LA CURA

 

“Cultura” è un concetto che presso certe latitudini politiche continua a rimanere inesorabilmente ostico. Sostanzialmente, è qualcosa di inutile. Altrimenti non si capirebbe come un Renzo Bossi, possa guadagnare (si fa per dire) 10.000 euro al mese come ‘consigliere regionale’. E comunque, non c’è competizione con Sandro Bondi, ministro per i Beni Culturali, che nomina l’amministratore delegato di McDonald’s alla direzione generale di Musei e Gallerie d’Arte, per la valorizzazione del Patrimonio Culturale. Tuttavia, l’incredibile ministro segna un record inarrivabile ponendo un parrucchiere 36enne, in odor di mafia, alla direzione dei lavori di restauro dei Grandi Uffizi.
Decisamente, si tratta di livelli ineguagliabili che nessun Gasparri, e tanto meno l’avv. Gelmini, per quanto dotati di tutti i numeri, potrebbero mai raggiungere.
Per usi e costumi, la Cultura resta minacciosamente aliena al ‘barbaricum’ di governo: le terre incolte dell’etno-nazismo padano e della cleptocrazia berlusconiana, dove la crapula si applica per decreto. In tempi non troppo remoti, simile feccia, al solo sentir nominare la parola cultura, metteva mano alla pistola. Oggi si limita ad un tratto di penna, ma il risultato non cambia…
 


«Ogni tanto il governo fa anche cose buone ed è giusto riconoscerlo. La Finanziaria, per esempio, ha identificato e punito la categoria che maggiormente danneggia il Paese, la più pericolosa per la democrazia. I lettori a questo punto penseranno agli evasori fiscali. Ma in quale paese vivete? Gli evasori sono brave persone, laboriose, creano reddito, soprattutto per se stessi, votano a destra. Per questo il governo li premia con un altro condono.
D’altra parte, è a favore dell’evasione fiscale che si fanno le manovre finanziarie.
Da quando Berlusconi è tornato a Palazzo Chigi, l’evasione è passata secondo i dati del ‘Sole 24 Ore’, da 100 a 120 miliardi l’anno. Venti miliardi in più. Che bisogna recuperare da altri. Anzitutto dagli insegnanti. Questi mascalzoni che riempiono la testa dei nostri figli di cognizioni inutili, culturame, latinorum e algoritmi. Quando potrebbero portare in classe un bello schermo ultrapiatto e sintonizzarlo per tutto il tempo della lezione sul “Grande Fratello”. Comunisti con il pallino dell’istruzione che rovina il popolo. A loro tocca giustamente il salasso peggiore della manovra: due miliardi di euro. Fra le nazioni del G-20 soltanto una ha capito che per uscire dalla crisi il passo decisivo è tagliare l’istruzione. Questa nazione siamo noi, è l’Italia. Lo diciamo con un brivido di orgoglio.
L’Italia ha un grande premier che ha fatto una montagna di soldi senza conoscere il Latino, Leopardi, e l’inglese, ma occupandosi in prevalenza di TV, donne e pallone. Senza contare l’altro genio della ministra Gelmini. Una che per tagliare ha un vero talento. Adesso vuole anche eliminare un paio di settimane a settembre e cominciare le scuole il primo ottobre, perché così, dice, si aiuta il turismo. Qualche azzeccagarbugli di sinistra potrebbe obiettare che nella nazione più turistica del pianeta, la Francia (una volta era l’Italia, ora quinta), le scuole cominciano a fine agosto. Altri potrebbero addirittura obiettare che in Italia ci vorrebbe un vero ministro dell’Istruzione. E perché mai? L’Italia ha già l’indice di scolarità tra i più bassi d’Europa. Basta ancora un piccolo sforzo per tornare alla felice condizione di analfabetismo di massa degli anni Cinquanta, gli anni che prepararono il boom economico.
L’unico ostacolo a questa straordinaria riforma è costituito da un milione e centomila insegnanti della scuola pubblica che si ostinano a fare il proprio mestiere.
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 Curzio Maltese
 04 Giugno 2010

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5 Risposte a “LA CURA”

  1. Midhriel Says:

    Bisogna riconoscere i meriti del nostro premier: oltre quelli che hai citato, c’è sicuramente l’abilità di scegliersi le amicizie “giuste”.

  2. 🙂 Be’ è dai tempi della P-2, quando frequentava a pieno titolo la famosa loggia di “galantuomini”, che il neo-duce si circonda di personale altamente qualificato. E le conseguenze si vedono!

  3. avevo letto anche io l’articolo di Curzio Maltese… e purtroppo non posso che essere d’accordo sullo svilimento culturale da Grande Pollaio…

  4. Forse bisognerebbe introdurre qualche faina dentro il recinto…

  5. Proporrò ai mei contatti questo blog

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