Archivio per aprile, 2019

(122) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 28 aprile 2019 by Sendivogius

Classifica APRILE 2019”

A ben vedere, la schizofrenica diarchia giallo-verde, con l’evanescente Conte nei panni di Re Travicello a far da collante a presa carente, è in realtà una proiezione virtuale: un ologramma, che rimanda ad apparizioni ectoplasmatiche del modello primigenio.
Più che “democrazia diretta”, è una app digitale a dimensione social e partecipazione tascabile per elettori-followers, da caricare insieme alle marcette del ventennio come sottofondo musicale, nel governo dei selfie, dove il consenso si misura in condivisioni, tra ministri che sfornano stronzate alla velocità della fibra. Giusto il tempo di racimolare qualche like e passare all’annuncio successivo su quantità bulimica per sovraesposizione mediatica in diretta facebook, lanciando proclami a getto continuo con la stessa consistenza di un meme, tanto per tenere accesa la macchina della propaganda e continuare a calcare le classifiche del trend topic. Perché una cazzata scaccia l’altra e fa dimenticare la balla precedente, sparandone una ancora più grossa.
In fondo, a certi italiani piace così.

«Che aria tira oggi nel governo-influencer della Repubblica-social? Chi defollowa chi, oggi? E quanti “like” ottiene l’ennesimo provvedimento… cioè – scusate – post, o tweet, del Ministro dei Selfie, o del Ministro delle Condivisioni? E qual è la tenuta della maggioranza gialloverde nei Trending Topic? Ma soprattutto, il Ministro delle Sagre Gastronomiche e il Ministro delle Ospitate Tv oggi si ri-followeranno su Instagram e potranno tornare a scambiarsi i cuoricini? La nazione – che mai come ora si può definire in un modo molto caro ai giornali: “il popolo del Web” – se lo chiede con grande trepidazione, visto che ormai l’azione di governo passa interamente (o meglio, è costituita quasi soltanto) dagli account social. Il voto? Un relitto del passato: basta diventare follower. Le alleanze? Basta chiedere l’amicizia su Facebook. I Consigli dei ministri? I decreti? Ma che archeologia! Oggi con un tweet si chiudono i porti, si cambia fidanzata o idea sul Def, si fanno ballare le cifre (qualunque cifra, dai 49 milioni ai 600mila immigrati spariti: i leghisti devono avere un conto aperto con l’aritmetica, oltre che con la storia e l’educazione civica), si smentisce un collega, o anche il principio di realtà (che poi, a ben vedere, non lo ha eletto nessuno, e comunque non ha nemmeno metà dei follower del Ministro delle Interiora).
Nella perenne sceneggiata del Ministro Buono e il Ministro Cattivo oggi siamo arrivati al colpo di scena: i due compari si sono reciprocamente defollowati su Instagram, gettando nel panico decine di migliaia di elettori, ehm, follower, che potrebbero persino pensare che c’è un disaccordo tra loro (e chissà nel gruppo Whatsapp del Cambiamento, quanti messaggi ci saranno, in questo momento, senza la doppia spunta blu!), visto che non possono più guardare ciascuno le foto di ciò che l’altro mangia, o fa con la fidanzata sul prato (che nei prati è pieno di telecamere, accidenti), e questo crea un delicato precedente istituzionale. Speriamo che intervenga il moderatore del gruppo, ehm, cioè, il premier Conte: si possono sbagliare i dati della crescita o del numero degli immigrati, si possono mandare in malora i conti pubblici o dire fesserie sui porti chiusi, ma non sia mai che non ci si possa “cuorare” su Instagram! Auspichiamo tutti una ferma presa di posizione. Magari con una diretta facebook da Palazzo Chigi

Anna Mallamo [@manginobrioches]
(26/04/2019)

Cosa non si farebbe per un pugno di like in più, tra i reality pornogastrici del duce di ghisa (in alternanza al terrorismo securitario) e le comparsate di Giggino pomicino che tenta di limonare invano con la nuova morosa messagli accanto per gli shooting fotografici organizzati, dopo le insinuazioni sulla presunta omosessualità del pugnetta campano.

Hit Parade del mese:

01. SUPERCAZZOLA RAZZIALISTA

[27 Apr.] «Basta mercimoni! Quest’anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop, affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore che vengono semplicemente sfruttati e questa è una cosa che non possiamo più accettare.»
  (Fabio Carini, l’Etico)

02. LA STRADA DELLA RIVOLUZIONE

[28 Apr.] «La strada che rivoluziona il mondo della gig economy è ormai tracciata. I lavoratori del terzo millenio avranno finalmente più diritti e tutele tra cui: Copertura INAIL per gli infortuni; Migliore contribuzione INPS che supera la gestione separata; divieto di retribuzione a cottimo.»
  (Luigi Di Maio, il Pomicione)

03. FUFFALAND

[23 Apr.] «Con lo “Spazzacorrotti” l’Italia ha avuto la prima vera legge anticorruzione. La corruzione non conosce confini e dopo il daspo a vita nella Pubblica Amministrazione per i condannati in via definitiva, vogliamo il daspo anche per gli europarlamentari di tutti i paesi»
  (Carlo Sibilia, al governo con l’Armando)

04. ONESTÀ

[19 Apr.] «Sono una persona per bene.»
  (Armando Siri, Riciclatore e Bancarottiere)

05. RRRRRROMA o MORTE!

[14 Apr.] « La capitale d’Italia è Roma! Roma! È Roma la capitale d’Italia! Roma deve essere la capitale dell’Unione Europea!»
  (Giorgia Meloni, la vice-ducia)

06. DISCESA AGLI INFERI

[01 Apr.] «Torno in campo per i miei figli e nipoti e per i figli e i nipoti di tutti gli italiani e di tutti i cittadini d’Europa.»
  (Silvio Berlusconi, il papi della patria)

07. GOMBLODDO!!!!

[01 Apr.] «La Raggi fa quello che può. Ma ti pare normale che prendano fuoco per autocombustione tutti gli impianti di smaltimento dei rifiuti a Roma? Ti pare normale che prendano fuoco gli autobus con quella costanza? Ti pare normale che si guastino quasi tutte insieme le scale mobili della metropolitana? C’è un sistema criminale spaventoso che non è più padrone della situazione come lo era prima!»
  (Marco Travaglio, la schiena prona)

08. POTERI OCCULTI (I)

[15 Apr.] «Quella di Notre Dame in fiamme è un’immagine mediatica simile all’11 settembre, troppo perfetta per pensare che sia avvenuta casualmente.»
  (Alessandro Meluzzi, cervello strizzato)

09. POTERI OCCULTI (II)

[15 Apr.] «Ieri abbiamo pianto per Notre Dame. Ora dobbiamo capire chi è il responsabile, perché alla favola che sia un incidente può credere solo qualche sprovveduto. Chi è stato, dunque?»
  (Diego Fusaro, l’Oltreuomo)

10. GIOCHI SENZA FRONTIERE

[06 Apr.] «C’è un rinascimento che dobbiamo capire come interpretare, su questo voglio lasciarvi con un pensiero che mi citava spesso mio padre. Quello di giochi senza frontiere.»
  (Davide Casaleggio, il Leonardo da Vinci)

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L’altro 25

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , on 26 aprile 2019 by Sendivogius

A Milano, Irriducibili della Lazio, quelli gemellati coi nazisti dell’Hellas Verona (“siamo una squadra fantastica, fatta a forma di svastica”) inscenano un picchetto d’onore a Benito Mussolini, con tanto di marcetta per le vie del centro e saluti romani à gogo.
La bisboccia è continuata impunita durante la notte, con le vie della città marchiate a svastica. Ma corone di alloro e lapidi commemorative sono andate bruciate o divelte un po’ in tutta Italia: al palazzo comunale di Scarlino (Grosseto), in memoria del partigiano Flavio Agresti, medaglia d’oro al valor militare; sempre a Milano, dove è stata incendiata la corona in omaggio a Carlo Ciocca, in Via Palmieri, nel popolare quartiere della Stadera. A Bologna, dove è stata distrutta e imbrattata la lapide commemorativa nel celebre quartiere della Bolognina.
E fanno seguito al rogo a Settimo Milanese della statua posta in ricordo di Giulia Lombardi, staffetta partigiana brutalmente ammazzata a 22 anni dai nazifascisti nel 1944.
Eppoi, stavolta a Cosenza, l’immancabile omaggio all’ennesimo torturatore psicopatico della Waffen SS; per l’occasione, Michael Seifert, meglio conosciuto come il “Boia di Bolzano”. Ma per gli estimatori è il camerata Misha.
A Roma, i fascisti di Forza Nuova inscenano un’altra “manifestazione non autorizzata” nel centralissimo Piazzale Clodio, a due passi dal Tribunale Ordinario di Roma (“uno dei simboli dell’antifascismo di regime”), definendola una dichiarazione di guerra (sic!).
Anche stavolta, l’ennesima provocazione nazifascista si è svolta col totale beneplacito delle sedicenti forze di pubblica sicurezza, che ovviamente non muovono un dito, pur in presenza di una patente flagranza di reato, trovando la cosa normalissima.

In compenso, a Prato, il solerte questore Alessio Cesareo ha denunciato i manifestanti dell’ANPI che il 25 Aprile si sono permessi di intonare “canti tipici della lotta partigiana, non consoni alla solennità delle celebrazioni(!) e di criticare il prefetto, che (insieme al questore) non ha trovato proprio nulla da eccepire nell’autorizzare i festeggiamenti degli squadristi di Forza Nuova, per il centesimo anniversario dalla fondazione dei Fasci di combattimento (dei quali evidentemente si reputano eredi diretti). Il 2019 come il 1919: stesse squadracce e stesse guardie.
Sempre a Roma, in Via Taranto nel quartiere di S.Giovanni, davanti ad uno dei loro covi legalizzati, i fascisti di Forza Nuova hanno potuto deliziare i passanti con un’altra delle loro iniziative squisitamente democratiche, srotolando il loro prossimo striscione elettorale: “Europee 2019: ogni volta che voti Forza Nuova muore un partigiano”. Il ché la dice lunga sui propositi, peraltro mai nascosti, che agitano la bandaccia nera. Ma striscioni del genere sono apparsi ripetutamente anche lungo le principali arterie di collegamento della città, a bella vista, prima che venissero pigramente rimossi da un’amministrazione assente. Questa volta, l’iniziativa è stata rivendicata dai fascio-crociati di “Azione Frontale” (un tempo tali esibizioni erano appannaggio di “Militia”): frangia dissidente di Forza Nuova, perché considerata troppo ‘moderata’, ed in ottimi rapporti con la Lega che infatti ne difende le iniziative.
Nel quartiere di Centocelle, col solito raid notturno come si conviene a questi neri ratti di chiavica, viene dato alle fiamme una storica caffetteria-libreria notoriamente anti-fascista. Perché niente più di un libro terrorizza questi spurghi fognari del mussolinismo di ritorno, ogni qualvolta sentono la parola “cultura”…
Svastiche e celtiche sono cicciate ad libitum pure nei luoghi della memoria a Marsala, in Via Andrea D’Anna, a circa 150 metri di distanza da Largo San Girolamo, dove una lapide ricorda i partigiani marsalesi morti, in combattimento o fucilati, tra il 1943 ed il 1945.
E infine sarà il caso di riportare pure il terrificante episodio di violenza urbana, occorso a Modena, dove una vetrina è stata imbrattata di vernice.
Vista la gravità delle provocazioni che si susseguono in un sottinteso clima di compiacente impunità, a scanso di equivoci, il Ministro dell’Interno, che il 25 Aprile era a Corleone per sconfiggere la mafia, twitta:

“Gli anarchici devastano Modena!”

Ecco appunto.

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La LIBERAZIONE in pillole

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , on 25 aprile 2019 by Sendivogius

Due paroline semplici, semplici, sul 25 Aprile… Di quelle intelligibili a chiunque, in tempi di semplificazione estrema e pensierini minimalisti…
Il 25 Aprile si festeggia (poi ognuno sceglie modalità e luoghi) la Liberazione dal nazi-fascismo, con la fine della seconda guerra mondiale. Fine.
Sai quella roba tipo campi di concentramento, dittatura, soppressione delle libertà civili, sterminio degli ebrei e di ogni minoranza possibile, esaltazione della violenza, odio razziale e massacri di massa?!?
Poi ci sarà sempre ‘qualcuno’ che ti dirà che sono tutte calunnie messe in giro ad arte dai vincitori, perché il fascismo (e pure il nazismo) ha fatto tante cose buone… E non ne dubitiamo! Anche Jack lo squartatore avrà aiutato qualche vecchietta ad attraversare la strada; una carezza ad un bambino l’avrà pure data almeno una volta in vita sua.
E pazienza se poi la sua sana misoginia, in linea con lo spirito dei tempi, contro il degrado morale e spirituale della nazione, sia incorsa in qualche “eccesso”… L’ideologia di fondo che ne ispirava le azioni non era poi così cattiva.
Ora, dicevamo: il 25 Aprile si celebra la Liberazione dal nazi-fascismo. Lo fanno in tutta Europa, e generalmente nel mondo più o meno libero, senza troppi clamori né polemiche. Ma solo da noi in Italia, che pure il fascismo lo abbiamo inventato (e qualche prudente pudore dovremmo averlo), sistematicamente e strumentalmente, ogni anno la Festa di Liberazione diventa oggetto di polemiche più o meno “revisionistiche” (e quasi sempre nostalgiche del regime che fu).
E allora ripetiamo insieme: il 25 Aprile si celebra la Liberazione dal nazi-fascismo. Non è la festa della “sinistra”, o degli odiati “comunisti”… Questi sono solo alibi di comodo, tanto servono a rassicurare il cosiddetto “centrodestra” nostrano che il 25 Aprile non lo ama di certo e non l’ha festeggiato mai. E quindi spende il suo tempo a denigrare ed irridere chi invece lo fa, berciando con quei nazifascisti verso i quali da sempre è compiacente, se non collaterale. “No, perché i partigiani…” invece le truppe della Wehrmacht e delle Waffen SS, con le brigate nere al seguito, dispensavano coccole e bacini.

La Destra propriamente detta, ‘fascista’ lo è stata sempre e senza reticenze. A quel mondo non strizza l’occhio, ci si riconosce proprio. Ma adesso non divaghiamo..!
Detto in breve, se non ti piace la festa della Liberazione dal nazi-fascismo, evidentemente è perché ti piacciono i nazifascisti.
Che sarà pure una definizione semplicistica e riduttiva, ma la sostanza è quella. Sic et simpliciter!
Perché a forza di citare Voltaire a cazzo e soprattutto negare la persistenza sotterranea del fascismo, quindi ripetere quanto fosse obsoleto l’antifascismo, sdoganando il primo e condannando il secondo, i nazifascisti coi loro fiancheggiatori ce li ritroviamo dritti al governo, in salute come non mai, senza che nessuno se ne faccia scandalo. In fondo, al netto della fuffa giustificazionista che pure va di gran moda, il processo era già in maturazione da tempo, con le sue manifestazioni liquidate ad espressioni goliardiche. Oggi si usa dire così, forse perché gli aspiranti ducetti (che non mancano) amano travestirsi da pagliacci.
Perché dunque al sedicente “centrodestra” italiano la Festa della Liberazione non piace?
Semplice: perché la maggior parte dei suoi esponenti appartiene o proviene da quella stessa galassia fascista, che poi è da sempre il bacino elettorale preferito di riferimento. E soprattutto perché la Resistenza, e di conseguenza la Lotta di Liberazione dal nazifascismo, ricorda ad una larga zona grigia del paese “l’ignavia, la vigliaccheria, e la complicità dei molti che col regime scesero a patti, ottennero favori, e nel momento del maggior bisogno rimasero alla finestra in attesa di accordarsi col vincitore” (e ci si perdoni l’autocitazionismo: repetita iuvant), contro il coraggio di quei pochi che decisero di non restare a guardare, imboscati nel loro pavido attendismo di comodo.
Ci sono molti modi di essere “anti-fascista” (e in una democrazia l’antifascismo dovrebbe essere introiettato come elemento naturale del suo esistere). Ma tra fascismo e antifascismo, al netto delle retoriche, o si sceglie l’uno o l’altro. Tertium non datur.
Semplice, no?!

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Oro, Incenso, e MITRA

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 22 aprile 2019 by Sendivogius

Ma quant’è bellino il Capitano ogni volta che si tocca il pistolino in cerca di rassicurazioni, quando non si traveste da soldatino per sentirselo duro!
 Pare proprio un Breivik qualunque, mentre se ne sta tutto avvinghiato a qualche vecchio archibugio da sgrillettare in piena estasi guerriera, smanettando in giro i giocattoli scarichi che solerti trafficanti di armi amici suoi gli mettono in mano, alle convention dedicate per la promozione delle vendite, prima di lanciarsi come una ruspa sul buffet da grufolare in diretta facebook, per un trionfo di sughi colanti ad uso selfie.
Sorvoliamo sulla provocazione, velatamente minacciosa per intimidazione preventiva, che lo spin-doctor prezzolato a pubblici denari ha pensato bene di lanciare nel Giorno della Resurrezione, avendo compreso benissimo lo spirito pasquale (mentre in Sri Lanka si contano ancora i morti)…

Tralasciamo l’inquietante somiglianza con altre macchiette abborracciate, per analogie scenografiche che a quanto pare sfuggono alla macchina della propaganda leghista…E sorvoliamo pure sul patetico tentativo di accreditare la versione machista del “Capitano” in armi, pronto a scendere in guerra con lo scolapasta in testa, nella vana impresa di elevare il pupazzone armato ad icona-pop.
Uno così, con quella faccia da onanista compulsivo, al massimo può tirarsi una scarica di mitra sul piede, o mozzarsi una falange infilando il dito nel carrello di armamento, mentre imita i gangsta-rap allo specchio mascherandosi da sbirro; senza capire che per quanto grossa possa essere l’arma da brandire a mo’ di protuberanza fallica, ci sarà sempre qualcuno che avrà un pistolone più grande del tuo…
Uno così, nella trasparenza di come appare, si qualifica per ciò che è: un COGLIONE.
Evidentemente, il modello di riferimento che agita le fantasie armate di un Luca Morisi (il grande esperto di comunicazione) deve essere Al Capone.
Tuttavia, viste le frequentazioni del duce di ghisa, tra boss mafiosi, bancarottieri, ladroni conclamati, razzisti viscerali e vecchi arnesi del nazifascismo di ritorno, è lecito credere che il povero Alphonse potrebbe persino provare un qualche imbarazzo dinanzi ad una simile compagnia. Perché non si seppellisce la merda con il fango: la prima riesce sempre fuori, inconfondibile come l’odore.

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RISENTIMENTO

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , on 17 aprile 2019 by Sendivogius

«Tranquilli. Non siamo soli, e nemmeno i peggiori. Il Primo Risentito è Dio, secondo Cioran, che ha creato il mondo per sfuggire alla solitudine e ci ha messo dentro “il suo brio e le sue angherie”; il mitico Giobbe era risentito (giustamente) con Dio che lo aveva subissato di prove, e l’intero Vecchio Testamento è un covo funesto di rancorosi e vendicatori.
Siamo tutti risentiti, e a volte pure con ragione. Il risentimento è un sentimento strano, non a caso ha quel ri- che sa di rinnovo ossessivo, di coazione, e si accompagna ad aggettivi dell’inazione: è sordo, cieco, muto. E a verbi tortuosi del sottosuolo, dove si alligna e cova, si acquatta, rintana e striscia, s’insinua e soffia, serpeggia.
È un risentimento gambero. Va avanti e indietro, si infratta e si ingrotta. Diversamente dall’indignazione che almeno si impenna (e nei casi migliori lo segue), può farsi mania contro il principio di realtà. Perché ottende e instupidisce a volte, come il vinile rigato quando si blocca e riproduce il verso allo stremo, con certa penosa complicità.
Nietzsche lo predisse 100 anni fa: “La nostra è l’età del risentimento, il rancore è il motore della società, il suo demone prigioniero”. Non poteva immaginarlo quanto si sarebbe liberato questo demone coi social. Cosa potesse diventare col web, officina planetaria dell’astio. Altro che morale degli schiavi. Non siamo mai stati risentiti come oggi, livorosi, invidiosi, gelosi, acrimoniosi, rissosi, maldicenti, persecutori. The Underground Man, il dostoevskijano esemplare delle Memorie del sottostuolo, è solo un rozzo progenitore sociopatico rispetto a noi, social-risentiti dell’aere.
Cuoricini, like, faccine ridenti? Tutto falso, la fortuna dell’altro ci fa male, diceva S.Tommaso, già per il fatto che egli ne goda.
Il ri-sentimento ri-stagna, ri-mastica, ri-bolle, e più che esprimere la protesta civile, diventa ruminìo e colite, ri-generando depressi o soggetti pronti da illudere e manovrare.
La cartografia del rancore è ricca ed inesauribile. Siamo risentiti perché ci sentiamo svalorizzati, truffati, disillusi, incompresi, titolari di doti misconosciute o fuori mercato, ostaggio di situazioni familiari e pubbliche avverse, vittime del governo, escluse dai Talent dove saremmo stati i primi, dal successo che meritavamo solo che avesse trionfato il merito.
Il risentimento fa male a chi lo prova, soprattutto. È come prendere il veleno, ha detto qualcuno, aspettando che l’altro muoia.
Tanto vale vivere. E in prima persona, col gesto di rottura più forte: la riparazione. Del torto, del danno, della ferita, della stupidità. Lucidamente, ma con gentilezza: anch’essa un atto sovversivo

Elvira Seminaro
(14/04/2019)

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