La coltura del riso

A quanto pare, tra gli alti funzionari dello ‘stato’ e gli esponenti di quella ‘società civile’ che tanto si riconosce nell’Italia del fare (fottere?), la vista delle macerie aquilane provoca irrefrenabili risate.
Fa piacere sapere che tra gli istituzionali esemplari della razza padrona sia così diffusa la coltura del riso… Ogni volta che qualcuno di Lor Signorie pensa al terremoto de L’Aquila viene infatti colto da una frenetica ilarità, non riuscendo proprio a trattenere l’eccitazione all’idea delle prospettive di carriera e di arricchimento che il sisma abruzzese sembra offrire a questo intraprendente sciame di mosche carnarie, mentre si fregano con cupidigia le zampe, pronti come sono a lucrare sulle disgrazie altrui.
È la copiosa cricca degli Schifosi, sempre in odor d’affari, che in questi ultimi anni abbiamo visto in processione dietro all’Uomo con la tua.
Sono quelli che vedono in ogni tragedia un’opportunità. Ne avevamo già parlato QUI.

Giovanna Iurato e Gianni Letta

Stando alle indagini che la riguardano, Giovanna Maria Iurato è un’altra di coloro che se la ride di gusto, tanto comica deve essere per la psiche di questi personaggi in cerca di promozione l’immagine delle persone rimaste schiacciate sotto le macerie delle proprie abitazioni, dopo che le sedicenti autorità li avevano imperiosamente rassicurati sull’assoluta assenza di rischi.
La dott.ssa Iurato, come tutti ormai sanno, nella fattispecie è stata il prefetto de L’Aquila (ai tempi del bunga-bunga) e da lei stessa amabilmente definita una città inesistente, che non c’e. Infatti, il capoluogo abruzzese è stato trasformato in un teatrino per la propaganda del papi nazionale: un altro di quelli che chiagne, fotte e ride, a ciclo interscambiabile secondo le esigenze della mimica elettorale.
L'Aquila - Berlusconi ai funeraliE c’è da dire che l’intraprendente Giovanna Maria sembrerebbe non essere da meno…
Appena nominata prefetto della città, fiuta subito l’aria e inscena la sceneggiata che reputa più consona al generale clima da farsa che aleggia sulla tragedia:
Compita”, mette subito in pratica i consigli di papà che è “uomo di mondo” ed evidentemente conosce bene il sottobosco dei cialtroni…
Si presenta quindi con un’enorme corona di fiori che gareggia in rotondità col prefetto mignon; con l’occhietto furtivo sbircia le telecamere e dunque, certa di essere ripresa, si esibisce in plateali gesti della croce come manco alle processioni dei flagellanti, accarezza le fotografie delle vittime del sisma e strizza lo sguardo furbo alla ricerca della lacrimuccia di circostanza. C’è da chiedersi se non nascondesse la cipolla nel fazzoletto. Quindi la bella mela melinda rotola ad incassare il risultato della recita pubblica: una intervista agiografica coi media e il titolone piacione sui giornali “Le Lacrime del Prefetto”. E se ne vanta al telefono (28/05/2010) a due giorni dall’insediamento con Francesco Gratteri, uno dei massacratori della Scuola Diaz, che evidentemente la conosce bene e insieme ridono di gusto per la pantomima ben riuscita.
La Porchetta è servita Originaria della provincia di Ragusa (è nata il 22/06/1955 a Santa Croce Camerina), Giovanna Iurato si laurea in Giurisprudenza (1978) e ottiene l’abilitazione forense nel 1980. Si specializza in lingua francese e diritto delle relazioni internazionali. Quindi passa in data imprecisata al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, entrando a far parte dell’organico degli Interni dove, oltre a Franco Gratteri conosce altri galantuomini alla stregua del prefetto Nicola Izzo già vice-capo vicario della Polizia, appena interdetto dai pubblici uffici per una storia di appalti e tangenti che coinvolge anche la ridente prefetta e consorte
Si occupa altresì di “problematiche riguardanti l’immigrazione nell’ambito del servizio stranieri del Dipartimento della Pubblica Sicurezza”. Scrive “testi sui temi della normativa antimafia, sulla sicurezza, sugli stranieri e sul coordinamento delle Forze di Polizia. Ha maturato una vasta esperienza nel campo della formazione, ed ha svolto attività di docenza in corsi, seminari e convegni presso la Scuola di coordinamento delle Forze di Polizia e la scuola superiore.
La Iurato rimane sostanzialmente in stand-by fino al dicembre 2006, quando viene nominata prefetto e quindi commissario straordinario per il Comune di Civitavecchia.
Quindi prefetto de L’Aquila (26/05/10 – 04/11/12) per poi passare all’Ispettorato generale dell’Amministrazione presso il Ministero dell’Interno a Roma.
Ma sostanzialmente, come è possibile leggere dal suo curriculum istituzionale, il prefetto Iurato sembra concentrare i suoi incarichi direttivi nei reparti tecnico-logistici del Ministero, là dove si concentrano gli appalti pubblici e le casse dipartimentali, giacché:

«E’ stata dirigente della Divisione del servizio personale segretari comunali e provinciali della Direzione centrale dell’amministrazione civile, dirigente del Servizio impianti tecnici e telecomunicazioni, direttore del Servizio I dell’Ufficio di coordinamento e pianificazione delle Forze di Polizia, direttore dell’Ufficio concorsi e capo ufficio di staff dell’Ufficio contratti e forniture della Direzione centrale dei servizi tecnico logistici e della gestione patrimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.»

Per un ingeneroso capriccio del caso, il nome del prefetto Iurato ha la sventura di comparire a ripetizione ciclica, nell’ambito dei grandi appalti pubblici e le relative inchieste giudiziarie.
La signora compare tra i beneficiati della Lista Anemone: l’imprenditore romano che si occupa di ristrutturazioni gratis per potenti e compra super-attici con vista Colosseo all’insaputa dei ministri beneficiati dall’acquisto [QUI]. A sua volta, Diego Anemone è al centro di un “sistema gelatinoso” che coinvolge pezzi pregiati dello Stato, esponenti dell’ex governo Berlusconi ai massimi livelli, e un ricco gotha di imprenditori interessati alla gigantesca torta miliardaria delle “Grandi Eventi”. Nel nostro piccolo, ne avevamo parlato QUI.
L'uomo che ride. (The Man Who Laughs). 1928, regia di Paul LeniInsieme al prefetto Izzo, è indagata dalla Procura di Napoli per il sospetto di aver aver pilotato gli appalti inerenti la realizzazione del Centro Elaborazione dati Nazionale del Viminale, col relativo trasferimento degli archivi informatici nel capoluogo partenopeo e affidato per vie poco chiare all’Elsag-Datamat, azienda consociata dell’universo Finmeccanica, sotto la supervisione di Giovanni Grazioli (il marito della Iurato).
La dirigenza della Elsag è a sua volta indagata per gli appalti inerenti l’assegnazione della gestione dei sistemi informatici al G8 de L’Aquila e per tutta una serie di problemini inerenti la costituzione di fondi neri che hanno coinvolto i vertici di Finmeccanica. Ne abbiamo parlato in dettaglio QUI.
Non per niente il bravo Nicola Izzo si preoccupava, tra le altre cose, di raccomandare la figliola per un posto certo in azienda.
Ovviamente, siamo certi che dallo Stato i suoi servitori non avranno nulla da temere… La prefetta potrà dunque continuare a ridere in allegria col resto della banda istituzionalizzata.

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4 Risposte to “La coltura del riso”

  1. Arte dell’inchiesta e gusto della denuncia, ma lo sai che sei proprio bravo?

  2. Emanuele Says:

    A me sembra più un vecchio sinistroide rancoroso e nichilista.

  3. Grazie per i complimenti ed un saluto ad Emanuele, al quale mi permetto di precisare: sono molto più giovane di quanto tu non creda e soprattutto non è che sono “sinistroide”… sono proprio di SINISTRA quella “massimalista” e “radicale” ed “estrema” che smuove tanto le viscere a quei papiminkia che, insieme a questurini in incognito, buffoni in camicia verde, e nazistelli di stronzfront, ogni tanto vengono qui a rilasciare le loro fumiganti spremute di lombi.

    • E sicuramente i tuoi scritti saranno al primo posto nell’ indice delle letture proibite , nelle residenze della ” grande” famiglia
      detta anche Compagnia delle Opere….

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