(160) Cazzata o Stronzata?

Classifica GIUGNO 2022”

La bellezza di 160 edizioni di questa rubrica non basterebbero tutte insieme a riassumere la summa di proclami roboanti, fanfaronate assortite e cialtronate varie, dispensate a secchiate in un condensato di rara minchioneria, con le quali ci ha abituato un inarrivabile Giggino Di Maio, nella sua lotta costante contro il principio di non contraddizione e tutti i congiuntivi, durante quelle poche decine di mesi che ne hanno segnato l’apogeo politico di bimbo prodigio. Incompetente di successo, rappresenta forse la più riuscita incarnazione vivente per consustanziazione dell’italico cialtronismo nazional-popolare, tipico di certe ambiziose macchiette alla ribalta, meglio se con ruoli apicali nella pubblica amministrazione e nella vita politica, costituendo un titanico monumento al Nulla elevato a sistema di potere personalizzato su misura (come i suoi completini da cresimando), dove opportunismo estremo e cinismo si elidono dentro un vuoto pneumatico, in cui vale tutto ed il suo contrario nella somma del niente, mentre ogni metamorfosi creatrice è possibile per manipolazione di materia inerte, senza forma né sostanza, da risplasmare a seconda delle convenienze.
 Per rendere la caratura del personaggio nella sua garrula inconsistenza, si dovrebbe scendere giù giù in fondo al peggior trasformismo ottocentesco… tra i rituali di potere delle camarille locali del più infimo notabilato meridionale post-unitario… in un tempo sospeso tra gattopardismo e laurismo, con la prevalenza di un paraculismo immune da ogni scrupolo o coerenza… Ma francamente non ci sono termini di paragone idonei, per rendere la caratura mitologica del fenomeno. Dopo l’epifania esegetica con ascesa e caduta dell’incompreso statista di Rignano, insieme agli altri ectoplasmi su proiezione mediatica che vivono in quel non-luogo immaginario chiamato “centro”, pensavamo di averle viste praticamente tutte. Ma questo sockpuppet in versione animata è OLTRE!

Molto meglio consolarsi con la musica, meglio ancora se classica. Per fortuna che abbiamo un direttore d’orchesta (ci tiene all’indeclinabilità di genere) come Beatrice Venezi, che con piglio volitivo ci ricorda il valore della cultura musicale del paese, così tanto apprezzato a Destra a dispetto di una sinistra materialista ed incolta.

«Credo che sia necessario distinguere tra schierarsi dal punto di vista partitico e schierarsi contro un sistema. L’essere stata presente alla convention di “Fratelli d’Italia” è stato un impegno personale e professionale. Il fatto che venisse finalmente richiesta la musica classica, la grande tradizione del nostro Paese, all’interno di un concerto del Primo Maggio, mi ha dato un senso di liberazione: finalmente qualcuno si rendeva conto, in un contesto politico importante, di quella che è la nostra radice culturale. Perché quello che non si vede in questi anni è proprio questo: considerare la cultura come valore fondante di un Paese. Trovare una parte politica che riconosce ciò è raro. E personalmente è una cosa che apprezzo molto

Che poi, rispetto alle frequentazioni di famiglia tra gli squadristi di Forza Nuova, passare ai Fascisti d’Italia è già un bel salto di qualità. È nota da sempre la sensibilità intellettuale ed umana, nonché il sofisticato senso artistico, che pervade le raffinate espressioni culturali a cui ci hanno abituato i nostalgici del Mascellone. Non ultima, quella Elena Donazzan (italianissima!), assessore all’Istruzione e pari opportunità della Regione Veneto, che ha l’indubbio merito di ricordarci cosa sia il fascismo e quanto sia ben vivo, tra roghi di libri (e di “travestiti”), commemorazioni della X-Mas e altre “goliardate futuriste”… 

Non che manchino gli emuli e la concorrenza tra le fila dei più sinceri difensori della democrazia, dove non si contano più gli appassionati relatori di liste di proscrizione fai-da-te ed indefessi cacciatori di fantasmi (putiniani) con schedatura di massa su “attenzionamento” poliziesco e dossieraggio diffuso dei dissidenti (antico vizietto dei nostri servizi segreti dai bei tempi dell’OVRA), con tanto di foto segnaletiche dei mostri sbattuti in prima pagina sui fogli di regime. Si tratta della nuova passione inquisitoria su afflato maccartista che pervade i nostri liberali da sportello bancario, stretti a coorte attorno all’intoccabile Mariolino premier per investitura divina, in una post-democrazia a gestione commissariale su pensiero unico neoliberista ed oltrazismo atlantista sotto protettorato americano, insieme al grande show necrofilo della guerra in onda a reti unificate.

Mario Draghi - 21 June 2022. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Sarà per questo che ormai l’agenda politica europea la detta, su procura imperiale per conto di Padron Sam, un allucinato kapò norvegese di rappresentanza, inviato ad imporre le servitù militari ai governi fantoccio e serrare i ranghi dei re clienti su vassallaggio tributario, in vista della chiamata generale alle armi, con la creazione di una super-Nato estesa dal Sahel al Corno d’Africa, passando per il Golfo di Oman e con un particolare occhio di riguardo verso la regione dell’Indo-Pacifico. Ovviamente per contenere l’espansionismo russo. E preparare la prossima guerra contro la Cina.

Hit Parade del mese:

01. NON SE NE PUÒ PIÙ!!!

[11 Giu.] «Le forze armate dell’Ucraina difendono la libertà sulla Terra in modo che possa essere stabilita anche su Marte.»
(Oleksij Reznikov, ministro della difesa ucraino)

02. LA SVOLTA

[23 Giu.] «Costruiamo grande Fronte Aperto del Dissenso dal Partito Comunista di Rizzo fino Primato Nazionale passando attraverso il partito della Famiglia, Sara Cunial, Francesca Donato, Altenativa, Vøx, Ancora Italia di Paragone, Viganò e altri. Come Nuovo CLN contro NWO e i demoni di Davos!.»
(Alessandro Meluzzi, il Primate)

03. A PIZZE IN FACCIA!!!

[21 Giu.] «Nessuno può fare profitto con la pizza a 4 euro, grazie a me aumenteranno i loro prezzi. La pizza di Napoli? A me non piace, non la mangio, preferisco quella bassa. A Salerno la fanno meglio. La pizza, del resto è un prodotto mondiale, con Napoli non ha nulla a che fare»
(Flavio Briatore, Profittevole)

04. INSONNIA

[12 Giu.] «Spero di portare nelle case degli italiani lo sconto benzina, luce e gas: non ci dormo il giorno e la notte.»
(Matteo Salvini, Babbo Natale)

05. BON APPETIT!

[07 Giu.] «Usiamo gli insetti nei menù delle mense scolastiche»
(Beppe Grillo, Gourmet)

06. LA QUESTIONE MORALE

[01 Giu.] «Berlinguer è il papà del nulla populista.»
(Fabrizio Cicchitto, ex-berluscones, ex craxiano, piduista)

07. CENTRINI (I)

[14 Giu.] «Il centro di Carlo Calenda e di Matteo Renzi sembra ben vivo e, ove riuscisse a metter da parte i personalismi eccessivi dei leader, potrebbe animare a sorpresa la scena politica. Tanti ora sottovalutano effetto Mattarella e Draghi, ma anche i due presidenti peseranno sul dopo voto»
(Gianni Riotta, il Profeta)

08. CENTRINI (II)

[14 Giu.] «C’è un’area riformista che riporta la gente a votare.»
(Carlo Calenda, il piu votato)

09. IL COITO DELLA POLITICA

[03 Giu.] «In molti mi chiedono che ci facciamo al governo. Starci è un atto d’amore.»
(Matteo Salvini, l’Amante)

10. RIVOLUZIONI INDUSTRIALI

[04 Giu.] «Il salario minimo per legge non va bene perché è contro la nostra storia culturale di relazioni industriali.»
(Renato Brunetta, nano da comizio)

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