Romanzo Criminale

Nella Milano da succhiare degli appalti milionari, delle gigantesche commesse pubbliche dell’Expo 2015 e dei consigli d’amministrazione, è chiaro che a preoccupare di più i salotti piduisti della (dis)turbata borghesia meneghina sono il sovversivo Giuliano Pisapia e lo sventolio (tutto presunto) delle “bandiere rosse” dei feroci leoncavallini, terrore delle portinaie e degli spritz party sanbabilini.
Non per niente, il mitissimo avvocato accusato di ogni nefandezza possibile, passata e futura, è l’inconsapevole ‘quinta colonna’ dell’occulto comitato rivoluzionario dei soviet milanesi. Processato, condannato e crocifisso, dagli ultragarantisti dell’impunità ad oltranza e dagli sgherri del moderatissimo Giornale padronale, sguinzagliati nella loro missione preferita: fabbricare le patacche più infami, frugando nelle fogne delle loro ossessioni fetenti.
Suo malgrado, l’innocuo Pisapia è assurto a protagonista involontario di un Romanzo Criminale tutto ambrosiano, con la patrizia Letizia ed il Dandy delle Orgettine, Satana in mimetica ed il Nosferatu feticista della coprofagia, nella Milano di Cosa Nostra e roba sua, considerata un proprio possedimento personale da padron Silvio… Sono gli esemplari ordinari di quel Partito dell’Amore (a pagamento) che sprizza veleno da tutti i pori, coerente con l’unico sentimento che gli è in realtà congeniale: l’odio… il terrore atavico e furente di chi teme di perdere un potere assoluto che ritiene gli sia dovuto per diritto naturale, per la difesa del quale nessuna calunnia potrà mai essere abnorme.

È allora Pisapia l’estremista “amico dei terroristi” (sic!) mentre il rassicurante ministro Benito La Russa, assai attivo nella campagna milanese, è l’indiscusso modello di moderazione [QUI] nonché campione di una destra notoriamente legalitaria che ama l’ordine e la polizia [QUI]
È Pisapia il ladro d’auto “che viveva nel brodo di coltura del terrorismo” secondo le deliranti affermazioni dell’ineffabile Giorgio Stracquadanio, che invece nulla ha da eccepire sull’intreccio perverso che lega il delitto di Giorgio Ambrosoli e la strategia della tensione alle trame della Loggia P2: associazione di galantuomini dalla quale proviene buona parte dell’attuale e passata classe dirigente ‘moderata’ (S.Berlusconi; M.Cicchitto; P.Fiori; G.Selva…) e del gotha imprenditoriale, incluso l’onnipotente Luigi Bisignani (tessera 1689) fino a poco tempo fa compagno dell’effervescente Daniela Santanchè.
È Pisapia il “matto” delle zingaropoli islamiche, secondo il sobrio ministro Bossi, che ancora non ha smaltito i fumi secessionisti, popolati da guardie padane e bergamaschi in armi…
Se questa è la normalità del moderatismo italiano… se questa è la sensibilità democratica dei “liberali e riformisti” in salsa littoria… se questa è l’essenza della “gente perbene”… allora una sola ‘rivoluzione’ non basta!

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9 Risposte to “Romanzo Criminale”

  1. dicksick Says:

    C’è sempre un limite alle balle: i milanesi, forse, se ne sono accorti. Sono davvero curioso di vedere i risultati del ballottaggio, soprattutto di vedere le conseguenze.

    • Una città che, nell’ordine, ci ha ‘regalato’: Mussolini e il fascismo; Craxi e il craxismo; Bossi e il leghismo; Berlusconi e il berlusconismo?!?
      Sei troppo ottimista… dubito che possa mai arrivare qualcosa di buono da Milano.

  2. dicksick Says:

    L’esasperazione si respira nelle strade. Almeno a Roma. Poi, Milano è Milano, d’accordo. Ma da quel che ho percepito, anche lì il livello di esasperazione è ai massimi storici (e stiamo parlando di una città che da circa 20 anni è amministrata dallo stesso colore). Staremo a vedere…

    • Se mi passi la metafora un po’ azzardata, Roma è un’isola “rossa” al centro di un mare nero chiamato Lazio.
      Alemanno è solo una sgradevole, e passeggera, parentesi… contro er Cicoria vinceva pure mio nonno!
      A tutti capita di fare delle cazzate nella vita e, alla fine dei giochi, del sindachetto barese non resterà poi molto, a parte le centurie nerissime di raccomandati che ha piazzato in ogni buco pubblico possibile.
      Milano è qualcosa di davvero diverso… Probabilmente sarò prevenuto e con troppi pregiudizi… tuttavia ciò che più ti colpisce è l’ipocrisia perbenista che trasuda falsità da tutti i pori.. la perenne puzzetta sotto il nasino infarinato, che a Roma fai fatica a trovare persino nella più snob delle signore parioline.. un razzismo strisciante, pervasivo, e sordo che penso possa rivaleggiare con un klansman del Mississipi…
      A Milano l’esasperazione si è frequentemente nutrita di suggestioni poliziesche, paranoie securitarie, infatuazioni autoritarie, che a Roma sono più che altro febbriciattole momentanee destinate a passare in fretta come i malanni di stagione, mentre al Nord troppo spesso si strutturano in malattia permanente a livello endemico.
      Roma è una città anarcoide che sopporta il potere fintanto che le rimane estraneo. Milano è una città che ama l’ordine, ma aborre i controlli, e alla funzione pubblica predilige il bargello.
      A Roma, “morto un papa se ne fa un altro”, nell’indolente indifferenza dei Quiriti col loro cinismo beffardo; ma a Milano, scomparso un Duca è fondamentale trovare immediatamente un nuovo sostituto, perché c’è sempre una minaccia interna da sventare ed un nemico esterno da combattere. Al contrario di Roma, che galleggia nelle reminescienze dei suoi fasti antichi, e a niente sembra dare importanza, Milano è una città che si prende enormemente sul serio. Si crede “capitale morale” perché opulenta, e in tal modo confonde moralità con ricchezza finendo col sacrificare la prima in nome della seconda.
      Pisapia potrebbe anche diventare sindaco, ma temo non riuscirà a cambiare la pancia profonda della città. Potrà forse mettere in quarantena gli umori più deleteri… Ma vedrai che primo o poi il ventre meneghino sfornerà un altro “uomo della provvidenza”, scegliendo come sempre il suo Barabba nazionale.

      • dicksick Says:

        Hai fornito una descrizione di Roma che è molto attinente, dalla prima all’ultima parola (a Roma sono nato e vivo). Milano non la conosco così bene, ma se si parla di cambiamento, o perlomeno ci si spera, sarà necessario anche sperare in quell’inedito gesto di scrollarsi dalle spalline quella polverina chiamata malaffare. E sperare che il cambiamento arrivi sul serio. Altrimenti… beh, rimane la contestazione, o forse neppure quella, come è testimoniato dal video pubblicato su qualche quotidiano online di quella contestatrice della Moratti a cui sono stati chiesti i documenti da agenti in borghese. Vista quella scena, sembra che il futuro da “Grande Fratello” immaginato da Orwell, e rielaborato da Terry Gilliam e Alan Moore (tanto per fare due nomi) sia proprio alle porte, o sia già entrato.

        • E infatti le attinenze non mancano… Ancor più che nell’universo burocratico e alienato di “Brazil”, sono inquietanti le analogie con la graphic novel di A.Moore e David Lloyd: molto più di quanto sia riuscito a rielaborare la versione cinematografica di “V for Vendetta”. La similarità del nostro Pornonano con Adam Susan è semplicemente sconcertante!
          Milano sarebbe una delle città più “moderne”..”intelligenti”..e “dinamiche” d’Europa….
          Ora, io mi chiedo in quale città occidentale degna di questo nome potrebbe mai attecchire una propaganda così becera, pompata dalle accuse più surreali in una chiasmo crescente che sembra non conoscere più pudore, avendo perso ogni decenza: dopo aver accusato Pisapia di essere l’Anticristo e il capo occulto di Al-Qaeda, ci manca solo lo si accusi di aver crocifisso Gesù Cristo e siamo al completo!
          Si è arrivati a ingaggiare persino vecchie baldracche che simulano cadute in zona di rigore e costruirci sopra campagne (pseudo)giornalistiche, che non hanno epigoni nemmeno andando a sfogliare le edizioni degli anni ’30 del Völkischer Beobachter.
          Tanto per dire, a Roma la moschea (la più grande d’Europa) è stata realizzata più di 20 anni fa senza scandalo né troppi clamori. A Milano (nel 2011!) la sola idea fa precipitare la cittadinanza in una sorta di psicodramma collettivo.
          Nichi Vendola è il governatore (al II mandato) di una regione dall’anima conservatrice come la Puglia. Pindarico affabulatore della complessità contemporanea, cattolico praticante, è un esteta della non-violenza. E viene descritto come una specie di Pol Pot, apostolo del satanismo.
          Su Pisapia (un ex sottosegretario alla Giustizia) si è già detto tutto il male possibile.
          Non parliamo poi delle “zingaropoli” e tutto il lugubre corredo.. con Carlo Giovanardi che paventa un’invasione di froci a Palazzo Marino!
          In quale altra città d’Italia (a sud del Po) sarebbe soltanto immaginabile poter portare avanti simili argomentazioni, sperando di trovare consensi?!?
          Accade a Milano. Ed evidentemente ha i suoi convinti estimatori. Il bello è che si reputano “moderati”. Cazzo, il vecchio Hitler era un progressista ultra-democratico al loro confronto!
          Se questa è una delle metropoli più importanti e cosmopolite del Nord, allora c’è un serio problema di natura psicologica che sembra investire la quasi totalità del Lombardo-Veneto (dal quale infatti proviene quasi il 60% dell’attuale compagine governativa), estraniato in un limbo sospeso di furori medioevali, in uno stato allucinatorio permanente.
          Nessuna crisi, nessuno scossone sociale, può spiegare (e tanto meno giustificare) una simile dissociazione mentale e regressione culturale, che investe appieno la sfera del patologico.
          Questi stanno fuori dal mondo e in cuor loro lo odiano!

  3. fra l’altro il ladruncolo (a detta di Bat Lety) Pisapia ha anche sventato un furto d’auto ;)

    P.S. Ma da dove deriva il tuo nickname? O te l’avevo già chiesto?

    • Ti rivelerò il mio piccolo “segreto”..:) al momento della registrazione del blog su wordpress, ero a corto di fantasia e così, visto che al mio pc da tavolo ho dato il nome di Abulafia (in omaggio al “Pendolo di Foucault” di U.Eco), tanto per rimanere in tema, ho scritto il primo nome che mi veniva in mente pensando a Michael Sendivogius: eccezionale figura di alchimista, filosofo e medico polacco, vissuto tra il XVI ed il XVII secolo.
      Doveva essere un nick provvisorio.. poi, già che c’ero, ho deciso di tenermelo..:)

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