Houston abbiamo un problema

 «Come un soggetto psicopatico, una corporation non può riconoscere né agire secondo principi etici che le inibiscano di nuocere agli altri. La sua natura giuridica non fissa alcun limite a quello che può fare agli altri nel perseguimento dei suoi scopi egoistici.
(…) La peculiare natura giuridica della corporation è la causa principale dell’illegalità endemica che domina il mondo delle grandi aziende. Il modello societario della corporation è intrinsecamente concepito in modo da sottrarre alla responsabilità legale coloro che ne detengono la proprietà e l’amministrano, facendo diventare la corporation una “persona” caratterizzata da una forma di disprezzo psicopatologico per i vincoli giuridici, il bersaglio principale di una eventuale incriminazione o procedimento penale. Gli azionisti non possono essere chiamati a rispondere dei reati commessi dalla corporation a causa della responsabilità limitata, il cui unico scopo è porli al riparo dalla legge. Gli amministratori a loro volta godono tradizionalmente della protezione derivante dal non essere coinvolti in via diretta nelle decisioni che possono condurre a commettere un reato. I dirigenti sono infine protetti dalla riluttanza della legge a perseguirli  come responsabili delle azioni legali delle loro aziende, tranne i casi in cui si possa dimostrare che siano stati loro le “menti” che hanno guidato tali azioni. Tali prove sono il più delle volte difficili se non impossibili da produrre, poiché le decisioni delle corporation costituiscono in genere l’esito finale di diversi input individuali.
(…) Non avendo “anima da condannare o corpo da castigare”, punire la corporation spesso non produce grandi effetti. Come lo psicopatico cui assomiglia, la corporation non si sente moralmente obbligata ad obbedire alla legge.
(…) Per una corporation l’osservanza della legge è come al solito una questione di costi e benefici.»

  The Corporation
  Joel Bakan
  2004, Fandango Libri

Immaginate cosa potrebbe accadere, qualora il proprietario unico e fondatore di una “corporation” assumesse il controllo diretto di una nazione… Immaginate che al suo management aziendale vengano assegnate le principali funzioni di governo… Immaginate che sia loro demandato il potere di promulgare leggi e deroghe, in pieno conflitto di interessi…
Gli effetti li conoscete già, per esperienza diretta e tuttora in corso d’opera, nell’anomalia tutta italiana.
Di solito, democrazie più mature, con opinioni pubbliche certamente più consapevoli della nostra, sarebbero molto più restie nel trasformarsi nella propaggine diretta di un grande potentato economico, abdicando ai propri diritti di cittadinanza per diventare funzionali agli interessi particolari di gruppi economici privati… In genere, le ‘grandi aziende’ preferiscono influenzare i governi con negoziati sotterranei, tramite la pressione di potenti lobby organizzate. Difficilmente si sostituiscono ad essi, con le debite eccezioni del III° mondo ed in certe dittature.
Per tutte vale però la medesima presunzione d’impunità, l’amoralità sistemica, la logica predatoria di uno sciame di locuste. È il caso della
British Petroleum, responsabile della più grande catastrofe ambientale di tutti i tempi. Il colosso petrolifero, al contrario di quanto va pigolando un inconcludente Barack Obama, probabilmente pagherà poco o nulla per le sue devastazioni nel Golfo del Messico. La dirigenza della BP è così preoccupata delle conseguenze che l’amministratore delegato della compagnia, Tony Hayward, ha pensato bene di partecipare col suo panfilo da 300.000 euro ad una regata velica lungo la costa britannica. La competizione è stata peraltro organizzata dalla JP Morgan, altro mostro bancario pesantemente coinvolto per lo spaccio massificato di CDO e “titoli tossici”, all’origine dell’attuale recessione economica i cui costi sembrano riguardare unicamente i lavoratori salariati ed i ceti più deboli.
Ma la BP sta davvero superando ogni peggiore aspettativa, con una serie di interventi demenziali, tanto inutili quanto perniciosi, mentre il suo buco aperto nel fondo dell’oceano continua a spruzzare spremuta di dinosauro a ciclo continuo, senza che la cosa desti grandi preoccupazioni.
Evidentemente, i top manager della compagnia non devono essere molto dissimili da quelli ferocemente ridicolizzati nel filmato che vi proponiamo. Di certo, le soluzioni adottate sono dello stesso tenore…

Purtroppo, non siamo riusciti a trovare un video sottotitolato; pertanto, per agevolare la comprensione riportiamo di seguito una sorta di bozza di doppiaggio:

Quartier Generale della BP:
Questo è il miglior piano d’intervento che abbiamo…

Non preoccupatevi: Si tratta solo di una piccola perdita su di un tavolo molto grande.

Credo che stiamo sottovalutando la quantità di caffé versata…

B: Sì, è solo un po’ di caffé
C: Però dobbiamo intervenire prima che raggiunga il mio portatile
D: Calma! Mantenete la calma.

Così distruggerà tutto il mio pesce

Oh ragazzi! Okay. Guardate questo.

Oh mio Dio! Sta intaccando la mia mappa della Lousiana!

Attenta! No, no, il pesce!!
 La mappa..! Il portatile..! Il pesce..!

 Aspettate, aspettate, Aspettate! Ho avuto un’idea brillante…

Okay, Jones credo che il pubblico stia incominciando a sospettare qualcosa…

 A: È tutto pronto.

 A: Dannazione! Non ha funzionato.

B: Oh mio Dio! Adesso dovremo davvero pulire tutto..

 A: Guardate: la spazzatura cadendo sui bicchieri di caffé impedirà alla macchia di espandersi.

 B: Adesso abbiamo caffé e spazzatura.

Aspettate! Ho un’idea.

A: Dannazione! Pensavo che avrebbe funzionato!
B: Forse l’effetto non è immediato. Lasciamo trascorrere tre ore e poi faremo le nostre valutazioni.

C: Le tre ore sono trascorse.
D: Per Dio! Era tutto quello che avevamo!

 Il rappresentante della Halliburton è qui

Signori… oh mio Dio!

 A: Voi siete in parte responsabili di questo. Ci avete fornito dei bicchieri in condizioni instabili.
 H: Oh no, no, no! Noi non abbiamo alcuna responsabilità. Halliburton non vuole saperne nulla di tutto questo. Noi ce ne andiamo subito via da qui.

 Ora fatela finita! Ho Kevin Costner al telefono… Lui sicuramente saprà cosa fare.

Costner: Quanto è grande la perdita?
BP: Molto vasta, Sig, Costner.
Costner: Avete una pallina da golf?
BP: Ho una pallina da ping pong
Costner: Bene, ora tiratela sulla macchia… Cosa accade?
BP: NIENTE

Costner: Allora, siete fregati!

La British Petroleum è la seconda compagnia petrolifera mondiale e principale fornitore di petrolio e gas degli Stati Uniti. Il 22 Aprile 1999, l’amministratore il capo della Company, sir John Browne, venne premiato per l’impegno della BP nella salvaguardia ambientale, in occasione della “Giornata mondiale della Terra”, presso il palazzo dell’ONU a New York.
Questo perché la BP ha una lunga tradizione di incidenti che vanno dalle sue installazioni nel Texas agli impianti di Prudhoe Bay, nell’estremo nord dell’Alaska.
Il 16 Luglio del 2001 la BP viene condannata per  “per aver deliberatamente omesso l’immediata notifica del rilascio nell’ambiente di sostanza pericolose”. Inoltre, alla compagnia sono stati più volte contestati programmi di manutenzione inadeguati, insieme alla presenza di valvole difettose e soggette a perdite, in deroga alle normative di sicurezza.
Questo perché:

“Nella visione pratica delle imprese, una sanzione pecuniaria è un costo addizionale. Un’attività vietata dalla legge non è inibita dalla minaccia di una sanzione, nella misura in cui i profitti previsti da quella attività superano l’importo della sanzione, moltiplicato per la possibilità di essere scoperti e giudicati colpevoli. Considerata l’entità media delle sanzioni, l’effetto di deterrenza è improbabile nella maggior parte dei casi. Tale considerazione è ancora più ovvia per ciò che concerne la recidività. La corporation, una volta giudicata colpevole e sanzionata, avrà semplicemente imparato a nascondere meglio le sue impronte”.
  (Prof. Bruce Wellig)

A voler cercare, i precedenti c’erano…
Ma questo è un particolare tipo di “emergenze” che ai politicanti solitamente non interessa.   

Homepage

Annunci

2 Risposte to “Houston abbiamo un problema”

  1. bel post, che mi ha chiarito un po’ le idee su questa vicenda assai tralasciata dai media italiani (e non solo)… il video è stupendo, forse sono più seri loro della vera BP.

  2. …Stabilire un ‘vincitore’ tra i due gruppi sarebbe davvero una dura lotta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: