IL GRILLUSCONI

Il Grillusconi - by Liberthalia'13

L’Italia è la patria delle eccezioni: ogni defumigante liquame di fogna, sia esso un’anomalia costituzionale o il rigurgito eversivo di un populismo becero qualunquista, qui trova subito diritto di cittadinanza e piena rappresentanza, tra le mute rabbiose di cani da riporto opportunamente aizzati dal demagogo di turno.
Finalmente, anche noi italiani abbiamo la nostra ‘Alba Dorata’. Rigorosamente a 5 Stelle!
Nato per essere “oltre”, dopo i vari avvitamenti del suo cincischiare a vuoto, il M5S sceglie decisamente la destra nella sua versione più estrema e squadrista per colpire recisamente a sinistra.
Non per niente, il duce barbuto della setta pentastellata ricorda per molti versi i contorcimenti ideologici di Jacques Doriot: l’inventore del fortunato slogan “né destra né sinistra” (ni droite ni gauche), che a scanso di equivoci scelse di schierarsi coi nazisti, aderendo con entusiasmo al regime collaborazionista di Vichy nella Francia occupata, che nell’antisemitismo trovò una delle sue ragion d’essere.
I grillini e gli ebreiSiccome nel grillismo delirante non v’è nulla che non si sia già visto nelle cloache della storia, il vecchio motto “né destra né sinistra” costituisce da sempre il marchio di garanzia di qualsiasi protestarismo populista (dal Poujadismo all’Uomo Qualunque) abbia fatto capolino dalle discariche delle frustrazioni del cetomediume più reazionario.
In tempi più recenti, lo slogan è stato fatto proprio dal “Fronte Nazionale” della famiglia Le Pen, grazie all’iperattivismo di Samuel Marèchal: responsabile dell’organizzazione giovanile del Fronte.
NiDroiteNiGauche_BAT“Né destra né sinistra” è stato il tema dominante al quale fu dedicato il decimo raduno estivo del Front National Jeunesse (FNJ) del 1995.
D’altra parte, l’anno precedente, Marèchal aveva già avuto modo di pubblicare (Settembre 1994) un enfatico resoconto sulle attività del FNJ dal titolo inequivocabile:

“Populista e orgoglioso di esserlo!”

Attualmente, è il motto di battaglia di… Marine Le Pen! E non solo…
D’altronde, sulla natura di Beppe Grillo e del suo “moVimento”, i cugini d’Oltralpe non sembrano nutrire alcun dubbio…
Le Monde - Courrier InternationaleCome un mostro a due teste, il grillismo si innesta sul corpaccione catatonico del berlusconismo, nutrendosi della medesima carica eversiva in sinergia comune. È il Grillusconi: il mostro nato dall’incrocio ibrido di due populismi a trazione fascistoide.
Del resto, ogni Mussolini ha il suo Hitler: l’allievo che supera il maestro. Ma gli invasati seguaci (The Following) del Grillo furioso possiedono in più una componente violentemente nazistoide, che il fascismo berlusconiano non ha mai avuto.
Per il resto sembrano condividere tutto o quasi, con pesanti iniezioni di leghismo militante…
Dal “Metodo Boffo” al linciaggio in effigie, con tanto di gogna virtuale per la celebrazione dei quotidiani “due minuti d’odio” (e oltre!) della setta, come nelle peggiori distopie orwelliane.

Squadrismo a 5 Stelle

Presso le dimore del brigante di Arcore, il prof. Paolo Becchi sembra ormai essere di casa e gradito ospite del Pornocrate, di cui l’ideologo del moVimento apprezza la freschezza e l’incredibile carica innovativa, oltre a concordare le strategie comuni. Strategie che nell’ordine contemplano:
L’impeachment (ovvero la messa in stato d’accusa per “alto tradimento”!?) del presidente Napolitano, su presupposti giuridici peraltro inconsistenti;
L’attacco alla RAI e contro qualsiasi giornalista o media non dedichi peana elegiaci ai due ducetti (Grillo e Berlusconi) da mane a sera;
La distruzione dei sindacati e delle rappresentanze dei lavoratori;
Il boicottaggio dei lavori parlamentari, con indecenti gazzarre in aula che manco la Lega della prima ora..!
Il Capo politicoLa richiesta di immediate dimissioni dei parlamentari “abusivi” di un parlamento “illegittimo”. Eccetto i 5 Stelle, è ovvio! Loro mica sono stati eletti con la famigerata legge di Calderoli (col quale peraltro intessono ottimi rapporti), in liste bloccate e senza preferenza. Chissà cosa succederà quando qualcuno dovrà spiegare loro che di “abusivo” in Parlamento ci sono solo le sortite del “Capo politico”, che non ha titoli per gironzolare a piacimento tra Camera e Senato, peraltro col cipiglio di un boss mafioso, e l’occupazione manu militari del 90% delle commissioni parlamentari da parte dei pentastellati, che presto dovranno dividere le poltrone di presidenza coi loro nuovi alleati di “Forza Italia”. Ma nel copioso mazzo andrebbero elencati anche i continui ammiccamenti agli evasori fiscali, l’uscita dall’euro, il neo-protezionismo e la richiesta demenziale di introdurre dazi doganali… Tutte cose che rendono indistinguibile il grillino medio da un Brunetta qualunque. Ci sono poi gli attacchi quotidiani a Laura Boldrini, agli organi istituzionali dello Stato, alla Magistratura, alla Corte costituzionale…

BELLA FRESCA!

Bimbiminkia di tutto il mondo, unitevi!

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34 Risposte to “IL GRILLUSCONI”

  1. sì, però la foto che ho usato io poco fa è più bella… :)

    anche se credo di averla presa proprio da te… ;)

    – per il resto, qualche piccola differenza di accento; purtroppo su alcuni punti Grillo ha ragione; Napolitano è andato aldilà del suo ruolo costituzionale ampiamente, anche se concordo con te che non esistono i presupposti giuridici per un destittuzione del Presdiente della repubblica per attentato alla Costituzione, considerando come il reato è stato ri-definito dal Codice Penale, proprio da Berlusconi:

    art. 283 chiunque «commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato».

    ma Berlusconi non è mai garantista con gli altri, ma solo con se stesso e Grillo con nessuno.

  2. Vivendo all’estero, mi rattrista notare come in Italia la classe politica si comporta come i capponi di Renzo. In un mondo in cui ormai non vi sono più ideologie di sostanza (la sinistra, faute de mieux, si è ridotta ad appoggiare i matrimoni gay o gli asilanti), è incomprensibile come dei personaggi in età matura continuino a dilaniarsi nella pubblica arena, comportandosi come bambinetti dell’asilo infantile. In altri paesi la classe politica mantiene la tradizione del bipartitismo con finti scontri in area parlamentare, ma usa un linguaggio più moderato (al contrario degli insulti scatologici che costellano la scena politica italiana) ed è in genere disposta al compromesso. Così dovrebbero comportarsi le persone adulte!

  3. @ Bortocal
    Ad essere precisi, la richiesta di destituzione del Presidente della Repubblica, che in Italia è prevista esclusivamente per “alto tradimento”, è esplicitamente disciplinata dall’Art.90 della Costituzione della Repubblica.

    Art. 90Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
    In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.

    Peraltro se ne era già accennato QUI.
    L’art.283 del C.P. si applica ai cittadini comuni, ma non al PdR le cui mansioni sono (per l’appunto) oggetto di esplicita regolamentazione costituzionale.

    @ Dino
    E’ esattamente questo il problema: gli italiani non hanno mai raggiunto l’età adulta; il turpiloquio reiterato e compiaciuto è la misura della loro maturità politica e culturale (la somma è ZERO).
    Aggiungi un substrato fascistoide dominante e mai rimosso; un narcisismo isterico e litigioso, con una diffusa tendenza istrionica, e avrai il ritratto dell’elettore medio italiota. Tutto ciò che si agita nelle aule parlamentari ne costituisce la fedele rappresentazione e ne riflette l’immagine allo specchio. Checché ne dicano i nuovi Enragés “anti-casta”.

    • ciao, sappiamo entrambi che il punto di riferimento per la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica è regolato dall’art. 90 della Costituzione, che prevede due casi: l’alto tradimento e l’attentato alla Costituzione.

      escluso il primo caso, l’alto tradimento, il secondo caso è applicabile a Napolitano?

      personalmente credo che Napolitano abbia svolto molto male il suo ruolo e che sia stato uno dei peggiori presidenti della nostra storia, non troppo brillante in questo campo.

      il libro di Travaglio uscito in questi giorni con una sintesi delle memorie di Padosa Schioppa http://www.gadlerner.it/2013/12/05/le-memorie-di-padoa-schioppa-a-travaglio-napolitano-saboto-prodi-per-ottenere-le-larghe-intese documenta una azione torbida e palesemente incostituzionale condotta da Napolitano nella sua presidenza per inquinare la dialettica politica; e i 101 o 120 che impallinarono Prodi non sono certo estranei alle sue mene.

      tuttavia questa critica politica pesante non può tradursi a mio modo di vedere nell’accusa di alto tradimento, perché ritengo che il concetto da applicare al presidente sia lo stesso descritto dal Codice Penale e non possa essere un altro.

      se non fosse così, cioè se il concetto di attentato alla costituzione da applicare al Presidente della Repubblica per metterlo in stato d’accusa, fosse diverso dal reato descritto nel Codice Penale, diventerebbe l’oggetto di una valuta<ione politica arbitraria da parte di ogni maggioranza parlamentare che potrebbe rimuovere a piacimento qualunque presidente sgradito, intaccando il profilo costituzionale della carica.

      il mio su Napolitano resta un giudizio politico di rigetto delle forze politiche che hanno eletto Napolitano nonostante i suoi comportamenti altamente scorretti istituzionalmente.

      quanto a Berlusconi che adesso vuole mettere in stato d'accusa Napolitano che ha contribuito a rieleggere pochi mesi siamo all'incoerenza più totale.

      Napolitano due è tuttavia l'espressione di un parlamento illegittimo e di una stagione di convergenza istituzionale tra Partito Democratico e Berlusconi sulla legge elettorale porcella, e politicamente sarebbe bene che si dimettesse, a mio parere.

      scusandomi per l'invasione di campo, ma sperando che ti piaccia discutere anche idee parzialmente diverse dalle tue.

      • Per quanto non abbia mai avuto particolari simpatie per la presidenza di Giorgio Napolitano, non credo assolutamente si possa definire il “peggior Presidente della Repubblica”.
        Certo, non può essere peggiore del suo predecessore, l’osannato Carlo Azeglio Ciampi, che le leggi cosiddette “ad personam” le ha firmate TUTTE e per giunta a tempo di record: gliele portavano il venerdì sera e la mattina di sabato già erano vergate dalla presidenziale firma. Neanche il tempo materiale per leggerle e interpretarle faceva finta di impiegare il “grande presidente” Ciampi!
        Non per niente, il “Porcellum” è stato l’ultimo capolavoro di una presidenza pessima, monumento vivente alla pusillanimità ed all’incompetenza.

        Ciò detto, quando si indica Giorgio Napolitano, come il peggior Presidente della Repubblica, evidentemente si ignora o ci si è dimenticati di cosa sono state le presidenze di Gronchi e Segni. Senza evidentemente scordare KoSSiga.

        Personalmente, ho sempre sostenuto che l’azione di Napolitano si configura come una attività costituzionalmente “border-line”: a contrario di Ciampi (non c’è niente di peggio di un economista investito di ruoli istituzionali), la formazione giuridica di Napolitano è evidente ed ottima, quindi il personaggio sa bene come muoversi nell’alveo costituzionale forzandone le procedure fino ai limiti, senza MAI varcarne i confini.
        Quindi nella sua azione non c’è niente di “incostituzionale”, per quanto io non condivida assolutamente certe iniziative e certo iperattivismo presidenziale.

        Per l’appunto, il giudizio resta squisitamente “politico”. Cosa che, se bastasse per richiedere l’impeachment (orrendo termine anglofono), “diventerebbe l’oggetto di una valutazione politica arbitraria da parte di ogni maggioranza parlamentare che potrebbe rimuovere a piacimento qualunque presidente sgradito, intaccando il profilo costituzionale della carica“.

        Ciò detto, sarà bene precisare che l’attuale parlamento in carica non è affatto “illegittimo”: queste sono le panzane messe in giro dalla degna accoppiata Grillo-Travaglio, ma che chiunque abbia un minimo di rudimenti di Diritto costituzionale, o abbia frequentato con profitto una facoltà di Giurisprudenza è in grado di confutare (e sputtanare).
        Nel nostro piccolissimo ambito, qualche parola la si era spesa QUI.

        In quanto a coerenza… bé lasciamo perdere!
        Berlusconi che pretende le dimissioni dei parlamentari eletti grazie ad una legge elettorale da lui fortissimamente voluta e promulgata, che gli ha garantito tra l’altro una maggioranza bulgara con poteri semi-dittatoriali nella precedente legislatura..!!
        O l’altra immane faccia da culo di Grillo, che fino a due settimane fa voleva andare al voto quanto prima col “porcellum” e ora parla di “abusivi”?!? Se vinceva le elezioni gridava al “colpo di stato”, qualora gli avessero cassato la maggioranza di governo. E visto che è all’opposizione, sproloquia di “golpe” e “golpettini” un giorno sì e l’altro pure, tra un vaffa e l’altro.

        La “politica”, che piaccia o meno, è fatta soprattutto di convergenze e compromessi. Poi si può discutere quanto si vuole di modalità ed entità degli accordi.
        A proposito di “convergenze”, attualmente spicca l’equipollenza tra grillini e berlusconiani, entrambi lanciatissimi a destra (estrema).
        In quanto alle dimissioni poi… entrambi i partiti (ops movimenti!) mi sembrano saldamente aggrappati alle loro poltrone. Non ho notato infatti processioni di grillini e papiminkia per dare immediate dimissioni; in compenso vedo che sono molto impegnati a richiedere quelle altrui.
        Tutto molto democratico direi.

        Questo puzza molto di fascismo, con venature addirittura naziste. Se queste sono le alternative al Governo Letta, be’ sono costretto mio malgrado a valutare la permanenza del male minore.
        Se la Repubblica di Weimar con le sue grosse koalition non mi piace, non è che per ripicca mi metto ad appoggiare lo NSDAP hitleriano.

        • è sempre un piacere discutere con te, spero condiviso.

          credo di poter ammettere subito che l’affermazione “Napolitano il peggior Presidente della Repubblica” non è mia e la considero sbagliata, come te.

          io avevo scritto “uno dei peggiori presidenti della nostra storia, non troppo brillante in questo campo”.

          non avevo fatto bene i conti, ma fammeli fare adesso: migliori di Napolitano, certamente: De Nicola, Einaudi, Saragat, Pertini, Scalfaro.

          peggiori di Napolitano, certamente: Gronchi, Cossiga (la nefasta sinistra democristiana, che oggi ci ritroviamo nel artito Democratico!) e Segni, il peggiore di tutti, anche se l’ictus per fortuna gli impedì di fare danno del tutto.

          su Leone, fammi sospendere il giudizio, spero di non scandalizzarti se dico che, nei suoi limiti, è stato la vittima di un abuso di potere (e mi sto battendo il petto nel dirlo)…

          su Ciampi condivido del tutto quel che dici, però Ciampi non ha forzato i limiti della figura del Presidente della Repubblica…

          e sul porcellum ricordo che fu di Ciampi l’imposizione del premio di maggioranza distribuito regionalmente al senato,c he impedì a Berlusconi una presa del potere incontrollata.

          con Napolitano questa forzatura c’è stata, forse in parte imposta dai fatti, forse in parte dovuta al fatto che questo era il disegno politico di D’Alema: presidenzializzare la repubblica.

          ora una repubblica presidenziale con un presdiente eletto dal parlamento dei nominati, cioè dalla casta dei politici, e non dal popolo è la negazione della democrazia.

          Napolitano ha contribuito fortemente a creare questo mostro istituzionale; inoltre ha gestito il potere presidenziale come luogo di decisione politica e non di garanzia per le parti.

          lo metto al terzo posto di questa classifica negativa: ha fatto guasti che dureranno a lungo, a meno che questa sentenza della Corte che azzera tutto non possa rimettere il paese su binari costituzionali corretti, ma c’è da dubitarne molto.

          concordando con te che si tratta di giudizi politici soltanto e che la messa in stato d’accusa per attentato alla Costituzione è oggi del tutto demenziale (soprattutto dopo la modifica del relativo articolo del Codice Penale).

          l#attuale parlamento è certamente TUTTO illegittimo politicamente (come ho appena argomentato ancora una volta nel mio post di poco fa) e dovrebbe dimettersi subito, a mio parere; quanto alla sua illegittimità istituzionale la deciderá la Corte nella pubblicazione della sentenza; l’affermazione che la Corte ne abbia già definito la legittimità, quando ha detto che “il” Parlamento può cambiare la legge elettorale è risibile; vedremo a gennaio, ma io la vedo male per i nostri parlamentari…

          che credo potrebbero anche fare un colpo di stato e non dimettersi affatto anche se la Corte gli imporrà di farlo (come sarebbe logico e consequenziale, per altro…).

          su tutto il resto sono d’accordo per te, perfino sul giudizio sul governo Letta (impresentabile) come il male minore, pensa un po’: rispetto a demagoghi da strapazzo come Renzi e Civati.

          però alla fine i principi contano, e come scrivevo poco fa, un popolo ha anche il diritto di suicidarsi politicamente come sta facendo il popolo italiano in balia di questa gentaglia che ha occupato completamente la scena politica realizzando il monopolio dei farabutti…

          grazie della pazienza e dell’ospitalità, naturalmente.

          • :) Ovviamente, sei sempre il benvenuto.

            Sulla “Classifica dei Presidenti”, non ho molto da aggiungere: in massima parte il giudizio è concordante.
            Su Ciampi, mi permetto invece di aggiungere che capisce di Diritto come io di meccanica quantistica. Dubito che abbia mai preso una qualche decisione in tutto il suo settennato, che non gli sia stata in qualche modo ‘suggerita’, o abbia mai capito cosa andava firmando a tempo di record.
            Probabilmente, il vero presidente era il suo consigliere Gifuni, ma io non amo le dietrologie e piuttosto prendo atto dei pateracchi giuridici che del Ciampi presidente riportano la firma.

            E come non amo le dietrologie, non credo alla fantapolitica.
            Insomma, parlare addirittura di “colpo di stato” mi sembra una abnormità slegata da ogni realtà.

            L’Italia è l’unico posto del mondo occidentale dove le elezioni vengono vissute come una sorta di armageddon, il redde rationem dove le avanguardie rivoluzionarie si scontrano con le forze immanenti e occulte della Ka$ta..!
            E tornare ad abbiare alla luna il giorno dopo.
            Non funziona così: nel gioco elettorale si vince e si perde; bisogna farsene una ragione. Non è la fine del mondo.
            Vincere un’elezione politica non è l’inizio di una Rivoluzione.
            Perderle, non significa l’inizio di una dittatura.
            Personalmente, non vedo in giro squadroni della morte, campi di concentramento per dissidenti politici, desaparecidos o tribunali speciali (anche se qualcuno li vorrebbe..). La notte dormo tranquillo, nel letto di casa mia, e senza rivoltella sotto il cuscino o valigia pronta per la fuga all’estero.

            Questo delirio “anticasta”, questo continuo fare appello al “popolo” (ma chi? ma quale? ma dove?), termine vacuo ed onnicomprensivo prediletto da ogni mestatore politico, alla lunga sembra incidere sulla lucidità analitica anche delle menti migliori; fa perdere di vista proporzioni e senso della realtà.

            L’attuale Parlamento non è più o meno legittimo di quanto non lo fossero i precedenti. Né migliore o peggiore dei suoi predecessori. Peraltro una buona metà è costituita da deputati con almeno 10 anni di legislatura alle spalle (quindi prima del famigerato “porcellum”); gli altri sono tutti ggggiovani alla prima esperienza e dall’incompetenza ormai diventata proverbiale.
            Poi ‘sta cosa delle “preferenze” mi pare assai stucchevole: fintanto che il sistema delle preferenze era in vigore tutti ad additarlo come la forma prediletta del potere democristiano, fondato sul voto di scambio ed il clientelismo elettorale. Nel momento in cui le preferenze sono state eliminate, tutti a rimpiangerle e denunciare la perdita di democrazia.

            In democrazia il Parlamento lo votano gli elettori, i quali solitamente qui in Italia hanno una predilezione per personaggi e figuri che destano disgusto e sghignazzi in tutti i paesi civilizzati, ma che da noi vengono sistematicamente ripresentati e rivotati in massa ad ogni tornata. Ma a noi piacciono troppo i Re Travicello, salvo rinnegarli quando cadono in disgrazia, per correre ad abbracciare la jacquerie di turno, alla perenne ricerca di un duce. Perché alla fine è questa la figura immanente nell’immaginario collettivo dell’Italiota medio.

            Andare subito al voto?!? E perché? Così tanto per toglierci lo sfizio? Con l’attuale proporzionale puro avremmo un parlamento ingovernabile, con almeno 50 partiti di cui la metà di loro non avrebbero nemmeno i deputati necessari per formare un gruppo parlamentare, nell’impossibilità di formare una qualsivoglia maggioranza.
            Bello! Notevole! E poi? Assaltiamo le caserme, coi soldati figli del popolo che distribuiscono i moschetti, e tutti insieme diamo l’assalto al Parlamento per cacciare la “casta”, marciare su Roma, e fare la rivoluzione. O un bivacco per manipoli.

          • devo riprendere qui, vedo, la coda si è talmente ristretta che non accetta altre repliche…

            possiamo dire, politicamente, oggi, che l’approvazione del porcellum prima delle elezioni del 2006 è stato un colpo di stato (fammi dare il merito di averlo cominciato a dire molto presto sul mio blog e di avere provato a lanciare l’ideal dell’astensione di protesta, con annullamento motivato della scheda (“NON VOTO IN ELEZIONI INCOSTITUZIONALI”) che ho anche praticato nel 2008.

            questo colpo di stato è avvenuto col sostanziale consenso del Partito Democratico; il porcellum fu concordato sotto banco fra Berlusconi e Veltroni; e certamente non ha visto l’opposizione di Grillo, visto che ha partecipato alle elezioni, e ora sbraita a vuoto.

            la Corte Costituzionale ci ha messo decisamente troppo a cancellare questo colpo di stato; per me è evidente che un parlamento eletto con regole anti-costituzionali non può decidere più nulla e deve soltanto sciogliersi.

            comunque staremo a vedere che cosa dirà la Corte, che sarà certamente più saggia; nel mio post di stasera ho provato a delineare degli scenari possibili; in ogni caso starò a quel che dice la Corte, da cittadino perbene.

            ma se la Corte dovesse dichiarare questo Parlamento illegittimo dal momento della pubblicazione della sentenza e il Parlamento rifiutasse di sciogliersi, questo sarebbe un colpo di stato e getterebbe il paese nel caos.

            io uno scenario del genere lo considero vagamente plausibile.

            non accetto affatto che questo parlamento sia illegittimo più o meno come gli altri: mi sembra semplicemente una affermazione fuori dalla realtà.

            le conseguenze di un ristabilimento della legalità non interessano del tutto neppure a me: nessun sistema politico democratico può costituirsi sulla base della negazione attuale della democrazia.

            un nuovo governo di unità nazionale (ma senza Berlusconi, pregiudicato) per ridefinire le regole della democrazia, prima di andare alle elezioni, dovrebbe essere formato ed agire prima della pubblicazione della sentenza e mi sembrerebbe nell’ordine delel cose.

            e aggiungo che elezioni senza procellum di mezzo non cambierebbero molto l’unico scenario possibile per garantire una naggioranza politica reale al paese…

            (che passa attraverso la liquidazione di Grillo dal 5 Stelle o la sua definitiva spaccatura…)

            ma se questa svolta non ci sarà, con tutta l’urgenza della situazione assolutamente straordinaria, come pare più che probabile, si voti a febbraio col sistema elettorale che uscirá dalle abrogazioni della Corte ristabilendo uno stato di diritto in Italia, che al momento è sospeso e dopo la pubblicazione della sentenza non esisterà più.

            ma il gruppo dirigente del Partito Democratico mi sembra fatto di imbecilli, tutti perfettamente imporcellinati, per riuscire a fare una proposta simile…

          • Mah… il famigerato “Porcellum” prende il nome del suo ideatore, il leghista Roberto Calderoli; fu elaborato dai “saggi” di PdL, Lega, e UDC in una baita di montagna. Ed aveva un’unico scopo: sabotare la vittoria certa del centrosinistra. Fu presentato e votato dall’allora maggioranza di governo (centrodestra); e controfirmato dal presidente Ciampi, che evidentemente non ebbe nulla da ridire sulla porcata.

            Ora, io non brillo per i miei entusiasmi nei confronti del partito bestemmia, ma volerlo sempre tirare in mezzo a forza addebitandogli tutto e tutti i mali mi sembra comunque una forzatura eccessiva. Per cambiare la legge serve la maggioranza in Camera e Senato. Certo non l’aveva il debolissimo Governo Prodi; non l’aveva Monti (il PD al senato era minoranza) e non è sicuro che ce l’abbia oggi Letta. Inutile contare sui pentastellati: si attivano a comando unicamente su input di Padron Grillo, che ultimamente è troppo impegnato a insultare i giornalisti sulla sua nuova gogna on line e trescare con lo “psiconano” (lo chiamava così) col quale sembra piuttosto intendersela benissimo.

            Un unica postilla sulle sentenze della Corte costituzionale: non sono MAI retroattive; quindi formalmente il Parlamento attuale è “legittimo”.
            La Consulta non è che abbia molte opzioni; può decidere, come sembra abbia già fatto, la parziale incostituzionalità del “porcellum”, stravolgendone l’impianto in senso strettamente proporzionalista (e in tal modo verrebbe meno all’impianto originale della legge ed allo spirito referendario che sancì il sistema maggioritario); oppure stabilire la “reviviscenza” della legge elettorale precedente (il “mattarellum”).
            Di solito, i giuristi sono assai contrari alla “reviviscenza”: non rientra nella tradizione giuridica del diritto italiano. Ma io sono quasi convinto che, dopo 60 gg (tanto si prenderà la Corte per depositare il suo giudizio), preso atto che il parlamento attuale non è assolutamente in grado di realizzare una nuova legge elettorale, opterà per la reviviscenza del mattarellum, onde evitare il caos più totale. E credo che la decisione sarà, come dire, ‘propiziata’ dal Presidente della Repubblica. Se così dovesse essere, che ben venga la forzatura di Napolitano.

          • leggo ovunque molte imprecisioni, che sono certamente il frutto della massiccia operazione di disinformazione che i media hanno avviato e di cui si riconoscono le tracce continuamente.

            io in questi casi li ascolto poco, vedo benissimo quali sono i massicci interessi in campo che li inducono a fare il loro lavoro, cioè a mentire, e cerco di risalire direttamente alle fonti.

            la prima nozione da ristabilire è che le sentenze della Corte Costituzionali sono SEMPRE retroattive, a meno che nella sentenza la Corte stessa non disponga diversamente per motivi di opportunità.

            http://www.cortecostituzionale.it/ActionPagina_1034.do

            oggi Scalfari scriveva il contrario su Repubblica, ma faceva – credo volutamente – un gioco di parole sul fatto che le sentenze non sono retroattive nel senso che non valgono prima che finiscano in Gazzetta Ufficiale.

            qui la Corte ha molti motivi per graduare ampiamente i tempi e i modi della retroattività (torno a citare il mio post di oggi in cui ho analizzato alcune ipotesi).

            il procellum fu implicitamente approvato da Veltroni, quando scelse a fine 2007, assieme alla decisione di seppellire Prodi, del resto incalzato e lavorato sistematicamente alle costole da Napolitano, di trattare non con FIni, ma con Berlusconi, che in quel momento pareva politicamente finito, ma che Veltroni rimise in piedi come interlocutore; in questo modo costrinse Fini a confluire senza condizioni nel PdL subito dopo.

            l’ultimo Berlusconi è una creazione di quel genio di Veltroni che pensava di vincere le elezioni, in cui fece campagna elettorale senza mai nominare Berlusconi, e di prendere il posto di Prodi per accordarsi poi con Berlusconi, come voleva Napolitano.

            gli andò male, a lui e a Napolitano.

            altra postilla: chi stravolse lo spirito maggioritario del referendum fu Berlusconi col porcellum, che infatti è proporzionalista!

            e che adesso protesta, assieme a Calderoli, contro la legge fatta da lui! siamo nel paese dei pazzi completi.

            sul sistema elettorale nessuna reviviscenza del mattarellum: questa decisione la Corte l’ha già presa con 8 voti contro 7.

            del resto lo aveva già scritto respingendo il referendum del 2012 che le leggi elettorali non si formano per stratificazione e la cancellazione di una non può portare automaticamente in vita la precedente, e qui non poteva smentire se stessa…

            dalla sentenza della corte uscirà il porcellum puro, depurato dal premio e con le preferenze obbligatorie; questo è già chiaro…

            personalmente credo che se i partiti vogliono fare qualcos’altro devono sbrigarsi prima che la Corte cancelli la legge che ha portato alla formazione del parlamento attuale, con l’ovvia conseguenza dello scioglimento obbligato del medesimo.

  4. […] ha scritto, come sempre, un bel post, tagliente quel che serve e basta, contro Grillo il demagogo: Il Grillusconi. del post fa parte una straordinaria e originale elaborazione fotografica sua: bortocal dicembre […]

  5. VoceIdealista Says:

    L’ha ribloggato su laVoceIdealista.

  6. @ Bortocal

    :) Non entro nel merito delle interpretazioni e delle valutazioni politiche, altrimenti non se ne esce più.
    Dico solo che per cambiare il “porcellum”, che introduceva un sistema elettorale proporzionalista, ma su un impianto fortemente maggioritario (quella era la funzione del premio di maggioranza), serviva un voto parlamentare. E nel 2007, se la matematica non è un opinione, il PD quei voti al Senato non ce li aveva a prescindere. Poi tutte le manovre di segreteria, e le dietrologie sul “veltrusconi” (come si polemizzò all’epoca) mi interessano poco e relativamente.

    In merito al tuo link, che riporta un intervento datato al 1990 (in cui peraltro il presidente Saja nell’affermare il presupposto della retroattività si affretta a precisare con tanto di esempi come il principio di illegittimità non incide sugli “atti processuali pregressi”), cito testuale circa la “efficacia retroattiva delle sentenze di accoglimento”:

    Tuttavia da più parti, e anche da molti dei costituzionalisti che parteciparono al seminario tenutosi nel novembre 1988, si è avvertito come un’applicazione radicale e generalizzata di tale principio possa determinare gravi inconvenienti. Potrebbero invero prodursi effetti profondamente sconvolgenti sul piano sociale, ovvero oneri economici insopportabili, rispetto a situazioni da molto tempo cristallizzate. In fattispecie del genere la pronuncia costituzionale, nel suo concreto risultato, non aderirebbe affatto alla propria funzione, in quanto darebbe luogo ad un grave turbamento della convivenza, e tale effetto negativo potrebbe, inavvertitamente, indurre a non riconoscere il vizio di illegittimità costituzionale e quindi ad un vero e proprio diniego di giustizia.
    Tali inconvenienti, certamente gravissimi sul piano concreto, non sembrano assolutamente necessitati da esigenze teorico-sistematiche, com’è dimostrato anche dall’esperienza di alcuni ordinamenti stranieri, sicché la particolarità di alcune fattispecie ha indotto la corte stessa ad un atteggiamento più prudente e realistico.

    Per questo esiste una cosina che si chiama “doppia pronuncia”, tramite la quale la “sentenza di accoglimento”, che ha valore ex tunc (retroattiva), circa l’illegittimità costituzionale (parziale o totale), viene preceduta da una pronuncia di rigetto (che può avere la forma di sentenza o di ordinanza) con valore ex nunc (ovvero nullità a partire dal momento in cui viene emessa e quindi rivolta agli atti futuri e non a quelli passati).
    E ciò avviene perché “le sentenze c.d. interpretative di accoglimento, così come tutta la giurisprudenza manipolativa della Corte costituzionale (…) trovano la loro ragion d’essere nei rapporti tra Corte e Parlamento.
    In particolare, la tecnica interpretativa di rigetto prima e di accoglimento poi, nasce dall’horror vacui della Corte, preoccupata di provocare, con le sue decisioni, vuoti e lacune nell’ordinamento, difficilmente colmabili, soprattutto a causa dell’inerzia del legislatore, nonché dall’ossequio della preservazione degli atti giuridici
    .
    (…) Il complesso, ed in alcuni casi conflittuale, rapporto che la Corte costituzionale ha con il legislatore (leggi: Parlamento) ha consentito di affermare che la stessa Corte in alcuni casi è organo ambivalente che ‘fa politica’ con metodo giurisdizionale.
    [L’originale QUI]

    Come si vede, nihil sub sole novi per una questione un tantino più complicata di quanto sembra.

  7. Il Ribelle Says:

    Leggere i post di Sendivogius, mi fa aumentare la stima nei confronti del popolo italiano. Fortuna che in Italia c’è qualcuno che ragiona, e non ha nessuna paura a scrivere quello che pensa. E non è neanche l’unico.

    Amico mio, non ci faremo mai intimorire dai quei quattro dementi nazisti pentastellati!

    “Ma gli invasati seguaci (The Following) del Grillo furioso possiedono in più una componente violentemente nazistoide, che il fascismo berlusconiano non ha mai avuto.”

    Condivido. Questa è la cosa più inquietante e che mi spaventa di più. Mi è capitato di sentire gente di Sinistra (o che si definisce tale) che ha votato Grillo che inneggia a slogan nazisti mi genera inquietudine.

  8. Il Ribelle Says:

    Vedo con dispiacere che è tornato a scrivere Bortocal.
    I suoi post mi confermano ancora una volta che si tratta di un imbroglione.

    Del resto sono stato tardivo ad accorgermene, sarà la vecchiaia…oppure mi sto ammorbidendo troppo!! Quando qualcuno mi viene a dire che “la svalutazione agisce per una sana redistribuzione”, o non ha frequentato le scuole dell’obbligo, oppure è palesemente in malafede.

    Il nostro blogger imbroglione quando dialoga, sembra sia disposto a raqgionare quando poi…alla fine porta tutte le tesi strampalate di Beppe Grillo, vanificando tutte le discussioni e i dati, la fatica fatta e le energie necessarie a riportare dati corretti.

    E’ come se io parlassi di matematica con qualcuno di equazioni differenziali ed integrali ed alla fine, dopo pagine e pagine di discussioni mi dicesse 2+2=5! Affermando che solo i complottisti ed il regime mi vogliono convincere che faccia 4.

    Qui ha fatto esattamente la stessa cosa. Ho letto con attenzioni tutti i commenti e devo dire che ammiro la buona fede, la pazienza e la correttezza dell’amico Sendivogius, che purtroppo si trova di fronte un imbroglione in malafede probabilmente pagato o in qualche modo invischiato con lo staff del M5S.

    Io non sono altrettanto diplomatico e paziente, e quando mi scontro con la malafede, divento nervoso.

    E non ci deve ingannare il suo modo apparentemente gentile, del resto i truffatori ti fregano sempre con il sorriso sulle labbra!

    • non abuserò dell’ospitalità di sendivogius per risponderti e trovo fuori luogo che tu polemizzi con me sul suo blog, quando hai tutto il mio a disposizione.

  9. siamo perfettamente d’accordo.

    resta il fatto che la vulgata diffusa dai media è falsa su due punti essenziali:

    1) il porcellum è proporzionale, non maggioritario; è un proprozionale col premio farlocco: lo stesso premio contro cui si batté vittoriosamente Togliatti nel 1953 e che servì a Mussolini per andare al potere; quindi non è la Corte a ristabilire il proporzionale, quando elimina il premio.

    la sinistra, che ha perso le sue radici, non ha fatto battaglie vere contro questo abuso che ha demolito la democrazia in questi sette anni.

    2) il principio fondamentale delle sentenze dellla Corte Costituzionale è proprio la reotroattività (salvo motivate eccezioni); lo ha appena ribadito anche Capotosti.

    poi toccherá alöla Corte certamente trovare il giusto equilibrio e imeodire lo sfascio completo dello stato.

    ma sentire Presidente eletto illegalmente, Renzi e Berlusconi autore del colpo di stato, che pensano di far cambiare la legge elettorale prima ancora che la Corte Costituzionale abbia fatto sapere se il parlamento può restare in piedi o se va sciolto subvito, mi puzza di bruciato.

  10. Come piccola premessa, un buon “padrone di casa” ha il dovere di spegnere le polemiche e non di alimentarle…
    Perciò non entrerò nel merito dell’intervento del nostro amico Ribelle che, da persona appassionata e piena di entusiasmo qual’è, capita a volte si lasci prendere un po’ troppo dalla propria verve dialettica, motivata da ragioni pur legittime ma spigolose nei modi.

    Ciò detto, manipolare le leggi elettorali ad uso e consumo delle maggioranze in carica, in Italia sembra essere un vizio antico: la Legge Acerbo (sotto il fascismo); la Legge Scelba (in epoca democristiana); la Legge Calderoli (sotto il berlusconismo).
    Tre epoche diverse in cui i voti della “sinistra” o presunta tale, con relativi rapporti parlamentari, non sono mai cambiati (30%-35%). La Legge Acerbo e il “Porcellum” berlusconiano furono approvati e messi in pratica. La Legge Scelba, la “legge truffa”. NO.
    Cosa che mi permette di dire, provocatoriamente, che non fu l’opposizione dell’epoca ad essere più efficace, ma l’Italietta democristiana ad avere una sensibilità democratica maggiore, rispetto alla dittatura fascista e all’autocrazia berlusconiana.
    Ribadisco: da soli, con meno del 50% dei seggi alle Camere, le leggi NON si cambiano. Non in democrazia almeno e non fintanto che l’attività legislativa è rimessa ai parlamenti.

    In merito al secondo punto da te sollevato, sarà bene precisare che al momento la Corte costituzionale ha solo espresso un parere, non motivato né suffragato da sentenza, che è una cosa immensamente più complicata di quanto non si creda.
    Non per niente, Diritto costituzionale è una delle materie più ostiche e difficili di qualunque corso di Giurisprudenza.
    Quindi, attualmente, in assenza di un giudizio motivato, si sta discettando su mere ipotesi.
    A maggior ragione che prima di oggi una Corte costituzionale non si era mai espressa sulla legittimità di una legge elettorale. E non essendoci precedenti giuridici, per un ambito intrinsecamente conservatore per sua stessa natura come la giurisprudenza, si opterà per il male minore, cercando di contenere al massimo gli effetti destabilizzanti di sistema ed i conflitti giurisdizionali con gli altri poteri dello Stato.
    La soluzione migliore, probabilmente, sarebbe stata la reviviscenza della legge elettorale precedente. Cosa che si doveva e si poteva fare, per evitare il caos attuale. Non lo dice un ignorante come me, ma eminenti costituzionalista e presidenti emeriti della Consulta come: Gustavo Zagrebelsky; Valerio Onida; Stefano Rodotà…
    L’attuale Corte costituzionale, ha optato per la massima conservazione; ha respinto con forza il principio della reviviscenza, limitandosi all’invalidità parziale ed avvitandosi in un casino senza precedenti.
    Posso solo dire, e ribadire, che le sentenze definitive della Consulta, circa l’incostituzionalità parziale o totale di una legge, sono confezionate in modo tale da non essere mai retroattive:

    «A modulare gli effetti delle decisioni di accoglimento per il passato sono le cosiddette decisioni di incostituzionalità sopravvenuta, con cui la Corte limita gli effetti retroattivi della dichiarazione di incostituzionalità.
    Nell’ambito di esse si usa tradizionalmente distinguere due tipi di incostituzionalità sopravvenuta. Un primo tipo – da alcuni definita incostituzionalità sopravvenuta in senso stretto – è dato dalle pronunce in cui la Corte accerta che la disciplina oggetto del suo sindacato, pur non presentando vizi di costituzionalità nel momento in cui è entrata in vigore, è successivamente divenuta incostituzionale a seguito di eventi – normativi e non – la cui verificazione determina l’incostituzionalità. La deroga alla regola generale della retroattività delle pronunce di accoglimento consiste, quindi, nel fatto che la legge impugnata perde efficacia non dal giorno della sua entrata in vigore ma dal momento (successivo) in cui è diventata incostituzionale.
    Il secondo tipo di incostituzionalità sopravvenuta – talvolta definita incostituzionalità differita, o per bilanciamento di valori – si ha nel caso in cui la Corte, ritenendo che la dichiarazione di illegittimità costituzionale, pur garantendo alcuni valori, produrrebbe effetti negativi rispetto ad altri ugualmente meritevoli di tutela a livello costituzionale, differisce l’efficacia della decisione al fine di ridurre o eliminare tali effetti, indicando il termine a partire dal quale la norma deve ritenersi incostituzionale

    “Il quadro delle tipologie decisorie
    nelle pronunce della Corte costituzionale”

    (11/06/2010)

    Sostenere, in assoluta onestà, la “illegittimità” dell’attuale Parlamento (con tutto quanto ne consegue), oppure farlo in massima malafede come nel caso dei vari Travaglio-Grillo-Berlusconi, ma anche di fascisti e agitatori di ogni risma, è un gioco molto pericoloso che rasenta l’eversione e conduce nel buio di un avventurismo estremistico, foriero di sviluppi imprevedibili e preoccupanti…
    Prima lo si comprende e meglio sarà per tutti.

    • ringrazio il padrone di casa e sono consapevole (più di altri) dei miei doveri di ospite che rispetta la buona educazione.

      però ritengo che il dovere del buon padrone di casa sia di tutelare comunque un ospite ingiustamente aggredito, insultato e diffamato con l’attribuzione di tesi non sue.

      questo sorriso indulgente non mi piace, non corrisponde ai miei personali criteri di gestione di un blog e di tutela dei commentatori dalle persone moleste e tolgo definitivamente il disturbo.

      ribadisco comunque che di tutte le tue affermazioni giustissime e ampiamente condivisibili, è sbagliata quella centrale contro la retroattività ordinaria delle sentenze della Consulta, che è concetto comune in dottrina.

      e, a mio parere, manca anche la sensibilità di capire che è in atto, sotto la guida di Napolitano, un pesante tentativo di mantenere la situazione di illegittimità e di condizionare la Corte.

      dopodiché, siamo buoni cittadini, sia io che tu, e personalmente starò a quello che la Corte deciderà, perché è l’istanza suprema dopo la quale c’è soltanto il caos civile.

      al quale ci si sta avvicinando pericolosamente anche per la protervia di chi si rifiuta di vedere le ragioni su alcuni punti, dei populisti, per combatterle meglio.

      purtroppo anche questa sordità alle parziali ragioni altrui e questi atteggiamenti chiusi e settari precipitano il paese verso uno scontro drammatico.

      per parte mia non saranno gli insulti raccolti qui dentro che mi faranno smettere dal provare a dire qualche aprola di buon senso al di fuori degli schieramenti preconcetti.

      • Se i tuoi interventi fossero percepiti come un indebito “disturbo” e la tua presenza reputata molesta, non sarei qui ad intrattenermi in piacevole conversazione con te ed intessere lunghe querelle che, per quello che mi riguarda, non credo siano mai venute meno ai doverosi criteri di reciproco rispetto.
        Poi, certo, si può concordare o meno sulle conclusioni.
        E c’è modo e modo nel farlo…
        La mia colpa è evidentemente stata una eccessiva tolleranza, scambiata per un “sorriso indulgente”… E sono ormai fuori tempo massimo per una rettifica che avrebbe il sapore della difesa d’ufficio.
        Sicuramente avrei potuto essere più duro, ma non mi ci vedo a dispensare bacchettate su una bacheca virtuale, per di più tra Lettori di lungo corso. Probabilmente sono un pessimo “moderatore”. Solitamente infatti lascio correre. Errore mio.

        • caro Send,

          certamente non concordiamo sulle conclusioni su questo tema specifico, ma credo siamo in grado di capire reciprocamente le buone intenzioni; ed è questo che rende appassionante un dibattito fortunatamente non omologato.

          la discussione con te è sempre stata piacevole e interessante, come ho detto più volte; questo tuo intervento, cordiale come sempre, ha anche cancellato ogni traccia di risentimento nei tuoi riguardi per l’incidente di qui sopra.

          credo che si possa capire però il mio stato d’animo nel sentirmi dare del prezzolato o attribuirmi tesi sull’inflazione davvero fantasiose e giusto il contrario di quello che ho sempre sostenuto, anche commentando qui da te in discussioni altrettanto impegnate e decisamente meno scorrette (ma non da parte tua).

          riprenderemo, quando ci tornerà la voglia di farlo, e senza contorno di fanatici faziosi possibilmente…

          • E’ opportuno ricordare, a scanso di ogni possibile equivoco, che sei e resterai sempre il benvenuto, confidando di poter archiviare in fretta lo spiacevole “incidente”, con tutte le sue sgradevoli conseguenze che però serviranno soprattutto a me, per gestire meglio gli interventi in futuro…

  11. Il Ribelle Says:

    Lo scopo di Beppe Grillo ormai è chiaro. Puntare a mantenere la peggior legge elettorale possibile, in modo che non ci sia mai una maggioranza chiara, che costringa larghe intese all’infinito, che deteriorino il paese in stile Repubblica di Weimar, per poi arrivare al potere con un paese completamente in macerie.

    Grillo, non voterà mai una buona legge elettorale che garantisca governabilità, è contro i suoi intertessi. Squinzaglierà invece i suoi cagnolini latranti in giro per il Web (pagati e non) a farneticare per convincere i suoi seguaci che il proporzionale puro è la legge migliore. Perchè loro prenderanno il 51% alle prossime elezioni, dicono. La malafede eversiva dei M5S, con il capo-popolo che inneggia a rivoluzioni di piazza ha ormai superato tutti i confini. Il progetto criminale del pregiudicato e truffatore Beppe Grillo penso sia ormai chiaro.

    Tutto già visto.

    Sentir parlare di parlamenti illegittimi e di colpi di stato dal pregiudicato omicida Grillo e da tutti i sottosviluppati che gli fanno eco, e da chi è in malafede per mero interesse mi fa inorridire e mi da anche il voltastomaco.

    Il M5S assomiglia sempre più alla nigeriana Boko Haram.

    • Ohh io propenderei di più per il vecchio caro NSDAP del compianto Adolf… o la “Setta delle Ombre” di Ra’s al Ghul!
      Comunque la strategia del Grullo è chiara: guerriglia parlamentare permanente, bloccare ogni procedimento istituzionale in nome del caos per il caos, appiccare incendi ovunque sia possibile e soffiare sul fuoco di quelli già in corso, tanto per vedere che effetto fa e cosa succede.
      Nella sua follia, c’è del metodo… ricorda il ciclo di Batman, rivisitato da Chris Nolan: un incrocio tra Joker e Bane, nel loro comune esperimento anarcoide e furore nichilista.

  12. Il Ribelle Says:

    Ricordo a tutti che il “Fanatico Fazioso” a cui si riferisce Bortocal sono io. Fazioso forse, fanatico mah…Il mio errore più grave è stato quello di perdere tempo ed energie in un colloquio inutile. I fiumi di parole da me scritti con passione e disponibilità nei confronti di una persona assolutamente priva di ogni concetto base di economia, nonche di nozioni di matematica di base era un tentativo di spiegare nel modo più semplice possibile senza preconcetti e senza faziosità, la realtà dei fatti. Pur conprendendo la mancanza di logica e disponibilità a comprendere anche i concetti più elementari ho continuato, senza indugio, a dare spiegazioni a chi senza ombra di dubbio è assolutamente a digiuno di tali discipline. Non ho nessun preconcetto nei confronti dell’ignoranza (intesa nel senso di non-sapere), anzi mi rendo sempre disponibile a colloqui, alla fine c’è sempre tanto da imparare dal prossimo.

    Quando ho visto negli interventi la malafede, il mio atteggiamento è cambiato.

    Se dovessi aver scambiato ignoranza e ottusità per malafede, me ne scuso in anticipo.

    • non mi sembravi così acido quando abbiamo effettivamente discusso di queste cose…:
      http://bortocommenti.wordpress.com/2013/11/01/il-ribelle-a-proposito-di-inflazione-e-svalutazione/

      che cosa ti è successo da allora ad oggi? digerito male? 40 giorni di cattiva digestione addirittura??

      comunque non polemizzo in casa d’altri.

      • Il Ribelle Says:

        E’ vero. Non parto mai prevenuto anche se posso dare l’impressione di esserlo a prescindere. Specialmente con persone che si pongono in modo gentile e diplomatico come hai fatto tu.

        Purtroppo rileggendo tutta la nostra discussione (quella dove hai indicato il link), sono giunto alle conclusioni che ti ho riportato, e lo ripeto, se non sei in malafede mi scuso, e solo tu lo sai se lo sei oppure no.

        In effetti i grillini, mi portano ad avere dei mal di pancia prolungati anche superiori a 40 giorni…

        Ti voglio raccontare una cosa:

        Un mio parente stretto aveva cominciato ad inondarmi (a me e tanti altri, in copia nascosta via mail) di propaganda pro-grillo. Quando ribattevo le sue posizioni farneticanti, lui non mi rispondeva e spariva riapparendo dopo un pò e ricominciando con la propaganda.

        Lo conosco, so che non è invasato, non si è mai interessato di politica, “non mi interessa” diceva, non si aggiornava non si informava. Quello a cui teneva era solo fare soldi, senza guardare in faccia a nessuno.

        Lui è iscritto al M5S, ma non capivo perchè facesse tutta quella propaganda…c’era qualcosa che non tornava….

        Poi ho capito.

        Si vuole candidare alle prossime politiche vuole andare in parlamento ed è consapevole che gli bastano una manciata di voti di persone iscritte per andarci.

        Quindi fa propaganda becera, portando avante tutte le tesi del cazzo di Grillo, senza crederci minimamente, l’importante è che venga votato dai sottosviluppati che gli credono. Poco importa se tanti non li convincerà mai specialmente se non iscritti, l’importante è prendere per il culo gli iscritti al M5S, potenziali suoi elettori. E facendogli avere la convinzione che tutte le teorie complottiste di Grillo sono vere, Grillo ha ragione…Grillo ha ragione….
        Non gli importa nulla se quelle tesi del cazzo di Grillo siano vere o no. Non è un suo problema: l’importante è che arrivi in parlamento.
        Non gli importa se Grillo sfascerà tutto, se è nazista, se perseguiterà i suoi avversari. Non è un suo problema: l’importante è che arrivi in parlamento.

        Quando ho reso pubbliche le mie conclusioni e lo ho sputtanato, puoi capire, trattandosi di un parente, quale siano state le conseguenze.

        E come hai potuto vedere, non mi fermo, vado avanti senza farmi intimorire.

        Questo sporco gioco ho l’impressione che lo stiamo facendo in molti, troppi, e non va bene, perchè si sta giocando con la vita democratica del paese e delle persone. Anche se l’Italia è piena di truffatori e quanto altro, c’è una minaranza che lavora, in silenzio, che non urla ma è onesta e porta avanti questo contradditorio paese.

        Spero che tu non sia uno di questi ciarlatani truffatori a 5 stelle, come il mio parente, ma le note stonate e le contraddizioni che produci sono troppe, come lo stile completamente diverso che adotti nei post sul tuo blog, rispetto a quello che adotti qui.

        A proposito…troppo facile dire non polemizzo in casa di altri….Polemizzi solo su tuo blog dove puoi censurare chi vuoi, in perfetto stile grillino?

        Non funziona così, cerca di mettertelo in testa…

        • be’, magari prevenuto non parti, ma di sicuro ci arrivi…

          ti risulta che io sia tuo zio? ti chiami Ivan, Janos oppure Demian?

          e che cosa ho mai censurato sul mio blog, che tu sappia?

          comunque questa è la mia ultima replica qui.

          se non ti va di continuare da me, direi che questo basta.

          • Il Ribelle Says:

            “be’, magari prevenuto non parti, ma di sicuro ci arrivi…”

            Essere prevenuti è una condizione iniziale che non ho avuto.
            Quello su di te è un giudizio elaborato che deriva dalla constatazione dei fatti, non centra nulla con l’essere prevenuti.

            “ti risulta che io sia tuo zio? ti chiami Ivan, Janos oppure Demian?”

            Ecco, come al solito scrivo, ma è inutile, come nelle nostre discussioni precedenti.

            “e che cosa ho mai censurato sul mio blog, che tu sappia?”

            Un intervento di un lettore di questo blog che poi hai provveduto a rimettere quando sei stato pizzicato.
            E poi anche quello che riporti sul tuo blog copiato da qui è incompleto, e mistifica la realtà compresi i miei interventi su questo sito.
            Io stesso (che li ho scritti) non sono riuscito a ricostruire il discorso in modo sensato. Ho dovuto rileggere “l’originale” qui.

            “comunque questa è la mia ultima replica qui.”

            Sei un individuo libero fai come credi.

            “se non ti va di continuare da me, direi che questo basta.”

            Quello che dici non ha senso, tanto pubblicheresti solo quello che ti pare. Per me non basta nulla quindi dire che “a te basta” è una tua considerazione, non una constatazione oggettiva dei fatti.

  13. E’ assai spiacevole, specialmente tra persone intelligenti, dover ricordare che il presupposto fondamentale di ogni confronto è il RISPETTO, il quale non presuppone semplicemente una questione di educazione ma è norma di civiltà, senza la quale non potrebbe esistere dialogo, né confronto, né democrazia.
    Ora, lo spirito di queste pagine non è mai stata la ricerca del consenso o dell’adesione incondizionata al pensiero unico (qualunque esso fosse): qui sono bene accette tutte le vedute, indipendentemente dalla condivisione o meno; non si rifugge il “conflitto” (tutt’altro!), la tenzone dialettica e la polemica.. anche la più aspra.
    Ma ad una condizione ben precisa: lo “scontro”, anche il più duro, deve essere leale. Sempre.
    Si apprezza il sarcasmo, e ancor di più l’ironia, ma il livore NO.
    Qui tutti i partecipanti al gioco hanno pari dignità. E a tutti è dovuto il medesimo rispetto. A prescindere!
    Perciò, insulti, attacchi personali, illazioni, offese… NON sono gradite. Altrimenti cosa ci distinguerebbe mai dagli squadristi digitali che bivaccano dalle parti del Grullo a 5 stelle?!?

    Ed è bene precisare, massimamente nel caso di Bortocal, che sul proprio blog, come in qualsiasi altro spazio personale, ognuno è libero di scrivere e fare un po’ quello che gli pare, esattamente come il lettore è liberissimo di dissentire. Ma non è che siccome non sono d’accordo sono obbligato a farglielo sapere per forza, azzannandolo metaforicamente alla giugulare!

    Ora, conosco abbastanza bene Bortocal (la cui correttezza ed onestà sono ineccepibili) per dire che le accuse, oltre che ingenerose, sono assolutamente infondate. E che mai, dico MAI, ha esercitato una qualsiasi forma di “censura” (che credo di poter dire sia idiosincratica col suo carattere). Peraltro, se volesse, nulla al mondo gli vieterebbe di farlo: lo spazio è suo ed è libero di gestirlo come meglio crede.
    A scanso di equivoci è bene precisare che 1/5 dei commenti, viene automaticamente dirottato dalla piattaforma wordpress nello “spam”. E lì bisogna andarseli a ripescare. A me è capitato infinite volte.
    Se poi il commento contiene due o più link, la rimozione è certa al 100%.
    Ciò detto, ribadisco che la cosa non costituirebbe comunque un delitto. E non giustifica un simile cannoneggiamento di fila.
    Perciò è ora di ritirare l’artiglieria pesante: stai sparando sul bersaglio sbagliato.

    • Il Ribelle Says:

      Apprezzo il tuo spirito democratico, e la tutela di tutti i tuoi lettori, a prescindere dal loro punto di vista.

      E sono d’accordo anche sul concetto di rispetto. Ma il rispetto deve essere reciproco.

      Di tutte le discussioni agguerrite che abbiamo avuto non ho mai pensato minimamente, oppure avuto l’impressione che tu mi abbia mancato di rispetto.

      E non ho neanche mai lontanamente pensato di essere preso per il culo da te.

      Eppure di scontri ne abbiamo avuto.

      Ed è per questo motivo che continuo, con passione e stima, a leggerti e a commentare i tuoi bellissimi articoli.

      Ma nel caso di Bortocal è diverso.

      Mi sono sentito preso per il culo, e questa è una mancanza di rispetto, a cui, se permetti, reagisco.

      Senza insulti o parolacce ma con delle posizioni chiare e inequivocabili.

      Dare dell’imbroglione non è un insulto, dal mio punto di vista, ma è il guidizio da si chi sente preso per il culo, dopo aver colloquiato senza pregiudizi e/o faziosità.

      Abbiamo sempre criticato, insieme, la sinistra di essere troppo “buonista” non corriamo il rischio di esserlo anche noi?

      Non parlo di censure o altre porcherie squadriste, ma semplicemente di non usare mezze parole o mezzi termini quando si hanno delle idee chiare.

      Io penso che Bortocal sia un’imbroglione, come lui pensa che in Italia è stato fatto un colpo di stato.

      Ho il diritto, su questo sito, di esprimere il mio pensiero, in modo chiaro e netto?

      Oppure le critiche feroci vanno bene solo ai politici?

      • Vedi amico mio, io non è che sia stato educato presso l’Accademia della Crusca o abbia fatto le scuole ad Oxford… però se dai del “pataccaro” e del venduto prezzolato ad una persona, che in queste pagine ha sempre mantenuto un tono pacato e civile, poi magari capita che il diretto interessato si offende. E a ragione. Non mi ci vuole una specializzazione in “bon ton” per capirlo.
        Non è “buonismo” (nulla di più lontano da me), o accondiscendenza, o tolleranza. E’ flessibilità ed empatia, pur mantenendo l’intransigenza delle proprie posizioni, che ovviamente sei liberissimo di esprimere in “modo chiaro e netto”, ma senza dimenticare che ognuno di noi ha una diversa sensibilità.
        A me le discussioni ‘pepate’ piacciono, ma sempre mantenendo un certo stile, anche con i personaggi più improbabili [QUI], o almeno nelle intenzioni ci provo, con risultati più o meno efficaci fino al doveroso sfanculamento….

        Invece, nella fattispecie in oggetto, per parlare schietti, tu Bortocal l’hai mezzo mandato affanculo, dandogli del cialtrone. E quando ha provato timidamente a replicare, gli hai ribadito il concetto tirando fuori il calibro da 50.
        Io al suo posto mi sarei un pochino inkazzato, sai com’è?!?
        Lui si è offeso, e con discrezione si è eclissato. Ma per questo non credo proprio che abbia cambiato le sue convinzioni, anzi!

        • Il Ribelle Says:

          “A me le discussioni ‘pepate’ piacciono, ma sempre mantenendo un certo stile, anche con i personaggi più improbabili [QUI], o almeno nelle intenzioni ci provo, con risultati più o meno efficaci fino al doveroso sfanculamento….”

          Mamma mai…mamma mia…ho aperto il link…certo che ne hai di stomaco…io non ce la faccio, amico mio, e ti ammiro anche per questo!

          “Invece, nella fattispecie in oggetto, per parlare schietti, tu Bortocal l’hai mezzo mandato affanculo, dandogli del cialtrone.”

          Probabilmente hai ragione, ma come si fa (è una domanda sincera) a esprimere un concetto duro e severo come il mio nei confronti di Bortocal, senza superare il limite del reciproco rispetto?

          “Ma per questo non credo proprio che abbia cambiato le sue convinzioni, anzi!”

          Forse all’inzio delle mie discussioni con lui, il mio intento era quello di convergere verso posizioni comuni, ma alla fine sinceramente ho perso l’interesse nel confronto, e quindi, fargli cambiare idea era l’ultima delle mie intenzioni!

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