Il Sindaco delle Meraviglie ( I )

 

IL BUON FASCISTA

 

Personaggi come Giovanni Alemanno (detto Gianni) suscitano in me un genuino interesse: la dimostrazione pratica di come costanza e pazienza possano condurre a risultati insperati, pur senza brillare per doti particolarmente eccelse.

 

Cresciuto a pieno titolo nella Fascisteria romana, Gianni Alemanno è sopravvissuto indenne alle pulsioni eversive della destra estrema, senza mai cedere ai richiami armati dello spontaneismo nero. Conosce Pierluigi Concutelli (il “Comandante Lillo”), fascista mercenario e terrorista pluriomicida di ORDINE NERO, che però non lo ama: “Alemanno, Fini… non li ritengo camerati. Io li piscio! Merdacce”. Alemanno è invece in amicizia con Beppe Dimitri, ed i fratelli De Angelis, militanti di TERZA POSIZIONE, nonché con Roberto Nistri (il “fasciocomunista”) che da TP confluirà nei NAR di Mambro e Fioravanti. Ma il giovane Gianni, segretario provinciale romano del Fronte della Gioventù, rimane sostanzialmente fedele ad una militanza legalitaria nel solco dell’ortodossia missina e nel 1988 diventa segretario nazionale del FdG. Carica che conserverà fino al 1991, distinguendosi per la sua linea movimentista e la vicinanza ai temi sociali.

Il ragazzo tuttavia è irrequieto e non resiste al richiamo del manganello: nel 1981 si fa beccare, insieme ad altri quattro camerati, mentre insegna la legge del bastone dalle parti di Castro Pretorio a Roma. L’anno dopo viene arrestato per lancio di molotov contro l’ambasciata sovietica. Precursore della par condicio, nel 1989 se la prende col cimitero americano di guerra a Nettuno. In tutti i casi verrà comunque prosciolto.

Nel 1991 si prende una infatuazione passeggera per i movimenti protestatari meridionalisti che confluiranno, almeno in parte, nella Lega Nazionalpopolare di Stefano delle Chiaie (detto er Caccola per la sua statura): altro camerata in disarmo, già fondatore di Avanguardia Nazionale, con una passione per il golpismo e le dittature sudamericane.

Nel 1992 si sposa con Isabella, figlia di Pino Rauti, ex segretario del MSI, promotore di ORDINE NUOVO ed implicato nelle vicende più oscure dello stragismo. La sigla di O.N. costituirà una costante ricorrente nelle attività terroristiche dell’eversione neofascista, ma questa è un’altra storia.

Insomma un’esistenza opaca in camicia nera, all’ombra del Littorio nella nostalgia per il Duce, almeno fino al 1994: l’anno della “svolta” e dei bagnetti a Fiuggi, nelle ex terme dell’amico Ciarrapico (er Bibitaro). Gianni Alemanno molla il suocero scissionista (che vedrà ben presto affievolire la sua flebile “Fiamma Tricolore”) e confluisce in Alleanza Nazionale dove, insieme a Fini, accetta di servire “un altro duce, un altro re”: Silvio.

Nel 1996 viene eletto in Parlamento. Con Francesco Storace, diviene uno dei principali esponenti della corrente “Destra Sociale” in seno da AN, e fonda il periodico Area a causa del quale subisce un piccolo scivolone con il crac della Parmalat, dal quale peraltro si riprende velocemente e senza danni.

Nel 2001 viene rieletto alla Camera dei Deputati e nominato Ministro per le Politiche Agricole. E, ad onor del vero, come ministro non se la cava nemmeno male.

Nel 2006 si candida alle elezioni per il sindaco di Roma, contro Walter Veltroni, e prende una scocca micidiale: 37,1% contro il 61,4% dei voti. Ma il nostro Gianni non demorde, è un guerriero. Da vero sportivo incassa il colpo, si rimbocca le maniche, e si mette a suonare le sirene dell’allarme sicurezza, secondo la moda del momento. È un presenzialista da strada: lo trovi a manifestare, sempre circondato da quattro gatti, per la realizzazione della rotatoria in quel quartiere… per l’emergenza rifiuti che a Roma (ancora) non c’è… contro il degrado nella più ampia accezione del termine… Non gli daresti due lire.

Nella primavera 2008 si ricandida a sindaco, dopo che Veltroni ha dato le dimissioni per immolarsi con mezza Sinistra alle elezioni politiche, regalarci il magico PD (l’acronimo di una bestemmia), e sputtanarsi nei successivi 3 mesi di opposizione.

Il 28 aprile 2008, Gianni Alemanno si prende la rivincita con il 53,7% dei voti e umilia il frastornato Francesco Rutelli (la minestrina riscaldata) al II turno delle elezioni comunali, incassando un risultato storico.

 

 

Grande profluvio di saluti romani sulle gradinate del Campidoglio e celtiche al vento che garriscono gagliarde. Anche la marcia su Roma è compiuta. Ma Gianni è vincitore magnanimo e sarà il sindaco di tutti i romani. È anche uomo di cuore e non dimentica i vecchi camerati, soprattutto quelli di Terza Posizione; per lui il fascismo è un male relativo… un tanto al chilo. È anche uomo di fede: lui non festeggia l’unità d’Italia con l’annessione di Roma al resto della nazione. Il sindaco della città celebra i soldati del Papa Re. E che Alemanno abbia una certa tendenza a scambiare le parti durante le ricorrenze, lo aveva già dimostrato l’8 Settembre quando insieme al “Ministro della Guerra”, l’imboscato La Russa, festeggia gli eroi di Salò che “si opposero all’invasione degli Anglo-Americani”.

In fondo sono soltanto parole. Nelle prossime puntate avremo modo di approfondire i fatti. Sarà dunque un dovere, e un piacere, seguire il nostro eroe nelle sue gesta spericolate, con dedizione e impegno nel corso del tempo, dedicandogli tutte le attenzioni che merita…

4 Risposte to “Il Sindaco delle Meraviglie ( I )”

  1. Anonimo Says:

    articolo interessantissimo direi e soprattutto vero!
    ma c’è dell’altro ….molto altro! ancora non hannp finito di riempire le alte poltrone come in una patetica partita a scacchi!

  2. Caro Lettore,
    In effetti, a voler cercare, c’è mooolto altro…
    Se mi perdoni l’autocitazionismo, forse a proposito del nostro piccolo eroe in nero puoi leggere qualcosa in più su:

    ALEMANNO CONNECTION

    I NUMERI DI ALEMANNO

  3. Anonimo Says:

    Ti ringrazio per i link…..interessantissimi e ti faccio i miei complimenti per il sito!
    Trovo che in rete ci siano troppe poche cose interessanti ….Rritengo invece , che sia importante sapere che, con la presunzione di saper governare una città come Roma, basandosi su legalità, sulla trasparenza e sull’onestà il nostro piccolo eroe fonda la sua politica sulla corruzione, il favoritismo e l’illegalità. Non è un personale accanimento … ma solo l’opinione, fondata su fatti, di una persona che ha lavorato a stretto contatto con i suoi SERVI ed è rimasta purtroppo vittima dei suoi sporchi giochi di potere!!!
    grazie ancora!

  4. Grazie a te per il tuo preziosissimo contributo..
    Da queste parti, sarai sempre il benvenuto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: