In Nome del Papa Re

Era il 2013 ed il gesuita furbo travestito da francescano si esibiva in un’altra delle sue performance mediatiche, che tanto incantano i gonzi alla sinistra del papa. Ve la ricordate?!?

“Chi sono io per giudicare un gay?”

Poi, nel frattempo, oltre al (pre)giudizio, è arrivato pure l’anatema, con tanto di interdizione pontificia, contro una legge che vorrebbe porre un limite al pestaggio dei froci come sport nazionale.
Pare che qualche spirito laico, sbagliando, si sia risentito per (l’ennesima) indebita intromissione in faccende altrui, da parte del pontefice massimo e la sua ingombrante ecclesia. Mai infatti tanta indignazione contro l’ingerenza vaticana fu più malriposta.
Per un’associazione a delinquere fondata sullo sfruttamento della credulità popolare e sulla circonvenzione di incapace, finalizzata all’appropriazione indebita di risorse pubbliche, nonché all’accantonamento e riciclaggio internazionale di fondi neri, dove gli affiliati nel tempo libero si inculano i bambini o peggio (ma se lo stupratore è un prete, non è “peccato”), in regime di impunità permanente, una nota di protesta formale contro la Repubblica Italiana (succursale vaticana) per un disegno di legge parlamentare, che qualora fosse malauguratamente approvato renderebbe più complicato discriminare froci e affini, additandoli al pubblico disprezzo come stigma liturgico, costituisce veramente l’ultimo dei problemi. Visto che un tempo, nemmeno troppo remoto, la Chiesa gli omosessuali era solita mandarli a meditare a fuoco lento, direttamente sul rogo, lanciando finocchi (da lì il simpatico nomignolo) sulla pira ardente, onde coprire il lezzo della carne bruciata, parliamo proprio di quisquiglie. Si tratta di un niente, per chi nel suo ordinamento giuridico, attraverso il sistematico ricorso alla pena capitale, prevedeva l’esecuzione per squartamento, estesa ai delitti di lesa maestà, e generosamente dispensata fino alll’anno di grazia 1828.
E adesso si vorrebbe sollevare un caso, destinato a sgonfiarsi nelle prossime 24h tra la supina accondiscenza cortigiana al primato del papa-re, su ingerenza clericale, col solito codazzo di atei-devoti e sovranisti col rosario, perché alle ultime metastasi di questa teocrazia medioevale (dove peraltro la pederastia è di casa) non piace l’approvazione di una legge che, in linea puramente teorica, dovrebbe introdurre qualche blanda e del tutto simbolica “misura di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenzaper motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”?!? Ma suvvià, signora mia!
Per inciso, la Chiesa è ferocemente contro il divorzio, la contraccezione, l’aborto, e perfino contro le coppie di fatto e la convivenza extramatrimoniale. Fino al 1970 pregava anche contro “i perfidi giudei” (nel frattempo c’era stato anche un tentativo di genocidio, ma vabbé certe tradizioni sono dure da cambiare)… e c’è chi si scandalizza perché si scaglia tanto contro i sodomiti?!? Le pratiche dei quali sono peraltro apprezzatissime nelle sacre stanze del Vaticano.

Ci si meraviglia pure se da 2000 anni la Chiesa ce l’ha ossessivamente coi froci… ma anche coi miscredenti… con gli atei… gli eretici… gli apostati… L’elenco completo lo trovate QUI, si chiama “Sillabo” e non risulta sia stato mai abolito.
Contro qualcuno i papi dovranno pur lanciare anatemi, mentre sculettano sul pulpito indossando una gonna.
Con ogni evidenza, rientra nel “modo di vivere cristiano”.

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