RIMEMBRANZE

This is war by Kanthesis

In occasione della “Giornata della Memoria”, per ricordare le vittime delle leggi razziali e del genocidio nazi-fascista, con la sensibilità democratica che gli è propria, il Pornonano ha approfittato della circostanza per tessere l’ennesimo elogio al duce buonanima: da sempre suo termine di paragone preferito, è evidentemente l’unico personaggio che reputi degno della sua statura.
Quindi, come d’abitudine, il pupo si è addormentato durante le cerimonie… Quanto meno, non ha raccontato barzellette sconce sugli ebrei. E questo è già un risultato notevole, conoscendo l’idiota.
Grande scandalo per le lodi al duce, e unanime sdegno di facciata, con attivazione dell’indignazione a gettone: Berlusconi sbaglia tempi e luoghi, ammiccando al regime mussoliniano. E sai che novità!
Perché in 20 anni di attività politica, c’era ancora qualche dubbio sul filo-fascismo del ducetto brianzolo, che certo non è mai stato antifascista… La cosa non gli compete. Ed in questo è senz’altro in buona compagnia…
C’è da chiedersi cos’altro debba fare il papi nazionale per palesare ancor di più le sue simpatie nostalgiche verso il littorio… Non bastava aver sdoganato gli irriducibili della RSI? Averli portati alle massime cariche di governo? Aver messo sul banco degli imputati la Resistenza? Aver dato la stura al peggior revisionismo, coccolando e proteggendo i rigurgiti delle più infime cloache del neo-fascismo?
 Cosa ci si aspettava?!? Che si affacciasse dal balcone di Palazzo Venezia col fez nero incollata sulla catramata, o sostituisse le scarpe dal tacco 12 con gli stivaloni?
Basta vedere la baldanza e l’assoluta impunità con cui i nipotini di Himmler praticano apertamente le loro apologie di reato, alla luce del giorno, mentre vengono foraggiati economicamente dai loro protettori politici. O come si dedichino ad una maniacale caccia ai pochissimi ebrei che vivono in Italia.
D’altronde, al contrario di quanto avvenuto in Germania ed in Giappone, in Italia non c’è mai stato alcun processo di defascistizzazione. Nella costante ansia di auto-assoluzione, ci si è riciclati in fretta vendendosi al miglior offerente.
La vera anomalia è stata l’esistenza di un movimento di resistenza e di Liberazione… odiatissima da ‘moderati’ e ‘benpensanti’ (la piaga endemica di una nazione infetta), perché il coraggio di pochi ricorda l’ignavia, la vigliaccheria, e la complicità dei molti che col regime scesero a patti, ottennero favori, e nel momento del maggior bisogno rimasero alla finestra in attesa di accordarsi col vincitore.
Questo è un Paese dalla memoria cortissima che non ha mai fatto i conti col proprio passato, per questo è destinato a riviverlo in continuazione.

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15 Risposte to “RIMEMBRANZE”

  1. monte paschi ? ??

    • Attinenza col tema???
      Sentivamo la mancanza del consueto papiminkia di turno, a ricordarci (ancora ce ne fosse bisogno) l’incredibile prevalenza di cretini che galleggiano nella Casa del Papi.
      Comunque, per informazioni sul MPS, chiedi a Denis Verdini e ad Andrea Pisaneschi… vedrai che sorprese!

    • Il Ribelle Says:

      comunisti…comunisti…sinistra sinistra….è colpa di Prodi…è colpa di Prodi….comunisti…comunisti…sinistra sinistra….è colpa di Prodi…è colpa di Prodi…comunisti…comunisti…sinistra sinistra….è colpa di Prodi…è colpa di Prodi….le tasse le tasse….immigrati immigrati….comunisti…comunisti…sinistra sinistra….è colpa di Prodi…è colpa di Prodi….comunisti…comunisti…sinistra sinistra….è colpa di Prodi…è colpa di Prodi…comunisti…comunisti…sinistra sinistra….è colpa di Prodi…è colpa di Prodi….le tasse le tasse….immigrati immigrati….

  2. […] nauseato, Sendivogius offre oggi una lettura della persistenza filofascista in […]

  3. Il Ribelle Says:

    E il Monte Paschi?? e il Monte Paschi?? e le Foibe e le Foibe??
    Sto diventando razzista, sto diventando come loro, credo che chi voti a destra ad oggi in Italia sia geneticamente inferiore, ci deve essere qualche male congenito, perchè delle teste dotate di media intelligenza non potrebbero ancora continuare a produrre simili cazzate. Ci deve essere una anomalia genetica che a volte si palesa nelle espressioni facciali che somigliano più a Pitbull incazzati che a esseri umani. Ecco, secondo me il punto è questo, devono avere creato incrociando varie etnie (ben selezionate ovviamente) come hanno fatto con i Pitbull. Nell’esperimento concepito sono stati ben attenti a dotare questa nuova razza dell’intelligenza di una Lontra Boliviana (mi scuseranno le Lontre).

  4. E’ proprio per evitare esiti come questo che lascerei cadere la fenomenologia senza concetto dei “cretini” e terrei salda l’arma della critica (quando i cretini fossero tali, gli “intelligenti” sarebbero incomunicabili o in apartheid). In guerra ci conviene essere taoisti: “osservare e analizzare gli sviluppi con calma”, “mettere al sicuro la nostra posizione”.

    • Il Ribelle Says:

      Quello che tu dici è giusto, lo ho perseguito per anni, sprecando fiato e tempo. Ad oggi, con disarmante tristezza, noto che un incontro ravvicinato del terzo tipo sarebbe più prolifico dal punto di vista comunicativo.

  5. Meraviglisi articoli che sono paragonabili ad una fonte di alta montagna….noi (io) possiamo abbeverarci più a valle ….condividere con altri ” disidratati spirituali” !!!
    Questa allegoria per dire che , con estremo piacere , copio e incollo diffondendo via mail e stampa tradizionale ( sempre con fonte citata naturalmente)

  6. Bisognerebbe ringraziare personaggi come “Eureka”, che nella sua indefessa minchioneria ci dimostra tutta la validità del Principio di Archimede sul galleggiamento dei pesi, applicato alle tipologie umane: dimostrazione empirica che “gli stronzi restano sempre a galla”.
    Tuttavia, la collocazione dei personaggi in questione rimane di incerta definizione… ma lascerei stare la fisiognomica, giacché il più insidioso dei cretini si palesa più dagli atti che dalla faccia.
    A proposito, riporto la casistica elaborata a suo tempo da Umberto Eco ne “Il Pendolo di Foucault”:

    “Al mondo ci sono i cretini, gli imbecilli, gli stupidi e i matti.
    (…) Chiunque a ben vedere partecipa di una di queste categorie. Ciascuno di noi ogni tanto è cretino, imbecille, stupido o matto. Diciamo che la persona normale è quella che mescola in misura ragionevole tutte queste componenti, questi tipi ideali.
    Il CRETINO non parla neppure, sbava, è spastico. Si pianta il gelato sulla fronte, per mancanza di coordinamento. Entra nella porta girevole per il verso opposto.
    Essere imbecille è più complesso. È un comportamento sociale. L’imbecille è quello che parla sempre fuori dal bicchiere.

    (…) Lui vuole parlare di quello che c’è nel bicchiere, ma com’è come non è, parla fuori. È quello che fa le gaffe, che domanda come sta la sua bella signora al tizio che è stato appena abbandonato dalla moglie.
    (…) L’IMBECILLE è molto richiesto, specie nelle occasioni mondane. Mette tutti in imbarazzo, ma poi offre occasioni di commento. Nella sua forma positiva diventa diplomatico. Parla fuori del bicchiere quando le gaffe le fanno gli altri, fa deviare i discorsi.
    (…) L’imbecille non dice che il gatto abbaia, parla del gatto quando gli altri parlano del cane. Sbaglia le regole di conversazione e quando sbaglia bene è sublime. Credo che sia una razza in via d’estinzione, è un portatore di virtù eminentemente borghesi.
    (…) L’imbecille è Giocchino Murat che passa in rassegna i suoi ufficiali e ne vede uno, decoratissimo, della Martinica. ‘Vous etes nègre?’ gli domanda. E quello: ‘Oui mon general!’ E Murat: ‘Bravò, bravò, continuez!’
    Lo STUPIDO non sbaglia nel comportamento. Sbaglia nel ragionamento. È quello che dice che tutti i cani sono animali domestici e tutti abbaiano, ma anche i gatti sono animali domestici e quindi abbaiano.
    (…) Lo stupido può anche dire una cosa giusta ma per ragioni sbagliate.
    (…) Lo stupido è insidiosissimo. L’imbecille lo riconosci subito (per non parlare del cretino), mentre lo stupido ragiona quasi come te, salvo uno scarto infinitesimale. È un maestro di paralogismi.
    Il MATTO lo riconosci subito. È uno stupido che non conosce i trucchi. Lo stupido la sua tesi cerca di dimostrarla, ha una logica sbilenca ma ce l’ha. Il matto invece non si preoccupa di avere una logica. Procede per cortocircuiti. Tutto per lui dimostra tutto. Il matto ha un’idea fissa, e tutto quel che trova gli va bene per confermarla. Il matto lo riconosci dalla libertà che si prende nei confronti del dovere di prova, dalla disponibilità a trovare illuminanzioni.

    Umberto Eco
    Il pendolo di Foucault
    Bompiani, 1988.

    Sulle foibe, che rispondono al più classico principio di causa-effetto, bisognerebbe leggere il diario, ovviamente introvabile, di don Pietro Brignoli, cappellano militare al seguito delle truppe italiane d’occupazione in Jugoslavia… Fa sempre un certo effetto apprendere come gli ufficiali della Wehrmacht biasimassero gli italiani (che una vulgata assolutoria vuole “brava gente” per definizione) per i loro ‘eccessi’ durante le operazioni di rappresaglia.
    Ma tant’è, si tratta di tempo e fatica sprecata giacché i papiminkia sembrano rispondere ad una non-logica parallela, che si fonda più che altro su istinti primari e irrazionali, dall’impronta pavloviana.

  7. Vorrei notare (se me lo concedi in cambio della stima che ti porto) che gli argomenti che introduci sono la quintessenza della rappresentazione del mondo che ha nella naturalizzazione (aristocratica e fascista) delle differenze il centro della propria logica.

    E’ un senso comune che io, te e ribelle sicuramente detestiamo. Leggendovi mi è tornato tristemente in mente il lessico che i giornali borghesi di fine secolo usavano per descrivere gli scioperi operai. Da un giornale clerical-conservatore di Friburgo (1890): “La piazza del municipio […] è presto invasa da una folla ostile accorsa dai bassifondi della città […]” “Nei giorni di rivoluzione si vede salire in superficie una feccia di cui non si sospettava l’esistenza”. “Questi avanzi di galera dalle facce da patibolo e gli “hapaches” usciti dalle loro tane si mescolano alla gente per bene”.

    Sono gli imbecilli che si ribellano a un ordine oggettivo, dato, inscalfibile, gli stolti che osano alzare la testa, gli stupidi o cretini che non hanno ancora imparato chi comanda… non è difficile dimostrare con argomenti logici o paralogici l’esistenza degli imbecilli, basta avere un criterio e renderlo plausibile. Solo che questo criterio è stato usato fin qui contro di noi.

    Detto questo, il bersaglio su cui puntate è il mio: è noto quale fu il comportamento della soldataglia repubblichina in Slovenia e di più quello dei fascisti in patria. Che le gesta della Wehrmacht impallidissero al loro confronto ce lo raccontavano i nonni.

    • Il Ribelle Says:

      E’ tutto giusto quello che scrivi, comprendo la tua repulsione, a prescindere da chi la adotta, di un certo tipo di linguaggio (vedi il pound-grillo). Ma si arriva ad un certo punto che non ce la si fà più. Dopo aver ascoltato per anni insulti, ragionamenti strampalati, cazzate di vario tipo, rispondendo sempre e comunque con il politcally correct, mi sono stancato. Ho premesso: sto diventando come loro a furia di vere in mezzo allo sterco si comincia un pò ad emanare un cattivo odore, mi si concederà almeno un po di sfogo. Ad un certo punto ho cominciato a pensare: gli italiani sono tutti delle T.D.C. Devo dire che il mio giudizio era ingiusto ci sono tantissime brave persone, italiani, che mandano avanti questo paese…quindi ho aggiustato un pò il tiro: tutti gli italiani che votano a destra sono delle T.D.C.

  8. mi sfogo anch’io spesso e volentieri. Confesso e contraddittoriamente rivendico di aver usato anch’io le detestate categorie naturalistiche giusto un paio di mesi fa, quando nella mia città (sfortunatamente nota per l’avvio della marcia su Roma) si è tenuto un convegno celebrativo del novantesimo anniversario: http://scienzeumanegiudici.wordpress.com/2012/10/26/i-fascisti-perugini-rievocano-la-marcia-su-roma/
    D’altra parte, trop c’est trop. Ciao (scusa, sendivogius, mi sto decisamente allargando in questo spazio ospitale).

    • Di solito, mantengo un approccio più ironico e scanzonato rispetto all’amico “Ribelle”, pur comprendendone bene l’insofferenza e la rabbia.
      Personalmente, tendo a rifuggire dai biologismi e dagli stereotipi di genere, quindi apprezzo la tua osservazione critica…
      Ma alla lunga il desolante vuoto morale, l’insipienza culturale, la grettezza umana, che moltissimi dei ‘signori’ che si sentono in dovere di lasciare i contributi su questi miseri limbi virtuali, per non parlare dell’approccio quotidiano con i medesimi nel mondo reale, è semplicemente desolante.
      Incapaci di qualsiasi confutazione logica, ignoranti come le pigne ma di una presunzione assoluta, livorosi, meschini, arroganti… Puoi provare con la maieutica socratica, con l’ascolto passivo, con l’accondiscendenza, con l’analisi dei fatti oggettivi… Ma è la testa che si confronta sempre e comunque con la pancia. Non c’è scambio.
      E’ questo il pensiero della Destra?
      Della borghesia moderata e benpensante?
      Io non credo, o meglio, mi sforzo di pensare che non sia così. Ma a tutt’oggi l’approccio è questo. E questo spazio virtuale non fa certo la differenza: il 99% degli interventi di ‘diversa opinione’ (chiamiamoli così) consistono nell’invettiva, nell’insulto gratuito, nelle minacce e nelle maledizioni virtuali (i miei preferiti). Toccata e fuga. Se proprio riesci a spremere qualcosa, trovi solo appendici del berlusconismo, votate per natura al führerprinzip.
      Attendo smentite che finora non ho (ancora) avuto, se non con timidi interventi…
      Sono una persona molto paziente, mediamente tollerante… di certo non sprecherei mai la mia vita, perché un imbecille possa sputare le sue idiozie.
      Cerco di mantenere un certo stile, ma non concedo mai l’altra guancia… E solitamente non incasso nemmeno il primo colpo.
      Certamente, ripago sempre con la stessa moneta che mi viene offerta. E con i papiminkia proprio non sono in vena di saldi.
      Sostanzialmente, a ‘destra’ ancora devono metabolizzare la rivoluzione francese del 1789. Tutto quello che ne è seguito è un aggravio di “colpa”. E stanno sempre lì col ditino puntato, ad addebitarti rabbiosi tutti i mali del mondo. Appena possono, appena la circostanza storica glielo consente, applicano la soluzione a loro più congeniale (quella ‘finale’), dallo sterminio dei comunardi parigini nel 1871 ai desaparecidos delle dittature sudamericane. E ti rispondono che sono le circostanze storiche a richiederlo, che se errori ci sono stati sono sempre in buona fede e per una nobile causa. E tu devi capire, comprendere, tollerare, perdonare… fino al prossimo pogrom, la prossima strage, il prossimo golpe, la prossima discriminazione.
      Be’ da tempo, con questi ‘signori’, non sono più in vena di concessioni…

      P.S. Non potrebbe esserci presenza più gradita della tua, in simile spazio virtuale.

    • Il Ribelle Says:

      Carino, hai anche tu un blog, caspita una professoressa, plurilaureata! Be…il tuo viso non trasmette certo odio e livore, ma simpatia e autorevolezza. (non me ne voglia sendivogius ma un pò di fisiognomica non guasta mai).
      E poi ho una certa empatia con le professoresse…una volta ho conosciuto una donna e guardandola in faccia le ho detto: tu sei una prof di lettere! e lei sconcertata “ma come hai fatto!!!”
      Sai Gabriella, mi sono reso conto di una cosa vivendo a Roma. Noi immaginiamo che chi vota destra siano persone +/- benestanti che vogliono mantenere le loro ricchezze e guadagnare molto di più. In parte è vero. Ma la rivoluzione fascio-berlusconiana ha dato fiato alla parte peggiore della popolazione, i cosiddetti ignoranti arricchiti o gli ignoranti che vogliono arricchirsi in un modo o nell’altro. Mi capita spesso di sentire, lavoratori dei supermarket, gente che fà le pulizie, autisti dei corrieri che dicono: se ci fosse il duce farei il manager, faccio questo mestiere per colpa dei comunisti. E qui mi fermo.

      • grazie a entrambi dell’affetto e dell’ospitalità. Condivido i vostri commenti: personalmente non ho mai sopportato le forme trattenute e ipocrite del politically correct, ma questo ce lo siamo già detti.

        Ciò che invece tiene in allenamento costante la mia pazienza è il parlare quotidianamente a ragazzi che hanno assorbito finora solo la spazzatura di cui sopra. Conosco però altrettanto la frustrazione e la fatica del parlare con chi non condivide la propria enciclopedia e anche, nei casi particolarmente perniciosi, la tentazione di passare alle vie brevi ….

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