Archivio per Autoritarismo

VOGLIAMO I COLONNELLI

Posted in Muro del Pianto, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , on 24 marzo 2020 by Sendivogius

I “pieni poteri” (lo si sa), ogni volta che vengono invocati a sproposito, eccitano le fantasie nostalgiche e le polluzioni ducesche del mitomane di turno, insieme a tutta l’assortita pletora di feticisti in pieno orgasmo da fascismo della divisa, che sempre ricicciano fuori nei momenti di massima crisi con l’orgia da potere assoluto che ne deriva.
 Ed è una fortuna che a gestire l’emergenza attuale ci sia pur sempre il mite Giuseppi, la sagoma di cartone animata a vita propria, pur con tutte le sue sbandate, e non i manipoli di loschi figuri dalla ‘diversa’ sensibilità democratica, pronti ad accompagnarsi con macchiette in uniforme che sembrano fuggite dal vecchio set di un film di Mario Monicelli.
Oggi è il turno del fantomatico “Comandante Alfa: un altro di quegli anonimi coglioni mascherati fuori di testa, che affollano i ranghi dei Rambo in pensione, e che amano le foto con mefisto e tuta da combattimento, a costruire il personaggio per sceneggiature da fumetto pulp. Uno di quei sedicenti “servitori dello stato” che lo Stato sognano di sottomettere, per trasformarlo in una caserma dove giocare al generalissimo, in un’esibizione muscolare di populismo demagogico e machismo fascistoide, impasto riscaldato di luoghi comuni e retorica sciovinista da parata militare (in pratica un concentrato di sovranismo in orbace), sfornati per essere sfoggiati un tanto al chilo in un susseguirsi di deliranti contraddizioni. Il tipo appartiene alla ricca casistica di risolutori da tastiera, rapidi a chiacchiere, e pronto a scendere in guerra con armi e colpo in canna contro la pandemia, con l’inevitabile appello al popolo che non s’è capito bene cosa dovrebbe fare (in realtà il messaggio è chiarissimo).

“Siamo un paese in emergenza , in guerra. Sì in guerra, i decreti non servono più a nulla, sono confusi, servono a indebolirci e non a rinforzarci. Sono pallottole al sale quando metaforicamente servirebbero quelle vere.”

Forse il macho della situazione pensa di spezzare le reni al coronavirus sparando alle gambe di quei tossici da endorfina, che proprio non possono fare a meno della corsetta quotidiana cadesse anche il mondo. Non so… altre soluzioni efficaci potrebbero essere l’abbattimento degli infetti; o la promulgazione della legge marziale, con l’ordine di sparare a vista sui trasgressori?
Ovviamente tuona contro “sardine” e “centri sociali”, e le “navi pirata” delle ONG, e ovviamente gli immancabili “privilegi dei politici”. Tutta roba che non si capisce bene cosa c’entri con l’epidemia e la sua diffusione, ma va bene così… Fornisce un’idea esaustiva per il ‘dopo’…
E già che c’è, se la prende pure con “le signore con le gambe accavallate che spopolano in tv” (sdraiate a cosce aperte era meglio?!?), che evidentemente popolano le sue frustrazioni erotiche di guerriero senza sonno.
Questo perché:

Non è il momento della brillantina o del rossetto, è l’ora di indossare ognuno la propria divisa e combattere in prima linea dando l’esempio […] Basta, datevi da fare, basta stare seduti in poltrona e combattete.”

Armiamoci e partite. Sì, lo abbiamo già sentito…Qui, ad essere molto perfidi, parliamo di un Paese (e di una regione in particolare) dove il virus si è diffuso incontrollato, nonostante gli appelli alla prudenza, perché torme di ragazzini ipereccitati non potevano rinunciare all’apericena, contagiando poi nonni e familiari come nei migliori racconti sui vampiri. Caliamo poi un velo pietoso sulle scene miserabili di merdoni in fuga a casa da mammà rimasta giù al paesello nel Sud, mentre ruzzolano via coi trolley griffati, rincorrendo l’ultimo treno di mezzanotte una volta finita la festa ed esplosa l’epidemia.
Ma il problema sono i “politici”.
E quindi Ciccio Alpha si scaglia con furiosissimo sdegno contro il “parlamento chiuso” ed i politici imboscati come sorci. Lui invece è schierato in prima linea e lotta insieme a noi. Su facebook, travestito da Punisher della terza età. Si chiede persino se non siamo in una “dittatura”, ma poi invoca l’istituzione del coprifuoco con la legge marziale su tutto il territorio nazionale.

“Chiudete tutto, lasciando aperti i servizi essenziali per la sopravvivenza, garantendo agli operatori la tutela adeguata. Schierate l’esercito, istituite il coprifuoco, chiudete i confini, i porti, sigillate il nostro paese all’Europa che ci ha lasciati soli e che ci ha presi in giro senza che nessuno dei nostri governati ci abbia difesi.”

E dopo aver chiesto la serrata generale, da far rispettare con l’imposizione di leggi di guerra, si contraddice appena un rigo dopo:

“Prendete in giro artigiani, piccoli imprenditori, gente che fa fatica ad andare avanti e voi che fate per aiutarli a sopravvivere? Spostate la data delle tasse? Ma come ragionate? Come pensate che riusciranno a pagare se sono chiusi e lo saranno ancora per molto senza avere guadagni? Vergogna!!”

Ehm… Machoman?! In tutta confidenza, fai pace col cervellino: o chiudi tutte le attività economiche e produttive (e allora non guadagni); o le tieni tutte aperte. E allora non rompi i coglioni. O paghi le tasse, dilazionate o rinviate che siano, oppure semplicemente cessi di fornire tutti quei servizi che con le tasse vengono finanziati.
Non è un concetto difficile da comprendere, almeno fuori dal magico mondo marziale dei G.I.Joe, dove non si molla e non si arretra.

“Allora ascoltate tutti, munitevi di mascherine e tute e fate squadra, insieme si diventa invincibili”

E se mio nonno aveva le ruote era un calesse!
Un tempo, di fenomeni così i manicomi erano pieni… I più si infilavano la mano nel panciotto e si credevano Napoleone. Oggi abbaiano su Facebook come cani alla luna.
Manco a dirlo, il pronunciamiento dell’aspirante caudillo ha subito trovato i suoi entusiasti estimatori…
Tale Matteo Valléro, direttore editoriale di “Business24”, a sprezzo di ogni ridicolo possibile, si appella direttamente al Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, per esortarlo al colpo di Stato. Ovviamente lo fa “a nome del popolo italiano”, dopo essersi autodelegato in assenza dell’interessato.
Cuor di leone, quando gli è stato fatto notare che l’invito all’eversione è un reato (penale) grave, ha subito cancellato il post, temendo ripercussioni per il suo contratto su SKY.
Giusto a proposito di benefici e culi comodamente seduti al sicuro in poltrona.
Per inciso, il generale Farina non ha assolutamente il physique du rôle del duce in carrozza e tanto meno coltiva pulsioni golpiste. Peraltro, se Matteo Valléro si fosse informato prima di dar sfogo ai suoi deliri, saprebbe pure che il generale attualmente non sarebbe esattamente disponibile, dal momento che è stato anche lui contagiato dal Covid-19 ed è in regime di quarantena.
Invece, chi scrive non aveva fino ad oggi la più pallida idea di chi mai fosse ‘sto Valléro, ma del resto non è che si possa conoscere tutti i bei figurini che affollano i pozzi neri dell’italica fascisteria, sorvolando sull’Alpha Spirit in tutina nera. Specialmente quando il sottoscritto continua ad andare regolarmente a lavoro (il privilegio di rientrare nelle “eccezioni”), spostandosi in metro, con o senza mascherina, e senza cazzeggiare su facebook in preda a crisi di isteriche, cercando una divisa come feticcio a cui votarsi…

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NOI TIREREMO DRITTO!

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 luglio 2014 by Sendivogius

Da bomb by Alexiuss

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…
Se le “riforme si fanno con chi ci sta”, non è questo un buon motivo per stralciare la Carta costituzionale, contingentando al massimo i tempi di discussione; per procedere a tappe forzate con scadenze prefissate sul calendario; per sostituire d’imperio i presidenti non sufficientemente allineati delle commissioni parlamentari; per umiliare e dileggiare pubblicamente ogni voce critica (i gufi.. i professoroni..), ricorrendo all’infamia (lo fanno perché non vogliono perdere i ‘privilegi’); per non percepire l’anomalia di un testo di legge blindato su presentazione governativa: l’imprescindibile “bozza” imposta da madonna Boschi ad un assemblea quanto meno scettica, in aule non abbastanza “sorde e buie”. La Madonna del ConsiglioSe poi la (contro)riforma della Costituzione la si impone col ricorso alla classica tirannia del numero, scegliendosi come principale referente ‘istituzionale’ e interlocutore privilegiato un vecchio libidinoso, interdetto dai pubblici uffici per corruzione, accogliendone in blocco tutte le pretese possibili, e realizzando in una manciata di mesi ciò che al Pornocrate non era riuscito di fare per decenni (all’epoca si gridava alla “deriva autoritaria”, mentre oggi si chiama “governabilità”!), allora un governo si qualifica fin troppo bene per ciò che è…
In passato, e con ampio anticipo, avevamo già paragonato l’esecutivo renziano ad “un incrocio ibridato tra Moro e Fanfani in tempi di post-berlusconismo”… Evidentemente, è persino peggio!
Come la distruzione scientifica dell’antichissima istituzione senatoria, trasformata per imposizione governativa in una sorta di doppione scadente della Conferenza Stato-Regioni, inciderà sul rilancio dell’occupazione, venendo incontro alle “richieste della gente” (!?!) costituisce un mistero (della fede nelle magnifice sorti progressive del renzismo) a cui i chierichetti del chiostro fiorentino hanno subito fornito una spiegazione eloquente: “ce lo chiede l’Europa!”. Ma quando mai?!?
Sinceramente, non si capisce la relazione con la crescita dell’economia e l’incremento del PIL, la ripresa degli investimenti produttivi e lo sblocco del credito bancario, l’alleggerimento del “patto di stabilità” e il “pareggio del debito”. Sfugge anche la correlazione con la lotta alle nuove povertà e la ripresa dei consumi; per fortuna, gli 80 euri di mancetta elettorale (a carico pubblico) dispensati ai più garantiti stanno già producendo risultati strabilianti!
80 euriIn compenso, avremo qualcosa di completamente nuovo: un Senato che non potrà definirsi tale; svuotato di ruolo e deprivato del suo indirizzo di controllo, in un accentramento autocratico dei poteri concentrati nella figura di un premier “forte”. Uno di quelli che, qualsiasi cosa accada, tirano sempre dritto perché convinti di vederci più lungo degli altri…

Matteo Renzi - Occhio di lince

«Mai prima d’ora la classe dirigente italiana s’era ridotta a puntare tutto su un uomo solo come sta facendo adesso con Renzi. Mai s’era arrischiata a mettere così tutte le uova nello stesso paniere. Renzi è l’ultima risorsa d’una classe dirigente ormai consunta dai propri liquami tossici. La sua unica vera forza è la mancanza di alternative.
I tecnici sono bruciati, i moderati sono sputtanati, i populisti non sanno trovarsi il culo in una stanza tappezzata di specchi.
Renzi è l’ultima carta del mazzo. Se cadesse ora, l’intero sistema politico-mediatico italiano di controllo sociale detto ”democrazia” franerebbe come un castello di sabbia, anzi di fuffa.
Per questo tutti nel sistema sostengono Renzi, a cominciare dai suoi presunti avversari, fino a chi lo odia a morte davvero, cioè i colleghi di partito.
Il rischio d’estinzione sta frenando persino l’endemica spinta autoimmune del PD, tenendo insieme fazioni che da sempre si disprezzano profondamente a vicenda.
L’equilibrio però è precario. Il trono di Renzi è solido come la fuffa.»

Il Trono di Fuffa
 Alessandra Daniele
 (20/07/2014)

Il nuovo Senato riformato manterrà, secondo le intenzioni dei relatori, un ruolo consultivo che però sarà puramente simbolico: potrà infatti esprimere pareri e proposte di modifica sulle leggi approvate alla Camera, ma il Parlamento (ed il Governo) non sarà assolutamente vincolato a tenere conto delle osservazioni e potrà rigettare tutte le richieste, eventualmente mosse da un senato depauperato di funzioni e prestigio.
Caligola fa nominare senatore il suo cavalloSenato rigorosamente non elettivo, surclassato da un Parlamento di nominati su listini elettorali bloccati. Parlamento che mantiene intatte indennità, emolumenti, stipendi, e numero dei componenti: 630 deputati contro un senaticchio di 100 “senatori”, pescati tra gli scarti dei consigli regionali. In compenso, i nuovi senatori condivideranno con gli onorevoli colleghi della Camera la medesima immunità, che contemplerà ogni fattispecie criminale possibile e non soltanto i cosiddetti “reati di opinione”, che invece continueranno a riguardare tutto il resto dei cittadini comuni). Grazie alla “riforma” Renzi-Boschi-Berlusconi, col fondamentale contributo della strana coppia Finocchiaro e Calderoli (l’odontotecnico prestato alle riforme costituzionali ed al quale si deve la famosa legge porcata), i vari Fiorito e Formigoni ed i quasi 600 consiglieri regionali attualmente rinviati a giudizio per i più svariati reati contro il patrimonio pubblico, dalla corruzione al peculato, dalla concussione all’appropriazione indebita, potranno godere dell’impunità che fino ad ora non avevano.
Qualche numero di contorno?
Regione Lombardia: 40 consiglieri indagati
Regione Piemonte: 42 consiglieri indagati
Regione Campania: 53 consiglieri indagati
Regione Abruzzo: 25 consiglieri indagati
Regione Molise: 32 consiglieri indagati
Regione Sicilia: 83 consiglieri indagati
Si tratta del bacino di riferimento privilegiato, tra i quali verranno scelti i componenti del nuovo “senato delle autonomie” (e delle impunità), in assenza di una seria normativa anti-corruzione che attualmente non s’ha da fare, specialmente se si concordano i contenuti e le procedure coi diretti interessati… come per esempio l’Interdetto ai servizi sociali.
La “questione morale” ai tempi del renzismo. È esattamente il tipo di risposta che i “cittadini” attendevano.

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Le Origini del Totalitarismo

Posted in A volte ritornano, Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 aprile 2013 by Sendivogius

Egg of AlienUna recessione, soprattutto se prolungata, non porta mai niente di buono.
Quanto a lungo può resistere un tessuto sociale, prima di stracciarsi del tutto? Quanto ancora possono essere tesi dei fili già logori prima di cedere irrimediabilmente?
Come un corpo malato, una società già debilitata si consuma in fretta, ma solitamente non collassa mai del tutto. Piuttosto, involve in qualcosa di diverso e peggiore, attraverso una ripugnante serie di processi degenerativi. Species IIMuta e si trasforma alla stregua di un organismo mutogeno, istintivamente animato da un estremo e perverso spirito di sopravvivenza. Più o meno come avviene in quelle specie mutanti intaccate da organismi parassitari, che hanno fatto il successo del cinema di fantascienza…
The FlyDa questo punto di vista, le pulsioni autoritarie sono una costante, come una malattia a ricaduta ciclica in una società conservatrice quale la nostra, geneticamente predisposta per ogni avventurismo dalle inclinazioni totalitariste.
Nel 1951, la sociologa e studiosa Hanna Arendt pubblicò sul tema un’opera dal titolo significativo: Le Origini del Totalitarismo. Divisa in tre parti (antisemitismo; imperialismo; totalitarismo), l’opera della Arendt analizza secondo una prospettiva unitaria ed interconnessa lo sviluppo progressivo dei regimi totalitari, ponendo una particolare attenzione ai processi trasformativi delle classi sociali in epoca moderna, alla funzione della “massa” e alle conseguenze dell’alienazione sociale. Al contempo, prende in disamina il ruolo della propaganda e della violenza, per l’affermazione dei dispotismi contemporanei.
Per alcuni aspetti datato, “Le Origini del Totalitarismo” presenta spunti curiosamente attuali nello studio del totalitarismo (III parte), inteso come prodotto di una società senza classi sostituite dalla ribalta politica di masse amorfe e disgregate. Si tratta di folle anonime, dalle provenienze trasversali, costituite in prevalenza da “disperati” travolti dalla disoccupazione e dalla crisi economica della Grande Depressione (del 1929), “pieni di risentimento” contro i vecchi partiti tradizionali che identificano come strumenti e associano all’odio verso le invisibili potenze dominanti (oggi piace chiamarli “poteri forti”)…
È una lettura istruttiva, che vale la pena di proporre in una piccola selezione assai evocativa:

Shadow of nazis«I movimenti totalitari trovano un terreno fertile per il loro sviluppo ovunque ci siano della masse che per una ragione o per l’altra si sentono spinte all’organizzazione politica, pur non essendo tenute unite da un interesse comune e mancando di una specifica coscienza classista, incline a proporsi obiettivi ben definiti, limitati e conseguibili. Il termine “massa” si riferisce soltanto a gruppi che, per l’entità numerica o per l’indifferenza agli affari pubblici o per entrambe le ragioni, non possono permettersi una organizzazione basata sulla comunanza di interessi, in un partito politico, in un’amministrazione locale, in un’associazione professionale o in un sindacato. Potenzialmente, esiste in ogni paese e forma la maggioranza della folta schiera di persone politicamente neutrali che non aderiscono mai ad un partito e fanno fatica a recarsi alle urne.
Fatto caratteristico, i movimenti totalitari europei, quelli fascisti come quelli comunisti dopo il 1930, reclutarono i loro membri da questa massa di gente manifestamente indifferente, che tutti gli altri partiti avevano lasciato da parte perché troppo apatica o troppo stupida. Il risultato fu che in maggioranza essi furono composti da persone che non erano mai apparse prima sulla scena politica. Ciò consentì l’introduzione di metodi interamente nuovi nella propaganda e un atteggiamento di indifferenza per gli argomenti degli avversari; oltre a porsi al di fuori e contro il sistema dei partiti nel suo insieme.
[…] Il successo dei movimenti totalitari fra le masse segnò la fine di due illusioni care ai democratici in genere, e al sistema di partiti degli Stati nazionali europei in particolare.
La prima era che il popolo nella sua maggioranza prendesse parte attiva agli affari di governo e che ogni individuo simpatizzasse per l’uno o per l’altro partito; i movimenti mostrarono invece che le masse politicamente neutrali e indifferenti potevano costituire la maggioranza anche in una democrazia, e che c’erano quindi degli Stati retti democraticamente in cui solo una minoranza dominava ed era rappresentata in Parlamento.
La seconda illusione era che queste masse apatiche non contassero nulla, che fossero veramente neutrali, e formassero lo sfondo inarticolato della vita politica nazionale. Ora i movimenti totalitari misero in luce quel che nessun organo dell’opinione pubblica aveva saputo rivelare: che la Costituzione democratica si basava sulla tacita approvazione e tolleranza di settori della popolazione politicamente grigi e inattivi non meno che sulle istituzioni pubbliche articolate e organizzate. Così quando questi movimenti entrarono in parlamento, malgrado il loro disprezzo per il parlamentarismo, mostrarono una certa incoerenza, ma in effetti riuscirono a convincere la gente qualunque che le maggioranze parlamentari erano fittizie e non corrispondevano necessariamente alla realtà del paese, minando per giunta la fiducia dei governi che dal canto loro credevano più nel dominio della maggioranza che della Costituizione.
Si è spesso fatto rilevare che i movimenti totalitari usano e abusano delle libertà democratiche per distruggerle. Non si tratta di abilità diabolica da parte dei capi o di stupidità puerile da parte delle masse. Le libertà democratiche si basano certamente sull’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, ma acquistano un senso e funzionano organicamente solo dove i cittadini appartengono a determinati gruppi da cui sono rappresentati, o formano una gerarchia sociale e politica.
Manifesto nazista degli anni '20 - il bravo uomo del popolo imbraccia il forcone contro banchieri e politicanti[…] È difficile rivelare la differenza tra le organizzazioni della plebe del XIX secolo ed i movimenti di massa del XX perché i moderni capi totalitari non si distinguono molto dai vecchi demagoghi […] Le masse condividono con la plebe un’unica caratteristica: l’estraniamento da ogni struttura sociale e dalla normale rappresentazione politica. Esse non ereditano, come quella (sia pure in forma pervertita), i principi e gli atteggiamenti della classe dominante, ma riflettono e pervertono i principi e gli atteggiamenti di tutte le classi. L’orientamento dell’uomo di massa non è determinato soltanto, o principalmante, dalla specifica classe a cui un tempo egli apparteneva, ma piuttosto dalle diffuse influenze e convinzioni che formano il bagaglio inarticolato di tutte le classi della società.
[…] Il crollo del sistema classista implicò automaticamente il crollò del sistema dei partiti, soprattutto perché questi, essendo organizzazioni di interessi, non ne avevano più da rappresentare…. [I partiti] avevano inoltre perso, senza accorgersene, quei simpatizzanti passivi che non si erano mai curati di politica perché ritenevano che ci fossero i partiti per difendere i loro interessi. Di modo che il primo segno del tramonto non fu la diserzione dei vecchi militanti, bensì l’incapacità di reclutarne di nuovi tra le giovani generazioni, oltre che la perdita del tacito consenso e appoggio delle masse disorganizzate che, uscite d’improvviso dall’apatia, si buttarono dovunque avvertissero l’occasione di manifestare la loro ostilità verso l’intero sistema.
Il crollo della muraglia protettiva classista trasformò le maggioranza addormentate, fino allora a rimorchio dei partiti, in una grande massa, disorganizzata e amorfa, di individui pieni d’odio che non avevano nulla in comune tranne la vaga idea che le speranze degli esponenti politici di un ritorno dei bei tempi andati fossero campate in aria e che quindi i rappresentanti della comunità, rispettati come i suoi membri più perspicaci e preparati, fossero in realtà dei folli, alleatisi con le potenze dominanti per portare, nella loro stupidità o bassezza fraudolenta, tutti gli altri alla rovina. Non contava molto che la temibile solidarietà negativa derivasse dai più diversi motivi, che il disoccupato odiasse lo status quo e le potenze dominanti sotto forma di socialdemocrazia, il piccolo proprietario espropriato sotto quella dei partiti di centro, e gli ex appartenenti alla media e alta borghesia sotto quella della destra tradizionale.
[…] I movimenti di massa attrassero, prima e molto più facilmente dei partiti tradizionali che erano inclini all’associazione, gli elementi completamente disorganizzati, i tipici “astensionisti”.»

 Hanna Arendt
“Le Origini del Totalitarismo”
Edizioni di Comunità (pagg. 427-439)
 Milano, 1967

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Lo scippo

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , on 23 aprile 2011 by Sendivogius

È educativo studiare l’involuzione democratica in atto, verso le forme autoritarie di un nuovo bonapartismo, sicuramente più funzionale alle aspirazioni monarchiche del Piccolo Cesare, nella sostanziale acquiescenza dei poteri di garanzia e nell’apatia del popolino felice nella sua insipienza plebea.
Capita così di assistere al progressivo smantellamento delle attuali architetture costituzionali, nello stravolgimento stesso dello Stato di diritto con la sua rigida suddivisione di poteri, in funzione di un curioso paradosso…
In nome del popolo sovrano, che però non ha alcun potere di scelta o di controllo, si invoca la centralità del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale. Peccato si tratti di un parlamento di nominati, sempre più svuotato di competenze e di ruolo, trasformato da Camera dei Deputati in una dependance delle camere penali, e ridotto a suk di compravendita elettorale, dove ci si limita a convertire in legge i decreti su presentazione governativa.
A tal proposito, è pacifico intendimento porre la totalità delle funzioni nelle mani di un esecutivo onnipotente, sciolto da qualunque controllo e al di sopra di ogni legge, titolare di un potere totalizzante e totalitario su ogni altro ordine dello Stato.
Coerentemente con la sovranità popolare, è cosa normale, assai in sintonia con la libera partecipazione democratica, boicottare in ogni modo il ricorso ai referenda, in quanto uno dei rarissimi momenti di democrazia diretta previsti dal nostro ordinamento e dunque limitati nella funzione (abrogativa e mai propositiva) e nel raggiungimento del quorum (problema che non si pone in nessun altro tipo di consultazione). 
Perciò, è assolutamente naturale cercare di cancellare i quesiti sul nucleare e sulla privatizzazione dell’acqua, attraverso la promulgazione di un nuovo decreto governativo, scavalcando la ‘centralità’ di quel parlamento che si vorrebbe “supremo titolare della volontà popolare”. Pertanto, con un mezzuccio da legulei (specialità della casa), e tramite un vero scippo di democrazia, con una decisione d’imperio da parte del ministro interessato (il bancarottiere Paolo Romani) si impedisce la libera consultazione dei cittadini. E per decreto, su pressione confindustriale (la Marcegaglia se ne è vantata pubblicamente!), si cancella un referendum fino a “nuove evidenze scientifiche mediante il supporto dell’agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea“. 
E d’altra parte si tutela il Papi, cercando di far decadere il quorum che potrebbe pregiudicare l’approvazione del “legittimo impedimento” ad essere processato, per tutelarsi da altre noie nella sua coazione a delinquere sicuro dell’impunità.
In una democrazia ormai in ostaggio, ciò avviene senza alcun passaggio parlamentare e senza mettere in discussione i contenuti della Legge 133, che recepisce le direttive del DL 112/08 ad insindacabile stesura governativa. Né si attende il giudizio della Corte di Cassazione, l’unica titolata alla revisione dei quesiti referendari, confidando piuttosto sulla firma per quieto vivere del Bell’Addormentato sul Colle.
Del resto, questo governo ci ha insegnato che le leggi elettorali si cambiano in base ai sondaggi e vengono elaborate in funzione della maggioranza uscente, a limitazione del danno, con premi elettorali studiati su misura.
Fedele al sacro principio della sovranità popolare, la corte del Pornocrate ha deciso che i referenda, specialmente se il risultato non piace, hanno una scadenza naturale. E, nonostante tutto, quando c’è il rischio che si raggiunga un nuovo quorum, allora si sospende la legge da abrogare, si cancella il referendum, e si ripresenta la norma intatta ad un anno di distanza.
In una maggioranza relativa che si appresta a diventare dittatura assoluta nell’impunità del numero, il parametro di riferimento risiede nel gioco delle tre carte, dove è chi tiene il banco a decidere le regole apparenti, che sistematicamente viola a suo unico vantaggio.

Saggiata la malleabilità degli argini costituzionali, aperta la breccia, si procede ad ondate concentriche per scardinare il resto dell’impalcatura istituzionale, secondo una prassi ormai collaudata:
I) Si inondano le Camere con proposte di legge, sempre più provocatorie, presentate come un’iniziativa personale (è la formula di rito) decisa autonomamente da parlamentari che sembrano muoversi in solitario, ma in realtà funzionali ad una strategia ben precisa. Soltanto nell’ultimo mese, si va dalla cancellazione del divieto di ricostituzione del partito fascista, alla riscrittura dei libri scolastici perché filocomunisti (un must dei neofascisti al governo), passando per l’abolizione della Festa di Liberazione. E si finisce con la riscrittura dei singoli articoli della Costituzione, arrivando a mettere in discussione persino i suoi principi fondamentali.
II) Si testano le reazioni, si sondano le disponibilità trasversali e, secondo la permeabilità dell’iniziativa, si decide se appoggiare o meno le singole proposte, strutturandole in iniziative legislative.
Tanto per dire, il cosiddetto “processo breve” (la prescrizione ammazzaprocessi) si è arricchito in corso d’opera con una serie di emendamenti ad hoc che, a sentire i relatori del provvedimento, mai sarebbero stati recepiti nel testo definitivo. Potete avere un saggio della loro natura leggendo QUI e anche QUI. Confezionati su misura e presentati a titolo personale, sono stati dapprima sconfessati ufficialmente e quindi convertiti in articoli dietro le quinte. Naturalmente sono diventati parte integrante della norma.
C’è del metodo in tutto ciò. Ed ha un’impostazione di tipo militare:
Si mandano in avanscoperta pattuglie isolate di Akingi per esplorare il territorio, saggiare la resistenza del nemico, e verificare la disponibilità di quinte colonne. Si procede secondo una direttiva estesa su più fronti di penetrazione, tanto per spiazzare la linea di difesa. Se l’incursione ha successo, il resto dell’armata interviene in appoggio, sostenendo l’offensiva con un attacco di massa.

Nella sua presunzione di impunità, c’è da chiedersi se il Pornonano si reputi eterno e se non pensi di tradurre il suo mandato in una investitura ad vitam, come un qualunque rais africano. Perché è chiaro che un simile sbilanciamento di poteri a proprio favore, non contempla l’opzione di un passaggio di consegne o l’ipotesi di un ruolo d’opposizione, in caso di sconfitta elettorale.
Cosa pensa di fare il Pornocrate?!? Preparare un pacchetto di decreti con norme variabili, a seconda di chi vince le elezioni, magari approvati ad una settimana dalla tornata elettorale?!? Sospendere gli scrutini gridando (come d’abitudine) ai brogli, se i risultati lo danno perdente?!? Proclamare la legge marziale, annunciando un’invasione da Marte?
Un assaggio potremmo averlo presto, qualora dovesse perdere le amministrative a Milano.

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STORIA ILLUSTRATA

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 settembre 2009 by Sendivogius

“Berlusconi è tecnicamente immortale”
(Umberto Scapagnini – 03/02/2004)

NEL MULINO CHE VORREI

00 - Highlander - L'Ultimo Immortale “Credo sinceramente di essere stato e di essere il miglior Presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere in 150 anni della sua storia. Lo dico sulla base di ciò che ho fatto e che faccio e che gli italiani conoscono bene e per questo motivo penso che mi attribuiscono il 68,4% di fiducia e ammirazione.”
(S.Berlusconi – 10/09/2009)

Silvio è sempre il solito modesto. In realtà, secondo sondaggi non ancora divulgati, il suo indice di gradimento personale supera il 482,66% tra gli italiani.
A tale strabiliante risultato hanno contribuito con viva partecipazione i defunti, gli embrioni, ma pure i minori di anni 4 e le minorenni dell’associazione ‘Papi Forever’.
Strepitoso il consenso tra le sedicenni di Casoria, senz’accompagno, e le bellezze pugliesi (loro sì!) variamente accompagnate da un certo Tarantini o Tarantino: pappone di successo e imprenditore a tempo perso, nonché fornitore ufficiale del papi nazionale
Fondamentale è stato poi il supporto dell’orso Yoghi e di tutti gli altri orsetti della riserva, senza dimenticare Don Chuck il castoro con gli amici della foresta; il pesciolino Nemo insieme ai cefali del club ‘Silvio nuota con noi!’ e la balena Giuseppina. Inoltre, sembra ci siano adesioni anche nella ‘Divina Scuola di Hokuto’ con una crescita costante.
Né potrebbe essere altrimenti! Del resto, Silvio è giovane, incredibilmente bello (leggendaria è la sua chioma fluente), e più alto di un Watusso! E, come tutti sanno, gode del dono dell’immortalità.
Oggetto di irresistibile desiderio femminile, è il sogno erotico per miliardi di donne…
01 - Liberthalia - Silvio Borat
Padre amato e papi amatore della nazione, è perciò un grande appassionato del prodotto F. che consuma “in grandi quantità” come “utilizzatore finale”.
02 - fanciulla impressionata dalle dimensioni di SilvioLe prestazioni del dio vivente sono proverbiali. Le sue incredibili dimensioni motivo di stupore, giacché grande è la meraviglia tra le genti, così come l’invidia, dinanzi ad un tale incontenibile portento…
Per questo è stata costituita una apposita commissione scientifica con esperti internazionali, per studiare un simile prodigio naturale senza uguali in tutta la galassia.
Umile tra gli umili, Silvio il Divino ridimensiona i propri meriti e mistifica  le molte gesta che contrassegnano la sua lunga esistenza. Infatti, i 150 anni della storia d’Italia sono solo una breve parentesi nell’immortalità dell’Unto
Le sue origini sono incerte, avvolte nel manto della leggenda, e i suoi natali si perdono nelle profondità dei tempi…
03 - Liberthalia - Berlusconi_Natività
Silvio Berlusconi nasce in una fredda notte d’Autunno, alla luce di una stella cometa che ne annuncia l’avvento. Ancora in fasce nella culla, viene raggiunto da tre loschi extracomunitari: due iracheni e un negro di nome Baldassare, prontamente deportati in Libia dopo l’arresto. Prima della deportazione dei tre probabili terroristi islamici, un Silvio precocemente sagace e già senziente dispone il sequestro immediato dei beni in loro possesso: oro, incenso, e mirra. Dell’incenso e della mirra, il piccolo Silvio non sa cosa farne. L’oro però lo tiene per sé, facendone buon uso…
Previdente, apre subito un centinaio di conti off shore, cominciando a fatturare in nero su fondi segreti. La sua giovinezza è costellata da una serie di innumerevoli miracoli: si iscrive alla loggia massonica eversiva P.2, all’interno della quale frequenta cospiratori e golpisti… ospita mafiosi in casa propria… offre oboli a politici e giudici… e sempre esce indenne da ogni possibili minaccia.
04 - Liberthalia - Berlusconi e i Legionari
Con la maggior età si schiera con le emergenti truppe craxiano-socialiste, dai drappi rosso garofano, e comincia la sua ascesa con nuovi ed avidissimi protettori…
Gli agiografi raccontano che Silvio abbia partecipato alle campagne contro i barbari stranieri, regalando all’esercito romano alcune delle sue più sfolgoranti vittorie.
05 - Liberthalia - Berlusconi_Imperator
Sono gli anni felici degli appalti della Edil-Nord e della edificazione di Milano 2; della scalata alla Mondadori e della conquista dell’editoria italiana; dell’occupazione delle frequenze televisive, del decreto Craxi e della Legge Mammì a regolarizzare la pratica continua dell’abuso sistematico. Sono gli anni della costruzione del potere… della sua gestione espansiva… della sua difesa ad oltranza contro ogni possibile nemico… prima di diventare imperatore di un Paese plasmato a propria immagine e somiglianza.
05a - Liberthalia - Berlusconi a Bisanzio
Nel frattempo si converte al Cristianesimo, ergendosi a devoto paladino di Santa Romana Chiesa. Quindi proclama il cattolicesimo “religione di Stato”: l’unica lecita… la sola consentita…
Ogni altro culto è bandito; il verbo vaticano è legge dello Stato.
05b - Liberthalia - Berlusconi_Crociato
Per farsi perdonare i molti vizietti, ed acquisire nuovi crediti terreni subito investibili, Silvio partecipa a tutte le crociate divenendo il più strenuo difensore del Santo Sepolcro.
Non ancora papi, è comunque il cavaliere dei Papi.
06 - Liberthalia - Berlusconi il Magnifico
Con una solida fortuna commerciale alle spalle, Silvio il Magnifico non è più l’intraprendente cliente alla corte dei potenti, ma onnipotente tra i potenti. La sua influenza cresce così come i favori che ottiene, in un flusso inarrestabile di denaro dalla non sempre certa provenienza. Il fiuto di Silvio lo conduce là dove è più forte l’odore dei soldi
07 - Liberthalia - Berlusconi Sacro Imperatore
Sull’impero di Silvio non tramonta mai il sole. Il suo potere si estende dagli Appennini alle Ande, passando per le Bahamas… le Bermuda… ed altri paradisi fiscali.
08 - Liberthalia - Berlusconi bimbo
Tuttavia, non dimentica le sue origini popolari… Come i principi orientali de “Le mille e una notte”, Silvio si traveste da umile popolano e nei panni di un nano benevolo saggia gli umori della plebe, senza mai dimenticare l’amatissima F.
09 - Liberthalia - Berlusconi hidalgo
Con il gusto per la tenzone, negli anni ’90 il Cavaliere Nero si prepara alla sua battaglia più grande, in nome della roba e per l’impunità. Vincente come sempre.
10 - Liberthalia - Berlusconi Re
In un mondo oscuro, dominato dalle forze del caos, esiste una terra nella quale scorrono fiumi di latte e miele… dove tutto va bene madama la marchesa… Un regno fatato in cui governa un sovrano corrucciato… È l’Italia felice e prospera di Silvio il Conquistatore.
11 - Liberthalia - Berlusconi Napoleon
Il potere sul quale si fonda la stabilità del proprio reame va protetto; necessita di truppe fedeli e danaro sonante per pagarle. Un esercito di straccioni, a regolare libro paga con libertà di saccheggiare la cosa pubblica, può essere senza dubbio il principio di un nuovo impero…
12 - Liberthalia - Berlusconi_Incoronazione
Potere assoluto come massima aspirazione. Un solo uomo al comando. Lui decide. Lui dispone. Lui domina!
13 - Liberthalia - Berlusconi generale unionista
Ma al contempo non dimentica l’alleato americano, al quale Silvio ostenta devozione e rispetto… nonostante qualche incomprensione con l’abbronzato alla Casa Bianca.
Potete ammirare Silvio in una rara immagine d’epoca, nel 1861, mentre presta servizio volontario (come generale è ovvio) tra gli oriundi italiani di New York nel 39° Rgt di Fanteria, durante la Guerra di Secessione.
14 - Liberthalia - Berlusconi dittatore
Negli ultimi tempi Silvio è un po’ irrequieto…
Evidentemente giocare al ‘Grande Dittatore’ nel suo impero di cartapesta non gli basta più!
Il potere corrode chi non ce l’ha, ma corrompe massimamente chi lo detiene a livello assoluto.
Tuona contro i soliti comunisti, in Italia dove non esiste più nemmeno una parvenza di sinistra. Prorompe contro la stampa e le TV che non lo incensano abbastanza, gridando al complotto… Lui! Il tycoon che controlla sei reti televisive e l’intero mercato della pubblicità; decide la nomina dei direttori dei quotidiani e TG di rete; dispone di ciò che deve (e soprattutto cosa NON deve) andare in onda.
Parla di complotto degli immancabili ‘poteri forti’… Lui! Che controlla indirettamente compagnie assicurative e il consiglio di Mediobanca, il più potente gruppo finanziario e bancario d’Italia…
Sanziona. Strepita. Minaccia in un delirio solitario del vecchio despota, che alterna i deliri di onnipotenza alle manie di persecuzione come avviene per ogni dittatore degno di questo nome.
15 - Liberthalia - Silvio incamiciato
Di personaggi così il mondo è pieno. Solitamente, nei paesi normali e soprattutto nelle democrazie, non fanno il Presidente nel Consiglio…

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