Archivio per Al Capone

(55) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 settembre 2013 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2013″

The Anthill Gang

«Ho trascorso i migliori anni della mia vita come un pubblico benefattore, dando alla gente piaceri più leggeri, contribuendo al suo divertimento, e tutto quello che ottengo sono insulti e l’esistenza di un uomo braccato»

A dispetto delle apparenze, non sono le parole del Pornonano ma quelle di un altro gangster matricolato, condannato anche lui per evasione fiscale. È Al Capone in una intervista del 1927.
Chissà? Se si fosse fatto eleggere senatore, invece di far nominare i suoi cavalli, forse la storia sarebbe stata diversa…
Col noto boss italo-americano, il Pornocrate di Arcore condivide il medesimo sarto, la stessa paranoia per i comunisti, e la pretesa di essere intoccabile. In quanto alle frequentazioni malavitose ed agli intrallazzi, Capone era solo un irruento dilettante.
Per descrivere questa larva quasi ottuagenaria, che come una metastasi tumorale infetta e debilita un intero Paese da oltre 30 anni, l’esempio più calzante è l’Hitler degli ultimi giorni prima della caduta, trincerato nel bunker della cancelleria e oggi sostituito dalla sobrietà dei postriboli sotterranei di Arcore. Incastrato nel vicolo cieco delle sue condanne giudiziarie, è il guastatore di ultima istanza, il Tamerlano della terra bruciata, pronto a far saltare tutto pur di aprirsi una via di salvezza.
Liberthalia - LA CADUTA DEL NANODelinquente abituale ritiene la sua permanenza al Senato, contro ogni legge e normale decenza, un atto dovuto; convinto com’è che l’impunità sia prerogativa imprescindibile del suo status criminale. È nella natura eversiva del personaggio. E nel farlo, stravolge tutte le procedure istituzionali aprendo una crisi di governo al buio nel momento peggiore, alla vigilia della presentazione della legge finanziaria di stabilità, per essere certo di far più danni possibili ed estorcere il proprio lucro come un volgare capo-racket.
L’aumento dell’IVA è solo il pretesto di comodo all’insegna del massimo sfascio, perché è nel caos che i mestatori di torbidi costruiscono la propria fortuna.
L’incremento di due punti percentuali dell’IVA (con innalzamento al 22%) era infatti già previsto nelle misure anti-crisi di Giulio Tremonti, il fu super-ministro dell’economia nell’ex Governo Berlusconi, fatte proprie dal Governo Monti e riprese poi dall’esecutivo Letta.

«Le ipotesi di lavoro dei tavoli tecnici coordinati dal ministro dell’Economia Tremonti sono note: riduzione delle aliquote Irpef e Ires con spostamento della tassazione dalle persone alle cose (cioè aumento dell’IVA)»
 Il Giornale (10/06/2011)

L’ipotesi viene ripresa e sviluppata meglio dal prof. Francesco Forte, ex ministro craxiano, ed editorialista economico del Giornale di Famiglia, complimentandosi con l’allora Berlusconi premier:

«Con saggia rapidità il Consiglio dei ministri ha irrobustito la manovra di finanza pubblica, mediante l’aumento dell’IVA che il premier da tempo avrebbe voluto e che io ho suggerito di introdurre, almeno come clausola di salvaguardia, dato che i recuperi dell’evasione stabiliti da Tremonti non erano convincenti.
Questo intervento aggiuntivo si è reso necessario non tanto per convincere il mercato, che per ora rimarrà turbolento, quanto la BCE e i tedeschi, che debbono votare l’aumento della dotazione finanziaria del Fesf, il Fondo Europeo di stabilità finanziaria, che dovrebbe comprare i titoli del nostro debito, come contro manovra rispetto alle vendite speculative rivolte a mettere in difficoltà l’Italia, per mettere in crisi l’euro.
I tedeschi, contrariamente a quanto pensa Montezemolo, che si focalizza sui patrimoni e sui risparmi, reputano che l’Italia consumi al di sopra delle sue possibilità. Ed hanno ragione in quanto abbiamo un deficit di bilancia dei pagamenti correnti dello 1-2% annuo. L’IVA colpisce i consumi ed esonerando l’export lo stimola, mentre tassando l’import riduce il deficit del commercio estero in entrata. Il gettito che si può ricavare dall’aumento dell’IVA oscilla fra i 6 miliardi annui, se saranno colpiti tutti i beni e servizi destinati al consumo, a poco più della metà, se invece si applicasse l’aumento solo ai beni e servizi tassati al 20% e non a quelli tassati al 4 o al 10. Infatti la base imponibile dell’Iva, ossia il valore aggiunto tassabile, è di circa 600 miliardi. L’1% di 600 è 6 (il gettito Iva del 2010 è di circa 115 miliardi, e aumenterebbe del 5%)»

  Francesco Forte
  “Mossa giusta per convincere l’Europa”
  Il Giornale  (07/09/2011)

Non si capisce dunque contro cosa stia insorgendo il vecchio puttaniere recidivo.
O meglio, lo si capisce benissimo….

Hit Parade del mese:

01. DATEGLI LE BRIOCHE!

[03 Sett.] «I suicidi dei senza lavoro per la crisi? Sono persone che hanno già una tara mentale che li porta a gesti disperati. Allora che parole useresti a gente che si trova in queste condizioni? Speranza è molto bello perché almeno ti fa riflettere. Lavorassero un po’ di più questi che si lamentano tanto. Che si mettessero a lavorare!»
 (Marisela Federici, Lady Cafonal-chic)

02 - Morra02. AKTION T4

[04 Sett.] «Ho detto ai miei colleghi di fare attenzione. Perché errori gravi e pacchiani che sono stati fatti in passato non saranno più tollerati. Siamo in guerra! E chi non è all’altezza verrà selezionato naturalmente.»
 (Nicola Morra, Kapò 5 stelle)

02b - Ma che cazzo te strilli02.bis PEDEGREE SELEZIONATO

[17 Sett.] «Non me la sento più di essere moderato, di rimanere entro ‘certi limiti’. Quali limiti? I limiti sono stati superati. Noi supereremo i limiti. Usciremo dalla gabbia. Saremo maleducati, civilmente maleducati. E, con la massima cortesia, li manderemo a fanculo!»
 (Beppe Grillo, Capo Chiavica)

03 - NON HO SONNO03. VITA SNELLA

[25 Sett.] «Sono 55 giorni che non dormo. Ho perso 11 chili, uno per ogni anno di galera che mi vorrebbero far fare»
 (Silvio Berlusconi, il Botolo)

03b- Beccamorto03.bis L’ESERCITO DEL MINCHIO

[12 Sett.] «Noi aspettiamo un gesto di Napolitano, perché il nostro Presidente abbia l’agibilità politica. Se questo non dovesse avvenire inizieremo a bloccare le autostrade, le ferrovie, i camion che portano la benzina, insomma siamo pronti a fermare il Paese perché si devono rendere conto che il centrodestra non sarà immobile dinanzi a qualcosa di così grave»
 (Simone Furlan, Generalissimo dei papiminkia)

04 - Biancofiore04. NEL NOME DEL PAPI (I)

[05 Sett.] «Il PD non riuscirà a mozzare Silvio, la nostra testa. Noi del Pdl non siamo acefali. Per il nostro gladiatore siamo pronti a tutto. Al via di Berlusconi, scateneremo l’inferno!»
 (Michaela Biancofiore, la Gladiatrice)

04b - Lo voglio lungo04.bis NEL NOME DEL PAPI (II)

[18 Sett.] «Il messaggio di Silvio è stato commovente, sentito, profondo, patriottico. Lui è l’Italia migliore. Bene il ritorno a Forza Italia, Forza Italia è l’Italia, quella berlusconiana, quella libera, quella che produce, quella che ama, quella che non odia. Grazie presidente, grazie ancora una volta di esistere!»
 (Michaela Biancofiore, Infoiata)

04c - Ciuccio04.ter NEL NOME DEL PAPI (III)

[08 Sett.] «Silvio Berlusconi è l’uno che rappresenta il tutto. Sancire la sua decadenza significa impedire al centrodestra di essere rappresentato. E questo, accade solo nelle tirannie. L’Italia ha bisogno di uscire dalla guerra dei venti anni contro Silvio Berlusconi, così come successe settant’anni fa con l’armistizio nella Seconda Guerra Mondiale»
 (Mara Carfagna, la Badoglia)

05 - DIBBA er Minchia05. ALL TOGHETER NOW!

[09 Sett.] «Chiediamo che il Papa riceva noi del Movimento 5 Stelle il prima possibile, per poter parlare di tutto quello che possiamo fare ORA per tutelare la Pace»
 (Alessandro Di Battista, un altro coglione a 5 stelle)

06 - Horror Family06. VIOLENZE DOMESTICHE

[24 Sett.] «Non può essere concepito uno spot in cui i bambini ed il papà sono tutti seduti, e la mamma serve a tavola… Merita una riflessione questo!»
 (Laura Boldrini, Tu quoque!)

07 - Cecile Kyenge07. DIAMO I NUMERI

[04 Sett.] «Mi sembra una buona idea quella di togliere i termini “mamma” e “papà” dai documenti scolastici, e sostituirli con “genitore 1” e “genitore 2”.»
 (Cecile Kyenge, ministra seriale)

07b - Kyashan07.bis CHIAMATEMI KASHETU

[06 Sett.] «Da oggi in poi io sono Kashetu Kyenge detta Cecile»
 (Kashetu Kyenge, eroina manga)

 

08 - Enrico Letta08. CONDOR E CONDOM

[19 Sett.] «Non c’ho scritto Jo Condor in testa. Ecco, lo voglio dire a tutti, io non c’ho scritto Jo Condor in testa!»
 (Enrico Letta, Jo Condom)

09 - L'analfabetismo paga09. DEMENZA SENATORIA

[23 Sett.] «Perché è stato condannato Silvio? Il reato?… Ehm… In qualsiasi paese del mondo il reato che viene accusato, perché è innocente, che è per questioni di… di… di dichiarazioni dei redditi… in Svizzera ad esempio non va assolutamente in galera! Il reato? Beh, tegnigamente io non sono un professore… reato di falsa… di redditi… quello, quello… io il giro di soldi non l’ho capito, per me è innocentissimo. Su qualsiasi cosa che noi parlammo, lui è innocente, perché è una persona vera»
 (Antonio Razzi, Senatore della Repubblica)

10 - Intelligenza padana10. IL NUOVO CHE RITORNA

[14 Sett.] «I 400 chilometri di catena umana della Catalogna sono solo l’inizio, la Padania verrà perché i grandi popoli sono in marcia. E riprenderemo anche il rito dell’ampolla!»
 (Umberto Bossi, Ladrone padano)

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REWIND

Posted in A volte ritornano, Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 28 ottobre 2012 by Sendivogius

Qualcuno ha detto che la “politica è sangue e merda”
Mutati i tempi, di sangue ne resta assai pochino e per di più infetto! In compenso prevale l’elemento fecale, sedimentato sotto quantità industriali di cerone.
Prematuramente seppellito, il vecchio fenomeno da baraccone torna a calcare le scene del Circo Barnum, per una personale e dimenticabilissima interpretazione del morto che parla, nella camera mortuaria allestita in tutta fretta nell’ennesimo villone di famiglia, tra drappeggi damascati e soluzioni in formaldeide, per l’esibizione del feretro animato, nel silenzio della veglia funebre.
Fresco come un paio di mutande usate, direttamente dai cimiteri viventi della politica è resuscitato il naftanilico Pornonano, ormai ridotto ad una parodia zombie di Al Capone e affiancato dal suo beccamorto di fiducia (il ferale Learch-Ghedinello).
Elastico quanto una mummia imbalsamata, cerca di sfuggire al rigor mortis sempre più incipiente, agitandosi come il cadavere elettrificato di una Drag-Queen a cui abbiano strappato via la parrucca durante la thief-parade, con la faccia impastricciata alla stregua una vecchia baldracca in disarmo e la voce impastata peggio di un fattone da anfetamine. Svanita la magia del piazzista di successo, è un disco rotto in svendita tra le pulci al mercatino delle cianfrusaglie usate.
Eppure, con ogni evidenza, certi prodotti ritornano sempre a galla…
Dopo il preambolo surreale, dalla fondazione di ospedali per bambini africani (direttamente nel resort di Briatore) alla creazione dell’università dei papiminkia, il mascherone funerario passa a ciò che più gli preme (la robba sua), snocciolando tutto il repertorio classico dell’imbonitore fallito, che oramai ripete le stesse boiate immani da almeno una ventina d’anni fino allo sfinimento, e senza un filo di vergogna, con poche novità di rilievo. Dichiara guerra alla Germania, in una personale lotta contro la “culona inchiavabile”, la quale proprio non si capisce perché mai non abbia apprezzato l’irresistibile simpatia del Pompetta Pazza dalla Brianza con turgore.
Grugnisce qualcosa sull’incomprensibile “deterioramento della propria immagine”, ulteriormente aggravato dai “sorrisini della Merkel e di Sarkozy che sono stati un assassinio della mia credibilità internazionale”. E certo deve essersi per forza trattato di un complotto internazionale, ad opera del famigerato duetto franco-tedesco che gli ha riempito la villa di mignotte, baby prostitute e nipoti d’Egitto, con relativo codazzo di papponi intraprendenti, per smerdarlo a livello globale.
Si lamenta il ducetto incartapecorito di non avere poteri dittatoriali, incapace di comprendere la differenza che intercorre tra democrazia ed autocrazia. E se non l’ha capito fino ad ora, difficilmente gli riuscirà a 76 anni suonati. A forza di frequentare tiranni dalla Libia alla Russia, passando per Minsk, avrà avuto modo di chiedere consiglio all’amico Putin ed al defunto compagno di merende africano.
Evasore conclamato e fresco di condanna per frode fiscale miliardaria, si esibisce in una lezione di economia criminale: non pagare le tasse è giusto; il computo del debito pubblico deve tenere conto dell’economia sommersa che deve essere sommata al PIL nazionale. In pratica, sta dicendo che i proventi delle attività mafiose, insieme ai capitali occultati in fondi neri tramite l’evasione fiscale, devono essere considerati una ricchezza nazionale. E spiega ad una platea di giornalisti cloroformizzati, come ciò dovrebbe influire positivamente sulla riduzione del debito e contribuire all’abbassamento dello spread sui titoli di Stato…

Sembra quasi di ascoltare un Al Capone qualunque, prima dell’esilio ad Alcatraz.
Oramai delira, sbava ovunque, si caga addosso, non intende più (non è che prima il cervello gli funzionasse tanto bene)… Sarebbe ora di staccare definitivamente la spina a questa sottospecie di malato terminale della politica demenziale, e sbarrare una volta per tutte le porte della cripta al grottesco revenant del malaffare istituzionalizzato!

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ONOREVOLI LADRONI

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 11 ottobre 2012 by Sendivogius

Vincenzo Maruccio (18/08/1978), avvocato calabrese, ex consigliere dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio, una straordinaria somiglianza con Al Capone, è solo l’ultimo soldato di quell’esercito in rotta, coi suoi ‘amministratori’ palustri, pagati a peso d’oro, che come frutti troppo maturi e già marci stanno cadendo in massa per spiaccicarsi tra le maglie della magistratura.
Cresciuto sotto l’ala protettiva di Antonio Di Pietro, il giovane Maruccio sembrava essere protagonista di un’incredibile ascesa all’ombra del tribuno molisano. Dall’oscura Vibo Valentia arriva nella grande città, facendo di Roma la capitale delle sue fortune personali: a 31 anni è assessore ai Lavori Pubblici (senza essere mai stato eletto) nella Giunta Marrazzo, andata precocemente a puttane (per l’esattezza, a transettoni); diventa poi capogruppo IdV sotto la giunta Polverini, finita anch’essa a cagne e porci prima della scadenza naturale.
Faccino glabro da bambolotto furbo, l’ambizioso Vincenzino sembra la copia sputata di Franco Fiorito, il batman ciociaro al consiglio regionale del Lazio.
Ma, per favore, quando parlate dell’onorevole Maruccio, non chiamatelo Robin… Lungi dall’essere un comprimario, è coprotagonista a pieno titolo nella saga laziale, dilatata ormai su scala nazionale. Praticamente, Vincenzino e Francone condividono lo stesso capo d’imputazione: peculato. Entrambe i capigruppo sono accusati di essersi fregati i fondi dalle casse del partito per uso personale, per lo stesso importo certificato (a crescere): 750.000 euro, spicciolo più spicciolo meno.
E tutti appartengono al nutrito gruppo del tengo un mutuo da pagare, meglio se si tratta di mega-appartamenti nelle zone più prestigiose (e costose) della città.
È probabile che le due giovani promesse della politica professionalizzata si incontreranno presto sul fatidico gradino di Regina Coeli, per entrare finalmente nel novero dei veri ‘quiriti’, loro burini d’adozione, in ossequio al famoso motto che accompagna da sempre l’antico carcere capitolino: “chi nun salisce ‘sto gradino nun è romano”…!
Comunque vada, qualunque siano le sorti dei vari Maruccio d’Italia (che, siamo certi, chiariranno presto la loro posizione dimostrando la propria innocenza), dagli Appennini alle Alpi, dalla Padania alla Trinacria, si ruba che è una meraviglia tanto vasta è la cuccagna, mentre inamovibili restano inchiodati al seggiolone.
Dell’infinita serie di idrovore umane che prosciugano senza posa le ricchezze del Paese, ovunque ci sia qualcosa da arraffare, è emblematico constatare come gran parte delle locuste coinvolte abbia meno di 42 anni… Alla faccia del tanto strombazzato “ricambio generazionale”!

Da sudditi a ladrone, rivolgiamo un sommesso ringraziamento all’insaziabile banda di predoni:

Caro “onorevole”
Ad essere sincero non abbiamo mai compreso bene perché ti chiamino così…
Infatti, abbiamo sempre pensato che l’Onore fosse una cosa seria. Ingenuamente, abbiamo associato il termine alla reputazione personale, improntata a dignità morale e rispettabilità, se possibile fondata su una condotta irreprensibile. In merito, non si è mai capito cosa diamine ci fosse di tale nei tuoi comportamenti. E francamente ci è sempre risultato difficile riconoscere come “onorevole”, gente che grufola tra peripatetiche cosce a marchetta, travestiti da maiali ed il nasino infarinato di polvere bianca… Che reputa il saccheggio della cosa pubblica, come parte integrante del proprio mandato elettorale… Che reputa un suo “precipuo dovere” piazzare amici, amanti e parenti, in ogni posto disponibile, gestendo le finanze come una cassa personale dove attingere a man bassa… che faccia dell’ignoranza una bandiera e del ladrocinio una professione… con legulei che fanno del Diritto meretricio e delle regole sollazzo… Ma insomma tu queste cose già le sai ed è inutile ricordarle, giacché non te n’è mai fregato un cazzo!

E così ti abbiamo osservato in silenzio, tant’è che tutto è diventato più chiaro…
Abbiamo pensato ai bastardi in camicia nera, che dalle fogne del nazi-fascismo discettano da sempre di “onore” e “fedeltà” canina, mentre brandiscono svastiche e manganelli.
Abbiamo pensato agli “uomini d’onore” di (dis)onorate società: parassiti criminali che intossicano il tessuto produttivo, devastando il territorio; campano di “pizzo” e “protezioni”, trafficando in voto di scambio da rivendere con gli interessi a politicanti compiacenti.
Abbiamo pensato ai retaggi feudali di una oligarchia castale, che traffica in titoli e prebende e privilegi, come gli antichi notabili del Basso Impero, dove la corruzione regnava sovrana ed i ladroni più rapaci si fregiavano del titolo di “honestiores” (i più onesti).
E allora si può convenire che mai definizione, “onorevole”, è stata più appropriata per indicare una simile masnada di predoni.

E tu che li hai votati e probabilmente continuerai a farlo nel segreto dell’urna hai ben poco da sorridere, giacché ciò che vedi è la tua immagine riflessa in uno specchio deformato.
Mutato nomine, de te fabula narratur.

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