HIROSHIMA 1945

Hiroshima

Alle ore 8,16 del 6 Agosto 1945  gli abitanti di Hiroshima poterono apprezzare sulla propria pelle una dimostrazione pratica  di  cosa significhi per gli USA il rispetto dei diritti umani, la salvaguardia della popolazione civile non belligerante, considerazione della vita altrui, e la fondamentale differenza che intercorre tra i crimini di guerra e le garanzie di uno Stato dai solidi principi ‘morali’. Compresero anche cosa volesse dire appartenere ad una razza diversa dai WASP e quale considerazione fosse loro riservata. Fu insegnato loro cosa volesse dire la pietà, il senso del limite, e “proporzioni dell’offesa”. Con largo anticipo sui tempi sperimentarono la prima forma di “esportazione della democrazia”.
130.000 giapponesi bruciarono troppo in fretta per capire l’importanza dell’atto, ma altre 280.000 lo compresero negli anni successivi mentre si spegnevano in una lenta agonia radioattiva.

Nagasaki

Il brillante esperimento venne ripetuto il 9 Agosto sugli abitanti di Nagasaki. In 80.000 furono consumati dal fuoco democratico degli statunitensi, in un corale inno alla Libertà.
A tutt’oggi, gli Stati Uniti sono l’unica nazione che abbia mai usato un ordigno nucleare nel più grande atto di terrorismo che il mondo ricordi. Se i morti non sono americani, allora si possono uccidere milioni di innocenti. L’importante è che sia una “Grande Democrazia” a farlo. Solo così un massacro è accettabile.

Neppur con la vista subimmo mai l’oltraggio della dominazione straniera. Sino ad oggi, questo nostro oscuro viver nell’estreme zone della terra e della libertà ci ha protetti. Ora, anche questo ultimo recesso è aperto; e come tutto ciò ch’è ignoto, lo s’immagina pieno di meraviglie. Al di là, non più alcun popolo, non altro che flutti e scogli, e, peggior male, i Romani, la cui prepotenza invano vorresti placare con l’umile sommissione. Predoni del mondo intero, dopo che  tutto devastarono, e altre terre da devastare non hanno, anche il mare vanno ora frugando. Avidi contro il nemico ricco, contro il povero superbi; non saziati dall’Oriente, non dall’Occidente; soli fra tutti a gettarsi con pari accanimento sull’opulenza e sulla povertà. Rubare, massacrare, rapire, hanno da essi il falso nome di Impero; dove fanno deserto, dicono pace.

  (Tacito. Agricola, 30 – trad. Giussani)

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