Un nano in fuga

Se mi vuoi bene, scrivi il mio nome sulla scheda elettorale
Silvio Berlusconi – (10/05/2011)

Ma che sberla colossale! E adesso chi glielo spiega al piccolo führer brianzolo, trincerato nel suo bunker, afflitto da una evidente carenza affettiva?!?
Il popolo non lo ama più. I kommunisti dilagano ovunque. Persino la fortezza di Arcore si è consegnata all’orso bolscevico. E già i cosacchi dell’Armata rossa pascolano i loro cavalli nei giardini della reggia imperiale.
Col coraggio che lo contraddistingue, è un pornonano in fuga. Per il momento è scappato in Romania (neanche fosse Ceauşescu!) in attesa di ottenere asilo politico nelle Russie dell’amico Putin e del compagno Lukashenko.
Come quei vecchi libidinosi dai trascorsi opachi, che quando non adescano ragazzine minorenni, non fanno che ripetere in continuazione le stesse cose, persi nel delirio delle loro ossessioni, ci aveva ammorbato per tutta la campagna elettorale col “pericolo rosso” e ora si ritrova col nemico alle porte… Di casa. È panico generale tra la servitù domestica, che rischia seriamente di rimanere disoccupata in vista dell’imminente licenziamento. E le conseguenze non si faranno attendere neanche per quell’altro cerebroleso secessionista, coi suoi energumeni in camicia verde.
Bossi e Berlusconi, due avanzi da ospizio sul viale del tramonto nel paese delle meraviglie: rappresentazione ideale delle loro fantasie senili, ma lontanissima dai problemi dell’Italia reale. E presto dovranno pure fronteggiare la resa dei conti, tutta interna alla loro corte, sopravvivere alla notte dei lunghi coltelli, e alla defezione dei pretoriani che già affilano i pugnali mentre si preparano all’incombente deflagrazione che precede la dissoluzione.
Non c’è trippa per gatti né per “grilli”.
Dimostrazione pratica che la ‘Sinistra’, quando smette di rincorrere il fantomatico centro, vince!

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3 Risposte to “Un nano in fuga”

  1. MarioCircello Says:

    A questi, che si vantavano di essere uomini “con le palle”, ricorderei quanto diceva mio nonno: “Se una mattina ti svegli ed hai quattro palle, occhio… il nemico è alle spalle!

    Caro Sendivogius, ora non ci resta che sperare, che la sinistra – oltre ad iniziare a dire cose di sinistra – inizi a fare cose di sinistra (e come giustamente hai sottolineato tu, si ricordi che la sinistra, non può essere centro), partendo da quello che è attualmente uno dei più grossi problemi della gente, cioè, dal ripristinare i diritti dei lavoratori, smantellati da questa banda di farabutti. Questo solo per pragmatismo, poiché personalmente non amo, non credo e non mi identifico per nulla, nella schiavitù del lavoro e condivido pienamente l’analisi di Paul Lafargue nel suo “Il diritto alla pigrizia”:

    “Una strana follia si è impadronita delle classi lavoratrici nelle nazioni ove regna la civiltà capitalistica… Questa follia è l’amore per il lavoro, la morbosa passione per il lavoro, spinta fino all’esaurimento delle forze vitali dell’individuo e della sua progenie. Invece di reagire contro una tale aberrazione mentale, i preti, gli economisti, i moralisti hanno santificato il lavoro. Uomini ciechi e limitati, essi vogliono essere più savi del loro Dio; deboli e spregevoli, hanno voluto riabilitare ciò che il loro Dio aveva maledetto. Io, che non mi professo cristiano, economista o moralista, non posso fare a meno di mettere a confronto il loro giudizio con quello del loro Dio: i precetti della loro morale religiosa, economica e libero-pensatrice, con le spaventose conseguenze del lavoro nella società capitalistica. In essa, il lavoro è la causa di ogni degenerazione intellettuale, di ogni deformazione organica”

    Gioisco di questo risultato elettorale, sperando in un vero cambiamento, che inizi dalla riumanizzazione dell’Italia – e soprattutto degli italiani – che il berlusconesimo ha trasformato in egoisti patologici.

    Ciò che più attendo è vedere di cosa sarà capace De Magistris in quel di Napoli, poiché nutro molta stima nei suoi confronti, nonostante da più parti siano stati insinuati dubbi sulla sua vera natura – anche dai suoi ex amici (vedi Grillo) – ed ora avremo finalmente l’occasione per vederlo all’opera, così vedremo di che pasta è fatto.

    Un abbraccio…

  2. La riscoperta dei piaceri dell’Otium, che è alla base della denuncia di Lafargue, è secondo me uno dei migliori antidoti alle nevrosi ed alle alienazioni consumiste di una società sempre più disumanizzata, che divora sé stessa in una corsa impazzita.
    Personalmente, non mi aspetto cambiamenti epocali, con risultati eccezionali. Certo non in pochi anni. E’ l’errore che solitamente si fa ogni volta che la cosiddetta “sinistra” vince una tornata elettorale.
    Certo è doveroso aspettarsi un’amministrazione efficiente, soprattutto onesta, capace di governare (bene!) le città che hanno accordato la loro fiducia.
    A me la cosa che diverte in questo frangente è la zaccagnata sui denti che il pornonano si è andato pervicacemente a cercare con masochistica determinazione: voleva il referendum sulla sua persona, ha personalizzato l’intera campagna elettorale coi suoi deliri, e a forza di gridare ai “comunisti” se li è ritrovati (quelli veri) fin dentro casa, perdendo in tutta la Lombardia: Milano; Rho; Gallarate; Arcore; Pavia; Mantova…
    Finalmente si respira un po’ d’aria pulita.

  3. Carmela Piano Says:

    Lo stato sociale è ora struttuato in modo tale da assicurare le malversa zioni. Il denaro dei cittadini viene spudoratmente riversato in una greppia disponibile solo per i poteri forti e le clientele, a vantagtgio, spesso anche economico aggiiunto, dei politici. La sanità pubblica, ad esempio, è gestita in maniera disonesta e frudolenta, tale da trasformare gli ospedali in mattatoi, da garantire quasi nulla ai cittadini che hanno versato cospicui contributi nell’intero arco della loro vita lavorativa. Il diritto al lavoro è troppo negato specie nel Sud. Non si vive in uno stato di diritto. L’oppressione esercitata in danno del Mezzoggiorno è insostenibile ed inaccettabile. Sono queste ottime ragioni per convincere la sinistra tradizionale ad esercitaree il dovere di rappresentanza. Se non lo fa, scompare. Il malgoverno subito è osceno. E la masnada dei politicanti di maggioranza si stupisce che perde?

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