COSE TURCHE!

Berlusconi contro l'Italia

Con le sue anomalie elevate a pratica sistemica normalizzata nel tempo, l’Italia ci ha abituato ad ogni assurdità (im)possibile…
Tuttavia, se si ha ancora un barlume di coscienza, fa un certo effetto assistere alle convulsioni di un noto pregiudicato disperatamente aggrappato al suo seggiolone da Senatore della Repubblica, già quattro volte Presidente del Consiglio, ricorrere in sede europea (dove è considerato poco più di un delinquente) contro l’Italia, che pretende di dominare (e fottere!) come una delle sue puttane.
Per il Sardanapalo di Arcore, ed i suoi compiacenti ruffiani di corte che pretendo di plasmare le istituzioni ad uso ed abuso del flaccido corpo del pornocrate, nell’assolutizzante fusione dei poteri, qualora servisse a qualcosa, nell’ambiguità dell’insieme, bisognerebbe suggerire la lettura di un Montesquieu…

Esistono tre specie di governi: il REPUBBLICANO, il MONARCHICO e il DISPOTICO. Per scoprirne la natura, basta l’idea degli uomini meno istruiti. Io presuppongo tre definizioni, o meglio tre fatti: che il governo repubblicano è quello nel quale tutto il popolo o soltanto una parte di esso detiene il potere sovrano; il governo monarchico è quello nel quale uno solo governa, ma tramite leggi fisse e stabilite; nel governo dispotico invece uno solo, senza leggi e senza regole, trascina tutto con la sua volontà ed i suoi capricci.

 Charles-Louis de Montesquieu
 “Lo spirito delle leggi” (II, 1)

Pattume'10 (Roberto Carte - zonamorta.com) Per uno che ha fatto della coazione a delinquere un requisito comportamentale, convinto che la misura delle cose sia funzionale all’appagamento di un ego smisurato, la presunzione d’impunità è l’etica stessa del suo potere personale. È una convinzione intangibile ed immanente come la sua pretesa di immunità nell’assolutezza dell’arbitrio, fondato sull’istituzionalizzazione dell’abuso reiterato nell’essere ‘oltre’ e al di sopra delle leggi, dal rispetto delle quali ritiene con ogni evidenza di essere dispensato per una sorta di diritto divino.

Quando in una stessa persona, o nello stesso corpo di magistrati, il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non c’è piú libertà; perché sussiste il legittimo sospetto che lo stesso monarca o lo stesso senato possa fare leggi tiranniche per poi tirannicamente farle eseguire.
Cosí non c’è piú libertà se il potere di giudicare non è separato dal potere legislativo e dall’esecutivo. Infatti se fosse unito al potere legislativo, ci sarebbe una potestà arbitraria sulla vita e la libertà dei cittadini, in quanto il giudice sarebbe legislatore. Se poi fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza d’un oppressore.
Tutto sarebbe perduto infine, se lo stesso uomo o lo stesso corpo dei governanti, dei nobili o del popolo, esercitasse insieme i tre poteri: quello di fare leggi, quello di eseguire le pubbliche risoluzioni e quello di giudicare i delitti o le cause fra privati.
Nella maggior parte dei regni europei, il governo è moderato perché il principe, che detiene i due primi poteri, lascia ai suoi sudditi l’esercizio del terzo. Presso i Turchi, dove i tre poteri sono riuniti nelle mani del sultano, il regno è uno spaventoso dispotismo.

 Charles-Louis de Montesquieu
 “Lo spirito delle leggi” (XI, 6)

Homepage

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: