Una Settimana da Inferno

  Le parole sono importanti. Per questo abbiamo consacrato la settimana appena trascorsa ad un salutare silenzio, in attesa di trovare qualcosa su cui valesse la pena spendere qualche riga e confidando di scrivere qualcosa di valido.
Mai avremmo pensato di doverci districare tra i numeri di una contabilità mortuaria, contrapposta alle miserie quotidiane della politica nostrana con la quale, nostro malgrado, siamo costretti a confrontarci. Proviamo dunque ad abbozzare una sconfortante sintesi d’insieme, così, tanto per rimanere aggiornati…

 TERROMOTO DI HAITISecondo stime approssimate al ribasso: oltre 50.000 morti accertati nella sola capitale; 300.000 sfollati; un numero ancora imprecisato di feriti, senza alcuna assistenza medica; decine di migliaia di dispersi sotto le macerie di Port au Prince; cataste di cadaveri lasciate imputridire ai margini delle strade; un’intera società collassata su sé stessa, senza alcuna apparente possibilità di ripresa.
Dinanzi all’immane catastrofe umanitaria, l’attenzione del governo italiano è totalmente catalizzata nella ricerca degli italiani dispersi, ai quali sembra circoscritta l’intera emergenza. Il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha organizzato una ricerca mirata… A tal proposito il ministro rassicura: Non abbiamo notizie positive, ma per fortuna neanche negative. Infatti a Frattini, come si dice a Roma, la notizia di 200.000 morti presunti gl’arimbalza!
E già ce le immaginiamo queste fantomatiche squadre di ricercatori tricolori che si muovono tra cadaveri in putrefazione, moribondi agonizzanti e profughi affamati, con disinteressata indifferenza a meno che non siano rigorosamente muniti di italico passaporto. È ovvio! Tutti gli altri possono anche crepare. In grazia di Dio.
Tra l’altro, cinicamente parlando, al nostro lungimirante ministro sfuggono i risvolti politici ed i nuovi scenari diplomatici che inevitabilmente si apriranno tra gli USA di Obama, la Cuba avviata al dopo Castro, ed il Venezuela di Chavez, tramite la collaborazione internazionale per affrontare la crisi haitiana. No, l’ineffabile Frattini era troppo impegnato nella sua gitarella continentale tra dittatori africani, per prendere in considerazione simili implicazioni. Attualmente, potete ammirare l’imbalsamato ministro in esposizione temporanea tra le mummie del museo egizio del Cairo, su gentile concessione del governo italiano.
Ad Haiti, sono arrivati aiuti e soccorsi internazionali persino dai lontani Giappone, Russia, Australia, Cina. E da Israele, i migliori professionisti al mondo. Il massimo che il governo italiano ha saputo offrire, per il momento, è un C-130 e qualche pacco di cerotti. Al solitamente loquace Bertolaso sembra invece essersi seccata la favella.
Coerentemente, l’Italia ha stanziato aiuti economici per 1,5 milioni di dollari. Giusto mezzo milione in più rispetto al Gabon ed il Marocco, note potenze iscritte al G-8, e qualcosina in meno rispetto alla Spagna che invece ha messo a disposizione soltanto 4,5 milioni.
Il nostro ministro della guerra, Benito La Russa, ha risposto negativamente alla richiesta brasiliana di inviare unità navali di supporto, perché le navi ci metterebbero 10-20 gg a seconda del tipo. E a quel punto, probabilmente, i soccorsi americani e quelli dei paesi vicini sarebbero già stati utili, più di quanto potremmo fare noi”. Quindi meglio niente. Questo perché, probabilmente, tra 10-20 giorni, l’audience televisivo sull’ecatombe caraibica sarà già calato. Nel frattempo, quel baluardo di libertà e informazione che sono i nostri media avranno già stornato l’attenzione del pubblico sull’ennesimo fattaccio di cronaca nera, ingigantito a emergenza criminale per uso elettorale in concomitanza con le votazioni regionali. Ovvero potrebbero inventarsi qualche altra pandemia influenzale.

 BUFALA AVIARIALa peste del nuovo millennio. Peggio della Febbre Spagnola. Emergenza mondiale. Sono solo alcune delle svergognate panzane con le quali i media (ed i governi) hanno giocato allo spauracchio globale nel corso del 2009. Noi a simili castronerie non abbiamo mai creduto. Di conseguenza, non abbiamo speso una sola parola sull’argomento, reputando il tema un’offesa reiterata all’intelligenza di ogni essere senziente con un minimo di raziocinio. E parliamo di un’infima minoranza dispersa tra una folla di deficienti incurabili. Eppure, a voler leggere tra le righe, qualche isolata voce critica si era pure levata (QUI) …i soliti disfattisti controcorrente!
Comunque, della famigerata influenza, aviaria o suina che fosse, resta l’incredibile porcata: una truffa talmente grande e così ben riuscita che, siamo certi, verrà reiterata tra un paio di stagioni. Giusto il tempo di smaltire gli ultimi strascichi della (costosa) esperienza…
In Italia, per esempio, il governo ha acquistato 24 milioni di dosi di vaccino, che ora non sa come smaltire né a chi rifilare, dal momento che l’inutile vaccinazione di massa è stata sconsigliata dagli stessi medici e snobbata dal personale sanitario. Germania (60 milioni di dosi), Francia (94 milioni!) e Gran Bretagna (90 milioni), sono però riuscite a fare di molto peggio.
L’Italia aveva preventivato l’acquisto di 48 milioni di dosi; metà dalla Sanofi Aventis (contratto poi annullato) e l’altra metà dal colosso svizzero NOVARTIS. 24 milioni di dosi per un costo complessivo di 180 milioni di euro. A condurre la trattativa, in termini riservati, è stato Fabrizio Oleari, direttore generale alla Prevenzione Sanitaria.
Peccato che la Novartis, tra ritardi e disguidi, abbia consegnato solo 10 milioni delle dosi acquistate dal ministero. Peccato che, stando al contratto (che potete leggere qui: Contratto NOVARTIS) controfirmato dall’intraprendete dott. Oleari, dovremmo pagare anche i restanti vaccini non ancora passati in produzione, insieme ad una simpatica sequenza di clausole capestro, tutte rigorosamente a favore di Novartis. Qualche esempio diretto?!?

(Art. 1) Novartis non è assolutamente obbligata a rispettare i termini di consegna previsti.

(Art. 3,3) Le scadenze nei confronti del Ministero della Salute, al contrario, sono invece imprescindibili: il Ministero ha tempo 90 giorni per ritirare i vaccini in dose.
Infatti, “Qualora il Ministero non ritiri il prodotto nel corso dei predetti 90 gg, il prodotto sarà considerato come respinto dal ministero e la proprietà del prodotto sarà attribuita a Novartis, che avrà facoltà di disporne come ritenga opportuno (…) compresa la vendita ad altri clienti senza obbligo di risarcire il Ministero.”

(Art. 4,1) Il Ministero è tenuto a pagare anche qualora il “prodotto” (cioè il vaccino!) sia inutilizzabile o “inidoneo allo scopo”.
“È da considerarsi esclusa ogni garanzia espressa, implicita, o di altra natura in relazione al Prodotto, ivi comprese eventuali garanzia di commerciabilità o idoneità”.

(Art. 4,3) Novartis declina inoltre ogni responsabilità circa lo stato di conservazione, confezionamento, efficacia, tossicità, dopo 10 giorni dalla consegna. Naturalmente, il Ministero resta obbligato al saldo.

(Art. 4,4) E guai a non pagare!
“Qualora il Ministero rifiuti senza giusta causa il Prodotto (o ne respinga la consegna) sarà obbligato a pagare immediatamente a Novartis il relativo prezzo in aggiunta alle spese di smaltimento sostenute da Novartis”.

I nostri preferiti restano però gli articoli 4.5; 4.6; 4.7 dove più si avverte il sublime tocco dell’azzeccagarbugli che strozza il cappone di turno, travestito da funzionario ministeriale.
(Art. 4,5) In caso di indesiderati effetti collaterali sui vaccinati, Novartis si impegna a risarcire i danneggiati.
(Art. 4,6) Novartis declina ogni responsabilità “in conseguenza di danni alle persone”, qualora non siano stati preventivamente contestati dei “difetti nella fabbricazione del Prodotto”. In tal caso, scattano le clausole dell’art. 4,3 col limite tassativo di 10 giorni dall’avvenuta consegna, per le rimostranza del ministero. Ergo, la Novartis, anche se ci scappa il morto, non paga proprio un cazzo! 
(Art. 4,7) Nell’incredibile caso riusciate però a trascinare in tribunale il mostro farmaceutico, la parte lesa “non dovrà accettare compromessi o accordi transattivi o intraprendere azioni sostanziali in relazioni a tali cause senza il previo consenso scritto della Parte Indennizzante”.
In pratica, per fare causa a Novartis, il danneggiato dovrà prima chiedere il permesso a… Novartis!
Inoltre,
“dovrà prestare la propria completa cooperazione e fornire alla Parte Indennizzante adeguata assistenza nel corso delle indagini e della gestione della causa”
E cioè, il mio legale (pagato da me) lavora per assistere gli avvocati della controparte.

Il vero capolavoro, il paradosso da teatro dell’assurdo, si raggiunge tuttavia con l’Art.8 e relativi commi:
Novartis declina ogni responsabilità per omessa consegna dei vaccini in caso di… pandemia!
Ogni commento è inutile.

Persino uno studente al primo anno di ragioneria storcerebbe il naso davanti ad un simile contratto… Forse sarebbe ora di mandare in pensione il dott. Fabrizio Oleari e decurtare la sua pensione a pagamento delle cazzate che è andato firmando.

 FREE INTERNET. Naturalmente, per i governi, certe notizie sarebbe meglio non divulgarle. Di sicuro, non ne parla un Minzolini nei suoi editoriali da cinegiornale Luce: troppo intento ad omaggiare la memoria de L’Esule di Hammamet” per far contenti i 400 e più ladroni al governo senza  Alì Babà. In compenso, perdi un Ghino di Tacco e trovi un Imperatore!
Per questo bisognerebbe azzittire internet, con un “maggior controllo della rete”… in nome della libertà, s’intende! I governi hanno smesso da tempo di temere i propri popoli. Fortunatamente, anche il ‘popolo’ ha smesso da tempo di dare credito alle panzane dei vari Gasparri, Bondi e Maroni (omen nomen). Gentaglia che di nuove tecnologie non capisce assolutamente il solito cazzo di nulla, eppur si ostina a metter lingua quando questa non è occupata altrove…

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Una Risposta a “Una Settimana da Inferno”

  1. RETTIFICHE:
    Evidentemente, il week-end porta consiglio… Dopo 48 ore dalla sua dichiarazione originale, il ministro La Russa ha cambiato idea: nelle prossime ore dovrebbe salpare la portaerei Cavour e coordinare il piano di aiuti, in missione congiunta, sempre salvo ripensamenti…

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