La Favoletta

“In relazione alle notizie diffuse dalla stampa sulle attività di prevenzione messe in atto sul viadotto Polcevera, Autostrade per l’Italia precisa che l’infrastruttura era monitorata dalle strutture tecniche della Direzione di Tronco di Genova con cadenza trimestrale secondo le prescrizioni di legge e con verifiche aggiuntive realizzate mediante apparecchiature altamente specialistiche. Inoltre le strutture tecniche preposte si sono avvalse, per valutare lo stato di manutenzione del viadotto e l’efficacia dei sistemi di controllo adottati, di società ed istituti leader al mondo in testing ed ispezioni sulla base delle migliori best practices internazionali.
[…] Negli ultimi cinque anni (2012-2017) gli investimenti della società in sicurezza, manutenzione e potenziamento della rete sono stati superiori a 1 miliardo di euro l’anno. Ciò ha contribuito in maniera sostanziale all’innalzamento sulla rete del livello di sicurezza, misurabile attraverso l’abbattimento dei tassi di mortalità e di incidentalità, che è stato portato a livello di eccellenza in Europa.”
   (Nota di “Autostrade per l’Italia”. 15/08/18)

E per fortuna! Infatti i risultati si vedono tutti…

…Sicurissimo (e solidissimo) direi.

 «Voglio essere chiaro. Questa giunta non può pensare che la realizzazione dell’opera non sia un problema suo. Perché guardi, quanto tra dieci anni il Ponte Morandi crollerà, e tutti dovremo stare in coda nel traffico per delle ore, ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto “no”.»

Giovanni Calvini
(04/12/2012)

 «Io allora colgo l’occasione per manifestare il mio sentimento di rabbia rispetto a questa affermazione e devo dire anche un po’ di stupore e poi, per facilitare la cosa, indicando il mio nome e cognome: Paolo Putti, consigliere del Movimento 5 Stelle, uomo libero che non ha voglia di fare carriera politica, non è questa la mia ambizione, che non ha interessi personali o di bottega, ma il solo interesse di fare il bene della comunità in cui vive e tra le persone che vivono nella mia comunità ci sono anche quegli imprenditori che io, credo, fra 10 anni, andranno a chiedere come mai si sono sperperati 5 miliardi di euro che si potevano utilizzare per fare delle cose importanti per l’industria. Aggiungo. Magari questa persona dovrebbe, prima di utilizzare questo tono, un po’ minaccioso (diciamo così) perché testualmente dice “Ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto no!”, informarsi perché dice che il Ponte Morandi crollerà fra 10 anni. A noi Autostrade, in quest’aula, ha detto che per altri 100 anni può stare in piedi. Per fortuna gli ha risposto, sullo stesso quotidiano, l’Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, che ha detto il perché ci sono queste situazioni di dubbi etc.: “perché è connaturato alle democrazie immature dove la prevalenza dei diritti forti di pochi, rispetto agli interessi collettivi, prevale agli interessi collettivi di molti.”»

Paolo Putti, ex candidato sindaco M5S
(04/12/2012)

«Ci viene raccontata, a turno, la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l’ex Presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione Conclusiva del Dibattito Pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte “…potrebbe star su altri cento anni” a fronte di “…una manutenzione ordinaria con costi standard” (queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova)

Movimento5Stelle.it
(09/04/2013)

 “Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d’Europa mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari.”
Danilo Toninelli
(15/08/2018)

Ma come?!? Il Ponte non avrebbe dovuto restare in piedi per altri 100 anni almeno? Non bastava una semplice manutenzione standard a costi contenuti? Non erano forse incontrovertibili le rassicurazioni offerte dagli allora vertici di Autostrade per l’Italia, dei quali ora si chiedono le dimissioni e la testa, e fino a ieri giudicati affidabilissimi, senza bisogno di verificare alcunché? Non si trattava forse dello stesso concessionario unico dai prezzi vergognosi?
Com’era quella storiella della “decrescita felice”?!?

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4 Risposte a “La Favoletta”

  1. Antonio Says:

    Qual è la correlazione con la decrescita felice? Scusa l’ignoranza…

    • Scusami tu, Antonio. Si è trattata di una mia negligenza: il riferimento era al titolo del comunicato (“la Crescita felice”) ospitato sulla piattaforma elettorale M5S e di cui ho tralasciato di riportare il link [QUI] alla copia cache, perché da oggi la pagina risulta irraggiungibile.

      “…Sono proprio coloro che oggi abusano della parola “progresso sostenibile” per giustificare grandi opere economicamente e socialmente insostenibili, a vacillare spesso in un’imbarazzante carenza di senso critico e di informazione, che li porta ad accettare, disdegnando qualsiasi contraddittorio (…) Ci chiediamo pertanto quale credibilità possano ancora avere coloro che si schierano a favore delle grandi opere e si accingono a misurare in metri cubi di nuovi sversamenti di cemento la “crescita felice” di Genova…”

      Grazie per l’attenzione e per la segnalazione.

  2. FrancoG Says:

    Scusa la forzatura, ma in sintesi ritieni che la colpa del ponte crollato sia dei 5S e della loro opposizione alla Gronda? Oppure si potrebbe ipotizzare che le responsabilità vadano ricercate altrove? Che lo scriva Repubblica per il sollazzo dei propri lettori assetati di vendetta passi, ma ti ritengo troppo scaltro per prestarti ad un giochino del genere…

    • No, per carità! Figuriamoci che in linea di massima condivido pure le obiezioni alla realizzazione della cosiddetta “Gronda”.
      Più modestamente, facevo notare, dichiarazioni alla mano, le contraddizioni intrinseche di chi fino a ieri portava come dati incontrovertibili i rapporti (e le rassicurazioni) presentate dagli “esperti” di Autostrade per l’Italia, mancando con ogni evidenza di notare il patente conflitto di interessi, e liquidando appunto il rischio crollo del Ponte Morandi come una “favoletta”, e ora parla invece di nazionalizzazione e revoca immediata della concessione.
      In quanto alla “sete di vendetta”, direi che i grilloleghisti nella loro voglia di linciaggio, processi sommari, e giacobinismo calcato ai massimi livelli, non siano secondi a nessuno, in una deriva che definire venezuelana è riduttivo.
      Ovvio che le responsabilità vadano cercate altrove, a partire magari dallo stesso ministero delle infrastrutture, sempre che Toninelli non sia troppo concentrato a fare i selfie.

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