1° MAGGIO

Nell’Italia dei senza lavoro e della crisi infinita è festa grande.
Finalmente restituito alla sua vera natura medioevale, un intero Paese è fermo nelle celebrazioni pubbliche dell’enorme autodafé pontificio: la più grande operazione commerciale a profitto ecclesiastico, mai organizzata dai tempi delle indulgenze giubilari.
In concomitanza con una delle poche feste laiche della Repubblica, rottamata in nome del profitto e per le tasche dei bottegari, si sovrappone la beatificazione del papa polacco, amico di dittatori e gran protettore dei pedofili (purché in tonaca), restauratore del potere temporale dei pontefici e campione della conservazione più intransigente. Però è stato un papa fotogenico, abile nell’autopromozione, e tanto basta a considerarlo “buono”.
Aperto ad ogni modernità, tanto per dire, è stato capace di istituire una commissione di studio per confutare (negli anni ’80!) la validità delle teorie di Galileo e valutare un’eventuale revisione della condanna. Ancora non era convinto..!
L’ennesimo revival sanfedista di una superstizione necrofila, fondata sull’esposizione di pezzi di cadavere, con l’adorazione di secrezioni ed umori colliquativi morbosamente conservati, è l’occasione per ribadire in pompa magna la supremazia del Papa-Re sul “giardino” italiano. Non per niente il piccolo imperatore è corso a presentare formale atto di sottomissione al primato del papato, seguito da tutto il resto dell’arco istituzionale.

TRIPOLI BEL SUOL D’AMOR…
 Con spirito cristiano, le città libiche vengono benedette da una provvidenziale pioggia di bombe (però intelligenti) e in nome dell’accoglienza si respingono i profughi che si vorrebbero liberare da una feroce tirannia.
Come il generale von Clausewitz, il presidente Giorgio Napolitano ci ricorda, a modo suo, che “la guerra è una naturale prosecuzione della politica”… per l’esattezza, “un’evoluzione naturale”. Un ottimo modo per festeggiare il centenario della Guerra di Libia (1911-2011). Del resto abbiamo un’eccellente copertura giuridica perché, come gli antichi romani, noi aborriamo le iniusta bella.
Per questo i bombardamenti italiani (su una nostra ex colonia) sono cominciati con l’autorevole avvallo presidenziale, mai così solerte, prima ancora che se ne potesse discutere in Parlamento, in nome della sacra risoluzione n.1973 dell’ONU, mentre già si sussurra l’invio di truppe di terra. Peccato che la risoluzione delle Nazioni Unite non contempli l’eliminazione fisica del rais e lo sterminio della sua famiglia, non autorizzi l’uccisione dei suoi figli e dei suoi nipoti con attacchi notturni alle loro abitazioni private, non preveda la distruzione delle stazioni televisive del regime e delle infrastrutture.
Si tratta di gravi violazioni al mandato originario, che conferiscono agli attacchi l’infame natura di rappresaglie terroristiche. Tuttavia, questo il presidente Napolitano ha omesso di ricordarlo.
E del resto la situazione libica avrebbe richiesto un minimo di prudenza…

Innanzitutto, dopo mesi, non si è ancora ben capito chi siano i nuovi referenti politici… il fantomatico consiglio di Bengasi?!? L’ex ministro degli interni (un fedelissimo di Gheddafi) passato alla causa degli insorti insieme ad alcuni militari caduti in disgrazia?
A tutt’oggi, in Cirenaica non esiste un direttorio unificato; si ignorano chi siano questi “ribelli” né si conosce una linea programmatica precisa e soprattutto condivisa.
Manca completamente un vero centro di coordinamento, tanto meno  è stato costituito  un credibile governo provvisiorio. Ogni centro abitato e regione insorta ha il proprio consiglio cittadino improvvisato ed i vari comitati si muovono disordinatamente per proprio conto, irrimediabilmente divisi tra appartenenze claniche e gelosie tribali.
Se questa è la situazione politica. Ancora peggio è la realtà militare… qui mancano anche le basi minime e le più elementari nozioni di combattimento:
 1) I combattenti improvvisati ci hanno messo un mese per capire che i pick-up bianchi in mezzo al deserto sono un bersaglio ideale per qualsiasi artiglieria e che quindi andrebbe improvvisata un minimo di mimetizzazione. Soprattutto non ci si muove asserragliati in mandrie tanto per farsi coraggio o incitarsi a vicenda. Non parliamo poi di formazione a ventaglio, disposizione allargata, e altre cosucce che a quelle latitudini sembrano fantascienza.
 2) Qualcuno deve aver spiegato ai ribelli che le armi vanno tenute pulite e ben oliate. E giustamente abbiamo assistito a scene dove le mitragliatrici calibro 50 venivano lavate con acqua e sapone e gli AK-47 impastati di grasso. Il sistema migliore, e più rapido, per renderli inutilizzabili.
 3) Non esiste alcuna logistica, né un comando unificato, nessun piano strategico. Ci si muove alla spicciolata, secondo l’ispirazione del momento; si sparacchia a casaccio, possibilmente davanti alle telecamere; ci si mobilita secondo il capriccio del giorno, né si concordano gli obiettivi con gli altri gruppi di combattimento, tanto meno ci si preoccupa di segnalare gli spostamenti. Non esistono ponti radio, né un sistema di comunicazione e coordinamento delle varie unità.
Come risultato immediato, è facilissimo incorrere nel cosiddetto “fuoco amico” e farsi annientare dalle sortite a sorpresa degli irregolari governativi.
Ne consegue che il prossimo ed inevitabile passaggio successivo ai bombardamenti su scala tattica della NATO sarà l’invio di una forza militare d’occupazione (o d’interposizione che dir si voglia), ad integrazione dell’inconsistenza politica e militare dei nostri nuovi “alleati” libici. Ma questo il solerte Napolitano che tanto si è sbrigato a sottoscrivere l’attacco, tuffandoci in questo pantano, preferisce non dirlo; meno che mai il ministerume e parlamentarucoli di ogni colore, assiepati intorno al dicastero della guerra, tutti in ben altro affaccendati…
Evviva l’Imperatore!! Evviva il Papa-Re e pure il Papi-Re!!

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10 Risposte to “1° MAGGIO”

  1. Concordo con il post! E mi piace!

    Oggi (e non solo oggi…) occorre riscoprire la dimensione dell’essere umano quale essere operaio, ed operante! Beato sia allora l’Operaio…

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul blog Vongole & Merluzzi dove si parla proprio di questo..

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/01/beato-sia-loperaio/

  2. Sul Papa non dico nulla. A me basta solo questo per considerarlo un grande “uomo”.

    Poi di dubbi sul papato e la chiesa ne ho quanti ne vuoi! te ne dico uno: perchè a decidere della “santità” di un “uomo”devono essere altri “uomini”? Non dovrebbe spettare a Dio?
    E cosi via….

    Sulla scelta di bombardare “intelligentemente”, penso che si tratti dell’ennesima azione di propaganda di un governo allo sfascio che, contro il parere di alcuni dei suoi stessi componenti (vedi Lega), cerca con questi ignobili mezzi e a scapito di vite umane (quei ribelli che hai ben descritto, ma anche i nostri militari non rischiano di meno) di riprendere il consenso che “finge” di avere. Un esempio della finzione, i gruppetti di manifestanti, fans adoranti del Papi-Re (dietro lauta ricompensa), davanti alle aule dei tribunali.

    I miei complimenti come sempre per il post.
    A presto.
    Fabio.
    (riconosco che il mio nick è troppo lungo, quindi ti facilito il compito per la risposta svelandoti la mia reale identità! :D )

  3. Carissimo Fabio,
    Conoscevo già il tuo nome e, presumibilmente, anche il tuo anno di nascita… Li posso infatti dedurre entrambi dal tuo indirizzo di posta elettronica.. Ma lascio sempre le presentazioni agli ospiti, rispettando il riserbo sulle identità..:)

    In merito al tuo commento… Dopo l’indigestione da melassa agiografica di questi giorni, ho bisogno di una disintossicazione radicale… Perciò farò il “bimbo cattivo” e sarò molto “politicamente scorretto”… Perdonami!!

    Il ‘fu pontefice’ è stato un grande uomo perché ha espresso una pubblica condanna della mafia?!? Capperi!!! E gli ci è voluto tutto questo tempo alla Curia, per scoprire l’esistenza e la gravità del fenomeno mafioso? Stiamo messi davvero male!
    Ma il “beato” non era lo stesso papa che aveva messo il cardinale Paul Marcinkus alla guida della banca vaticana, lo IOR, e ne ha sempre coperto gli intrallazzi e gli affari opachi con la Banda della Magliana ed il Banco Ambrosiano di Roberto Calvi?!?
    Mons. Marcinkus non è lo stesso porporato e lo IOR non è la stessa banca che intrattenevano rapporti costanti con Michele Sindona?
    E lo stesso Sindona non era forse il referente nel mondo della finanza della famiglie mafiose dei Bontade e degli Inzerillo, nonché il collegamento con il clan Gambino negli USA?!? E sempre Sindona non è il mandante dell’omicidio (mafioso) di Giorgio Ambrosoli?
    D’altra parte, lo IOR approfittando del regime di extraterritorialità non riciclava i soldi, appunto, della MAFIA?!? E qual’era la principale entrata della mafia negli anni ’80, se non il mercato della droga???
    E con quei soldini (in nero) non venivano finanziati gli squadroni della morte in America Latina, in nome della nobile crociata anti-comunista?!?
    E il fedelissimo arcivescovo di Managua, Miguel Obando y Bravo, nominato poi cardinale dal beato Wojtila per ‘meriti sul campo’, non utilizzava i conti coperti dello IOR per girare i finanziamenti della CIA ai Contras nicaraguensi?!? La stessa CIA del resto rimediava i fondi, foraggiando il mercato della droga tra i negri di Harlem a NY, e vendendo armi di contrabbando all’IRAN di Khomeini (scandalo Irangate).

    E ciò è stato possibile perché lo IOR, tramite la Curia pontificia, e dunque per volontà papale, e soprattutto sotto il pontificato di Wojtyla, ha respinto sistematicamente la richiesta di rogatorie da parte della magistratura italiana che indagava sugli affari poco chiari e le relazioni pericolose della sua principale struttura finanziaria. Così come ha sempre rifiutato la sottoscrizione delle normative che regolano gli istituti bancari, in nome dell’eccezionalità vaticana.
    J.Ratzinger, tanto per dire, appena divenuto papa ha azzerato i vertici della banca (banda), promosso una commissione interna, e accettato i regolamenti internazionali.

    Dunque ricapitoliamo: durante l’omelia agrigentina il pontefice lancia il suo anatema contro la “mafia”, in quanto entità astratta. Come organismo concreto invece non esita a stringere “affari” (e che affari!) con quegli stessi mafiosi che pubblicamente condanna, fingendo di ignorare l’origine di una immensa liquidità che, naturalmente, scorre nelle casse dello IOR attraverso canali sotterranei, per sgorgare “pulita” a prezzo di enormi commissioni per il pio istituto, fedeli al motto pecunia non olet.
    Come da proverbio: “predicano bene, ma razzolano male”.
    Le pubbliche condanne non costano nulla. Sono i fatti portati avanti nel privato che hanno un prezzo ben maggiore…

    Io il giorno della festa dei lavoratori, preferisco ricordare le decine di sindacalisti (Placido Rizzotto su tutti!), di contadini, di maestri elementari, ammazzati dalla Mafia nell’anonimato, nel totale disinteresse di “Istituzioni”, “Polizia”…e “Papi”!

    • ecco, anche se il Papi baciapile è sempre tanto solerte e pio nella sua cristianità, sembrava un tantino stanco ieri.

      Comunque queste rivelazioni su Karol, quando hanno cominciato a dischiudermi un po’ gli occhi, mi hanno alquanto scossa. E’ stato il papa della mia infanzia, mi ero abituata a vederlo come personaggio buono (per colpa di una luuuuunga tradizione religiosa, per approfondire vedi qui http://vitainpillole.wordpress.com/2010/06/16/cercasi-teologo-disperatamente-va-bene-anche-uno-psicanalista/ ).
      A questo punto devo rivalutare Razinga Mazinga? Cielo.

      • :)A me papa Razzi non dispiace affatto… E, per quello che vale l’opinione di un blasfemo miscredente, è molto migliore di quello che sembra.
        Certo, l’aspetto non l’aiuta (sembra l’imperatore Palpatine vestito di bianco!)… in quanto a comunicazione è un disastro… ma è molto meno “politico” e “conservatore” di quanto venga descritto…

    • Certo che ci sei andato giù pesante! :D
      La storia della IOR la conoscevo già. Nonostante questo non cambio il mio giudizio. Che ci posso fa’? Non riesco ad odiarlo, forse per le stesse motivazioni di Lindy.
      Condivido comunque la tua idea sulla festa dei lavoratori e sul fatto che tanti sindacalisti,contadini, maestri, giudici, giornalisti (PIPPO FAVA su tutti) uccisi dalla mafia nella mia terra (si, sono siciliano e questo un email non te lo può far capire ahah ;)) siano stati completamente dimenticati, il che equivale ad averli ammazzati un altra volta.
      Ma non per questo mi sento di criticare la chiesa perchè ha deciso di beatificare un “uomo” (che prima di essere prete ha conosciuto il lavoro duro, e poi durante il pontificato ha anche appoggiato il primo sindacato polacco) nel giorno dei lavoratori. Non facciamo lo stesso sbaglio di altre feste (tipo quella “della donna” o “della repubblica”). Non basta un solo giorno (come non basta un solo discorso, ovviamente) per cambiare le cose. Ma gli altri 364.
      E il discorso di Wojitila nel ’92 dopo gli attentati a Falcone e Borsellino, (anche considerando tutto quello che hai detto sulla IOR che sottoscrivo in pieno) è servito alla lotta alla mafia, per svegliare alcune coscienze assopite, molto di più di un Berlusconi (tanto per citare il primo che mi viene in mente :)) che definisce EROE il mafioso che si teneva in casa. Ripeto nonostante tutto.

      Ti rinnovo i complimenti perchè anche quando sei “cattivo” non ti si può dire nulla di “cattivo”. Ogni tuo intervento è impeccabile, precisissimo e certamente molto utile. Quindi non c’è proprio nulla di cui dovrei perdonarti! ;)

      Alla prossima.
      Fabio.

  4. Troppo buono e troppo generoso..! Non c’è onore più grande che un simile attestato di stima, specialmente se proviene da persone intelligenti e di grande sensibilità… Grazie Fabio!

    sono siciliano e questo un email non te lo può far capire

    Dalla e_mail no, ma dall’indirizzo IP sì..:))) E poi era evidente da alcuni post pubblicati sul tuo blog (per esempio: “L’Italia che odio è l’Italia che odia” – 29 Marzo)… Io sono un lettore molto attento e, quel che è peggio, ricordo (quasi) tutto e memorizzo i dettagli in apparenza più insignificanti.

    null

    Ciò detto, io non “odio” il beato “W”… da non credente, osservo il ‘fenomeno’ dall’esterno e non posso fare a meno di cogliere certe contraddizioni e aspetti opachi, dei quali l’esaltazione mediatica e la visione agiografica corrente non tengono in alcun conto.
    A me, del pontificato di “W” non è mai piaciuto un certo attivismo politico, che sconfinava nella miopia ideologica (pure comprensibile vista la sua esperienza polacca). Una visione politica che poco aveva a che fare con lo spirituale e comporta pesanti ingerenze nel vissuto materiale di credenti e non, cattolici o meno che siano.
    Nella fattispecie, per riassumere al massimo, non ho mai condiviso la visione neo-temporalista con le continue intrusioni nella sfera sessuale del singolo e del profano: dalla sessualità alla contraccezione, dai diritti delle coppie di fatto all’educazione della prole, passando per una evidente omofobia.
    E non ho gradito l’ostracismo alle campagne si sensibilizzazione contro l’Aids e contro le politiche per una maternità più consapevole nel cosiddetto III mondo. Lo Stato del Vaticano ha una rappresentanza all’ONU e non esita mai ad usare il suo veto.
    Poi c’è lo scandalo abnorme dei preti pedofili, troppo in fretta rimosso e dimenticato….
    Né mi piacciono gli strali continui contro il “relativismo”, fino alla negazione dell’esistenza stessa di un’etica laica (bollata sprezzantemente come “laicismo”).
    null Posizioni riprese e perfettamente incarnate dal nuovo pontefice Benedetto XVI che però, al contrario di Wojtyla, possiede una forte preparazione dottrinaria e teologica, che interpreta in chiave conservatrice, ma non reazionaria come il suo predecessore. La teologia è una mia piccola passione e so di cosa parlo, senza entrare nelle specifico… Una minima contestazione puoi leggerla QUI..:)
    Ma in Wojtyla c’era un evidente anti-femminismo, alimentato da suggestioni misticheggianti e da una visione sostanzialmente cupa del cristianesimo, fermo ad una dimensione rurale e retriva, propria forse delle campagne polacche, ma in nette contrasto con la complessità della contemporaneità, a sua volta liquidata (e condannata) come “modernismo”…

    «Riemerge dunque una sorta di nostalgia delirante per la tradizione medioevale e riporta alla ribalta un diavolo che non è più la ‘privazione del bene’ di S.Agostino, ma il vero e proprio essere reale che appare nell’immaginario dell’Apocalisse e nella pittura demoniaca.
    Giovanni Paolo II, forse con una ingenuità più grossolana ma anche più pericolosa, è tornato più volte sull’argomento (…) Il diavolo è un angelo caduto e il peccato di Satana consiste nel rifiuto della volontà di Dio.

    (…) “L’abilità di Satana nel mondo è quella di indurre gli uomini a negare la sua esistenza in nome del razionalismo e di ogni altro sistema di pensiero che cerca tutte le scappatoie pur di non ammetterne l’opera” (13 Agosto 1986) , nel che è l’implicita demonizzazione di ogni forma di pensiero laico che rifiuti il tomismo e la teologia cattolica. Nella catechesi del 20 agosto 1986, questo pontefice fa resuscitare l’antico mito delle molteplici influenze di Satana nell’ordine della natura spirituale e della natura fisica, la quale proclamazione consente di dedurre la validità della teoria medioevale dell’origine demoniaca delle malattie e delle tempeste. Nell’omelia di Ferragosto tenuta nella chiesa parrocchiale di Castel Gandolfo, il drago dell’Apocalisse, tenta continuamente la donna, “moltiplicando nella storia dell’umanità il peccato e soprattutto cercando di allontanare l’uomo da Dio”, pronunziato che è un evidente rigurgito neomedioevale dell’antifemminismo dei trattati stregonici.
    Questo satanismo invadente ed autorevole interesserebbe ben poco il mondo laico, che dovrebbe doverosamente riconoscere che con tali dichiarazioni il papa fa, come si suol dire, il suo mestiere e, nell’attuale fase di neoconservatorismo e di reazione, rievoca le mitologia più retrive dei secoli passati. Ci troveremmo cioè in presenza di diatribe ed affari interni di una chiesa che non tocca, in linea di principio, la laicità e le conquiste dell’epistemologia scientifica. Ma, purtroppo, i pronunziati della chiesa vengono ad incidere, direttamente o attraverso le sue pesanti rappresentanze politiche, anche sulla condizione dei non cattolici e si insinuano, disgreganti e amorali, nell’etica e nei comportamenti con gravi conseguenze sulla vita civile. Il diavolo pontificio si ripresenta come una casella vuota, come un niente ideologico e mitico, che tuttavia l’uomo di chiesa ed il cattolico praticante e reazionario possono di volta in volta riempire delle loro fantasie emarginanti e della loro aggressività sadica. È proprio il furore teologico che ha portato per decenni, in nome della persistenza del diavolo nel mondo, a dividere maneisticamente l’umanità in redenta e condannata

    Alfonso Maria Di Nola
    “Il diavolo”
    Newton Compton; Roma 1994

    Di conseguenza non ho mai apprezzato le chiusure dogmatiche, fino alla restaurazione ultratradizionalista in una sostanziale revisione del Concilio Vaticano II (atto straordinario di una Chiesa aperta, restituita alla sua missione autenticamente sociale e più umana), da sempre visto con sospetto, percepito dal papa polacco e dal suo entourage più come una minaccia da neutralizzare, piuttosto che un’opportunità. Da ciò è scaturita una epurazione radicale di teologi e prelati non allineati col pensiero intransigente di Wojtyla. Come prefetto dell’Inquisizione, era Ratzinger ad istruire i processi canonici e predisporre le punizioni (mettendoci la faccia), ma era il pontefice (e cioè Woityla) a dettare le condizioni ed indicare le rimozioni.
    In tale solco, non va dimenticata la stroncatura senza appello della “Teologia della Liberazione”… Questo aspetto non è una considerazione peregrina, perché nella pratica ciò si è tradotto nell’appoggio incondizionato alle più spietate dittature militari che abbiano mai insanguinato l’America Latina.
    null

    Sono tutti aspetti non secondari di un pontificato complesso, ma completamente rimossi dalla vulgata ufficiale di acritica esaltazione.

    Sul processo di “beatificazione” invece non ho assolutamente nulla da eccepire: è una questione squisitamente religiosa, regolata dalle formule del diritto canonico, e strettamente connessa con le questioni della Fede.
    Poi ci possono anche essere aspetti di opportunismo politico, ma questo esula completamente sull’aspetto trascendentale dell’intero processo, che riguarda unicamente la sensibilità e la coscienza dei credenti.

    • “Dalla e_mail no, ma dall’indirizzo IP sì..:))) ” ahahahah sei un vecchio volpone allora!!! ;)

      Avevo previsto gli argomenti Aids, coppie di fatto e omosessualità. Ma mi verrebbe da risponderti : Era pur sempre un uomo di Chiesa, che ti aspettavi?
      Però comprendo le tue ragioni.
      L’aspetto anti-femminista del Papa mi suona inedito. Lo sconoscevo. M’informerò di più ;)
      Il collegamento Satana/donna non mi sembra sia proprio così automatico in tutti i cattolici, almeno in quelli sani (parlo per me, per dire, che non sarò il migliore dei credenti, ma non ragiono come nel medioevo!!), ma può darsi che mi sbagli.
      Mi stai presentando un immagine del Papa ancora più dura di quella che mi ero fatto, ma non nascondo che mi sono sempre poco interessato dell’aspetto “politico” del Vaticano, che ho iniziato a voler capire meglio solo da poco… quindi non aggiungo altro.
      Anche perchè so che mi risponderesti con un altro commento chilometrico e non voglio farti affaticare troppo un altra volta.
      Per adesso basta così! Rimandiamo il prossimo round a più in là! ok? ahaha :D

      Grazie comunque per questa bella chiacchierata (anche se solo virtuale purtroppo).
      E da oggi in poi starò attento a ciò che scrivo vista la tua memoria di ferro!!! ;)

      A presto.
      Fabio.

      Ps: appena avrò il tempo leggerò l’articolo che mi hai suggerito.

      • Stavolta sarò sintetico..:)
        Io ho un rispetto assoluto e incondizionato per i “cattolici adulti” e non sono affatto ostile ai sentimenti religiosi, anche se potrebbe sembrare il contrario. Non mi piacciono le manipolazioni che vengono fatte in nome della religione né le facili mitizzazioni. Cosa che nulla hanno a che vedere con la Fede.
        Il piacere assoluto di intrattenersi con persone come te dimostra non solo che Fede e ragione possono convivere armoniosamente insieme, ma anche che religione e politica possono essere due cose nettamente distinte.

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