Milano da dimenticare

“Oggi a lei non verrebbe in mente di darmi del possibile ‘pistola’, non solo perché, mi consenta, non lo sono, ma anche perché i veri pistola saranno quelli che al netto delle mie urla mancanti andranno, come lei sostiene, a votare Sala. Continueranno così a farsi prendere in giro dal sindaco dei ghiaccioli al limone, dei calzini colorati, e dei week end con la fidanzata e le rock star.”

Luca Bernardo
(21/09/21)

Il fatto che il candidato sindaco con la pistola dia del “pistola” ai cittadini milanesi che non lo votano dimostra l’evidente affanno di uno che ormai è arrivato alla frutta e anche oltre, se davvero non ha niente altro a cui attaccarsi (in assenza di meglio) che non siano il colore dei calzini (!?) di un Sala, mentre cerca la rissa per ritrovare un minimo di visibilità, sperando che il diretto interessato lo mandi giustamente affanculo. Invano, perché a questo penseranno le urne. E noi, che siamo abbastanza “radical” ma poco “chic”.
Che poi, a guardarlo bene nella sua fisiognomica lombrosiana, il Bernardo candidato destrorso che ci tiene a non dichiararsi antifascista (e dunque per principio di esclusione…) è davvero l’ultimo al mondo che può permettersi il lusso di ironizzare sull’aspetto dei suoi avversari, con quella faccia che pare un incrocio ibridato tra Pepe the Frog ed Hans l’Uomo-Talpa dei Simpsons!
Con l’aggravante di presentarsi al pubblico strizzato in un imbarazzante completo blu elettrico da catarifrangente e tutto il cialtronismo di un Guido Tersilli medico della mutua in versione meneghina.
A corto di argomenti, ritira fuori gli immancabili radical-chic che tanto devono eccitare l’immaginario dei soliti destronzi, provocando incontrollate polluzioni notturne per orgasmi surrogati tra i suoi fascisti sottolio, tale è l’arrapamento che scatena in loro l’abusato neologismo coniato da un vecchio snob effeminato, Tom Wolfe, noto al pubblico soprattutto per i modi leziosi ed i gessati impossibili. Tecnicamente, sarebbe una di quelle checche che a destra piacciono tanto. E Wolfe, da affettato manierista aristocratico, era uno che dei salotti più chiccosi ed esclusivi costituiva componente fissa come l’argenteria; elitario qual’era, detestava ogni intrusione su contaminazione plebea, da cui la reazione classista.
Ma più ancora, c’è da chiedersi dove mai abiti il dottor Bernardo, che probabilmente vive in qualche bidonville ai margini della periferia milanese e trascorre i week end alla mensa sociale di quei poveri dei quali non gliene è mai fregato un cazzo! Usiamo volutamente un linguaggio ‘semplice’ e ‘popolare’ che di certo il Dottore apprezzerà. Ci avremmo infilato a pure un paio di peti e una mezza dozzina di rutti, che dalle parti del dott. Bernardo fanno tanto “popolo”, ma siamo ancora troppo chic!

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