Countdown

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La drammatica prosecuzione delle Laide Intese supera il masochismo più estremo e rischia di pesare come una lapide (tombale) su quello che fu il “maggior partito della sinistra italiana”, con tanto di vocazione maggioritaria, e quanto mai prossimo alla tumulazione sotto le macerie di un governissimo, che ogni giorno perde pezzi indecenti dai suoi impresentabili gabinetti ministeriali. Il principale azionista di una maggioranza, prossima più alla demolizione che al capolinea, sembra quasi intento a vergare il proprio epitaffio funebre, nella difesa suicida di una parabola governativa ormai all’epilogo della sua fase discendente. Prigioniero com’è della paralizzante chimera migliorista, il partito bestemmia si contorce nell’incapacità di affrancarsi dal mito autogenerato della Stabilità, che poi è la patologica reiterazione di un “governismo ossessivo compulsivo che tenta di spacciare per Responsabilità”.
Faccia da schiaffi Dinanzi allo spettacolo desolante di una “sinistra” istituzionalizzata, che però ha la decenza di non definirsi nemmeno più tale, schiacciata tra (ex) giovani democristiani e giovani turchi allo sbaraglio, in perenne crisi di identità, la non-soluzione è rimessa alla continua ricerca di sempre nuovi padri putativi per supplire alla nascita da una madre incerta. A volte basterebbe rileggere i classici e riscoprire i padri nobili di una Sinistra Balena biancache fu grande, prima di farsi “centro”, scoprirsi liberal-liberista, e smarrire senso e sostanza in nome di un riformismo astratto, incapace di andare oltre il vuoto di una retorica fumosa, riducendosi a fare da scendiletto ad imbarazzanti nullità, sciaguratamente elevate a ministro, in ossequio ad una alleanza incestuosa (e vergognosa!) e rapporti innominabili con vecchi satrapi viziosi.

 Il Regime dei Pascià

Nunzia De Girolamo «L’Italia è il paese dove si è sempre verificato questo fenomeno curioso: gli uomini politici, arrivando al potere, hanno immediatamente rinnegato le idee e i programmi d’azione propugnati da semplici cittadini.
[…] i ministri non sono mandati e sorretti al potere da partiti responsabili delle deviazioni individuali di fronte agli elettori, alla nazione. In Italia non esistono partiti di governo organizzati nazionalmente, e ciò significa che in Italia non esiste una borghesia nazionale che abbia interessi uguali e diffusi: esistono consorterie, cricche, clientele locali che esplicano un’attività conservatrice non dell’interesse generale…. ma di interessi particolari di clientele locali affaristiche. I ministri, se vogliono governare, o meglio se vogliono rimanere per un certo tempo al potere, bisogna s’adattino a queste condizioni: essi non sono responsabili dinanzi a un partito che voglia difendere il suo prestigio e quindi li controlli e li obblighi a dimettersi se deviano; non hanno responsabilità di sorta, rispondono del loro operato a forze occulte, insindacabili, che tengono poco al prestigio e tengono invece molto ai privilegi parassitari.
Il regime italiano non è parlamentare, ma, è stato ben definito, regime dei pascià, con molte ipocrisie e molti discorsi democratici.»

Antonio Gramsci
(18/07/1918)

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9 Risposte to “Countdown”

  1. carissimo,
    per rimanere un po’ in tema “laide intese”, mi piacerebbe conoscere la tua opinione riguardo alla scenetta a cui abbiamo assistito ieri, tanto per rovinarci il sabato sera: Berlusconi (nominiamolo senza paura, non come fa qualcuno credendolo Voldemort) che entra dal retro del nazareno (e a dirla così vengono un po’ i brividi, effettivamente) e per due ore si intrattiene con la sua versione giovin-eataly-stevejobbizzata. Sto ancora cercando di capire che razza di riforme vorranno mettere assieme per il titolo V della Costituzione e che legge elettorale ne uscirà, dopo questa pronuncia un po’ atipica e strana della corte costituzionale.
    Stima, unicorni e zucchero filato.

    • Certe allusioni sono devastanti..:D
      Vedere ‘sta specie di versione imbolsita (e accorciata) del bambolotto KEN (con tanto di Barbie partenopea), che entra dal retro del nazareno, va ben oltre i confini del fetish… Che visione inquietante hai evocato!

      In effetti, anch’io sono in attesa di comprendere davvero dove crede di andare a parare lo scalpitante Bambino Matteo, che nella sua estrema faciloneria maneggia la Costituzione con la delicatezza e la prudenza di un elefante in una cristalleria.
      Per il momento, tra i massimi risultati ha ottenuto di riesumare la salma del Pornonano e regalargli nuova vita, con una legittimazione insperata, dopo che per oltre un mese i media parlavano più di Dudù che di B. ridotto all’angolo.
      Sorvoliamo poi sul fatto che per decidere le riforme costituzionali si convochino due privati cittadini (Letta senior e Berlusconi), di cui uno condannato in via definitiva e interessato unicamente ad ottenere un salvacondotto per l’impunità.
      Se Renzi voleva incontrare i vertici di “Forza Italia”, doveva incontrarsi con i coordinatori ed i capigruppo: Verdini, Gasparri, Schifani (questi si sono scelti). E non con un pregiudicato, per giunta interdetto dai pubblici uffici, di cui lo stesso Renzi ha fortissimamente voluto la decadenza (ma all’epoca il Bambino Matteo doveva ancora prendere i voti delle primarie).
      E poi per cosa?!?
      La riforma elettorale e costituzionale, della quale trapela poco o nulla, sostanzialmente fa schifo.
      Siccome la legge elettorale non garantisce la piena rappresentatività degli elettori, col risultato di avere un parlamento di nominati, e siccome il bicameralismo perfetto (è una forma di contrappeso democratico, ma vabbé! non rientra nello spirito dei tempi) non garantisce la “governabilità”, allora nell’ordine:
      1) Si propone una nuova legge elettorale che ha il suo perno in liste bloccate (di nominati) e senza preferenze. Praticamente, identica al “Porcellum” ma con liste più corte e quindi ancor meglio controllate dai segretari di partito che in tal modo inseriscono solo i loro fedelissimi.
      2) Si mette uno sbarramento per le “liste minori” dell’8% (inizialmente si parlava del 12-13%!), soglia al di sotto della quale non si ottiene un solo seggio in Parlamento. In pratica un partito che riesce ad ottenere 4 milioni di voti non ha diritto ad entrare in parlamento. Questo vuol dire che, stando ai sondaggi attuali, al di fuori del PD, del PDL (FI), e del M5S, che tutti insieme non arrivano al 65% dei consensi, tutte le altre formazioni restano fuori. In pratica 1/3 degli italiani non hanno diritto ad avere una rappresentanza istituzionale.
      Alla faccia della “rappresentatività”!
      3) Siccome il Senato ha gli stessi poteri del Parlamento, e il percorso legislativo rischia di impantanarsi tra una camera e l’altra, la soluzione non è modificare le competenze del Senato o, più semplicemente ancora, utilizzare il medesimo sistema elettorale per eleggere tanto i senatori quanto i deputati.
      No, per Renzi, con tutta la puerile faciloneria che lo contraddistingue, la soluzione è abolire il Senato, che è un’istituzione vecchia di quasi 3.000 anni e che esiste in tutte le democrazie compiute (“camera alta” e “camera bassa”).
      Il ché è come far demolire (rottamare) l’auto che mi si ingolfa perché ha la marmitta otturata, invece di riparare la marmitta.
      Peggio ancora, secondo Renzi, il Senato andrebbe sostituito da una “Camera delle Autonomie regionali”, i cui componenti non sono elettivi (cioè votati dai cittadini) ma nominati su indicazione dei presidenti di regione.
      Un po’ come la storia delle Province: non eleggiamo più presidente e consiglio, ma sostituiamo gli organi elettivi con un commissario governativo.
      Perché votare, eleggere i propri rappresentanti, non è mica democrazia; è “ka$ta” e i soldi vanno risparmiati!

      In più si eliminano tutti i contrappesi e controlli parlamentari, dando al “Capo del Governo” poteri pressoché assoluti; praticamente, quelli che B. avrebbe sempre voluto ed il nostro ordinamento non gli concedeva. Gli stessi che permisero a Mussolini di promulgare le “leggi fascistissime” ed instaurare (legalmente) la dittatura in Italia.
      E Renzi sta servendo su un piatto d’argento ciò che il Cavaliere ha sempre voluto ed un pazzoide come Grillo agogna.
      E non ha ancora capito il Bambino Matteo, a meno che non avvenga un miracolo, che le prossime elezioni per il centrosinistra saranno una debacle dopo gli stupefacenti risultati del Governo Letta.

      Le guasconate, e le sparate semplicistiche più che semplificatrici, del Bambino Matteo ricordano quello che dalle mie parti viene definito come il classico “sborone”, se non fosse che a Renzi manca il requisito fondamentale: l’essere “coatto”. Ma questo può essere compensato dalla ritrovata “sintonia” con il Papi…
      Solitamente, “sboroni” e “coatti” sono oggetto di ludibrio e velato disprezzo, generalmente non combinano mai nulla di buono.

      Se continua così, credo la parabola di Renzi si consumerà più in fretta del previsto. Più probabilmente, si darà una bella ridimensionata, dopo che sbatterà il muso contro la gigantesca fronda che sta montando nel suo stesso partito. A meno di non voler innestare una scissione…
      Altro che premio di maggioranza!

      • ci sarà da ridere quando darò l’esame di costituzionale: praticamente metà del libro diventerebbe cadaveri di alberi e nient’altro.
        è interessante notare che nella (presunta) nuova legge elettorale si rivogliano proporre caratteristiche già bollate come illegittime dalla corte costituzionale neanche un mese fa (le liste bloccate): o sono scemi o fanno apposta, come dice il vecchio saggio.
        per quanto riguarda il bicameralismo perfetto, devo dire che ci sono molte critiche rispettabili a questo sistema e anche io ci trovo qualche falla. anche secondo me il ruolo del senato andrebbe cambiato, cioè evitare che i due rami del parlamento abbiano le stesse identiche funzioni (ad esempio, mi sono sempre chiesta perché esista il limite dei 25 anni per eleggere i senatori se fanno esattamente le stesse cose dei deputati. ciò avrebbe senso nei casi di diversa “importanza”delle camere, o sbaglio?) ma ovviamente gli sproloqui di Matteo mi danno i brividi: rendere il senato non elettivo? già che ci siamo, rendiamolo a cariche ereditarie come la house of lords inglese, con tanto di titolo nobiliare. ah già, la soluzione di abolirlo è ancora più comoda, che sbadata…
        forse si potrebbe, fra le altre cose, cambiare le competenze del senato per quanto riguarda il procedimento legislativo (possibilità di discussione senza proposizione, diritto di veto, non so, sto sparando a caso tanto per differenziare dalla camera). o forse sto solo delirando.
        10 e lode alla lungimiranza politica di Matteo comunque

  2. Il Ribelle Says:

    “Se Renzi voleva incontrare i vertici di “Forza Italia”, doveva incontrarsi con i coordinatori ed i capigruppo: Verdini, Gasparri, Schifani (questi si sono scelti).”

    Ma Berlsuconi non è il presidente ed il leader di forza Italia?
    E vero che non è in parlamento ma lo stesso vale per Renzi……Non lo so non mi convince questa cosa, che fai vai a parlare con quelli che poi devono fare da ponte per poi ritrattare…boh….tanto si sa che dentro FI decide tutto Berlusconi.

    “1) Si propone una nuova legge elettorale che ha il suo perno in liste bloccate (di nominati) e senza preferenze. Praticamente, identica al “Porcellum” ma con liste più corte e quindi ancor meglio controllate dai segretari di partito che in tal modo inseriscono solo i loro fedelissimi.

    Bisogna vedere cosa ne esce fuori. A me un sistema del genere ricorda più i collegi uninominali del porcellum. E comunque è il contrario. Piu le liste sono corte e meno ci può essere il controllo del partito, perchè tu voti la persona e non il partito. Il collegio uninominale va proprio in questo senso.

    Invece con il porcellum tu voti il partito che comprende un listone enorme con tutti dentro dove le posizioni “in classifica” sono decise dal partito.

    Nel sistema proprosto (certo è da vedere) non ci sono classifiche e/o posizioni.

    “Si mette uno sbarramento per le “liste minori” dell’8% (inizialmente si parlava del 12-13%!), soglia al di sotto della quale non si ottiene un solo seggio

    in Parlamento. In pratica un partito che riesce ad ottenere 4 milioni di voti non ha diritto ad entrare in parlamento.”

    Questo è falso. Partiamo dall’ipotesi che lo sbarramento sia del 8% (quindi parliamo di partiti fuori dalle coalizioni). Gli aventi diritto al voto in Italia sono 40 milioni. di questi non è mai successo che vada a votare più dell’80%. l’80% di 40 milioni fa 32 milioni, che sono le persone che vanno a votare. Se vuoi ottenere rappresentanza in parlamento devi prendere l’8% di questi 32 milioni ovvero 2,56 milioni di voti. Non mi sembra uno scandalo su una popolazione di 60 milioni di abitanti. Sennò che facciamo diamo un peso enorme parlamentare a partitini con 100 mila voti (tipo quello di Mastella) che poi teneva per le palle l’Italia?

    “3) Siccome il Senato ha gli stessi poteri del Parlamento, e il percorso legislativo rischia di impantanarsi tra una camera e l’altra, la soluzione non è modificare le competenze del Senato”

    Il bicameralismo perfetto, dal mio punto di vista non è funzionale. Detto questo non abolirei il senato ma creerei un senato federale tipo quello degli US.

    In una cosa però sono d’accordo con te. Manterrei un senato elettivo.

    “In più si eliminano tutti i contrappesi e controlli parlamentari, dando al “Capo del Governo” poteri pressoché assoluti;”

    Ma la repubblica rimane parlamentare, non ho sentito parlare di presidenzialismo, la fiducia sarà sempre nelle mani del parlamento. E le modifiche costituzionali saranno sempre fatte con i 2/3 assoluti del parlamento.

    “E non ha ancora capito il Bambino Matteo, a meno che non avvenga un miracolo, che le prossime elezioni per il centrosinistra saranno una debacle dopo gli stupefacenti risultati del Governo Letta.”

    Chi vincerà le prossime elezioni dovrà governare, chiunque sia, la democrazia è così. Ma pensare di tenere tutto bloccato e di reiterare le larghe intese ad oltranza (perchè se non si modifica la legge elettorale e quindi il senato, le larghe intese ce le troveremo a vita) non lo trovo troppo lungimirante. Ed è una situazione che porterà al collasso la democrazia, dove i populisti avranno la meglio riempiendosi la bocca del “sono tutti uguali”. Non modificare il sistema elettorale in modo drastico è la più grossa speranza di Grillo, in modo che le laide intese portino il paese al collasso completo.

    Nel cambiamento della costituzione si rischierà? Sono consapevole del rischio, ma dal mio punto di vista, la democraqzia è molto più a rischio con il sistema attuale.

  3. @ Lady Lindy
    :) Quando darai l’esame di Diritto costituzionale ci sarà da levarsi il cappello, con tanto di inchino ad un probabile 30 e lode.

    @ Il Ribelle
    Non posso contraddirti né assentire con le tue obiezioni, perché queste hanno il pregio di focalizzare l’attenzione su una serie di aspetti in fieri, tutti ancora da verificare alla prova dei fatti.
    E dunque solo il tempo potrà (a breve) dare una risposta certa…

    Ma Berlusconi non è il presidente ed il leader di Forza Italia?
    E vero che non è in parlamento ma lo stesso vale per Renzi… si sa che dentro FI decide tutto Berlusconi
    .”

    Verissimo! Ma Berlusconi è anche un pregiudicato, un condannato, un interdetto dai pubblici uffici. Con la sua decadenza da senatore, era stato finalmente accompagnato all’uscita della scena istituzionale. Ritirarlo fuori con tutti gli onori dall’angolo in cui era stato cacciato e addirittura ritagliargli un ruolo da “padre costituente”, francamente è troppo.
    “Forza Italia”, o PdL che dir si voglia, può anche nominare presidente Totò Riina o Donato Bilancia… Questo non implica che si debba loro dare una legittimazione istituzionale.
    Giustamente, mi obietterai che la legge elettorale si fa con chi ci sta. E che l’unico che ha risposto all’appello è stata “Forza Italia”, dove non si muove foglia che B. non voglia. E dunque è inutile nascondersi dietro capziosi distinguo di principio, perché in tal caso la legge elettorale non si farà mai.
    Il ché è un fatto assodato. Ma io faccio comunque fatica a digerire la cosa… Non sono così pragmatico.

    Liste bloccate:
    Bisogna vedere cosa ne esce fuori. A me un sistema del genere ricorda più i collegi uninominali del porcellum. E comunque è il contrario. Piu le liste sono corte e meno ci può essere il controllo del partito

    Forse sì, ma anche no. Una lista chilometrica implica la candidatura, per ordine di importanza, di capi-corrente e capi-bastone. Una lista di quattro nomi è ad uso e consumo dei fedelissimi del Capo, con la possibile selezione di una guardia pretoriana.

    Sbarramento alle liste minori:
    Ti ringrazio per la precisazione. In effetti sì, ho frettolosamente calcolato il numero dei votanti in rapporto agli abitanti e non degli elettori. Ciò non toglie che 2,5 milioni di voti dati ad un’unica lista, e lasciati senza diritto di rappresentanza, costituiscono una cifra enorme: è come se agli elettori di Roma, o di Milano, o di Torino, fossero negati i diritti elettorali.
    Certo, spalmati su scala nazionale sono un sacrificio ‘necessario’ per garantire la “governabilità” e spazzare via il potere di veto e di ricatto di formazioni da prefisso telefonico. Ma per questo bastava uno sbarramento al 4% e non all’8%… Mastella se li sognava 2 milioni di voti!
    Si aggiunga che, come già detto, al di fuori dei partiti maggiori (PdL-M5S-PD) tutti gli altri all’8% non ci arrivano. Questo vuol dire che circa il 30% degli elettori (ad essere ottimisti) si vedrebbe negata ogni rilevanza in sede parlamentare. Ora, non sono un patito di statistiche, e tu certamente mi correggerai, ma ad occhio parliamo di almeno 10 o 12 milioni di voti buttati via. Su 40 milioni di elettori, mi sembrano una enormità.
    A meno che non si voglia parlare di “voto utile”…. Già dato, grazie! E’ un pessimo copione già visto ai tempi del caro Water (Veltroni): il risultato fu il Berlusconi IV con una maggioranza bulgara, ma con poteri limitati, che grazie alla riforma costituzionale in cantiere non conosceranno invece quasi più limite. Se non avremo un nuovo Mussolini, avremo comunque un Crispi. E non saprei dire cosa sia peggio.

    Sul Senato credo invece siamo tutti d’accordo: tu, io, e Lady Lindy che ha buonsenso da rivendere. Cosa di cui con ogni evidenza difetta invece il Bambino Matteo.
    Secondo me, il vero problema non è tanto il bicameralismo perfetto, ma la doppia lettura delle leggi. Si può discutere sul metodo e sulle attribuzioni, ma solo un idiota (sit venia verbo!) poteva pensare di abolire il Senato trasformandolo in una camera di funzionari minori di nomina partitica, senza passaggio elettivo.
    Faccio notare che nemmeno il fascismo osò abolire il Senato. E ho detto tutto!

  4. Il Ribelle Says:

    “ma ad occhio parliamo di almeno 10 o 12 milioni di voti buttati via. Su 40 milioni di elettori, mi sembrano una enormità.”

    Ho fatto un rapido calcolo, poi se vuoi ti scrivo il dettaglio delle elaborazioni.

    Se ipotizziamo che:
    coalizione Centrosinistra: 30%
    Coalizione Centrodestra: 30%
    Grillo:20

    E Monti si candida e non ce la fa a raggiungere l’8%, buttiamo al secchio circa 6,4 milioni di voti che non troveranno rappresentanza.

    Se Monti si candida e ce la fa ad ottenere l’8%, buttiamo al secchio 3,8 milioni di voti che non troveranno rappresentanza.

    Se Monti non si candida, più o meno i voti buttati sono 3-3,5 milioni ma bisognerebbe rivedere nel dettaglio le percentuali.

    Se immagini altri scenari di risultati elettorali, scrivimi che ti faccio la simulazione dei voti non rappresentati.

    Detto questo, per quanto mi riguarda, io opterei una soglia di sbarramento al 5% (quindi abbiamo un’idea molto simile sulla questione) e introdurrei due preferenze sul mini-listino di collegio, un maschio e una femmina.

    Questo è quello che mi piacerebbe. Ma la dura realtà mi dice che bisogna trovare un compromesso con Berlusconi e per quanto non mi possa piacere (anzi mi fa schifo!) non ho alternative.
    Ma sono consapevole che se dovesse passare, le larghe intese sarebbero un lontano ricordo.

    Ed attenzionea ad una questione! Io non dimentico i 101 luridi e spregevoli del PD che hanno abbattuto Prodi. Questi 101 sono quelli che di larghe intese ci vivono. Sono quelli che esistono perchè esiste Berlusconi.

    Questi miserabili faranno di tutto, inventandosi chissa quali teorie a favore del proporzionale e di fantomatiche delibere della consulta (già li sento per radio!), per abbattere la proposta di Renzi.

    A tal proposito vorrei fare una precisazione. La incostituzionalità del procellum non riguarda il premio di maggioranza in sè, ma la totale e incondizionata applicazione dello stesso. Cioè se per esempio alla camera si candidano una miriade di partitini che prendono manciate di voti ciascuno, e io e Sendivogius

    facciamo un partitino che prende l’8,5% dei voti ed arriviamo primi, ci accaparriamo alla camera dei deputati il 55% dei seggi. Quindi con l’8% circa dell’elettorato ci prenderemmo quasi 7 volte i seggi!

    Per quello che vedo io se dovesse passare la riforma della legge elettoriale sarebbe un vero miracolo! Spero solo che persone di cui ho stima all’interno del PD (tipo Civati & Co) non si lascino abbindolare da compagni di partito, non proprio avvezzi al bene comune.

    Amico mio, detto in confidenza io sono preoccupato, se salta la riforma della legge elettorale, lo stallo parlamentare può produrre delle conseguenze nefaste, tu che ne pensi?

    • :) Ohh io non sono mai stato un grande appassionato di flussi elettorali; sono sempre stato minoranza nelle minoranze e, per vocazione ideologica, ho sempre disprezzato la tirannia del numero, nutrendo poco o nessun afflato per il sistema elettivo in quanto tale. Figurati quanto possa apprezzare i surrogati più o meno democratici della “dittatura della maggioranza” (e pure relativa!).
      Grazie alla riforma Renzi-Berlusconi (se dovesse passare), che di fatto mi preclude qualsiasi possibilità di scelta nella negazione del diritto ad essere rappresentato in Parlamento, non avrò proprio più alcun motivo per andare a votare, risparmiandomi il disgusto che la pratica e soprattutto i protagonisti solitamente mi suscitano.

      Del resto, dopo il Governo Letta ed i 101 schifosi (che tutti conoscono ma nessuno nomina), la misura era già colma. Quindi niente mi può più stupire oltre.
      Non per niente, la scelta dell’articolo di Antonio Gramsci non era casuale: è datato 1918, in un’Italia economicamente stremata, e sembra quella di oggi. All’epoca si imputavano tutti i mali al sistema elettorale maggioritario su collegi uninominali; nel 1919 si introdusse il proporzionale puro pensando avrebbe risolto ogni problema; nel 1992 siamo ritornati al maggioritario, poi di nuovo col proporzionale e oggi una via di mezzo, nella convinzione che siano i sistemi di voto a selezionare una classe politica degna e non la società che li elegge.
      Lo stallo parlamentare è la condizione ideale (ma inconfessata) di una classe politica totalmente priva di idee, composta da pusillanimi senza coraggio e opportunisti senza scrupoli, o imbecilli senza speranza (ogni riferimento agli ensiferi è assolutamente voluto).
      Negli ultimi 5 anni abbiamo avuto tre governi diversi, a maggioranza variabili, e tutti con la medesima politica economica e strategica: austerity; rigorismo monetarista, neo-mercantilismo, tagli su tagli con demolizione delle politiche sociali e smantellamento dei diritti sindacali, svendite promozionali chiamate “privatizzazioni”, supina accondiscendenza ai tecnoburocrati di Strasburgo.
      Che l’Italia abbia un governo o meno è indifferente, che il parlamento possa essere sovrano è persino un problema. Basta avere un procuratore legale, che esegua senza fiatare “i compiti a casa” dettati altrove. Per la politica finanziaria ci pensa Draghi. Per le politiche economiche provvede l’Olli Rehn di turno, o qualche altro slavato burocrate mangiarenne. Per tutto ciò che riguarda il “welfare” (da estirpare) c’è il FMI e le sue ciniche troi(k)e.
      Non ci serve un governo. E meno che mai un Parlamento. Certamente non ci serve questa classe politica che nulla dirige, niente conta, e meno che mai osa. E non sarà una legge elettorale a migliorare la selezione di questa generazione di fenomeni, che infatti ora vota uno come Grillo ad ennesima riprova della sua minchioneria.

  5. Il Ribelle Says:

    @ LadyLindy: “è interessante notare che nella (presunta) nuova legge elettorale si rivogliano proporre caratteristiche già bollate come illegittime dalla corte costituzionale neanche un mese fa (le liste bloccate): o sono scemi o fanno apposta, come dice il vecchio saggio.”

    Ho preso il tuo interessante spunto per cercare di capirci qualcosa di più. Ho tardato il commento per cercare di documentarmi al meglio.

    In realtà la questione è ben più complessa di quello che potrebbe apparire.

    Del premio di maggioranz abbiamo già parlato, focalizziamoci sul punto delle preferenze.

    Il referendum del 1993 approvato con una ampia partecipazione modificò la costituzione abolendo la parte relativa alle preferenze (che in costituzione erano previste e multiple). Quindi il popolo italiano di era espresso chiaramente arrivando addirittura a modificare la costituzione per abolire le preferenze. Per rispettare la costituzione, ma garantire comunque la scelta della rappresentanza, furono introdotti i collegi uninominali, che di fatto non prevedono la preferenza, ma al momento del voto ti chiedono di esprimerti sul candidato singolo proposto dal partito nel tuo collegio. Sono comunque liste bloccate presentate dal partito ogni collegio, ma nella sostanza decidi quale condidato votare (uno espresso ogni partito) nel tuo collegio. Il sistema era, a mio avviso, ottimo e funzionale.

    Il porcellum, ha ribaltato la questione, ponendo le due questioni costituzionali da te giustamente riportate. Una persona abbastanza esperta di costituzione, mi ha spiegato che il problema del porcellum è che perde completamente la territorialità della rapresentanza, votando non più persone in un collegio o in una circoscrizione, ma il listone (unico) presentato dal partito. Quindi, tu non voti più la persona o le persone che fanno parte di un partito, ma il partito e basta.

    Questo è incostituzionale.

    Presentare collegi plurinominali sembra (a detta sua) che riprenda il discorso della territorialità e della scelta (tramite una lista molto piccola) dei candidati e quindi non sarebbe incostituzionale.

    in effetti, esiste un altro problema, a mio avviso. E’ una mia riflessione quindi magari sto prendendo una cantonata, comunque provo a esprimerla.

    Inserire la preferenza singola potrebbe violare la norma abolita dal referedum del 1993. Perchè sono state abolite “le preferenze multiple”, ma non è scritto da nessuna parte che “sono concesse le preferenze singole”. Da quello che ho potuto vedere tramite le mie riceche (quindi potrei sbagliare, non essendo esperto), esiste un vuoto normativo a riguardo.

    La questione quindi si complica e lascio a te (che studi la costituzione, e quidni sei 1000 volte più esperta di me), un commento sulla questione.

  6. […] di Renzi e Berlusconi e riforma elettorale se ne era parlato QUI (soprattutto nei commenti); e si erano fatti ulteriori […]

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