CHEERLEADERS

alien-invasion-fat-obese-food-overweight-ugly-demotivational-posterConsiderato un luogo alieno e oscuro, popolato da creature ingorde e poco raccomandabili, nello straniamento dei suoi rituali, la “politica” è ritenuta come qualcosa da evitare per motivi di profilassi. Oppure da usare, qualora possa tornare utile in termini di affari e raccomandazioni, salvo ritrarsene il prima possibile ad incasso ottenuto, per una questione di prudenza e opportunità.
Ne consegue che l’esercizio della pratica è sempre più circoscritto ad appannaggio esclusivo di pochi feticisti, cultori estremi di una materia perversa; perché forse il “potere” logora chi non ce l’ha, ma di sicuro il consumo prolungato nel tempo crea dipendenza con gravi effetti collaterali. Altrimenti non ci si ridurrebbe in simili condizioni, dopo una esposizione quasi ventennale in assenza di adeguate protezioni…
Nonostante tutto, in Italia c’è ancora chi continua a credere, un po’ per convinzione e un po’ per convenienza, che la “politica” sia una cosa seria. Se lo fosse davvero, non ci si affiderebbe certo ad una roba simile…
Matteo Renzi con la sua tipica espressione intelligenteLa costante alternanza di cazzari assolutamente intercambiabili, che si sovrappongono e insieme convivono nell’immanenza del trapasso e nell’ereditarietà dei rispettivi comitati d’affari, a quanto pare esercita però una funzione rassicurante in un elettorato composto prevalentemente da anziani che evidentemente prediligono la continuità, identificandosi ora col mandrillo di provincia nella nostalgia dei bei tempi che furono…
La rinomata casa delle Sorelle FraschiniMentre adesso sembrano intenerirsi dinanzi alle smargiassate di un fanfarone senz’arte né parte, che probabilmente ricorda loro il nipote fancazzista e narciso con la mania dei ‘selfie’.
Selfie_Renzi_TwitterSarà per questo che siamo passati dalla variante porno di un nano da giardino travestito da batman, alla brutta copia ringiovanita del papi digitalizzato in versione 2.0 del quale rappresenta una prosecuzione fedele, ma (almeno in apparenza) senza la carovana di mignotte ad ingrossare l’affare di governo.

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E non è certo un miglioramento il fatto che queste siano state sostituite da un codazzo ben più squallido di queruli replicanti clonati in serie, con l’aggiunta dei peggiori scarti del berlusconismo velocemente riciclati e reimmessi in circolazione, per uno spettacolo insostenibile senza una massiccia dose di antiemetici.
denis-verdini-del-pdlPeraltro, la nuova coreografia di potere presuppone una diversa scelta dei figuranti: questi ultimi sono esibitamente (demo)cristiani e dunque prediligono la processione di burrose madonnine da presepe vivente, con una sconveniente passione per le banche; magari in alternanza con le addolorate maddalene dalla “straordinaria incompetenza” ed altrettante formidabili entrature.
Boschi-MadiaIn un tempo non troppo lontano, quando un ometto di marzapane che credendosi un divo volle farsi imperatore promettendo un nuovo miracolo italiano (la moltiplicazione dei suoi miliardi e delle sue immunità), refrattari alla novità, non apprezzammo subito la dirompente novità di un esercito di cloni innamorati che, plasmati ad immagine e somiglianza del ‘capo’, ne seguivano emotivamente le imprese, identificandosi con le sue sorti. A loro modo, gli adoranti manipoli dei papiminkia erano composti da spiriti semplici che vivevano nel mito di “Silvio” su innamoramento collettivo per suggestioni primordiali.
Silvio Berlusconi - Il ritorno del duceSoprattutto non capimmo nell’immediato come l’appartenenza politica (o Silvioqualunque cosa si intenda per essa), al riparo da ogni coerenza e svuotata da qualunque tensione ideale, si fosse ridotta ad una disputa tra opposte tifoserie, più che altro per affezionamento ai colori di bandiera e poco altro, nella progressiva erosione di ogni reale differenza di rilievo.
altro schifoCol tempo la pratica ha perso di spontaneità; si è evoluta a forma scientifica. E alfine, in tempi di digitalizzazione, si è tecnologizzata con l’introduzione degli influencers; nell’illusione che questo trollaggio organizzato sui principali media on line possa davvero influenzare le opinioni dei malcapitati, fino alla twittante esplosione delle nuove cheerleaders riunite nei fan-club del renzismo militante.
ugly-cheerleadersCapita così di non riuscire più a sfogliare l’edizione on line di un qualunque quotidiano, che non ci sia articolo sporcato dai petulanti commenti di questo comitato di disturbatori professionisti a libro paga. Ci sono vari tipi di influencers… ed a lungo si è parlato dei “guardiani” virtuali della Casaleggio Associati a protezione del sacro blog. Ma la capillarità esibita dall’ufficio propaganda del partito bestemmia ha una potenza di fuoco mai raggiunta prima, nemmeno ai tempi d’oro del berlusconismo imperante, quando i papiminkia cominciavano a prendere confidenza con la tastiera dopo il corso di indottrinamento nelle succursali di Publitalia.
il-ritorno-dei-berluscones-L-kO5cy1A suo modo, l’influencer piddino lo riconosci subito… Di preferenza, imperversa sulle pagine on line delle testate edite dal Gruppo L’Espresso (e massimamente sull’edizione italiana dell’HuffingtonPost diretto da Lucia Annunziata), perché lì si aggira di solito il frastornato elettorato di sinistrati in crisi di identità, sensibili alle sirene del grillismo e dunque da ricondurre quanto prima all’ex ovile, occupato dalla truppa fedele al ducetto di Rignano. E perché forse dalle altre parti funzionano meglio i filtri, per tenere alla larga questi zelanti balilla prezzolati di regime.
ISTITUTO LUPEProbabilmente, l’influencer piddino si reputa un “intellettuale”… e della categoria più che la cultura, condivide la spocchia e la passione per i titoli accademici. Quindi, nel registrare il proprio profilo, dichiarerà quasi sempre di essere “professore” in qualche branca della fuffologia applicata, o più genericamente di lavorare in una qualsivoglia università. Soprattutto crede che il blasone posticcio dia più prestigio o credibilità, alle miserabili castronerie che va menando ovunque e senza vergogna. O così devono avergli insegnato al corso di formazione. A giudicare poi dalla qualità degli interventi, viene il sospetto che nei loro fantomatici atenei vengano impiegati più che altro nella rilavatura dei cessi (giusto per tenere la lingua allenata alla mansione primaria), o subentrare al posto della carta igienica quando questa è esaurita.
L’influencer piddino vi sosterrà tutto ed il contrario di tutto, fedele ad un unico principio: amplificare gli slogan del Capo, sostenendone le tesi anche quando fossero le più astruse o incredibili, e che quasi sempre sono in sostanziale continuità con quelle del vecchio papi-pensiero nella condivisione dei medesimi cavalli di battaglia, e nell’imperturbabile assenza della Premiata Ditta di Bersani e Compagni, che evidentemente trovano la cosa del tutto normale.

Legge Bavaglio

Vi ricordate quanto ce la menarono contro la cosiddetta “legge bavaglio”, a PD bavagliosuo tempo presentata da Angelino Alfano, nonché attuale ministro agli Interni dell’esecutivo Renzi, quando però le intercettazioni riguardavano il Pornonano, insieme ad altre roboanti “emergenze democratiche”?!? Ma ora che le parti si sono ribaltate
Photo by TwimgL’ultimo della serie è l’attacco scatenato contro la magistratura, colpevole di aver scoperchiato l’immane fogna, che gorgoglia tutta attorno allo scandalo delle trivellazioni. Da lì, la feroce opposizione al referendum che rischia di disturbare gli affari degli Amici degli Amici (e parenti). Attingendo ad un’esperienza Edoardo Baraldi - Via col ventoventennale, il ripescaggio del vecchio armamentario berlusconiano è praticamente completo. E in tal modo anche oggi l’influencer piddino ha svolto il suo compito da bravo soldatino, secondo le consegne di giornata. Non per niente, a giudicare dall’orario dei suoi interventi, segue una turnazione da ufficio, in questo strano miscuglio tra Min.Cul.Pop di mussoliniana memoria, Pravda sovietica, e culto peronista della personalità.
L’informazione ai tempi della rottamazione.

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8 Risposte to “CHEERLEADERS”

  1. Jessica Says:

    Più che “milcunpop” io ci vedo in tutto e per tutto una situazione di tipo SOVIETICA, cambia il sistema economico (solo in parte perché lo Stato italiano fa quello che vuole continuando ad avere i suoi adepti cioè i milioni di dipendenti pubblici perlopiù fancazzisti e inutili), ma è del tutto UGUALE ALLA “EX” URSS! Quindi, anche se nominare il fascismo fa comodo da decenni, in questo caso non c’entra.

    • Lungi da me voler paragonare il renzismo al fascismo, perché ovviamente si tratta di due fenomeni ben distinti e diversi, che non sono assolutamente sovrapponibili.
      Più semplicemente si alludeva a certe pratiche ‘promozionali’ (chiamiamole così) che, in riferimento al “Ministero della Cultura Popolare” (Min.Cul.Pop) e già Ministero della Stampa e Propaganda, lo storico Philip V. Cannistraro nella sua opera più famosa (La Fabbrica del Consenso) chiamava “propaganda di integrazione”. Questa aveva due assi portanti…
      Ovviamente era predominante il mito del capo, ritratto nella sua infallibilità, tra titanismo (con risvolti spesso demenziali) e decisionismo, ma spalmati a dimensione popolare. Il leaderismo col culto esasperato della personalità, nell’identificazione totale o quasi dell’azione di governo sulla figura del “presidente”, così comune nei regimi populistici dell’America Latina, risente di quell’impostazione là da cui riprende la matrice originaria. Da Berlusconi a Renzi, passando per Grillo, il richiamo all’Argentina di Juan Domingo Peron sembra essere sempre più attuale.
      Soprattutto, per tornare a Canistraro, nella retorica politica degli ultimi 20 anni, ritorna la promozione mediatica della Nuova Italia e cioè: “la costruzione di un’immagine fittizia di un’Italia stabile, ben ordinata e vigorosa in cui la società conduce una vita sobria e moralistica”. Il Min.Cul.Pop naturalmente si ispirava ai “valori” della civiltà fascista, propriamente al periodo storico di riferimento (non replicabile). Rapportata alla situazione attuale, cambiano le finalità ed i modelli di riferimento (culturale ed ideologico), ma l’impianto teorico è quello. Ovviamente riadattato e corretto secondo lo zeitgeist del momento.
      In quanto alla “Italia sovietica”, questa è una vecchia polemica assai cara alla destra liberista e, per motivi del tutto diversi, al Papi della Patria che più che altro faceva proprio il concetto (assolutamente privo di fondamento) per mero opportunismo politico.
      Cara Jessica, senza alcun intento offensivo o polemico nei tuoi confronti, paragonare l’Italia all’Urss, sostanzialmente significa non sapere cosa è stata la Russia sovietica. E te lo dico sine ira et studio, per fare il verso a Tacito..;)

      • Jessica Says:

        Chi sei tu l’unicum,il saccente,colui che sa tutto ed indica la giusta via…ma falla finita per favore, spero tu stia scherzando!
        Perché tu sai cosa fu l’Italia fascista, eri presente…? Non mi importa nulla delle polemiche della “destra liberista” (che poi è = alla sinistra liberista),dato che sono appassionata di storia da un po’ di anni, ho esperienze a livello culturale e di letture e in una situazione come quella odierna,facendo alcuni semplici paragoni o constatazioni, vedo in tutto l’urss in nuovo stile, anzi una prosecuzione in piena regola.

        • Io sono nessuno. E l’unica mia certezza, socraticamente, è sapere di non sapere. Pertanto non indico alcuna “via da seguire” (figuriamoci quella giusta). Piuttosto mi limito a fornire degli elementi, che poi uno è liberissimo/a di interpretare, integrare, criticare, o bellamente ignorare.
          Certo nella “saccenza”, mia cara Jessica, non posso rivaleggiare con tanta modestia:

          “…sono appassionata di storia da un po’ di anni, ho esperienze a livello culturale e di letture…”

          E in virtù di ciò ne deduco tu sia in possesso esclusivo della Verità rivelata, meglio se confezionata in formato tascabile. Poi però va a finire che ci si prende troppo sul serio, col rischio di scivolare su affermazioni che fanno poco onore non tanto alla mia intelligenza (poco male!) ma a chi se ne fa latore:

          “Perché tu sai cosa fu l’Italia fascista, eri presente…?”

          E tu invece Jessica c’eri?!?
          Da appassionata di storia, dovresti ben sapere che per fare e comprendere la “Storia” si consultano, si studiano, si interpretano.. i documenti e le testimonianze.
          Se lo ‘storico’ dovesse rimettersi unicamente all’esperienza soggettiva e parlare solo di ciò che vive personalmente, allora al massimo ci si potrebbe confrontare sugli ultimi 30 anni vissuti tra la comitiva del muretto, la spesa al supermercato del quartiere, e le chiacchiere al bar, fintanto che se ne ha memoria. Ne converrai con me che questa non è certo “storia” e la materia cesserebbe di esistere. In quanto, non avendo vissuto il periodo, nessuno sarebbe titolato a parlare (che so?!?) della Tetrarchia, dell’Impero di Carlo V, o del Governo Giolitti.

          “..facendo alcuni semplici paragoni o constatazioni, vedo in tutto l’urss in nuovo stile, anzi una prosecuzione in piena regola..”

          Oh be’ quand’è così! Non ho titoli per contestare una supposizione eletta a certezza empirica, su constatazione per paragone.
          Una questione di prospettive…

          • Jessica Says:

            “E tu invece Jessica c’eri?!?”

            Io no, ma neppure tu, quindi le mie parole sono pertinenti quanto le tue.

            “Oh be’ quand’è così! Non ho titoli per contestare una supposizione eletta a certezza empirica, su constatazione per paragone.
            Una questione di prospettive…”

            Questo tuo discorso non ha alcun senso perché stai dicendo ciò che io affermo e cioè che sono tutte prospettive e/o punti di vista e secondo me è così cioè siamo in pieno regime sovietico di “nuova” concezione.

            P.S…se la smetti di usare paroloni da finto saccente modello anni 70′, le riunioni delle “piattaforme programmatiche” son finite da un pezzo.

  2. P.S. Se invece da parte tua la finissi con questo tono stizzosamente provocatorio e gratuitamente offensivo, forse riusciamo a cavare perfino qualche ragionamento interessante.

    P.S.2 Quelli che tu chiami “paroloni”, io lo chiamo uso corretto dell’italiano. Ma se preferisci, posso scendere di livello…

  3. Il pezzo migliore è quello dei “semplici paragoni o constatazioni”, perché la tipa ha “esperienze culturali” e “letture”, che però si guarda bene dallo specificare (il giornalino di Barbie?) e perché fornire riferimenti precisi è roba da “saccenti”. Jessica Dolce-Miele infatti sa già tutto a priori e il suo “punto di vista” è scienza.
    Io la iscrivo d’ufficio al mio salone delle vanità, ma tu gli hai reso fin troppo grazia.

    • Con i buoni propositi dell’anno nuovo, mi ero ripromesso di essere più comprensivo e gentile nei confronti dei miei interlocutori, soprattutto coi miei ospiti virtuali. E non è che non c’abbia provato! Ma io non mantengo mai i “fioretti” ed è tempo di ritornare alle sane abitudini di sempre…

      Giusto a proposito di saggezza femminile (Luciana Littizzetto): “Ci sono cose nella vita che si risolvono solo con un vaffanculo

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