Bagliori nel buio

Siamo usciti dal tunnel.
Stiamo continuando su una strada stretta,
ma sono ottimista perché vedo questo sentiero allargarsi.”

Pier Carlo Padoan
(15/07/2017)

Eccone un altro che ha visto “la Luce”! Prima di lui, era già toccato a Mario Monti: l’incompreso salvatore della patria, che è costato agli italiani peggio di una guerra perduta. Correva l’annus horribilis 2012 e per scongiurare l’arrivo della famigerata “troika” gli imbelli cialtroni di una politica parolaia e inetta chiamarono qualcosa di persino peggiore: un direttorio tecnocratico di biodroidi geneticamente modificati che, tra propedeutica del rigore e padagogia del castigo, incise il corpo vivo della nazione in una grande operazione di macelleria sociale, sperimentata su scala di massa nella sostanziale acquiescenza di un parlamento commissariato. Celebrarono il funerale di un Paese disossato e lo chiamarono rinascita, scambiandolo per un trionfo [QUI].
A distanza di cinque anni, il tunnel è sempre quello. L’orizzonte degli eventi è lo stesso buco nero, dove l’Italia sembra sprofondare, risucchiata via nell’irrilevanza di un tessuto sociale allo sfascio.
Ma il ministro Padoan, altro fenomeno tecnico prestato alla politica, lo stesso che nell’estate del 2016 (appena un anno fa) spergiurava su come il sistema bancario italiano non si trovasse in una crisi sistemica, assicurando di quanto fosse solida la tenuta [QUI], ci tiene ad illustrare gli impressionanti risultati di tanto ottimismo. E dunque vediamoli insieme alcuni di questi prodigi dell’economia, nel più ampio solco delle “riforme per la crescita” che il Bullo di Rignano non si stanca mai di strombazzare in giro dai megafoni dei suoi Cinegiornali Luce. Per il raffronto, potete accedere alle pagine di uno dei quotidiani meno ostili alle immaginifiche sorti progressive dell’ennesimo governo del fare, aggiornati al Maggio 2017

Debito pubblico: 2.280 miliardi di euro.

Reddito pro-capite: 8 milioni di italiani si trovano “in condizioni di grave deprivazione” (leggi: poveri); di questi, 4.600.000 vivono sotto la soglia di povertà. Molti di questi sono poor-workers; ovvero, persone che pur avendo un regolare lavoro percepiscono stipendi troppo bassi per poter vivere dignitosamente. A tutt’oggi il reddito degli italiani permane sotto i livelli del 2012.

Notare i commenti

Occupazione (Jobs Act!): a Maggio la disoccupazione giovanile, in controtendenza rispetto al resto della UE, si impenna al 37%. Nonostante la “liberalizzazione del mercato del lavoro”, ed i miliardi buttati per ingrassare i padroni delle ferriere di Confindustria, la disoccupazione resta inchiodata all’11,3%. E peccato che nella statistica non vengano conteggiati gli oltre due milioni di “inattivi” e “scoraggiati”, che diversamente farebbero schizzare il tasso di disoccupazione al 23,8%. In compenso, per essere computati nella lista degli occupati, basta lavorare almeno un’ora a settimana. E’ la statistica creativa, al servizio della propaganda di governo.

Luigi Marattin, Juventino, Economista all’Universita’ di Bologna, Consigliere economico della Presidenza del Consiglio, è un altro di quei pupazzi di stretta osservanza renziana, promossi al rango di “consiglieri” del Principe in virtù del fondamentale prerequisito di essere gggiovani.

In un tempo remoto, si sarebbe detto che una risata li avrebbe seppelliti…
Peccato che oggi ci sia ben poco da ridere.

Homepage

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: