarda, una cosa molto brutta e molto triste. Forse io pensavo che lui mantenesse un contegno e poi facesse i fatti suoi. Invece no. Assolutamente no. Cioè, lui si presenta in un certo modo, ma molto basso e mi dispiace perché non c’è bisogno.. Sulla base di certe cose, (si può) arrivare a dire tipo: “Sei malato”, cioè, sua moglie lo diceva..»

In compenso, apprendiamo finalmente in dettaglio cosa sia il famigerato bunga-bunga.
Questa volta è V.B. a riferire in dettaglio le confidenze dell’amica:

“E ora andiamo al bunga bunga. Io avevo inteso che quel termine si riferisse alla locazione, alle mura in cui tutti i partecipanti alla cena si erano spostati. In questo bunga bunga a luci rosse – e non so se lei intendeva perché c’erano le luci rosse o perché l’atmosfera era tale da essere interpretata come a luci rosse – queste ragazze si sono ulteriormente spogliate, non so a fino a quale punto, e avvicinandosi a turno e anche in gruppi di due o tre al presidente, che stava seduto sul divanetto, si strusciavano e si facevano toccare, assumendo un atteggiamento anche provocante e volgare, baci, strusciamenti. Anche all’interno di questo ambiente denominato bunga bunga erano presenti degli scomparti dove erano allocati degli abiti per dei travestimenti, ovvero divise da poliziotta o infermiera. Anche la Minetti fece uno spogliarello … non so fino a che livello, e cioè se lo spogliarello sì è concluso con la nudità totale o parziale. Lo spogliarello fu fatto anche da altre ragazze presenti. Tutta l’atmosfera era molto ridanciana, tutti sembravano divertirsi molto, tranne la M. T., che invece era molto imbarazzata per quello che stava vedendo. Mi disse che era rimasta in disparte sul divanetto e che non aveva partecipato né allo spogliarello né al travestimento, né ovviamente aveva consentito che o il presidente o altre persone la toccassero. In questo stesso contesto, M. T. mi disse che vi erano delle ragazze che durante lo spogliarello ballavano molto vicine, mezze nude, ricordando atteggiamenti lesbici. M. T. mi disse di avere percepito chiaramente che vi fosse un’accesa rivalità tra le ragazze, tanto che lei era mal vista dalle stesse in quanto evidentemente temevano che potesse attirare l’attenzione del presidente a loro scapito; e anche per questo M. T. mi disse di sentirsi molto imbarazzata. Dopo la fine del bunga bunga le ragazze sono salite al piano di sopra, dove il presidente doveva scegliere chi sarebbe potuta rimanere a dormire quella notte. Questo è un momento molto ambito dalle ragazze ed erano tutte in attesa di sapere quale o quali di loro sarebbero state scelte dal presidente del consiglio”.

Non è un paese libero quello in cui una casta di privilegiati può commettere ogni abuso a danno di altri cittadini senza mai doverne rendere conto.”

No, decisamente è imbarazzante avere un maniaco sessuale come premier; scoprire che oltre ad essere un gangster è soprattutto uno squallido puttaniere, ossessionato dalle sue perversioni.

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NOLI ME TANGERE

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , on 19 novembre 2010 by Sendivogius


«Non mi dimetterò mai! Se questi faranno il governo tecnico noi gli scateneremo contro la guerra civile. Avranno una reazione come nemmeno s’immaginano… »
(Silvio Berlusconi – 12/11/10)

Après moi le déluge! 
 Come una cozza aggrappata sugli scogli, come una tenia nell’intestino, lo scalpitante Sardanapalo brianzolo vacilla ma non molla.
Incollato alla poltrona come il più squallido dei vecchi politicanti, attaccato al potere come il peggiore degli antichi democristiani di scuola dorotea, l’Unto minaccia il diluvio universale contro chi dovesse privarlo della corona.
Ci sarebbe da preoccuparsi, se non ci fosse da ridere… È difficile immaginare questa sottospecie di nano da giardino, trincerato in armi sotto i littori di una ricostituita “repubblica sociale”: parodia estrema di un ducetto al capolinea, pressato da reggimenti di concubine mercenarie, e sempre più somigliante ad un festone di cartapesta… uno spauracchio da halloween istituzionale, sopravvissuto ai carnasciali orgiastici del bunga-bunga.
È stato già scritto tutto. Persino il finale è noto…

Era difficile credere che la realtà potesse trascendere la farsa ben oltre i confini della finzione!
Il tramonto del patriarca sarà lento e travagliato. Soprattutto sarà un percorso solitario, poiché (com’è noto) i pretoriani abbandonano sempre il proprio imperatore in prossimità della fine. Tuttavia, ci vorranno anni per disintossicarsi dai frutti avvelenati del berlusconismo… 

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PORNOCRAZIA

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 1 novembre 2010 by Sendivogius


Hai voglia a cercare di parlar d’altro! Hai voglia a volerlo considerare un fenomeno terminale, avviato al tramonto per trapassati limiti d’età… A 74 anni suonati, il Papi nazionale riesce ancora a stupire, assurto a barzelletta vivente di una Italietta postribolare perennemente arrapata.
Oramai ci eravamo (quasi) abituati alle transumanze settimanali del Pornonano nelle dacie russe dell’amico Putin, alle ammucchiate sull’omonimo “lettone”, ai festini organizzati nella sua tripla dozzina di ville, agli spettacolini carioca di lap-dance [QUI], agli sciami di farfalline, con l’immancabile seguito di lenoni e prosseneti per il rifornimento delle primizie di stagione e di primo pelo al mercato mercenario della carne… Ma il bunga-bunga davvero le supera tutte, segnando un nuovo primato nella pornocrazia berlusconiana.
Intendiamoci, da privato cittadino, il Signor B. ha tutto il diritto di improvvisare ‘fantasie africane’ importate da Gheddafi ed intrattenere incontri ravvicinati col gentil sesso a cadenza multipla, secondo una condotta di vita che certi arcigni porporati definirebbero “disordinata” salvo poi relativizzare il contesto in base al potente di turno…
 Tuttavia, per nostra disgrazia, il Signor B. è soprattutto un personaggio pubblico, con un preciso ruolo istituzionale. Le sue azioni, lungi dal rimanere circoscritte nella sfera privatistica, hanno immediata risonanza pubblica e, quel che è peggio, si riflettono sull’Italia tutta, condizionandone l’immagine all’estero. Per parafrasare un dialogo tratto da “Il Gladiatore”, il celebre film di Ridley Scott:
Come pronuncerà il suo nome il mondo negli anni a venire? Sarà noto come il Corruttore? Il Puttaniere? Il Sessuomane? O forse il Porco?
E per che cosa sarà ricordato? Per le scarpe col rialzo? La bandana? I trapianti di capelli? Le spennellate di cerone? Le barzellette? Le gaffes internazionali a ciclo continuo? Le leggi ad personam? Gli scandali sessuali?
Non è passato nemmeno un anno dall’ambigua tresca con Noemi Letizia (eppure gli è costata un divorzio), che l’ingrifato ‘vecchione’ sempre a caccia di nuove ‘Susanne’ in erba già ricasca nell’incontrollabile vizietto, a riprova che il morboso interesse per le ragazzine minorenni non è una mania ma una malattia.
Pare che la ‘Bella’ di Casoria avesse conquistato la ‘Bestia’ di Arcore per la sua “purezza” virginale…
Nel caso della prosperosa ragazzina marocchina, il pezzo forte sembrerebbe connesso alle serate consacrate ai rituali scoperecci del Bunga-Bunga, una presunta pratica tribale che lo “Urban Dictionary” del 2004 spiega così:

Savagely brutal anal gang-rape.
Fabled punishment for trespassing on the tribal land of a fictitious African tribe

Questa sorta di passione alla Brass per il famoso “lato B” delle donne, che sembra dominare le fantasie erotiche dell’anziano Pornonano, era già stata denunciata a suo tempo dal senatore (ex PdL) Paolo Guzzanti. Variante politica del Cugino IT, astioso trombone liberale da inizi ‘900, il senatore Guzzanti è stato il valvassino riottoso, intenzionato a rivendicare l’autonomia baronale nella monarchia assoluta di Re Silvio, divenendo vittima inconsapevole di un equivoco generato dalla confusione dei ruoli… Tipico ‘domestico’ che si crede ‘consigliere’, nella superbia di un’autostima illimitata, tende a sopravvalutare la sua posizione; preso atto della propria irrilevanza, nell’Ottobre del 2008 se ne va via dalla reggia del sovrano, sbattendo sdegnosamente la porta.
Il 04/08/2009, dalle pagine del suo blog, il Guzzanti senior si lascia andare ad uno sfogo patriottardo-nazionalistico contro la Russia di Putin, sputando però tutto il suo astio contro la “mignottocrazia” emergente, con un supplemento aggiuntivo di commenti.
All’epoca della sua pubblicazione, il post dell’inkazzoso Guzzanti ci era sembrato il frutto amaro del livore di un Narciso frustrato e pertanto non ne avevamo tenuto conto, archiviandolo tra le menate estemporanee di cui la rete è prodiga. Tuttavia, appassionati ad ogni espressione del trash, avevamo conservato una copia… Certo, a rileggere quelle parole cariche di rancore, il testo assume oggi tutt’altro significato. Sarà forse il caso di rivalutare quello che sembrava un pettegolezzo dai risvolti inquietanti:

«Ho inoltre lasciato Berlusconi – prima ancora dei casi che ora sono sui giornali – per il suo atteggiamento puttaniero di disprezzo per le donne, tutte le donne, essendo un gran porco e una persona che ha corrotto la femminilità italiana schiudendo carriere impensabili a ragazze carine che hanno imparato solo quanto sia importante darla alla persona giusta al momento giusto, sollecitate in questo anche dalle madri, quando necessario. Quest’uomo ai miei occhi corrompe la gioventù e mina le basi della società minando il rispetto nei confronti della donna.
Ciò è avvenuto in concomitanza delle voci, che io ho potuto verificare come purtroppo attendibili (non prove, ovviamente, altrimenti le avrei presentate io), secondo cui un famoso direttore ha mostrato e fatto leggere a un numero imprecisato di persone (deputati e deputate di Forza Italia per lo più) i verbali che tutti i direttori di giornale hanno, ma che avrebbero deciso di non usare su sollecitazione del Presidente Napolitano. Si tratta di trascrizioni da intercettazioni avvenute nell’ambito dell’inchiesta di Napoli e poi fatte distruggere da Roma, in cui persone che ora ricoprono cariche altissime si raccontano fra di loro cose terribili che la decenza e la carità di patria mi proibiscono di scrivere, anche se purtroppo sono sulla bocca di coloro che hanno letto i verbali. Io ne conosco almeno tre.
(…) Io dico, e lo confermo, che le cose che mi sono state raccontate da più fonti (e io sono uno dei mille e più di mille raggiunto dai dettagliati resoconti di chi ha letto) sono assolutamente disgustose: rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio. I dettagli sono centinaia e non sono io che li nascondo, perché io sono soltanto uno cui alcuni lettori dei verbali (persone serissime, uomini e donne, tutti della stessa area di centro destra) hanno raccontato ciò che hanno letto, ovviamente con una massiccia concordanza dei dettagli stessi.»

 Paolo Guzzanti
 (04/08/09)

Il resto è cronaca recente…
Come ormai tutti sanno, tra la notte tra il 27 ed il 28 Maggio 2010, nella Questura milanese si consuma lo psicodramma, con tanto di abuso di potere.
Karima Keyek, in arte Ruby Rubacuori, è una ragazzina errante, senza fissa dimora, di origini marocchine, con grandi ambizioni e pessime frequentazioni, allontanata dalla casa paterna in Sicilia, fuggitiva dal centro protetto in cui è stata ospitata, infine arrestata per furto a Milano. Per il pronto rilascio della signorina Keyek, si mobilita niente meno che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con ulteriore contributo del suo capo-scorta e di un consigliere PdL della Regione Lombardia.
A Milano, Karima/Ruby è finita seguendo il carrozzone circense di Lele Mora, guadagnandosi da vivere con serate in discoteca, come “ragazza-immagine”, ed altri impieghi non meglio definiti. Per di più, pare che la ragazzina sia entrata nel circuito di Mora, su segnalazione di Emilio Fede.
Sobria figura del giornalismo italiano, esperto in concorsi di bellezza, il Fido nazionale è lo stesso che un paio di anni fa, per una pura coincidenza, aveva dimenticato il book fotografico con le caste immagini di Noemi Letizia sulla scrivania del capo, ovvero il caro leader Silvio. E soltanto per uno strano capriccio del caso, stando alle rivelazioni della diretta interessata, Ruby sarebbe stata condotta nel villone di Arcore, accompagnata dallo stesso Fede, incassando 5.000 euro ed altre regalie per il disturbo. Sembrerebbe che in queste serate il bunga-bunga sia parte dell’intrattenimento degli ospiti. Sicuramente conserva il recapito telefonico del “Presidente del Consiglio italiano” e, all’occorrenza, non esita ad usarlo per chiedere aiuto al suo potente anfitrione…
Infatti, durante la notte del fermo della ragazza nella Questura meneghina, Berlusconi in persona telefona al Capo di Gabinetto della Questura, Pietro Ostuni, caldeggiando la liberazione della ragazza, come si evince dal rapporto di servizio:

 «Dottore, volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri.»

[Pubblichiamo la foto non pixelata perché a partire da oggi Ruby è ufficialmente maggiorenne.. Auguri!]

Nicole Minetti, ex igienista dentale del S.Raffaele, anni di danza alle spalle con sporadiche comparsate televisive (Scorie; Colorado Café) è una delle ultime new entry nel vivaio personale del premier, che le ha fatto trovare una candidatura sicura al consiglio regionale della Lombardia.
Con i suoi 25 anni, la ragazza ha indubbie qualità nascoste che, opportunamente scoperte e valorizzate, vengono subito notate dall’occhio esperto del Sultano brianzolo, che di un bravo igienista ha certamente bisogno.. ma mentale!
 La Minetti si presenta quindi in Questura accompagnata, non si sa a quale titolo, da certa Michelle Conceicao Santos Oliveira, 32enne brasiliana, ufficialmente cubista… Quindi, imbeccata dal “buon padre di famiglia” che dal telefono non perde un solo atto dell’intera vicenda, la neo-consigliera in prestito alla Presidenza del Consiglio si offre di prendere in affidamento la piccola Ruby, facendo da garante presso le autorità di polizia.
Nicole Minetti non fa in tempo a firmare le carte dell’avvenuto rilascio che una volta fuori dagli uffici della Questura appioppa subito la minorenne Karima/Ruby, alla sua accompagnatrice brasiliana dall’incerto mestiere, per defilarsi il prima possibile nel cuore della notte, dopo aver naturalmente rassicurato il Grande Capo dell’avvenuta consegna.
Inutile dire che la povera Nicole, per eccesso di zelo e per troppo fretta di togliersi dall’imbarazzante impiccio in cui padron Silvio l’ha cacciata, è quella che rischia le conseguenze più gravi della notte brava alla Questura, giacché a suo carico potrebbe profilarsi il reato di favoreggiamento della prostituzione e sottrazione di minore.
Niente male per una promettente carriera politica, appena agli inizi, all’ombra della pesante protezione del Sultano.
D’altra parte i poliziotti della Questura milanese, nell’esaudire i desiderata imperiali, incorrono in una serie di anomalie procedurali:
 1) pare non procedano alla fotosegnalazione di rito, obbligatoria nelle fattispecie di reato, come nel caso della 17enne Ruby;
 2) allertano il giudice minorile ma non tengono in alcun conto le disposizioni (obbligatorie) del medesimo: affido in comunità, o permanenza notturna in Questura qualora non ci sia immediata disponibilità nelle strutture protette;
 3) nessuno dei funzionari coinvolti pensa minimamente di contattare i servizi sociali;
 4) Non il questore Vincenzo Indolfi, non il capo-gabinetto Pietro Ostuni, non il commissario-capo Iafrate, osano contraddire la versione dell’Imperatore, anche quando ormai la nazionalità, i natali, e la famiglia naturale dell’intraprendente Ruby sono ormai evidenti a tutti, risultando palese il contrasto con le panzane spacciate al telefono da un preoccupato Pornonano.

Contro ogni evidenza, la sedicente nipotina di Mubarak, viene rimessa in strada ed alloggiata nel seminterrato di una conoscente brasiliana, attiva nel circuito notturno. Naturalmente, questo è il comportamento tipico di ogni “buon padre di famiglia”, degno di questo nome. E davvero Re Silvio non comprende dove sia il problema.
Crediamo avrà presto modo di capirlo nei prossimi giorni…

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